Scusate se proprio adesso, con tutto quello che sta succedendo, io infilo qui una manica di cavolacci miei: succede che mi hanno appena avvisato che sono stata nominata di ruolo in Italia.
Questo vuol dire che io ho tempo fino a Lunedì per accettare e che il primo settembre dovrei prendere servizio.
In Italia.
Questo vuol dire che sono letteralmente annichilita dalla decisione che mi ritrovo a dover prendere.
Io l’ho già rifiutata una volta, la fatidica immissione in ruolo. Se dico no anche stavolta sono fuori per sempre, e non ho le spalle abbastanza coperte, economicamente, per decidere a cuor leggero di continuare a far la zingara contando su 100 euro al mese.
E’ già pazzesco che mi abbiano pescato per la seconda volta, non ci contavo nemmeno un po’.
Però il senso di responsabilità, se così vogliamo chiamarlo, sta cozzando pesantemente contro i miei desideri.
Pesantemente.
Non c’è una cellula, in me, che voglia tornare.
Bombe fuori e bombe dentro.
Si preannuncia una giornata (una giornata?) difficile.

Ti capisco Lia, almeno un po’.
Certo vivere in Egitto non fa parte della mia esperienza ma mi sento vicino al mondo arabo e islamico. Ieri sera ero a cena con alcune donne Saharawi e i miei sentimenti per quel mondo (così vario) si sono rafforzati.
Un abbraccio.
Ciao Lia, in fondo al cuore, ti aspettavi una notizia del genere? Valuta bene i pro ed i contri, e il domani?
Comunque sia, la scelta sarà la migliore.
Abbraccione
Cara Lia, veramente un abbraccio di solidarietà.
Io sono stata solo qualche mese in Palestina, ma il mio cuore e il mio desiderio sono là. Però…be’ i però te li dici da sola…
Un’ipotesi (che non é un suggerimento).
Perché non prendi servizio di ruolo e poi concorri per insegnare italiano all’estero? I titoli che hai, la conoscenza delle lingue ti aiuterebbero … Posso immaginare quello che pensi dell’insegnamento dell’italiano all’estero, ma…
Tieni poi conto che i giovani non si identificano con l’arroganza berlusconiana, il … (censura) leghista e lo squallore governativo complessivo… Con molti di loro é ancora possibile dialogare su un piano di dignità perché non sono (ancora?) inquinati dalle perfidie del comune buon senso.
E molti sono figli di immigrati per cui la tua esperienza potrebbe aiutarti.
Se ti ho seccato scusami. augusta
Che dire, cara Lia. Siamo nella stessa situazione, forse con qualche possibilità di tornare se questa volta saltiamo il giro e sicuramente senza pericoli come quelli che la tua zona ha.
Un bell’abbraccio e spero che tu riesca a scegliere serenamente.
Comida
La soluzione migliore, che in prospettiva ti salva capra e cavoli, è quella che ti ha indicato Augusta: prendi il ruolo e poi tieni d’occhio qui:
http://www.esteri.it/ita/4_28_67_81_94.asp
L’Italia… noi… i nostri figli… hanno bisogno di gente come te, qui, ora, prima possibile. Cosa ne sarà di questo paese se tutti coloro che ancora usano un po’ la testa se ne vanno anche loro all’estero? È triste costatare che le nostre migliori menti rifiutino di lottare e “fuggano” all’estero. Una sorta di stillicidio. E qui siamo sempre di meno. E gli effetti si vedono. Guardo il mio bimbo di tredici mesi e penso agli insegnanti che un giorno potrà incontrare… Ti prego, resta, e unisciti a noi, a chi non ha mollato. Un abbraccio grande per una scelta comunque difficile, sappi che, al di là dei nostri desideri, qualunque essa sia noi la capiremo, saremo con te e non ti abbandoneremo. Ciao
Da parecchio tempo leggo haramlik e la stimo tantissimo.
La notizia che le è arrivata dall’Italia ha scosso perfino me, non riesco nemmeno ad immaginare la detonazione che possa aver provocato in lei..
Guardi, qui è un manicomio e non vorrei offendere chi purtroppo ha problemi psichiatrici. Se lo ricorda l’individualismo e il menefreghismo degli anni ottanta? Bene, ci aggiunga anche un’imbarazzante valanga di ignoranza e di impoverimento monetario.
Le assicuro che per una persona aperta agli altri e mediamente rispettosa o ammirata delle culture non autoctone la vita quotidiana è molto frustrante. Un equivoco continuo. Una rottura di palle!
