
Il piu’ lacero degli omini se ne sta all’angolo della strada con una polverosa macchina da cucire che avrebbe potuto appartenere alla mia trisavola.
Ripara vestiti.
Gli mostro una mia gonna strappata e mi fa capire che lui non puo’ aggiustarmela: serve qualcuno che sappia cucire a mano, e lui sa solo fare andare la macchina.
Cerca di spiegarmi dove devo andare, non capisco niente.
Chiama la moglie che, a sua volta, chiama delle studentesse che escono da una scuola, e ancora niente. Cio’ che mi affanno a capire non li convince, siamo tutti scontenti.
Il piu’ lacero degli omini, con l’aria corrucciata, molla li’ il lavoro, i vestiti e la macchina da cucire e mi fa cenno di seguirlo.
Camminiamo, camminiamo e camminiamo e infine, in una viuzza che non avrei mai trovato da sola, appare la bottega di un sarto vero. Che parla pure inglese.
Gli ho fatto perdere un sacco di tempo, al piu’ lacero degli omini, che e’ pure anziano ed affannato e, con quell’aria corrucciata, deve esserci nato.
Lo ringrazio tanto e gli porgo una mancia.
Lui si fa ancora piu’ corrucciato, si mette una mano sul cuore, mi fa capire che ha solo voluto aiutarmi, rifiuta la mancia e se ne va.
Il sarto riflette a lungo sul tempo necessario per la riparazione della gonna: “Mercoledi’ della settimana prossima”, mi fa.
“Cosa?? No! Domani!”
Alza le spalle: “Ok, domani.”
Poi, sai, io credo che bisognerebbe essere scemi, per non accorgersi dei mille problemi di questo paese: problemi politici, economici, sociali, a volte anche culturali: problemi ambientali, problemi di ogni genere. Tanti.
Ed e’ evidente che non e’ un paese facile, e che per esempio (facciamo un esempio a caso…) il maschilismo locale ha luci ed ombre (o viceversa), e che ci sono pure tipi stronzi, situazioni faticose, pensa te…
Come dappertutto, ma con la modulazione, il sapore locale.
Lo so, lo sanno tutti.
Il mio osservatorio, poi, e’ privilegiato: sono, credo, nella zona piu’ difficile dell’Egitto.
Ma i problemi, le fatiche e i tipi stronzi sono dappertutto, nel mondo.
Qui, in compenso, c’e’ qualcosa che non trovi dappertutto, ed e’ la memoria, il ricordo di cio’ che NOI eravamo, della NOSTRA cultura.
Forse, per gli italiani del Nord, e’ diverso. Non lo so.
Per me, napoletana, questo paese e’ come tornare nella casa dei nonni.
Ci sono gia’ stata, lo conosco gia’, mi e’ familiare. C’e’ qualcosa di me che io ho dimenticato, ma che qui e’ vivo e vegeto, e che riconosco.
Scopri un mare di cose nuove, qui, ma quelle che riscopri sono ancora di piu’.
Poi, ogni tanto, qualcuno mi fa il cazziatone: “Be’?? Perche’ non giudichi? Non protesti? Non denunci? Non tiri conclusioni? Non disprezzi? Non dai quattro in pagella al paese? Allora gli stai dando nove? Allora e’ propaganda? Allora e’ il tuo modello planetario, mondiale, universale? Arrestatela, vorrebbe forse ricoprire di moschee l’Italia, forse l’Europa, moschee fino a su in Norvegia?? Anatema!”
Facciamo fatica, noi, a guardare senza giudicare, misurare, valutare, tirare conclusioni il piu’ in fretta possibile.
Una gran fatica, facciamo, a guardare e basta.

“Qui, in compenso, c’e’ qualcosa che non trovi dappertutto, ed e’ la memoria, il ricordo di cio’ che NOI eravamo, della NOSTRA cultura.
(…)Per me, napoletana, questo paese e’ come tornare nella casa dei nonni.
