
Non lo abbiamo capito, come ci si arriva.
Se uno guarda la cartina, pensa di andare su fino a Taba, costeggiare la frontiera con Israele e sbucare sul Mediterraneo.
C’e’ una strada, anche se appare solo su alcune cartine e su altre no.
La strada che poi sbuca a Rafah.
Alla Rafah egiziana, dico, che’ la citta’ e’ una Berlino del Medio Oriente (ma solo nella sfiga, mica per altro) ed e’ divisa tra i due Stati – o tre, volendosi incaponire con l’Autorita’ Palestinese nonostante i tempi.
Solo che non si puo’, quella strada e’ off limits e mi manca solo di farmi sparare da una vedetta mentre avanzo verso il mare con la maschera in mano.
Sai come mi incavolo?
Allora uno pensa di andare dritto ma un po’ piu’ a sinistra, tagliando il nord del Sinai verso il centro.

Pero’ ci dicono che li’ in mezzo, giusto al centro, c’e’ questo gruppo di montagne grossissime e che la strada e’ tutta curve e che non si puo’.
Insomma: ci vogliono spedire da qui a Suez, e poi da Suez di nuovo indietro, lungo il Mediterraneo e fino ad El Arish.
E poi ci guardano e ci chiedono: “Ma che ci volete andare a fare, ad El Arish?”
E pare che sia un posto dove a nessuno viene in mente di andare, e chi ti dice che ci vogliono 4 ore, chi 6, e forse nessuno ci va, in effetti, perche’ nessuno ha le idee molto chiare su quale strada si debba prendere.
L’ultimo a cui abbiamo chiesto ci ha comunicato che la strada dritta di montagna, quella che vogliamo fare noi, e’ “solo per egiziani” e che ai posti di blocco ci rispediranno indietro.
Noi non ci crediamo: secondo noi, si confonde con la strada che corre lungo la frontiera.
Insomma: io e Jose Antonio, con la nostra macchina rossa a nolo (te la ricordi, Fant?) domani andiamo a cercare la costa mediterranea del Sinai, sperando di trovarla.
L’idea di passare da Suez e’ una rottura di balle infinita.
Porteremo dietro acqua e panini e affronteremo la montagna, dunque. Ci pare piu’ sensato, francamente, e poi almeno e’ un deserto nuovo.
Un tempo era una strada importante, quella.
Dagli antichi egizi in poi e’ stata assai frequentata, ed era un pezzo importante della Via Maris, a quanto apprendo, e ancora fino ai giorni nostri (di mio nonno, almeno), quando le strade sono cambiate, e non solo loro.
El Arish era un bel posto di vacanza, mi dicono.
Poi nel ’95 ci scoprirono delle orripilanti fosse comuni piene zeppe di soldati egiziani (Israele si scuso’) e pare che alla gente sia passata la voglia di andarci, che’ il mare di Alessandria e’ piu’ spensierato, dopotutto.
Si nota: come dicevo, ci guardano tutti perplessi, quando chiediamo come ci si arriva.
D’altra parte, ne’ io ne’ Jose conosciamo il Nord del Sinai, quindi siamo determinati ad arrivarci.
Se solo sapessi come diamine si chiama, la montagna che ci siamo messi in testa di attraversare, potrei almeno lasciare un indizio su dove venirci a cercare, se non mi si vede piu’ ricomparire.
Mettiamola cosi’: e’ la montagnona che sta tra Nekhl ed Al Arish passando per un villaggio che ha il promettente nome di Bagdad.
Io domani vado li’.
Se non dovessi riapparire entro Novembre, sappiate che sono ancora li’.
Saro’ quella che vaga per il deserto con una maschera in mano, non ci si puo’ sbagliare.

Azz, mentre leggevo il post mi saliva la paura :(
…Ci dobbiamo preoccupare?…Non importa..lo sono gi?…Fai ” ammodino “…
Lilith
Lia, io comincio gi? ad essere preoccupata; ma come ti viene in mente di fare cose del genere, mica sei pi? un’adolescente! Novembre ? davvero lontano… cerca di tornare sana e salva
Lo sai che io invece non sono cos? preoccupata?