Capisco molto bene quello cui si riferisce quando parla di non avere le spalle abbastanza coperte economicamente, quindi mi rendo conto della serietà della sua scelta.
Le posso solo dire che se dovesse scegliere di tornare in Italia ci sarà un duro lavoro ad attenderla. Potrebbe vivere questo rientro sciagurato un po’ come una missione, perchè c’è davvero bisogno di gente come lei. Ne hanno bisogno gli italiani quanto gli stranieri, soprattutto i ragazzi più giovani.
Le consiglio inoltre di iniziare a guardare subito ai conteggi per la pensione; penso che, un domani, trasferita in Egitto…: )!! L’Italia non è più paese dove invecchiare, gioire e morire..
Con affetto ronda
Ciao Lia, un insegnante è anche una maestra di vita, ed effettivamente le scuole italiane hanno bisogno di personalità come la tua.ma valuta per bene e non pensare troppo al tuo futuro…pensa solo a te, ok hai solo 100 euro al mese ma sei felice, qui ne prenderesti molti di più ma il tenore di vita sarà lo stesso se non peggio (cmq dovresti riabituarti al “sistema” italiano). Ma dove trovi in italia chi ti mette la spesa nei sacchetti e te la porta a casa!!!..io rimarrei lì.
Ma ricordati scegliere vuol dire rinunciare a qualcosaltro. Io molto egoisticamente tifo MISR, pensa a te stessa che nessuno penserà a te.baci e buona scelta…
ma poi che racconterai sul blog??? no..no..no…rimani lì dove sei…Katia
… Prepara i bagagli.
Con 100 euro al mese… che ci fai?
Sicuramente + dei 1200 euro che prendi qui!!!!!
Coraggio, torna a casa… Poi ho sempre un amico nelle linee aere egiziane se vuoi tornare (per diporto) lì.
Ciao
Lia, tornare in Italia sara’ durissimo e ti hanno spiegato perche’.
In casi come il tuo valgono due assunti:
1) non e’ corretto lasciare, praticamente per sempre, il proprio paese perche se ne e’ stufi, senza provare a lottare; chi ama il proprio paese resta a lottare per esso:
2) il discorso di cui sopra e’ valido se si sente di appartenere in qualche, qualsiasi modo al proprio paese.
Io, oggi, non mi sento piu’ di appartenere all’Italia, non ho lo spirito eroico dei pionieri, delle popolazioni che si spostavano per migliaia di chilometri. Oggi il percorso pionieristico da fare, qui in Italia, e’ mentale, di costume, di ricostruzione della vita sociale.
Non me la sento piu’ di farlo, confermo di non sentirmi legato a questo paese.
Non so quale sia il tuo rapporto con l’Italia.
E’ vero che chi la pensa in modo diverso da me e vuole lottare per migliorare, ha bisogno disperato di persone come te ma un po’ di sano egoismo, inteso come fattore da mettere sulla bilancia in caso di dubbi atroci, permettitelo pure tu, alla faccia dei vari personaggi-foruncoli nel culo, che ci stanno aiutando, in malafede o meno, a perdere il piacere di vivere in Italia ma che cianciano e cialtroneggiano di civilta’, di radici cristiane e di minchiate varie.
Avrai capito che ho poca stima della capacita’ critica del popolo italico e mi sento triste a pensarla cosi’, spero di cambiare anch’io e in cio’ mi conforta, a volte, Sherif che vive con piacere in Italia.
Buona fortuna Lia, buona scelta, e che Fallaci sia con te :-).
che scelta del cacchio…scusa ma spero di non trovarmi mai nella tua situazione…povera lia. Prendi un foglio e scrivi i pro e i contro e poi valuta…funziona.
Capisco la tua perplessità, ma innanzitutto sono contento per te… che ti sia stata riconosciuta questa possibilità.
Quanto alla scelta, sarà ovviamente il tuo cuore a farla, alla fine…
Ma io voglio dirti, come altri hanno già fatto, che qui puoi essere forse ancor più utile… pensa a quanti ragazzi potresti sottrarre all’imbecillità di molti insegnanti… e far loro vivere la scuola veramente come un momento di crescita culturale e, soprattutto, mentale…
E’ questo che, tra le altre cose, manca ai nostri ragazzi… lasciati soli da una società che continua a ritenersi civile… lasciati in balia di una cultura fatta di spot pubblicitari, programmi tv demenziali… discorsi di imbecilli eletti a governanti…
I nostri ragazzi hanno voglia di crescere, Lia, non sono idioti come tanti pensano (o vorrebbero)…ma hanno bisogno di insegnanti come te per poterlo fare davvero…
Non voglio suggerirti una scelta, Lia, ma solo ricordarti che anche qui c’è un mondo tutto da ricostruire… e c’è bisogno di gente come te…
In bocca al lupo, Lia.