Ci sono gia’ stata, lo conosco gia’, mi e’ familiare. C’e’ qualcosa di me che io ho dimenticato, ma che qui e’ vivo e vegeto, e che riconosco. (…)Facciamo fatica, noi, a guardare senza giudicare, misurare, valutare, tirare conclusioni il piu’ in fretta possibile.
Una gran fatica, facciamo, a guardare e basta.”
Cara Lia, hai centrato il punto. L’Egitto che una miriade di osservatori e tu stessa descrivi ricorda l’Italia degli anni ’50. Quella ben descritta nell'”Enciclopedia della Polizia” di cui riportava un estratto Il Foglio qualche settimana fa ( http://www.ilfoglio.it/pdf/20092003_9.pdf , bisogna loggarsi gratuitamente per vedere la pagina ma ne vale davvero la pena). Uno splendido paese, e pieno di brava gente e di ottime cose. Ma anche un paese dove si pensava che “E’ indiscutibile come il danno che dall’adulterio della donna ricade sul marito, sia infinitamente
pi? grave del danno che dall’adulterio del marito ricade sulla moglie: una moglie tradita, dice il Moggione, pu? essere compianta, un uomo ingannato
? ridicolo se ignora, disonorato se sopporta, vituperevole se accetta cinicamente il suo stato…”.
O dove l’omosessualit? ? “…la pi? grave delle aberrazioni dell’istinto sessuale “, il saffismo ? “un insieme di depravazioni libidinose delittuose familiari nelle donne “, e dove “Il codice del 1889 nell’art. 490 prevedeva esplicitamente, come contravvenzione contro la
pubblica moralit?, il fatto di chi in pubblico
mostrava nudit? invereconde”.
Un’Italia dove il delitto d’onore era un’attenuante grazie alla quale se ti andava male ti facevi un paio d’anni di galera. E due anni di galera si facevano anche le adultere. Ed erano severamente proibite le pubblicazioni, di qualsiasi tipo, considerate pornografiche (secondo i metri di allora). C’era la censura.
L’Egitto di oggi ricorda un po’ quell’Italia. Ma mi risulta che sia anche (molto) peggio.
Molti rimpiangono l’Italia bigotta, moralista, illiberale e antilibertaria di allora (frange della destra e del mondo cattolico) e fanno di tutto perch? si torni indietro. Altri a sinistra si sono dimenticati delle battaglie vittoriose che hanno fatto per cambiare quell’Italia, e ora in nome di un malinteso relativismo etico pretendono che esse non siano valide per altri popoli. Anzi con belle parole plaudono agli aspetti pi? beceramente illiberali di altre societ?. ‘Oh come ? bella questa cultura diversa, molto pittoresca!’ dimenticandosi che le spese le fanno gli altri (omosessuali, adultere, ragazze infibulate, oppositori politici).
L’Italia, cara Lia, non ? cambiata e non cambier? ancora (perch? tanto ahim? c’? ancora da fare) se ci mettiamo, come dici tu, “a guardare e basta”. E’ cambiata grazie alle faticose lotte che migliaia di italiani hanno pagato sulla loro pelle, cos? come tanti egiziani (ed egiziane) stanno pagando oggi. Sarebbe bello e giusto nei loro confronti che non lo dimenticassi, specie se ti ritieni ‘di sinistra’. Perch? l’Italia dei tuoi nonni era ANCHE quella che ti ho descritto, e chi manifesta lo stesso tipo di struggente nostalgia che ben descrivi tu per QUELL’Italia oggi vota Fini e Buontempo detto ‘er pecora’. Pensaci.
Ma qualcosa mi dice che queste sono parole al vento.