Aspetto con fiducia un tuo reportage “da favola”.
Mammamia!… ti sei portata la medaglietta di Fatima? ;-)
un beso da qarmida
accipicchia! Tra quelle “grosse montagne”, poco a nord, subito al di la’ del confine sta Har Karkom!
Una spedizione archeologica italiana ha trovato pacchi di prove che quello fosse lo storico monte Sinai. Da qualche parte in rete trovi pure un ebook sulla missione e sugli incredibili ritrovamenti.
So che di pazzi che identificano il monte Sinai qui e li’ nel medio oriente ce ne sono a josa, ma questa volta sembra si tratti proprio di un grosso colpo archeologico.
E’ passato in sordina perche’ ci sono parecchie religioni che dovrebbero riscrivere parte della loro storia… e questo in genere e’ un processo che ingenera resistenze e attriti.
Comunque se tiri l’occhio oltre confine lo potresti vedere. Ma attenzione ai cecchini!
Buon viaggio!
Ma no, preoccupati di che?
Arrivo ora da Rafah, cottissima.
Bellissimo, il mare di Rafah. Rafah egiziana, dico.
Dal mare si vede anche la Rafah di Gaza. Cosi’, mentre nuoti, e’ li’ a sinistra.
E’ grande, con palazzi alti.
Non mi viene da dire nulla che non suoni retorico.
Le montagne non ce le hanno fatte attraversare, Tonii: in compenso siamo passati per la zona in cui gli ebrei avrebbero attraversato il Mar Rosso, che in realta’ e’ un lago naturale sul Mediterraneo.
Ed e’ piu’ logico che siano passati da li’, in effetti: se veramente fossero passati da qui, a sud, sarebbero finiti dritti in Arabia Saudita.
Stavo pensando – un attimo prima di andare a dormire, che’ ho fatto 1500 k – che magari suona frivolo, che io dica che il mare di Rafah e’ bellissimo.
Mi dispiacerebbe.
Solo che e’ proprio cosi’: bellissimo.
E, ancora adesso, io non riesco a pensare ad altro.
C’e’ questo Mediterraneo stupendo – le tartarughe marine usano la spiaggia per lasciarci le uova, come a Lampedusa – e poi, un pelino piu’ a sinistra, si viene bombardati e distrutti.
C’e’ Rafah come potrebbe e dovrebbe essere e poi, la’ accanto, c’e’ Rafah come e’, come l’hanno fatta diventare.
Io non ne avevo idea, che fosse un cosi’ bel posto.
Col mare come quello della mia infanzia, lo stesso mare.
Ben tornata Lia; io non mi vergogno a dire che ero preoccupata… ma perch?… se non ti conosco neanche? Come ? stranamente simile alla vita reale quella virtuale. Forse perch? sento che vibriamo nello stesso modo e quindi ti scopro sorella nell’anima. Mi fa male pensare a quante menzogne ci raccontano per farci digerire tutto quello che i sionisti stanno facendo in Palestina e mi fa peggio sapere che c’? gente anche “intelligente” che ancora non ha capito come stanno veramente le cose.
Certo che ci devono essere interessi a non pubblicizzare certi reperti… Avete letto “il codice da vinci”?
Hai ancora altri giri cos? pericolosi e ansiogeni in programma Lietta? Hai fatto qualche foto?
Non ho fatto niente di pericoloso, Barbara, se non incocciare un po’ di sabbia sulla strada.
Per quanto sembri strano, le uniche zone pericolose di tutto il Medio Oriente sono quelle in cui stanno gli israeliani o gli americani.
Dove ci sono solo arabi, gli unici rischi che corri sono di tipo automobilistico.
Le foto che ho fatto con la mia macchinetta non valgono nulla.
Aspetto che Jose scarichi le sue, ma potr? farlo solo al Cairo.
Ciao :)
qualcuno mi sa dire che compagnia vola fra Cairo ed El Arish, cesare, Yangying3@inwind.it