Ringrazio tutti per le risposte. Senza voler passare per cretina, confesso che sono in lacrime da stamattina. E’un casino.
Mia figlia ha detto: “Le cose non arrivano mai al momento giusto.”
Io credevo che Cri mi avesse mandato l’sms per sapere come stavo, visto il disastro di Sharm. Ho sentito il “bip”, ho finito di scrivere il post qui sotto e poi, con calma, ho aperto l’sms.
E ho letto: “Sei stata nominata di ruolo milano. Contattami urgente.”
E poi ho parlato con il provveditorato, che vorrebbe avermi là lunedì (questo) ma forse accetta una delega.
Hanno capito che ero in vacanza, e a me è parso complicato spiegare che, uhm, io qui ho casa mia.
Quello che mi stanno dicendo figlia, compagno e migliore amica è intuibile, ed è ciò che dicono Augusta (figurati se mi secchi! Ti ringrazio, piuttosto) e Massimo (ehilà, perbacco!).
Che sono 3 anni, e poi via di nuovo. Con due certezze economiche in più, ché sul lastrico come lo sono adesso è quasi impossibile. Mia figlia ululava, per telefono…
Io adesso vado a fare un giro e poi magari scrivo qualcosa di più ragionato.
Io qui ho una casa, cacchio. A Milano no.
Gessù, che vita intensa.
E, no, non me lo aspettavo.
Nessun docente italiano si aspetta di essere immesso in ruolo quando sono due anni che è a spasso per il mondo, senza manco preoccuparsi di fare punteggio.
Io non tiro su un punto da due anni. Due. Come potevo mai pensare una cosa simile?
Ci avevo messo 12 pietre sopra, non una.
E, dopo due anni qua, il lavoro cominciava a ingranare, università a parte. In quest’ultimo mese ho visto qualche soldino decente, per la prima volta. In quest’ultimo mese.
La vita ti prende per il culo, ne sono sempre stata certa.
Tu vivresti bene ovunque, TORNA :)
Stavo per consigliarti anche io come Augusta e Massimo.
Poi però leggo – prospettive di lavoro all’università? Soldini guadagnati senza doverli spendere in antiacidi?
E poi: tieni anche conto che qui a MI il costo della vita è alto – ma proprio *alto*: quindi, di quel mitico stipendio in euro rischi di non poter mettere via molto.
Quanto alla vita sociale: quello mi pare il problema più risolubile. Piuttosto, i tempi e il nervosismo potrebbero essere davvero una seccatura (ma anche: la realtà vissuta ha sempre duecento scappatoie che da lontano non sempre si vedono – lo saprai bene, no, vivendo dove vivi?).
Ma d’altra parte: provare a tornare per un anno vorrebbe dire che lì in Egitto salta tutto?
Comunque: un abbraccio. Tifo scatenato per la prof., qualunque cosa decida e qualunque cosa accada.
Se fossi al tuo posto, sicuramente resterei in Egitto.
Il tuo cuore ormai appartiene alle sabbie del deserto.
Non ho idea, cosa si possa acquistare in Egitto con 100 euro. In Italia con 100 euro ci comperi 2 discreti frullatori! Vista la piega economica del Ns. ex bel-paese…
Lia, non so se ti sarò d’aiuto perchè in realtà non so che cosa consigliarti.
provo a darti un pò di spunti, ma credo di essere comunque parziale.
per me, anche se non ci conosciamo personalmente!, ti vorrei in Italia, ma credo più che altro per un fatto egoistico, perchè così da questa parte c’è una persona buona in più, perchè in realtà il bene lo fai sia lì che qui…
credo che magari qui potresti trovare un modo diverso di sentirti realizzata.
magari facendo del volontariato, insegnando ai bimbi stranieri in Italia, operando come una sorta di mediatrice culturale…
ma forse non avresti neanche il tempo di andare a fare la spesa…
potresti comunque non perdere il contatto con la realtà che adesso ti circonda, offrendo parte del tuo tempo per iniziative a favore dell’integrazione. o magari oggni anno farti un viaggio dalle “tue” parti.
potresti chiacchierare con Sherif e lavorare su progetti veri.
però è tutto un però.
pensa che avresti i tuoi cari più vicini (non so se in realtà tua figlia sarebbe più vicina)…,anche se forse sarebbe più difficile farti i centrifugati di mango la mattina o salutare i tuoi gechi terroni.
saresti anche meno “leggittimata” a criticare l’Italia (roba non da poco!!) e non so con il tuo orgoglio come la metti.