ti ho trovato da comida de mama, ? davvero bello questo post:-)
Ciao. Finalmente qualcuno che non mi esorta a bombardare l’Egitto…:)
Lia, che dirti, anche io penso spesso che la Siria sia molto simile all’Italia di quei tempi, nel bene, ma anche nel male, come Massimi sistemi ha fatto notare. Nel bene, per i ragazzi che hanno un’ingenuit? ancora spesso commovente, che cercano amori “raffinati”, come dice la tua Nour (ma qui, almeno in Siria, non credere, ma la chirurgia estetica ? praticatissima, e dir? nelle mie cronache per cosa…), nell’onest? non COATTA dal terrore dittatoriale come molti pensano (o non solo coatta), ma davvero genuina che si respira in molti episodi come quello che racconti. Ma anche nel male, con la censura, con le donne che, non so la tua Nour, ma sentono ogni diritto dovuto come una concessione beneficamente concessa dall’alto, e comunque continuano a non poter fare un sacco di cose (o meglio, le POSSONO fare, loro, ? che se le VOGLIONO fare non trovano una strada sicuramente facile), con le dicerie dei vicini che contano pi? di un curriculum vitae o, peggio, pi? della conoscenza diretta di una persona (anche di questo aspetto parler? presto nelle mie cronache). Anche io ho apprezzato e apprezzo molte cose di questo paese che, credimi, amo ormai quasi come fosse il mio, ma molte altre non le capisco proprio, e non come occidentale, bada, ma come essere umano, di sinistra (o quel che ne resta), democratico, umanista.
Detto questo, non capirei nemmeno molte cose in America, o in Giappone, non ? certo questo il punto. Il punto ? togliersi le lenti rosa e, come dici tu, cercare di arricchirsi il pi? possibile da questa possibilit? di conoscere un mondo cos? diverso dall’interno, e, allo stesso tempo, vedere il nostro con i loro occhi. E’ una gran fortuna, un’opportunit? che dovrebbero avere tutti, americani in testa. Possiamo, del nostro paese, dire che s?, ? ipocrita, nevrotico e ormai al limite della vivibilit?. Ma, vivaddio, il sesso lo possiamo fare dopo due giorni come dopo due anni, ? una nostra scelta. Le ragazze possono uscire quando e con chi vogliono senza paura che i vicini ne rovinino (davvero) la reputazione solo perch? invitano un amico a bere qualcosa a casa (soltanto a bere). C’? la satira pro e contro chiunque, abbiamo librerie (anche se pochi leggono), abbiamo manifestazioni contro o pro il governo (pi? contro, ovvio), abbiamo tante cose idiote o buone, come tutti. Io vivo bene qui perch? sono straniero, perch? ho uno stipendio che per loro ? da nababbo, e per quanto voglia pensare di essere integrato in questa societ?, NON ? vero. Spero che capirai anche tu che vale lo stesso per te, non so per lo stipendio (ma cosa credi, io non prendo manco 800 euro al mese). Ci? detto, caro Massimi Sistemi, che mai pu? fare una come Lia, o uno come me, in un paese cos?, cambiare qualcosa, forse? Ci limitiamo a guardare, certo, senza cercare di giudicare subito secondo i nostri parametri e cercare sempre di capire, cercare le ragioni profonde di un atteggiamento o di una tradizione e rispettarle, se non altro perch? siamo ospiti. Non mi sognerei mai di spostare neanche un soprammobile dalla casa di chi mi ospita, anche se lo trovassi decisamente di pessimo gusto ;)
Ma porcaccia la miseria…
Tu quoque, Gruocho???
Ma perche’ non riesco a fare capire che questo e’ un diario, non un saggio critico sulla vita nei paesi islamici??
Che cio’ che scrivo e scrivero’ si adattera’ al mio umore, alla mia vita, a cio’ che mi capitera’, semplicemente??
Le so, le cose che dici.
So che la chirurgia estetica piace anche a un mucchio di arabi ed arabe, ho un cognato che si arricchisce ingrandendo le tette delle kuwaitiane. E leggo i giornali arabi, ho pure i links qui accanto…
Dico, semplicemente, che il corpo delle donne si sottomette ad esigenze di immagine in Oriente come in Occidente.
E che (vedi Mernissi), noi siamo incapaci di vedere la violenza che ci autoinfliggiamo (dalla chirurgia ai disturbi dell’alimentazione e via dicendo) e poi ci lasciamo scandalizzare da un fazzoletto sulle teste altrui.
E lo so, che questo e’ un mondo pettegolo, e ci faccio pure i conti.
Ma lo e’ sempre stato anche il nostro mondo, e lo e’ ancora, prova a fare un giro nel Sud.
