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Abbiamo trasmesso il varietà:

La Guerra del Bene contro il Male

ovverosia

Casalinghe, il miliardario del bene (Busce), laici illuminati, appassionati di bombe, cristianisti, atei militanti, destri, cardinali, affittacamere, turisti sessuali, l’impero romano, nazisti buoni, eroi del mossàdde, venditori di pentacoli multilevel, predicatori del Texas, mercanti di salumi, suore, cubiste, cultori di Fidia, sinistri, sadici, imam enologi, giornalisti e altra brava gente

contro

Il miliardario del male (Ben Ladèn), le Urì del Paradiso, i baffi di Saddàmme, muezzini e gi-àdde, le fatture delle zingare, le burche, il latte di cammella, poligami e quadrigami, gli uomini bomba, gli sceicchi del petrolio, i libri scritti strano, la Rete del Terrore, i maruchein, il Grande Solimano, i furti delle autoradio, nazisti cattivi, i venditori d’accendini, il bacillo dell’antrace e molto, molto altro.

Adesso, sperando che non se ne abbia a male nessuno, desidero tornare ad occuparmi di questioni serie.

Per esempio: io arrivo lì domani alle 3 di notte (orario a cui sembro abbonata, al Cairo) e alla Pensione Roma non hanno posto. In compenso hanno tutti i miei bagagli.
Poi: il treno che dovevo prendere il giorno dopo è pieno. Non hanno posto nemmeno lì.
Quindi: dopo aver dormito non so dove, prenderò un taxi per arrivare nel mio Egitto centrale con le mie quattro valigie. (Groucho, sigh.)
Però: nessuno va in taxi nell’Egitto centrale, come mi hanno appena spiegato per telefono.
Per portare lì uno straniero, il taxista deve farsi fare un permesso speciale dalla polizia.
Ignoro quanto sia veloce l’operazione, nè se la mia presenza è necessaria, per avere il permesso.
Però so, ahinoi, che io dovrò essere lì nel pomeriggio, al massimo.
E che, la mattina dopo, alle 8, devo essere in aula, possibilmente con 6 ore di lezione preparate.

Ad occhio e croce, direi di avere ottimi motivi per essere preoccupata e attivarmi come una pazza.
E invece sono qui che giro in tondo, e mi metto pure a scrivere sul blog…. ciò è allarmante.

(Qualcuno dirà che è antidemocratico, avere bisogno di un permesso della polizia per portare una straniera nell’Egitto centrale. In effetti lo è: è una delle misure prese una decina di anni fa dal governo egiziano contro il terrorismo locale, che era nato, appunto, esattamente lì. E che è stato represso con una durezza che, effettivamente, non corrisponde a ciò che definiremmo come “democratico”.)