
Tra le migliaia di documenti che una prof deve presentare quando prende servizio e che vanno dal godimento dei diritti politici al certificato penale passando per il fantomatico certificato di abilitazione (oggetto che quasi nessuno ha mai visto dal vero ma che io, causa clamorosa botta di culo, possiedo su carta intestata del Provveditorato e ancora non ci posso credere) più centinaia di altri vari ed eventuali, quest’anno spicca il caro, vecchio Certificato di Sana e Robusta Costituzione.
Non spicca per meriti propri, ahimè. In realtà è sempre stato abbastanza innocuo, ché si faceva all’ASL e non ricordo mi abbia mai fatto penare troppo, in passato: tu andavi là, magari con un appuntamento, e qualcuno controllava che tu non avessi la tubercolosi. Questo era tutto.
Di sicuro era molto più simpatico del certificato penale, per dire, che si fa solo in Tribunale e tu hai puntualmente una coda di 400 persone prima di te. Il sana-e-robusta-costituzione era innocuo, invece. In un’oretta te la cavavi, e poi le ASL hanno il pregio di non essere mai troppo lontane da casa.
Tutto questo, prima.
Prima che tale signor Borsani, assessore alla Regione Lombardia per Alleanza Nazionale, pensasse bene di abolirlo.
Giuro: la mirabile Regione Lombardia ha abolito il certificato di sana e robusta costituzione.
“Che bello!”, esclamerebbe una.
No?
No.
Perché succede che questo certificato non lo richiede la Regione.
Lo richiede lo Stato.
La Regione, avendolo abolito, si limita a non fartelo più.
Tu, però, lo devi presentare lo stesso.
E quindi te lo fanno nientedimeno che le Forze Armate le quali, bontà loro, dipendono dallo Stato e non dalla Regione.
E questo è stato il mio “buongiorno” all’Italia: giorni e giorni attaccata al numero di telefono dell’Ospedale Militare di Baggio, dove appositi medici militari sono gli unici, in tutta la Lombardia, a fare ‘sto cavolo di certificato a tutti i prof della regione, che saranno chissà quante migliaia, e tutti lo devono presentare, per legge, entro il 30 settembre.
Una cosa delirante.
E, ovviamente, ottenere che qualcuno ti risponda al telefono è un’impresa da pazzi e io ci ho messo tre giorni, e già mi vedevo a fare avanti e indietro, senza macchina, con quest’ignota caserma di Baggio mentre la segretaria della mia scuola strepitava: “E’ una norma dello Stato! Me lo deve portare! Si legga il suo contratto, c’è scritto lì! E pazienza se non le rispondono, si farà quelle due o tre passeggiate fino a Baggio!” e io allibita, e senza nemmeno poter fumare, ché qui è proibito ovunque e non ci sono panchine per strada, quindi non solo bisogna fumare fuori da qualsiasi edificio tu sia costretta a frequentare, ma devi pure stare in piedi come un’idiota, in mezzo alla strada.
Mentre ti scervelli su come sia possibile che la tua Regione ti abolisca un certificato che il tuo Stato ti richiede, e ti assicuro che la voglia di fumare ti viene.
Ma dico: ma i certificati andrebbero aboliti alla fonte, no? Nel senso che smettono di chiedertelo, dico io.
No. Questi smettono di fartelo. Semplicemente.
Demenziale.
Alla fine i militari hanno risposto al telefono, poco fa.
Una gentile signorina mi ha dato appuntamento per la fine di ottobre e, quando le ho detto: “Ma io devo consegnarlo entro il 30 settembre!” lei, sospirando, mi ha detto: “Lo so. Ma lo stiamo facendo per tutti i professori della Lombardia ed è impossibile farcela in un mese. Dica alla scuola di chiamare qui e di parlare direttamente con il Maresciallo. Ci pensa il Maresciallo, a dirlo ai presidi.”
Il Maresciallo.
Non ci posso credere.
Io, insomma, al momento sono presa da queste cose qui, oltre che dalla ricerca di casa.
