In sintesi, il collega teme che io, assieme ad altri perfidi individui, possa leggere il post di un amico suo:
“Quei fetentoni che guardano le vignette di Baha!! Quei delinquenti che citano quell’antisemita di Neumann!! Datemi un oggetto appuntito, che li trafiggo!! Datemi la loro macchina, che gliela rigo! Datemi uno strumento da inficcargli in the ass, come si chiama, mi sfugge il nome… ah, sì, un dubbio! Guai a loro se leggono il post del mio amico! Gli proibisco di leggere il post del mio amico! Il mio amico ha scritto un post e loro non lo devono leggere!”
E via di questo passo…

Ok, ok, non lo leggo, il post del tuo amico; per farti contento non lo linko nemmeno, che sennò ti agiti ancora di più.
Però, santo cielo: se una vignetta ti riduce così a Settembre, in che condizioni arriverai a Giugno? Che sarà il mio maschilismo islamico, non discuto, ma a me pare che la geremiade furibonda, il post a ciglio umido, lo scuoter di tastiera e il digrignar di denti possano essere accettabili, a stento e con il contagocce, in una donna.
In un uomo, sono esteticamente riprovevoli.

(Guarda Baha, per esempio, quante cose riesce a dire mantenendo serenità ed ironia…)

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