Però il coraggio della scelta è tuo…
il vero coraggio sta nel cercare di guardare dentro se stessi e dirsi tutta la verità fino in fondo.
sono un pò pesa. ti abbraccio.
mo
se il vento gira si segue il vento, certi “segni” ci capitano davanti, il saggio li coglie, lo stolto li ignora.
Auguri per la non facile scelta.
La tua casa è lì, non ci sono dubbi. Dunque torna a lavorare in questa Italia ormai quasi estero. Preparando il rientro a casa. Non lasciandoti imbrigliare nel grigiore che sappiamo (non lo farai, ma magari la sabbia della vita italiana potrebbe ostacolarti). E poi cercando sempre di dare testimonianza di quel che conosci.
Ho l’impressione che questa “occasione” sia l’opportunitä di definire una scelta. Per la quale occorre prendersi tempo. Cercando di non produrre lacerazioni.
E non permettere che ti perdiamo di vista :-)
Cosa consigliarti? Non ho idea, visto che ho fatto 2 commenti speculari…
In uno ti dicevo “torna”, nell’altro ti dicevo “che torni a fa?”.
1)Io guarderei la mia “situazione contributiva”. Non vorrei scoprire che dopo tanti anni di lavoro all’estero…
2)In Egitto hai una casa, una vita che ti appartiene.
3)Tornare per iniziare da zero…Ce l’hai la forza?
4)Una casa in periferia a Roma, per una camera, cucina e bagno chiedono 1200/1500 euro al mese. Non ho idea quanto costi a Milano o in altre città, o dove andrai a lavorare.
Ti prego, scegli solo in base al tuo cuore. I calcoli economici falli a scelta compiuta, ti verranno in mente anche le idee per farli tornare, ma non farli rientrare nella scelta. Nel tuo cuore sai cosa vuoi. Qualcuno ha detto che le scelte giuste sono quelle che si fanno sulla spinta del coraggio, non della paura: in questo caso richiede coraggio sia restare che tornare, ma non scegliere in base alla paura degli affitti di Milano, nè dei 100 euro in Egitto o di perdere chissà che opportunità! Scusa se mi permetto di intervenire nelle tue scelte, ma giacchè non sono l’unica…
Comunque la prima cosa che mi è venuta quando ho letto sta cosa è stata voglia di abbracciarti! Alda
Grazie a tutti, che vi siete presi la briga di farmi compagnia in questa giornata assurda.
Mi sembra così nebulosa l’Italia, in questo momento, che faccio fatica a immaginarmici in qualsiasi ruolo. Io ero certa di non tornarci più, fino a questa mattina. Dire che sono spiazzata è dire davvero poco.
Credo che sarà difficilissimo e mi sfugge totalmente come ci si possa vivere con uno stipendio da prof, per quanto di ruolo: l’aspetto economico della cosa merita di essere preso in considerazione solo per quando riuscirò a ripartire: nel frattempo, sarà una specie di servizio militare.
Ringrazio chi mi ha detto che lavorarci ha ancora un senso, in Italia. Quando me ne sono andata, la scuola italiana mi aveva letteralmente stroncato. Però poi il mio lavoro mi piace e forse, ha ragione Augusta, questa mia esperienza egiziana potrebbe servire a qualcosa.
La prendo come una cosa temporanea, comunque: io non ci voglio invecchiare, in Italia. Non potrei e non voglio, ho altro da fare. A 40 anni, una deve anche prendere atto di ciò che la rende felice e di ciò che, invece, la spegne. Io voglio stare “in altri mondi possibili”, e questo è tutto ciò che so.
Farlo con giudizio non è una cattiva idea.
Lavorare in Italia il meglio possibile e senza lagnarsi troppo, mentre lo farò, sarà sano, oltre che doveroso.
Tre anni al massimo, e il 1 settembre comincio il conto alla rovescia.
Di nuovo: grazie. :)
Ti auguro forza, molta.
ho provato a lasciare un post non riesco…mi si parla di questionable content e non capisco! vabbeh…ti scriverò email…
Da stamane è la seconda volta che provo a scrivere su questo cacchio di blob…con il risultato di aver perso del tempo e dei miei pensiei neppure l’ombra:che sia destino o una mia incappacità ad usare gli strumenti giusti????
Mah non so…per fortuna torni, così evito di stressarmi ulteriormente.
Ho letto tutti gli altri e alcuni di questi hanno già detto in maniera egregia ciò che penso .