Ricerca che pure è avvincente, a modo suo: per 700 euro mensili, ieri mi hanno mostrato un sottoscala di 25 metri quadrati (proprio un sottoscala, costruito sotto il livello del Naviglio) o, in alternativa, un bugigattolo con un soppalco in legno compensato, raggiungibile con una scala a pioli, dove si suppone che una si rifugi a dormire. “Ma non c’è spazio per una lavatrice!”, ho esclamato. E il proprietario: “Be’, può portare le cose in lavanderia.”
“Aaah.”
Ma è che mi stanno un po’ tutti sulle balle, come primo impatto.
C’è qualcosa di costantemente offensivo nell’aria, un perenne essere trattati male che fa il paio con un’altrettanto perenne rassegnazione generale a subire i maltrattamenti. Non so cosa è peggio.
“Eh, è così… eh, i prezzi son quelli… eh, dovrà andare di persona… eh, adesso non si può… eh, prima di domani impossibile…” ed è tutto un “Eh…” con alzata di spalle e aria mite e segretamente soddisfatta di essere avvezzi ai soprusi, diresti.
Forse uno si sente più bravo, se è avvezzo ai soprusi. Professionale.
E quel compiacimento che gira attorno alla fatica, soprattutto alla fatica inutile.
Da Tecnocasa in Corso di Porta Ticinese: “Sì, abbiamo un appartamento qui a 10 metri; posso darle un appuntamento per domani, se vuole vederlo.”
“Domani? Io vivo fuori città e non ho la macchina; non possiamo vederlo oggi, visto che è a 10 metri?”
E l’impiegato, con quell’ arietta tipicamente locale da manichino della Rinascente: “No… uhm… nononononono… oggi siamo pieni, le va bene domani alle 16?” E l’immancabile sorrisetto da capitano di industria mancato ma comunque pieno di impegni, fighissimo.
No, domani alle 16 non mi va bene.
E nemmeno tu, mi vai bene.
Mi fai proprio orrore, anzi, tu e il tuo appartamento a 10 metri che pare che mi fai un favore, a mostrarmelo domani alle 16 dopo avermi fatto venire da casadiddio a piedi.
Ma va’ al diavolo.
E sono uscita reprimendo a fatica la voglia di prenderlo a schiaffi, giuro.
Devo darmi una tranquillizzata, lo so.
Tutto così, insomma.
Faticoso, difficile e un po’ assurdo.
E pensavo, rincasando ieri, che se io tengo un blog da Milano finirò con l’inimicarmi tutti i blog italiani e quelli milanesi in particolare, in assoluta par condicio tra destra e sinistra.
Altro che invettive, avevo in mente ieri sera.
Insulti per tutti, avevo, e devo già essere ingrassata di due chili, ché mi consolo a base di birre e maiale e io non le dovrei veramente fare, ‘ste cose, ché qui essere tonde è un’altra causa di stigma sociale (come se essere prof non bastasse) e mica sono al Cairo, dove i ragazzini ti salutano entusiasti col pollice in su. Ed io mi sento più tonda man mano che passano i minuti, a proposito di sana e robusta costituzione, e mi chiedo un’altra birra, ché non sono abituata a vederle disponibili in tutti i caffé e trovo che questa sia la migliore delle novità sperimentate fino ad ora a Milano, e intondisco.
Deprimente.
Tra una cazzata e l’altra, mi sto perdendo tutto quello che succede sui blog e, in particolare, l’interessantissima vicenda della IADL, del forum dei fallaciani che ha chiuso e, insomma, di tutto quello che va in onda da Sherif.
Nei pochi minuti in cui riesco a collegarmi, comunque, è lì che vado a leggere.
Volevo dirlo.
Prima o poi supererò questo disastroso impatto da homeless e avrò una casa, una scrivania e una connessione a internet che non gravi sull’eroica amica che, al momento, mi sopporta.
Volevo dire anche questo.
Prima o poi.
Nel frattempo, io sarei intenzionata a lagnarmi senza remore e senza pudori.
Anche senza eccessive delicatezze.
