E’ un periodo strano.
L’altra sera ho conosciuto un ragazzo palestinese, a una festa.
O, per meglio dire:
“Sei egiziano?”
“No, palestinese.”
“Uh. Di dove in Palestina?”
“Dov’è la Palestina? E’ sopra il Sinai…”
“No, voglio sapere DI dove sei, di quale città”
“Ah, di Gaza.”
“Ah. Io conosco Ramallah.”
“E che ne pensi?”
“Che si vive male. Brutta storia.”
“Ma dovresti conoscere anche Israele! Che ne sai! Magari loro hanno il diritto di farci quello che ci fanno.”
“Tu credi?”
“Io non credo niente. Ma tu dovresti andare in Israele.”
“Ci sono stata. Varie volte.” E lo guardo male: ma che palestinese strano, gessù.
E’ giovane e carino, visibilmente di buona famiglia, e fa un lavoro di quelli che non so cosa siano e per cui ci vuole la laurea in ingegneria.
Un giovane cactus diffidente ma garbato, a modo suo, ed io mi incaponisco.
“Perchè sei qui?”
“Ci vivo.”
“Perchè non vivi a Gaza?”
“Perchè i miei genitori hanno lasciato Gaza nel ’67.”
“Ma tu non eri ancora nato, nel ’67”.
“No, sono nato in Qatar. Sai dov’è?”
“Certo, è il paese di Al-Jazeera!”
Mi guarda disgustato.
“Sei nato nel Qatar, vivi in Egitto… perchè dici che sei palestinese?” (Tanto, è da quando ho aperto bocca che lui si aspetta di sentirmi dire cazzate.)
“Non dovrei? E di dove dovrei dire che sono?”
“Mia figlia è nata in Spagna, suo padre è spagnolo ma lei dice che è italiana, visto che ha sempre vissuto in Italia.”
“Io sono palestinese. Questo è quello che sono. Palestinese. Quelli del Qatar sono diversi. Gli egiziani pure. Io so quello che sono, e sono palestinese. Uno deve avere la propria identità.”
E poi mi fa: “Ma tu hai un accento israeliano!!”
“Io??? Non credo proprio. Ho un accento italiano.”
“Bugia. Io ho sentito l’inglese di molti italiani e il tuo è diverso.”
“Forse perchè, generalmente, gli italiani non parlano inglese…”
“No, no. Anche quelli che parlavano inglese. Tu hai l’accento israeliano, è inconfondibile.”
Oggesù.
In una settimana, sono riuscita a farmi denunciare dai pacifisti e ad essere sospettata di essere israeliana da uno di Gaza. Devo controllare cosa dice il mio oroscopo.
Alla fine l’ho convinto, che non ero israeliana.
Sull’accento è stato irremovibile, ma ha concluso che forse lo avevo perchè ero stata varie volte in Israele. Ecco, quella era la spiegazione.
Intanto gli ero diventata più simpatica, quindi mi ha detto che dalla faccia si vedeva, che non ero israeliana. Avevo la faccia più palestinese che israeliana, e questo mi ha rilassato molto.
“E poi il tipo di orecchini, la collana. Non è lo stile israeliano, sembri palestinese.”
Un po’ nonsense, come conversazione.
“Sai, io ci sono stato, in Italia. A Bari e all’Aquila. Bari mi ricorda moltissimo la Palestina. La terra, la vegetazione…Sai, mia sorella è a Gaza. Ha sposato uno che adesso lavora lì. Siamo sempre molto preoccupati, quando succede qualcosa.”
Poi mi spiega che i palestinesi di Ramallah sono più aperti e amichevoli di quelli di Gaza: a Gaza sono più introversi, e poi sono chiusi dentro anche fisicamente. Questo marca il carattere, mi spiega.
Glielo chiedo: “E tu che ne pensi, di Israele? Mi riferisco a quello che mi hai detto prima: secondo te loro hanno il diritto di fare quello che vi fanno?”
Lui ci pensa un po’.
Intanto siamo a una festa, in realtà, ed è tutto un bere e un ballare, e questa nostra conversazione così incerta, impacciata, e lui è un tale contrasto, tra la sua arietta da bravissimo ragazzo con gli occhiali e il groviglio di diffidenza…
Stessimo parlando di vacanze, sarebbe certamente simpaticissimo.
In realtà non lo so nemmeno io, come siamo finiti a parlare di questo. Non so nemmeno perchè non la smettiamo.
“Gli israeliani vivono bene. I loro bambini vanno a scuola. Se si ammalano hanno un buon sistema sanitario. I loro vecchi sono assistiti. Hanno tutti un buon lavoro. No? Non pensi?”
“Sì, lo penso. E quindi???”
