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L’opposizione si è dovuta incazzare (“Nascondono informazioni!”) ed esigere che il governo dicesse “tutta la verità”.
Poco fa Aznar è uscito a prometterlo e, a dire il vero, non è che sia apparso molto convincente: “Perchè mai il governo non avrebbe dovuto pensare che era stata ETA? Comunque non scartiamo nessuna ipotesi.”
Io l’ho vista, la conferenza stampa di ieri: il ministro non comunicava dei “pensieri”, dichiarava una certezza quando già mezza Spagna, e i giornalisti che lo intervistano, avevano parecchi dubbi.

Intanto, oltre a Otegi (il tizio nella foto) che continua a dichiarare l’innocenza di ETA, è pure uscito un editoriale di Gara che assicura altrettanto, accusando il governo di voler dare la colpa ad ETA per nascondere agli spagnoli di averli cacciati sotto il mirino dei terroristi islamici, con la sciagurata decisione di fare la guerra all’Iraq.
Gara è, come Otegi, un altro fenomeno spagnolo: un giornale che funziona da portavoce formalmente ufficioso e sostanzialmente ufficiale di ETA.
C’è da credergli.

Stasera ci sarebbe la manifestazione nazionale convocata dal governo, il cui slogan include “la difesa della Costituzione”, che allude chiaramente ai separatisti.
In questo clima, farà uno strano effetto.

Le elezioni sono tra due giorni e, davvero, non vorrei essere nei panni degli spagnoli.
Il PP può anche vincere confondendo le acque fino al momento delle elezioni pur di non rischiare nemmeno un voto, già, ma non è un bel modo di andare a rappresentare un paese.

Grazie, Daniel, per avermi spedito l’articolo di Gara.
Ma, mi chiedo io, è davvero possibile escludere pure il famoso settore dissidente di ETA (citato anche da Cossiga, ahimè)?
ETA possiede una struttura, a Madrid, fatta di covi, complici, possibilità di spostare qui e là 200 chili di esplosivo.
Possibile che ‘sti terroristi islamici se ne siano creata una analoga in totale autonomia?

(Aggiornamento: pare che Israele e io abbiamo avuto la stessa, banalissima, idea. E’ un mondo difficile.)