
Il lunedì fai i tuoi esami: gli scritti, poi esponi i voti, poi gli orali, e interroghi, promuovi, bocci, verbalizzi…
(“Buongiorno, professoressa”. “Professoressa, volevo dirle…” “No, è che sono nervosa, professoressa…”)
Il martedì mattina ti si vede lì di nuovo, ma stavolta con dei grandi occhiali scuri.
Frettolosa, che fai di tutto per passare inosservata.
E attraversi velocemente i chiostri, arrivi a Lettere, sparisci in un’aula.
E, qui, la gente che ha l’aria nervosa ti dà del tu. Capovolgimento di ruolo, stavolta è il tuo esame. Nel senso che a te tocca rispondere.
Vabbe’, ho dato Storia della Lingua Italiana, che mi serviva per insegnare all’estero.
I prof di italiano L2 devono averlo, e io non l’avevo. E chi ci pensava, di andare a insegnare italiano….?
E, miracoli della Riforma, adesso è possibile dare singoli esami da aggiungere alla laurea, senza dover ricominciare daccapo.
150 euro di tasse, una foto, un mini-libretto su cui scriveranno un voto che porterai in segretaria, ed è fatta.
Mi sono messa in regola.
Ho preso la patente.
Io mica gliel’ho detto, al prof, che solo il giorno prima facevo esami due facoltà più in là.
Io mi sono cucita la bocca, che pensa che figura di melma, se poi andavo male…
Ed è stata un’esperienza psichedelica, devo dire.
Forse fanno anche bene, ogni tanto, questi capovolgimenti di ruolo… a condizione che ti regga il cuore, certo…
Vabbe’… adesso non ho più motivi per andare a infilarmi in terribili discussioni su Chomsky che fanno infuriare Leonardo… :)
Ho portato in segretaria i verbali dei miei esami e il verbale del mio esame.
(“Allora la avviso io, quando è pronto il certificato…. certo che è insolito….”)

Ma serve davvero, ‘sto esame, per insegnare “scusi, a che ora parte il treno per Roma?” a degli arabi?
Se non lo sai tu…!!
Comunque la normativa dice che, per insegnare presso enti che dipendono dal nostro ministero, devi essere “laureato in Lettere e/o Lingue straniere con 2 esami di lingua italiana o Letteratura italiana (anche moderna e contemporanea), ovvero con il possesso di altri esami considerati equivalenti secondo la Tabella di omogeneit? degli esami del M.P.I,che sono: Didattica della Lingua Italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana e Storia della lingua italiana.”
Io ne avevo solo uno, e adesso ho pure l’altro.
Che non si sa mai, e cos? mi sono tolta il pensiero.
Poi, nella pratica, io direi proprio di no.
Che non serve a niente.
Figurati tu…che se sei dell’Egitto ti chiami “egiziano” glielo avrei saputo spiegare anche senza fare l’esame.
Adesso, sono in grado di dirgli anche che “egiziano” ? un “suffissato denominativo aggettivale”.
Sigh.
Roba che se ti tira un pugno, lo studente, ha solo ragione….:)
Ah, ecco perch? io sono esentato da ‘sta pagliacciata, perch? ho due esami equipollenti (parola che mi ha fatto sempre ridere, non so perch?), Letteratura Italiana 1 e 2 (la vendetta), due mattoni che avrebbero potuto essere anche piacevoli se quei decelebrati di baroni della Statale Mediolanense non li avessero resi aridi e nozionistici come un elenco telefonico (potevo anche non sapere nulla, ma dico NULLA, della letteratura, bastava che sapessi cose come TUTTI i titoli delle 8 opere scritte da Lorenzo il Magnifico, o le 3 tragedie del Monti in ordine cronologico…. tipo lascia e raddoppia, per capirci).
S?, dimmelo ancora, “suffissato denomitavio aggettivale”, mi sono eccitato… ;)