…cammino su una nuvola da quattro giorni.
Mi faccio dei sogni ad occhi aperti che la metà basta.
Faccio lezione, e spiego il congiuntivo imperfetto con un sorriso di beatitudine tale da risultare persino contagioso… lo cinguetto, il congiuntivo, e i ragazzi sorridono a loro volta, tra l’incerto e il preoccupato, cercando di capire se c’è qualche meraviglia nascosta, in ciò che dico, o se sono definitivamente impazzita.
Poi mi ripasso tutto l’Egitto che ricordo, tipo moviola, cercando di vederlo con me dentro.
Un portone, ed eccomi che ci entro.
Una strada, ed io sono lì che guido, magari….
Un negozio, un mercato, ed io che, disinvolta, chiedo due chili di patate e una bottiglia di Baraka.
In arabo.
Io.
E, per il momento, mi limito a pensare: “Baraka…”, che poi sarebbe la marca dell’acqua minerale ed è l’unica parola che conosco, di tutta la mia immaginaria ordinazione.
Un’ebete, proprio….:)
Sogno come una bestia e non smetto più…. potrei avere una bicicletta, per esempio.
Mi vedo che faccio vita sana, che mangio sano, che mi organizzo tutta una vita in cui bisogna muoversi, e non stare sempre in macchina….e poi c’è il sole, e un sacco di luce, altro che la nebbia di Milano, e tutto quello spazio, oppure quel gran casino del Cairo, che a me continua a sembrare un covo di napoletani in versione seria….
Mi vedo che vado al mare appena posso.
“Tu sei contenta perchè vai a fare la ragazzina. Vai a imparare e, invece di pagare in quattrini, paghi in insegnamento. Ma ti rendi conto dello stipendio che ti daranno??? Hai una professionalità, hai un’età, cos’hai da ridere…???”
Ho da ridere che sono elettrizzatissima.
Io dovrei pensare a un sacco di altre cose, altro che “Baraka” (che, poi, vuol dire anche un’altra cosa, non è solo una marca d’acqua…)
Ho tante di quelle cose a cui pensare che potrei rimanerne sepolta…
Però l’ho desiderata per otto anni, questa cosa.
Otto anni, uno sull’altro.
E, quindi, devo proprio continuare a sentirmi elettrizzata un altro po’….
(Ma poi, le cose a cui pensare hanno vita propria: se uno le lascia tranquille, magari si mettono a posto da sé…..)

Ti capisco perfettamente, io nel settembre scorso ero esattamente come sei tu, quando mi dissero di venire a Damasco. Ero cos?, volavo, non camminavo, sorridevo sempre, a tutti. E devo dire che lo sono ancora, cos? ;)
Dimmi una cosa….ma l’IIC ? tirchio quanto lo Stato egiziano…??
(Domanda sospirata, in risposta alla domandaccia letta sul Circolo…:) )
Gli IIC di tutto il mondo sono molto tirchi, ma fortunatamente in certi paesi la vita non costa niente. La Siria ? uno di quei paesi, e qui l’IIC rischia di sembrare quasi generoso (ma non esageriamo)