“Noi no. Questo è quello che penso io. Noi non lo possiamo avere, tutto questo.”
E poi mi guarda e mi fa: “Ma tu che ne pensi, del bus 19?”
“Eh??? Bus 19???”
E mi spiega che c’è quest’autobus n. 19 che è stato fatto saltare in aria e che gli israeliani hanno conservato così com’è, semidistrutto, e lo portano in giro per gli Stati Uniti.
“Quando si parla di Palestina da qualche parte, arrivano loro col bus 19. Lo mettono davanti al palazzo dove è in corso la discussione e un gruppo di israeliani fa la parte dei morti: si sdraiano davanti all’autobus e dicono: ‘Ecco quello che fanno i palestinesi!’ Tu non lo sapevi?”
No, io non lo sapevo. Mi mancava, l’autobus esploso portato in tournée.
“Non credo che sia arrivato in Italia, quest’autobus… in Europa funzionano meno che in America, queste cose. Credo.”
“Sì, l’Europa è meglio, da questo punto di vista.”
Gli chiedo: “Ma se la Palestina avesse un esercito regolare e ci fosse una regolare guerra con tutti i crismi e gli equilibri, tu andresti a combattere?”
“No.”
“E perchè?”
“Perchè non c’è niente da fare, sarebbe un sacrificio inutile. In Palestina combattono perchè sono stanchi di vivere, mica perchè pensano di vincere. Combattono per morire prima, perchè non ce la fanno più. Sono tutti destinati a soccombere, tranne noi che siamo fuori. Combattere è inutile.”
Alla fine, ha concesso che forse qualcuno sopravviverà.
E che non oggi, non domani ma, forse, tra tre o quattro generazioni, succederà qualcosa che salverà i palestinesi.
“Un miracolo.” E mi ha sorriso, che era anche ora.
La foto non c’entra niente, sono bottiglie di alcoolici arabi sul mio tavolo del dopofesta di ieri sera.
Avevo iniziato pensando di parlare di tutt’altro, in realtà.
E poi non mi veniva in mente nessuna immagine, per illustrare la conversazione. Avrei dovuto disegnare la sua faccia imbronciata da bravo ragazzo con gli occhiali, forse, ma non so disegnare.
E, naturalmente, non ho nessun accento israeliano.

Alcolici arabi? Ma son fatti per i non credenti, o se li bevono tranquilloni in barba alla sharia?
Per quanto riguarda l’accento, Lia…mi viene in mente che l’ultima volta che sono andato in vacanza all’estero, in Spagna, tutte le persone che incrociavo credevano che avessi una nazionalit? diversa…e naturalmente “non” italiano! ;)
Una signora australiana sosteneva che parlavo inglese come un cinese (aggiungendo ‘non si offenda…i cinesi parlano molto bene l’inglese’…>D), una signora scozzese sosteneva
che parlavo benissimo l’inglese, un barbiere locale credeva che fossi israeliano (ma forse ? perch? parlavo un orrendo ‘pidgin’ mixando di inglese, francese e spagnolo…alla fine abbiamo concluso che, dato che ero italiano, era meglio se parlavo italiano invece che il mio ‘pidgin’ che gli era abbastanza incomprensibile…hihihihi
…>D), ecc…
La trovata dell’Autobus n? 19, da come l’hai descritta, mi pare davvero una operazione spregevole a dir poco…indubbiamente una idea che deve essere stata partorita dalla componente “filo-sharonista” del popolo israeliano…come la trovata di tacciare, a seconda che uno sia di origine ebraica o meno, di “antisemitismo” o di “odio verso se stesso” chi contesta la politica israeliana…? la classica strategia di ammantarsi di vittimismo per poi darsi liberamente alla prepotenza ed al sopruso…infatti quegli israeliani che sfruttano i morti israeliani ed i morti dell’Olocausto per difendere la politica di Sharon cercano di usare la sensibilit? e la coscienza altrui come strumento di ricatto…
D’altronde non gli riesce bene, perch? credo che se uno non ha qualche misterioso motivo per desiderare la completa distruzione del popolo israeliano e non ? razzista, probabilmente sar?
ancora pi? motivato a volere che Israele cessi l’occupazione, ma senza “trucchetti” tesi a tenersi le colonie…
Comunque quello che diceva il tipo che hai incontrato in effetti non fa che confermare quanto
credevo riguardo alle ragioni che portano una persona ad indossare una cintura di
esplosivo… :-/
Ciao,
Guido
a leggere il discorso sui palestinesi combattenti perch? stanchi di vivere, mi viene il sospetto che il ragazzo palestinese (?) sia la reincarnazione di cesare pavese. quello dei dialoghi, per intenderci.