Ma tanto, proprio.
Lagnarsi è un diritto umano e io, al momento, ne ho ben donde.
Poi – ma solo poi – passerà.
Credo.

Eh, è terrificante… In Italia c’è un po’ quest’atmosfera, probabilmente influenzata dall’apertura al liberismo, che a essere avidi non c’è nulla di male. Arricchirsi e prendere il più possibile, ognuno per sé, chi s’è visto s’è visto.
Ognuno aggiunge un mattoncino all’inflazione, e alla fine non si vede più neanche una fetta di cielo.
Aggiungere un ricarico esoso ai propri prezzi è un gesto che danneggia tutta la società, e chi fa prezzi troppo cari meriterebbe due sberle.
Ciao
m.
…e questo non è ancora niente…”arriva a buio!!” (tipica espressione toscana per indicare quali altre peripezie una tizia dovrà intraprendere prima di arrivare alla fine di una dura giornata)
Lilith
Arrrghhhh, già mi manca il Cairo, il tuo Cairo, spero di poter ricambiare un giorno con la mia Tripoli dovre andrò a vivere tra circa un mese, beghe di visti permettendo.
In bocca la lupo
…….in fuga verso il Nord Africa
Molestine
Prof! C’è una cosa non negativa che riguarda i milanesi!
Si ricorda che un giorno la Ludo disse che vicino a casa aveva una piazza Isabella d’Aragona e lei non riusciva a farsene una ragione di quanto fossero briachi ‘sti milanesi, che insomma Isabella era di Castiglia e quelli che avevano scritto Aragona era forse perché mangiavano i sassi…
Ecco: Isabella d’Aragona non era il nome da sposata di quella di Castiglia, bensì il nome e cognome di una che nel 1489 sposò Galeazzo Sforza e per l’occasione fu allestito un “convivio coreografico”, che ho trovato in un meandro dell’esame di storia del teatro.
Stavo per scrivere un messaggio alla Ludo, ma temevo di essere mandata per direttissima a dar via il cuore, così l’ho raccontato a lei che oltre a fare la prof è di sana e robusta costituzione, sicché sopporta… vero?
(Bentornata…)
Brutto impatto, decisamente… qua tutta la famigliola Boccolona fa il tifo per te!
Lia lamentati pure cara, noi ti si legge lo stesso.
Ti consiglierei però di non cercare casa a Milano-navigli. E’ vero che non hai la macchina ma forse è meglio mettere a budget un abbonamento alla metro e cercare un appartamento in zone più economiche, no?
Non so ben consigliarti in verità, perché io Milano la trovai carissima anni fa quando ci vissi per lavoro.
Hai visto che tempaccio orrendo? Quando si dice un caloroso ben venuto… :-)
BENVENUTA.
Una mia amica l’anno scorso è rimasta a casa perchè al provveditorato (Roma) non sono riusciti in 9 mesi a stilare una graduatoria che non fosse ogni volta zeppa di errori.
E quelli di Tecnocasa è un discorso a parte, se vuoi ti dico come era il tuo: camicia celeste con collo altissimo e cravatta con nodo enorme. vestito grigio (o blu) e abbondante gel nei capelli, gradito il pizzetto curato maniacalmente. Mocassini marroni a punta quadra.
Non posso essermi sbagliato.
Se fossi venuta a Roma per 700 euro forse rimediavi una stanza.
Ma dico io… non stavi meglio al Cairo?
PS. ti ho conosciuto da blu, sai, quello pazzo! ;-)
RESISTI!!!!!
Paolo's Weblog.
Civilt
Ieri parlavo di “saudate” (nostagia di casa per i brasiliani). Credo, dopo questi recenti avvenimenti, che avrai un “attacco di saudate” per l’Egitto…
Benvenuta in Italia! :)
Te l’ho detto, che non ti ci vedevo, nella meneghina!
Un caldo saluto dal Medio Oriente, che gia’ ti manca un casino, di’ la verita’..!
