
Non avevo mai deliberatamente imposto la mia occidentalità in questo delicato Alto Egitto se non, forse, per il fatto di fare tardi la sera all?internet café: dopo una certa ora, sono l?unica donna lì e temo anche di essere una scocciatura limitante per i giovanottoni che vengono a cuccare signore scollate via chat e webcam.
D?altra parte, ho adottato il mio personale compromesso tra le mie esigenze e ciò che qui viene sentito come ?normale?, e non faccio poi tardissimo: O, meglio: per gli standard locali sono una nottambula sbalorditiva, ma io so che potrei fare molto più tardi e, quindi, uso dell?accortezza comunque. Loro forse non lo sanno, ma io sì.
Per il resto (e intendo abbigliamento, atteggiamento e quant?altro) mi pare di vivere in perfetta armonia con la sensibilità locale, anche più di quanto ci si aspetti, in genere, dagli stranieri.
Una volta ho sbagliato ed ho indossato una maglietta che a me pareva castigata ma che ha messo in subbuglio la città intera: quando le macchine rischiano l?incidente nel passarti accanto e tutti cominciano a parlarti inglese e alcuni passanti si bloccano davanti a te come colti da paralisi e poi, lentamente, gli spunta un sorriso ebete rivolto alla tua scollatura, non ti puoi sbagliare: stai indossando una maglietta inopportuna.
Quella volta, il panettiere mi disse: ?Buongiorno, duktora! Lei è elegantissima, oggi!?
Ed io: ?Non me ne parli: credevo di essere vestita in modo normale, ma mi accorgo che il mio abbigliamento risulta insolito, qui.?
E lui: ?Eh, ogni paese è diverso ed ognuno ha i suoi principi. Ma lei non si lasci influenzare, tanto sappiamo tutti che è straniera.?
?We understand you are a foreigner?: la frase che fa da ritornello e assoluzione ad ogni tua goffaggine.
(Naturalmente, la maglietta è stata sotterrata nel cassetto più profondo.)
Stasera no, sto deliberatamente fregandomene.
E? successo che l?Italia, tanto per non smentirsi, riesce a darmi grattacapi fin sulle rive del Nilo, ed ho ricevuto delle notizie che non mi lasciavano alternativa: o andavo al fiume con una corda al collo, o ci andavo a bermi una birra.
Da donna pratica, ho scelto la seconda opzione.
Già, ma siamo in Ramadan?.
L?Aton era affollato di ragazzi, quindi hanno finto di non avere birra e hanno cercato di propinarmi un tè a tutti i costi.
Io ho finto di non capire una parola di arabo e, attenendomi rigorosamente all?inglese che fa tanto turista ?gnuranta e perdonabile, ho rifiutato il tè e me ne sono andata.
Adesso sono al Queen, dove mi hanno accolto fingendo di farlo volentieri.
?Ma è proprio sicura di non volerla portare via, la birra??
?No, davvero, preferirei berla qui, se non c?è problema? potrei nascondermi a quel tavolo lì in fondo, nell?angolo buio??
?Ma le pare, non c?è nessun problema, we understand you?re a foreigner? ma è proprio sicura-sicura di non voler portare via la sua birra??
?E? che preferirei davvero berla qui, se è possibile??
?Ma naturalmente, nessun problema? però, ecco, le dispiace se gliela portiamo in tazza??
?In tazza???
Mi hanno portato una bella tazzona di ceramica, con tanto di disegnino con mucche e biscotti, e piena di birra.
Qualsiasi passante giurerebbe che mi sto bevendo un bel Lipton col latte, mentre tamburello sui tasti del portatile. Bisogna proprio metterci il naso dentro, per capire che è birra.
Poco fa è venuto il capo-cameriere a riempirmela con il resto della bottiglia, che è nascosto in cucina.
?Spero di non stare facendo qualcosa di troppo terribile??, ho sussurrato io.
?Ma no, lei è straniera, non si preoccupi, we understand e comunque you?re welcome anytime!?
E? probabile che mi consideri malissimo, ma intanto io amo molto queste loro maniere che mettono sempre la gentilezza al primo posto.
Non è una stupidaggine, credetemi: il mondo, qualsiasi mondo, è faticoso e difficile. Se, per giunta, è un mondo scorbutico (o addirittura villano), quello straccio di vita che abbiamo peggiora inesorabilmente.
Le mille frasi gentili che fanno parte dell?intercalare normale di un arabo, per me sono ossigeno.
Intanto, sono venuti a chiedermi se voglio un?altra birra, e ho detto di sì.
Stasera ho i cavoli miei per la testa, ed ho deciso di lasciarmi trattare bene senza pormi problemi.

A me ieri sera una birra non bastava ci voleva qualcosa di forte, molto forte che mi facesse dimenticare tutto quello visto, ascoltato e letto in questi giorni, Mi chiedo se a ventisette anni si pu? essere talmente delusi enauseati da non poter pi? riconoscersi nel proprio paese, ma non solo nella classe politica (che ? passata dal comico al grottesco) ma anche con la magioranza dei propri compatrioti.Ieri alle finestre tanti hanno appeso il tricolore conservato dagli ultimi mondiali, anzi scommetterei che alcuni avevano l’omino di italia ’90.Io volevo riappendere quella della pace ma mi ? venuto in mente che in casa avevo quella dell’unione sarda e anche quella del Kenia che mi ha regalato un maratoneta che abita vicino a me, ovviamente ho lasciato perdere.
A te dicono di non preoccuparti tanto sei straniera, anche io vorrei diventare una straniera a casa mia per illudermi che se fossi nel mio paese le cose sarebbero diverse e poi gli altri non mi darebbero della pazza ma giustificherebbero le mie idee dicendo che sono una “forestiera” che di questo paese non ne sa e non ne capisce niente.
Complimenti per il blog ma non ne avrai bisogno.
U? ‘mbriaca! Ho sistemato un blog su splinder (puoi raggiungerlo clikkando sul nome), anche se conoscendomi potrei abbandonarlo fra non pi? di due settimane. Un’altra cosa, non credo che aggiorner? mai pi? il fedayn di clarence per cui puoi anche levarlo dal blogroll di medioriente.
In Egitto che birra servono?
Meister (la migliore), Sakara e Stella.
L’avevo capito, che quel blog e’ defunto, ed ho provato a toglierlo l’altro giorno, mentre stavo aggiungendo il Diario da Betlemme.
Solo che, non capisco perche’, Blogrolling non mi obbedisce…
Non mi ha preso nessuna istruzione, dovro’ riprovarci.
Nemmeno da un pezzo di codice riesci a farti rispettare…;)