in effetti la storia dell’autobus lascia pensare fino a un certo punto: pi? che della solita costruzione di un alibi da vittime, parlerei di un ricorso molto consapevole alle solite strategie di comunicazione politica. piuttosto prenderei spunto per postegiare davanti al parlamento italiano qualche testimonianza della strage di bologna, affinch? qualcuno finalmente si occupi dell’annosa questione del segreto di stato.
nota frivola: sono andata sul link dell’autobus 19 ed ? uscito un ridicolo banner che pubblicizzava una chat per single israeliani, con tanto di foto ammiccante di tale “sharon”. ci ho messo un po’ a capire che non mi stavano proponendo di chattare con il vecchio…
Se qualcuno mi avesse detto che ho l’accento israeliano, l’avrei strozzato all’istante.
“Intanto gli ero diventata pi? simpatica, quindi “mi ha detto che dalla faccia si vedeva, che non ero israeliana. Avevo la faccia pi? palestinese che israeliana, e questo mi ha rilassato molto”
….mi censuro in maniera preventiva se no minimo mi becco del neocone….
(Guido me la rimandi la mail?)
confermo che sta storia del bus 19 ? vera: devo aver letto su qualche giornale italiano che avevano portato l’autobus davanti alla corte che discuteva della legittimit? del muro (o barriera difensiva come altri lo chiamano).
x guido: spero che tu non parli inglese come un cinese: sono del tutto incomprensibili ;-)
Sono rimasto dapprima incredulo leggendo il post che precede. L’ho quindi riletto, ed in effetti non mi ero sbagliato. Tralascio lo stupore ed il disagio che riferisci di avere provato di fronte a quello che sarebbe un palestinese ‘atipico’, e cio? che non fa l’apologia del terrorismo e la solita lagna ma (udite! udite!) si preoccupa di assistenza, politica sanitaria, sistema scolastico (“Gess?”). Ovviamente quel mi colpisce particolarmente ? il disappunto nel venire ‘tacciati’ di ‘avere l’accento israeliano’, ed il sollievo quando viene dato atto di somigliare pi? ad una palestinese che ad un’israeliana.
Colpisce che questi sentimenti -che non voglio aggettivare perch? si commentano da s?- siano condivisi da un’italiana. Ripenso ai sopravvissuti dell’Olocausto che non odiavano i tedeschi, non ne facevano un sol fascio, e non si vergognavano di poter essere erroneamente ritenuti tali, e ci? nonostante…
Mi chiedo se, per evitare simili spiacevoli equivoci, non sia il caso di proporre che gli israeliani -cos? deplorevolmente confondibii con le persone perbene- portino, per la loro tranquillit? e quella degli altri, qualche evidente segno di riconoscimento cucito sulla giacca, magari, che so, quella stella di David l?, quella che sta sulla loro disonorata bandiera.
Disorientato dal contrasto tra la bellezza dei post non “politici” del tuo blog e tali atteggiamenti, vado a rileggermi qualche arretrato alla ricerca di spiegazioni.
Trovo il post datato 30.4.04 dal titolo “La giornata delle donne” e leggo:
“Quelle come Oriana Fallaci, chess?, e Ida Magli e Condoleeze Rice, e LE LORO FIGLIE STUPRATRICI DI PRIGIONIERI DI GUERRA”.
Qui mi fermo, e tolgo definitivamente Haramlik dai miei preferiti.
Milton mi sembra che Lia abbia gi? specificato le ragioni di questo blog. Mettere in ordine i pensieri raccontando quello che le succede, quindi prima di tutto per se stessa, per gli amici ed eventualmente per chi in qualche maniera ? arrivato fin qu?. Non per fare comizi o sostenere tesi, non come opera di studio documentata e sistematica. Ti racconta quello che le ? successo a una festa, anche l’equivoco israeliano mi sembra in maniera ironica e tu ci leggi un delirio che chiss? da dove viene fuori.