Broccoli! Ma che memoria avete, voi peppi?? Gessù. ;)
Por cierto: sappi che sono nella scuola di fronte a dove mi hai conosciuto tu, ché il mondo è piccolo e anche un po’ impressionante.
Salutami la Ludo e un giorno passate a farvi offrire un caffè, suvvia.
Per il resto: il MO mi manca e tu, Groucho, lo sai benissimo! Non infierire, ahimè. :)
Forse però ho trovato casa, in un posto che sotto c’era una bancarella di frutta e avevano il coriandolo.
E di fronte c’è un negozio Fastweb.
Tutto quello che mi serve, praticamente.
Torno a vederla, ché ‘ste decisioni sono stancantissime.
Hai trovato casa!
Sono contento!
Quanti stipedi al mese, per un mese d’affito?
Chissà se Finardi canterebbe ancora, 30 anni dopo (o giù di lì), che “Si può vivere anche a Milano”…
sono in disaccordo con il liberismo… nei paesi che hanno davvero il libero mercato questo e’ basato sull’offrire al cliente piu’ di quello che offre la tua concorrenza.
In Italia tutto e’ basato sull’assunto che “ne nasce uno ogni minuto”. Di cretino, affamato, bisognoso di alloggio.
Il mercato vero e’ il paradiso del consumatore. Stiamo cercando casa in Inghilterra e sono le agenzie che ci inseguono, non noi che inseguiamo loro.
Quanto all’imbecille lampadato con il completo grigio, gesu’, Lia, in sei anni di Milano non ero mai riuscita a sintetizzare il personaggio (e il mio odio) con la stessa stringatezza che hai usato tu.
Consolati pero’, andra’ meglio, e’ lo shock, io sono scesa in Italia per il weekend e’ mi sono sentita in modo simile.
Abbracci prof!
La faccenda del certificato è esilarante, per noi che la leggiamo. Il maresciallo poi è davvero la ciliegina sulla torta.
A proposito di affitti: mio figlio ha trovato di recente un bel bilocale a Gorgonzola a 500 euro. Ma forse lo sai, che fuori Milano… dipende molto dal posto di lavoro, ovviamente.
Lia: forse hai trovato casa a milano in così poco tempo?? Allora è segno che le cose non andranno poi così male, specie se avevano il coriandolo nel fruttivendolo subito sotto.
Dev’essere il tuo Egitto che ti “protegge” da lontano.
Attendo con ansia la cronaca/descrizione della tua classe di allievi.
A proposito: cosa insegnerai, lettere? e in quale istituto? forse l’hai detto ma non me lo ricordo, sorry.
:-)
bah, e che, si tratta così male Milano?!? Sì…ed anche di più!! :)
Se vuoi una mia amica lascia il suo bilocale…lascia un commentose interessa che ti lancio la mail.
bai
prendila come un tour in una città (o paese) che schiuma esseri stronzi e infetti…
ok basta
la tua incazzatura la vedo come una cosa sana, indice di tempra sanissima e salda
non ti corrodere
Eh, è un pò quello che provo io quando oscillo da nord a sud italia… Casa mia è un’astrazione teorica, praticamente.
Bentornata in manicomio :(
Fra l’altro sei capitata in un periodo di pazzia acuta.
Vedo che ti sei gia’ imbattuta in quello che e’ il passatempo nazionale, cioe’ fare di tutto per complicare la vita agli altri.
Per le lagne, lagnati pure, ne hai tutto il diritto.
A patto che possa venire anch’io a lagnarmi un po qua, sai, almeno lagnando in compagnia ci si sente corrisposti, parlare di questo paese con gente che ti risponde “cosa ti lamenti, nel resto del mondo si sta peggio” e’ ancora piu deprimente.
Fra l’altro “non lamentatevi, c’e’ chi sta peggio” era anche il discorso che ci facevano i nostri sindacati.