Io, a 12 anni, non avevo ancora dato il mio primo bacio a nessuno e gia’ avevo la reputazione della bottana, in quel di Avellino, dai nonni.
Mi hanno reso la vita impossibile per un’adolescenza quasi intera, te lo assicuro.
Non e’ “nuovo”, per me, tutto questo.
E’ straconosciuto, ed e’ QUESTO cio’ che mi interessa.
In Italia, si respira un clima secondo cui gli arabi sarebbero degli alieni.
Be’, a me interessa scoprire che non lo sono.
Che mia nonna mi ha educato da araba, non da americana.
Che dovremmo farci un po’ di piu’ i conti, con le similitudini tra noi e loro, prima di sganciare bombe, effettive o dialettiche che siano.
(Quanto, poi, tu possa pagare care certe reputazioni, e’ anche una questione di potere e di classe sociale. Qui come li’. Noi abbiamo il pessimo vizio, spesso, di paragonare la nostra classe media con le loro classi umili. I paragoni andrebbero fatti tra simili. Quante ragazze di classe umile in Sicilia, Sardegna, Calabria etc. invitano gli amici a bere qualcosa in casa? Non dimentichiamocele, queste cose… Io avro’ anche gli occhiali rosa, ma da noi, spesso, si usa il monocolo: una lente tutta da un lato per noi, e la lente opposta per loro. Non stanno cosi’, i fatti. Poi possiamo farne una questione di intensita’ e frequenza di certi fenomeni, certo. Ma, come ho gia’ detto di recente, la nostra liberta’ e’ una sperimentazione sociale, non un fulgido, eterno presente. Relativizziamoci un attimo, quando osserviamo realta’ diverse…)
Integrarmi qui?
Ho vissuto mezza vita in Spagna, facendoci pure una figlia ma senza mai riuscire a integrarmi del tutto.
Ho vissuto un anno e mezzo in Inghilterra con un paese intero che mi ricordava che ero straniera ad ogni respiro.
Ho vissuto in Svizzera, ho vissuto a Malta, e idem.
Come pensi che possa sperare di integrarmi qui?
Lo so benissimo, che non e’ possibile, e mi limito ad essere grata a questo paese per la sua gentilezza ed ospitalita’ (decisamente maggiore che altrove, e posso dirlo con cognizione di causa) cercando, nel contempo, di non stridere e di non offendere il mio prossimo.
Il mio obiettivo, qui come in Inghilterra, in Spagna o a Malta, e’ conoscere e imparare, stop.
Poi, guarda, della faccenda uomo/donna occidentale/orientale ne riparliamo, magari.
Su quanto siano effettive le nostre possibilita’ di scelta io avrei parecchio da dire.
Proprio parecchio.
Rimane il fatto, come dicevo in apertura, che io non mi sto dando alla saggistica.
Puo’ darsi che abbia gli occhiali rosa, ma non mi pare un reato.
Mi pare molto piu’ strano che me li vogliate strappare ad ogni costo, subito, adesso.
Se tu scrivessi della bellezza e dell’intelligenza della tua nuova fidanzata, dubito che arriverebbero dagli altri blog per farti notare che la tua fanciulla ha i denti storti e non ha letto i classici…
Voi, con me, state facendo un po’ questo, mi pare…:)
Un osservatore appena sbarcato qui da Marte potrebbe pensare che, secondo la comune mentalita’ occidentale, innamorarsi e’ proibito…
(E comunque: le mie critiche a questo paese arriveranno, tranquilli. Per il momento, con ancora addosso il livore, l’odio e la paranoia occidental/islamofoba da cui provengo, non ne ho voglia. Verrebbero lette attraverso gli occhiali neri del pregiudizio, che sono molto peggio dei miei occhiali rosa. E, soprattutto, prima di mettermi a criticare mi interessa capire quelle che hai definito “le ragioni profonde” delle cose; spiegando molto bene il mio pensiero, e te ne sono grata..:) )
A proposito di satira… io seguo abbastanza i vignettisti arabi, e non mi paiono tenerelli con i leader del mondo arabo…