
Hanno toccato il culo alla collega. Ci mancava solo questa.
E adesso abbiamo la scorta a forza, e l’universita’ potrebbe ritrovarsi con qualche straniero in meno.
E’ successo che la collega, l’altro giorno, ha rifatto a piedi la stradaccia che unisce il nostro albergone all’universita’ ed e’ ripassata davanti all’istituto dei ragazzini teppisti.
Io, saggia e cauta, mi ero presa il microbus; lei ha pensato: “Ma sono le 11, i ragazzini saranno in classe…” ed e’ andata.
I ragazzini teppisti, ovviamente, ciondolano piu’ fuori dalla scuola che in classe. Che teppisti sarebbero, altrimenti? Quindi l’hanno riconosciuta, le sono spuntati alle spalle e le hanno toccato culo e tette. Poi sono scappati, e la collega non ha avuto nemmeno la soddisfazione di centrarli con qualche sberla. Veloci ed efficaci, accidenti.
Lei e’ arrivata in albergo furente e ha denunciato il fattaccio. Nella foga, si e’ pure messa a piangere.
E’ successa la rivoluzione, ovviamente, con tanto di arrivo del capo della polizia, e mancavano solo il sindaco e l’esercito. Intanto sono arrivata pure io, e mi sono accasciata su un divano per lo sconforto.
E’ stato deciso che non andremo piu’ da sole all’universita’.
Dovremo comunicare al poliziotto l’ora in cui entriamo e l’ora in cui usciamo, e lui ci portera’ e ci riprendera’.
Mi domando come fara’ il mercoledi’, quando lei entra alle 8,30 e io alle 9. Correra’ come un pazzo avanti e indietro, immagino.
La scorta l’avremo solo per quel percorso, se non cambiano ancora idea: in paese ci andiamo da sole, la collega li ha pregati e scongiurati in arabo. Ti immagini, io che scrivo sul blog dal locale di Yasser e il poliziotto dietro che mi guarda? No, dai…
Il fatto e’ che quando queste cose ti succedono, ti incazzi come una biscia e le denunci. Poi, pero’, la denuncia ha effetti talmenti drammatici da farti pentire di averla fatta… ma, d’altra parte, che puoi fare? La collega potrebbe pure essere rimossa dall’incarico “per il suo bene” dai responsabili della sua ambasciata. Ed e’ l’ultima cosa che desidera, ovviamente.
Ma tu guarda che casino…
Rimane il fatto che una toccata di culo lungo quella strada non e’ come una toccata di culo a Napoli o a Siviglia o Caracas.
Gia’. Ma perche’?
“Ok, diciamocelo. Siamo in paranoia. Ma perche’?”
Abbiamo provato a situare gli stessi episodi in contesti piu’ familiari: c’e’ una scuola di teppisti, ci devi passare davanti e sei straniera. Immaginalo a Rozzano, a Secondigliano, a Vallecas, in certe zone di Santa Cruz, nella periferia di Barcellona o di Londra. Sostituisci le pietre con qualche spintone e mantieni la toccata di culo, che quella e’ universale.
Le ambasciate italiane, inglesi e spagnole chiederebbero la scorta? Le polizie inglesi, spagnole e italiane scorterebbero le professoresse? Ma nemmeno per sogno! Figurati!
Perche’, allora, i futuri contadini egiziani sono a un pelo dallo scatenare l’incidente diplomatico o chissa’ cosa?
E perche’ noi due ci impressioniamo tanto per una mano sul culo?
“Effettivamente, io mica vado dalla polizia, se mi toccano il culo al mio paese… deve essere perche’ qui non sai esattamente con quale spirito ti toccano il culo, fino a che punto potrebbero spingersi.”
“Fino al punto di stuprarti, certo no. Impossibile. E nemmeno mi pare che ci vogliano uccidere. Sono stronzi e molesti, e basta. Ma non sappiamo metterci nei loro panni, e’ per questo che ci fanno paura. Non sappiamo come pensano.”