Gli stessi che ora dicono “cosa vi lamentate a fare che tanto ridotti come siete non vi ascolta piu nessuno ?”…
La cosa dovrebbe far pensare…
Comunque guardala dal lato buono, da come vanno le cose potresti ritrovarti in Egitto prima di quel che pensi, e col viaggio a spese dello stato…
Ciao.
caro giulio, si scrive “saudade” ed é una palavra portoghese, benché utilizzata anche dai brasiliani. non indica solo la nostalgia di casa, ma piú esattamente é la tenerezza provata pensando al complesso delle cose lasciate nel passato (il piú delle volte nella propria terra di origine)… ma puó voler significare la continua nostalgia per le cose che amiamo e non abbiamo vicino…perdona la digressione rompiballe! con simpatia ;)
p.s.: lia, tieni duro e sappi che sull’Italia hai scritto le cose piú vere che ho mai letto…aggiungerei dopo una ottima e salutare frequentazione di spagna e portogallo, che siamo pure dei grandi codardi, abbastanza disposti a fottere chiunque sia per il piú piccolo vantaggio, e falsi come una banconota da 7 euro…ma é l’ambiente che ci fa cosí…con una riabalitazione adeguata si puó guarire, ma il paese é infetto… prego ogni giorno di non dover vivere in italia
PERCHE’ MILANO? ROMA, VENEZIA, PESCARA SIAMO TUTTI NELLA STESSA BARCA, ANZI AWWAMA! QUI A PESCARA MIO MARITO (EGIZIANO) HA PERSO IL SORRISO…COMUNQUE ASPETTANDO TEMPI MIGLIORI GUARDO AVANTI E MI DICO: “VA BE’, ALLA FINE POSSO ANDARE SEMPRE IN EGITTO” CIAO A TUTTI I DISPERATI CHE COME ME NON CI VOGLIONO STARE A CORRERE DIETRO UN IDEALE DI FELICITA’ PUBBLICIZZATA
Off topic: Sta mattina (EuroNews, sul web non lo trovato) ho sentito che un giovanotto ha mandato a quel pese senza mezzi termini, ;), Dick Cheney!
Ciao Lia !!
che fare… incoraggiarti dicendoti che in fondo in italia non è troppo male (qualcosa di peggio si trova sempre…) o scoraggiarti subito dicendoti che quì siamo in una gabbia di matti (ma in fondo talvolta i matti sono divertenti…) un gigantesco BENTORNATA e soprattutto un colossale INBOCCALLUPO!!!
faccio mia un bellissima frase di Giorgio Gaber
“io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”
per i tanti “non italiani” che passano a trovare Lia un abbraccio
Claudio
Saudate per l’Egitto, sì, lo pensavo anch’io mentre ti leggevo cara Lia. Bentornata. Secondo me con la tua forza egitterai Milano. Ma che dico? L’Italia intera. Vieni a trovarci Lia, ti insegnamo a fare lo strudel, dai….
Prof… dio che disastro… mi sembra di vedere il mio ritrono a Roma…la frase che più sento e che più odio, davanti ai paradossi, è “Ma quì è così….è sempre stato così, che vuoi farci?”
Applicata alla lettera, eravamo ancora alle palafitte. In effetti, su molti fronti, poco ci manca…Con l’aggiunta che a me, oltre che con la casa, mi prendoni in giro anche con il lavooro: io lo inseguo e lui fugge dicendo “No, sei troppo preparata, hai una laurea, hai esperienza…no!!!”
Questa è l’Italia. Più che “prendere o lasciare” io dico “prendere o cambiare”, ma c’è anche da dire che sono ancora idealista.
Per quanto?
In bocca al lupo!
Sonia
Quando un millennio fa (per gli stessi motivi tuoi) mi consegnarono quel certificato, c’era: privo prima falange quarto dito mano destra, privo secondo dito piede sinistro, privo gamba destra terzo medio inferiore, postumi da ex labbro leporino… Wassermann negativa. Il prelievo del sangue lo fanno ancora? Naturalmente ero di sana e robusta costituzione fisica. E naturalmente lo ridovuto fare altre volte, chissà che con le staminali ancora di là da venire non fosse cambiato qualcosa. Naturalmente a quasi 70nni si può sorridere e magari forse è vero: sono di sana e robusta costituzione fisica.