Le tue lacrime posso capirle ..ma sono anche certa che se in egitto lasci la metà destra del tuo cuore…..sicuramente tornando in italia recupererai quella sx.
Non hai più una casa a milano??delle mura che ti accoglieranno ci saranno sicuramente…e sarà solo l’impalcatura esteriore…la vera casa è qui,pensaci lia, dove hai lasciato 2 anni fa degli affetti che comunque hanno bisogno di continuità.
Con gli anni ,e tu pian pianino mi stai dietro,mi sono resa conto che qualsiasi rapporto di affetto ha bisogno di essere alimentato quotidianamente e non di scorpacciate seguite da periodi di carestia che non sono …mai salutari.
Ad un certo punto occorre mettere dei bei paletti per fortificare e vivere intensamente quello che si ha….sarà quella la vera casa.
Fai un mestiere importante…tu assieme a tutti gli altri, sei responsabile degli individui del nostro domani…e se vogliamo che siano migliori occorre che qualcuno insegni loro ad usare la testa e ad inculcare il senso di responsabilità,di giustizia….di tolleranza.
DA sempre dici che siamo un popolo intollerante…bene, non devi far altro che cominciare a modificare questo concetto nei ragazzia cui andrai ad insegnare qualcosa.
Che importa se non è una scuola del cairo o di vattelapesca….sono ragazzi come quelli che stai per lasciare….qui come altrove.
Se solo riuscirai a fare questo anche con uno solo di quegli alunni,avrai fatto molto.
Sono strafelice per il webmaster..che ricomincerà a fare il pendolare…..unpò meno per me che non mangero più la pizza con lui!!!!:-))))è il prezo da pagare per averti qua.
Non riesco a vedere ingiustizia in quello che ti sta accadendo…credo sia un’opportunità per il tuo privato non da poco.
Che te ne fai del deserto….di quel paese…di quella casa….e di tutto ciò che ti sembra splendido…se a tutto questo non puoi aggiungere,lo sguardo…l’abbraccio di chi ti ama….la compagnia di chi ti percepisce come parte di se???
I surrogati adottati in questi 2 anni per sedare precari equilibri,alla fine diventano insufficienti..credo che questa opportunità sia la svolta per vivere al meglio ,con un lavoro sicuro alle spalle, tutto questo pò pò di bene a cui hai rinunciato per un bel tot.
I posti non scappano, non invecchiano…se vogliamo ci aspetteranno sempre…..tutto ciò che vive ,ed ha un ciclo vitale…no.
Mettila così:appena riuscirai a portare in egitto tutto quello che oggi ti mancava ,potrai ritornare a casa.
Per intanto…..bentornata…a rivederti presto.
Che dirti. Io quella chiamata prima la speravo, quando non ero in Siria, adesso confesso che la temo. La temo perché mi capiterebbe quasi esattamente quello che ti è capitato a te, angoscia per la scelta, panico di scegliere male eccetera. Certo, per me che ora ho moglie e figlia a carico, la scelta di andare in Italia sarebbe forse meno difficile (nel senso che direi no con più facilità), ma è anche vero che il ruolo dà molte garanzie, soprattutto (se non solo) economiche.
Ma probabilmente, anzi, sicuramente, io sono moolto più indietro di te in graduatoria, e non la cosa non mi succederà se non tra qualche lustro.
Nel frattempo, per prevenire il panico suddetto, mi sto adoperando per avere carte in regola e insegnare in qualche università in qualche parte del mondo: faccio questo master che comunque serve come carta d’ingresso indispendabile per molte università, e preso mi pubblicheranno dei racconti graduati per studenti stranieri che ho scritto nel (poco) tempo libero che ho a Damasco.
Se tutto questo mi renderà un candidato più appetibile di ora per qualche dipartimento di lingua italiana in qualche università (ho già rifiutato un’opportunità in Ecuador, ma solo per via di mia moglie e mia figlia), potrò dire no a cuor più leggero ad eventuali chiamate in ruolo. Resta sempre il fatto che, dopo aver insegnato agli adulti, l’idea di tornare tra adolescenti ormonali mi atterrirebbe non poco.
Comunque, dice bene chi ti ha consigliato di prendere il ruolo, pazientare 5 anni e poi fare gli esami del MAE per diventare lettore all’estero nelle università. Becchi un sacco di soldi per qualche anno in due paesi più o meno a scelta, poi torni ancora per tre anni e di nuovo puoi ricominciare a viaggiare.
Tu che puoi farlo, che sei ormai in ruolo, fallo.
Se capiterai da queste parti, fammi uno squillo. Mi farà piacere conoscerti finalmente di persona.