“Gia’. E’ come se ti toccasse il culo un marziano. D’altra parte, nel mondo arabo e’ molto grave, toccare il culo a una donna… denota piu’ ostilita’ che in Occidente.”
“E noi lo denunciamo con la virulenza con cui lo denuncerebbe una donna araba… io non mi sarei mai messa a piangere, al mio paese, dicendo che dei ragazzini mi avevano toccato il culo. Avrei fatto ridere tutti, che cavoli! Qui, invece, eccomi in lacrime e tirando su col naso, e venti uomini preoccupati attorno a me intenti a darmi aria e a portarmi l’acqua… come un’araba, proprio!”
“Sai cosa? Non e’ solo che gli arabi ci confondono. E’ che, qui, siamo strette tra modelli femminili completamente diversi l’uno dall’altro, ma che ci appartengono tutti. E questo ci manda completamente in confusione. Abbiamo l’identita’ col mal di mare.”
L’identita’.
La donna araba che e’ in noi, che strepita come un’ossessa per l’offesa alla sacralita’ del suo culo e rivendica il rispetto assoluto da parte degli uomini e la loro protezione.
La donna latina, tra Napoli e la Spagna, il cui culo e’ abituato fin da piccolo a stare in guardia su tram, metropolitane e strade affollate, e si arrabbia quel tanto che e’ necessario mentre, vagamente, percepisce pure la carica di complimento contenuta nel gesto. E comunque non ne fa un dramma.
E la donna occidentale del 2000, politicamente corretta e favorevole alla condanna a morte dei toccatori di culo, tanto per stabilire il principio. Se, poi, il toccatore di culo e’ arabo, l’istinto si fa piu’ netto…
Ci guardiamo: “Noi siamo tutte e tre. Tutto mischiato. Cosa prevale?”
Non date questi problemi a delle prof, che poi ci teorizzano su per un mese…
In qualsiasi posto al mondo, isolare delle donne dall’aria danarosa (cough!) in mezzo a una tangenziale non e’ il miglior modo di proteggerla.
E’ ovvio, normale, evidente.
E perche’, allora, qui non c’e’ nulla di ovvio, e tanto meno di normale ed evidente?
Io lo so, perche’. Perche’ sta succedendo questo:
“Nel più generale contesto della sociologia della conoscenza è inoltre celebre la teoria di Merton sulle profezie che si autoadempiono. Riprendendo una idea di un teorema psico-sociale attributo al sociologo William Thomas, egli mostra che se tanti individui prevedono un fatto sociale e si comportano di conseguenza quel fatto si realizza adempiendo alla profezia.”
(“Dove abiti?” “In un teorema”)

Anche le tua collega, pero’, non potrebbe essere un po’ piu’ accorta, come sei tu ?
Sbagliando si impara…
Robert King Merton (morto quest’anno poraccio) sua la teoria della “self-fulfilling prophecy” ma sua anche la definizione del “deviant behaviour”, forse andarsene in giro sole solette davanti al rotary dei teppistelli egiziani ? pi? “deviant” del teppistello taccolone stesso… (dillo alla tua collega anzi dalle un suo libro da leggere cos? ? impegnata e non fa altre cose “deviant”… :-D)
Ciao
toccolone, era toccolone (aveva 93 anni by the way…)
Oppovera collega, me la state sgridando di brutto…:)
Pensandoci, qui si verifica uno strano fenomeno (tanto per cambiare): in Europa, uno sta spontaneamente attento. Sai che il livello di sicurezza e’, diciamo, medio e adotti una serie di precauzioni istintive.
Qui, il livello di sicurezza e’ talmente alto, normalmente, che non solo smetti di stare istintivamente attento, ma finisci addirittura col rivendicare, come se fosse un assoluto diritto, una sicurezza totale che in Europa non ti aspetteresti mai!
Curioso…