Parole sante

trasloco.jpg

Bisogna ricordare (secondo un’indagine di mercato) che in una scala di situazioni che creano stress psicofisico, il trasloco è al 4° posto preceduto da eventi riguardanti malattie, catastrofi naturali, mortalità…
(Pubblicità di una ditta di traslochi.)

Suppongo di dover partire dopodomani.
A giudicare dallo stato della mia casa, non si direbbe.
Stanotte ho sognato che buttavo vecchie camicie, e le case mi appaiono come scatoloni giganti.

E non ho ancora nemmeno fatto il biglietto, che mi guardo in giro e mi impressiono.

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Comments Closed

3 Commenti

  1. Pubblicato 16 settembre 2003 alle 12:05 | Link Permanente

    Vedi, io penso che la rivoluzione, quella vera, sia fatta di gesti minimi, spesso individuali, che per? sprigionano una forza liberatoria e, appunto, rivoluzionaria, incredibile. Tipo: chissenefrega, non porto niente, solo il minimo indispensabile, chimmelofafare, si vive benissimo senza tutto questo superfluo che ci circonda.
    Che ne dici? ;)

    (Io sono venuto a Damasco con una sola valigia e una borsa, credo che quando torner? in Italia ne avr? almeno il quadruplo… anche questa rivoluzione ha i suoi aspetti ambigui…)

  2. lia
    Pubblicato 17 settembre 2003 alle 00:43 | Link Permanente

    Gi?…:)
    Ma non mi preoccupa tanto ci? che mi porter? dietro, quanto i miliardi di casse imballate che contengono la mia futura-ex casa.
    E quella non ce la faccio molto, a buttarla via… mi piace la continuit?, tra passato, presente e futuro.
    (Il bicchiere di plastica blu di mia figlia da piccola, per esempio… ho riaperto uno scatolone per infilarcelo dentro. Di questo passo, partir? a Febbraio, altro che tra 2 giorni…)

  3. Pubblicato 18 settembre 2003 alle 11:14 | Link Permanente

    LA continuit?… ma perch? invece non pensiamo per grandi fratture, come i sismi che sconvolsero la Terra milioni di anni fa e ne fecero questo meraviglioso posto (si fa per dire) che viviamo ora?
    A volte penso che la frattura, la chiusura di un ciclo, siano molto pi? salutari di una continuit? in cui continuiamo a portarci dietro le nostre paure, i nostri dubbi, e perch? no, ance le nostre certezze.
    Per rinascere davvero bisogna in qualche modo far morire qualcosa di noi. Ma parlo per me, eh!

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