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Ho finalmente capito chi è il signore che passa ogni notte, verso le 2 e mezzo, e si mette a suonare il tamburo e a cantare sotto la mia finestra.
Trattasi di un annunciatore vivente dell’alba in arrivo, detto “musaher”, che viene a svegliare i fedeli affinché corrano a mangiare l?ultimo pasto prima dell?alba e del conseguente digiuno.
Passa sotto tutte le case, poverino, ed è tutto un rullar di tamburi e chiama addirittura la gente per nome: ?Sveglia, Mohammed! Sveglia, Alì!?, e canta il suo inno di celebrazione della festa.
E Mohammed e Alì saltano giù dal letto e corrono a tavola a strafogarsi finchè c?è tempo e, soprattutto, a bere.
E? dura rimanere senz?acqua per le successive 14 ore?

Mi dicono che è un?abitudine antichissima: ormai esistono le sveglie, quindi si potrebbe anche fare a meno del messaggero col tamburo; però la gente è affezionata a questi antichi personaggi, quindi l?abitudine è viva, vegeta e attuale.

Non mi dispiace che mi svegli: ora che so di che si tratta, recepisco i tamburi nel dormiveglia, mi scappa un po? da ridere e mi riaddormento.
E’ bello.

(P.S. L’anno scorso, a Nablus, gli israeliani ne uccisero uno. Non aveva rispettato il coprifuoco, dissero.)