Mi sembra perfettamente logico che avrebbe dovuto controllare cosa diceva e con chi parlava in un paese che ? andata a conoscere, pur di non urtare la sensibilit? di lettori prevenuti a qualche migliaio di chilometri di distanza… Magari doveva anche spacciarsi per israeliana, ch? rivelarsi come italiana ? un segno di pregiudizio intollerabile :)
Lia… tu sai che io un poco di arabo lo conosco; la persona che me lo prova ad insegnare, con risultati per ora da quinta elementare, non ? di origini egiziane, e considera la variante egiziana della lingua araba come una variante assai spuria, sporca, che non c’entra quasi nulla con l’arabo madre. La parlata egiziana, in conclusione, non solo non gli piace gran che, ma la considera pure un cattivo esempio per chi volesse veramente imparare bene l’arabo, ed in effetti, anch’io avverto nettamente le differenze del parlare da una regione all’altra della “umma”, e devo dire che ho notato, ad esempio, che la famosa G egiziana che diventa GH in tutte le parole ? una prerogativa che ricorre, per quello che posso aver sentito dagli israeliani quando parlano in TV (prendo occasionalmente le satellitari arabe, e poi a volte anche nelle nostre interviste ci faccio caso apposta), e ricorre anche un’altra caratteristica, presso gli israeliani, che ? quella di possedere alcuni dei suoni tipici dell’arabo, e alcune parole si somigliano fra loro (anzi, credo molte di pi? di quanto non si pensi), per? le varianti della nostra H nell’arabo hanno pi? sfumature che non nell’ebraico, dove spesso finiscono per diventare qualcosa come un KH o un K. Forse pu? essere che si sentano queste inflessioni nel tuo accento parlando in arabo? Per noi magari ? un poco difficile mantenerci nel purismo delle sfumature consonantiche arabe, visto che facciamo fatica magari anche con il francese dell r rullate, tanto per dirne una. Poi se parlavi in inglese allora non so… magari era un tantino indurito (l’ebraico lo vedo duro, per cui avere un tale accento per me significa avere indurito il tuo)… che ne so per quale motivo… magari la birra buona ma cattiva? No, a parte tutto quanto mi affascina il mondo dei suoni… pigliala anche tu come una curiosit? sulla quale “studiare”.
Sul carattere dei palestinesi, poi… non mi meraviglio pi?. Pur di sapere come la pensi da subito e togliersi il dente del sospetto diventano strani ai tuoi occhi dichiarando cose di una incongruenza incomprensibile a prima vista, ma poi quel che rimane, quando ti hanno capito, ? il sorriso che si posa finalmente sui loro volti, e se non li deludi ? per sempre. Garantito.
Ciao a todos, amigos.
qarmida.
Lo so…:)
Sui palestinesi, dico, che sentono il bisogno di sapere da subito come la pensi.
Non me lo ricordare, ch? mi si stringe il cuore, non so spiegare quanto.
Parlavo inglese, comunque. Il giorno che qualcuno potr? esprimere un’opinione sul mio arabo, stapper? una bottiglia di champagne. Altro che birra.
Credo che per un israeliano vero – uno che sta in Israele, voglio dire – leggere il mio blog sarebbe pi? facile che per voi filoisraeliani d’Italia.
Perch? voi avete una visione delle cose talmente astratta, nella sua ideologizzazione, da essere incapaci di contestualizzare alcunch?.
E’ un delirio virtuale, il vostro Medio Oriente, un quadro astratto.
Altrimenti non me lo spiego, come vi possa stupire quello che ho scritto.
Proviamo a sillabare: se durante la II guerra mondiale, io fossi stata svizzera e un tedesco mi avesse preso per americana, o un americano mi avesse preso per tedesca, non sarebbe stato NORMALE che io fossi stata lieta di chiarire l’equivoco?
Quale mente bacata pu? mai leggerci dell’antisemitismo, dietro una cosa del genere???
Bacati, ? l’unica parola possibile.
Io non dovrei nemmeno spiegarle, certe cose.
Che essere presa per israeliana da un palestinese appena conosciuto ? STRANO, per esempio.
Che i palestinesi e gli israeliani si stanno facendo la guerra, per esempio, quindi ? NORMALE che io glielo voglia spiegare, al palestinese, che sono italiana.
E che la storia della “faccia da israeliana” ? solo buffa, tontoloni miei, perch? palestinesi e israeliani, specie se sefarditi, hanno esattamente la STESSA faccia. Sono semiti, tontoloni che non siete altro.
Cosa mi leggete a fare, se non capite un piffero?
Possibile che non capiscano NIENTE, i neoconi, senza sottotitoli?
Tonti, proprio.
Nel complesso, non mi va di inseguire tutte le manipolazioni di Milton al mio post (“Tralascio lo stupore ed il disagio che riferisci di avere provato di fronte a quello che sarebbe un palestinese ‘atipico’, e cio? che non fa l’apologia del terrorismo…” Ma come ti permetti, tonto che non sei altro? Ma che livelli di incivilt? ci vogliono, per andare a lasciare certe frasi sui bog altrui? A me sembra pazza e basta, la gente cos?.)
L’ho gi? scritto altre volte: filoisraeliani, lasciatemi perdere.
Non leggetemi.
Vi piacciono i miei post non politici, poi svenite davanti a quelli “politici”.
Il problema ? vostro, non mio. Io sono la stessa persona, in tutti i post.
Se VOI non riuscite a capire che, dietro i miei post non politici, c’? lo stesso tipo di sensibilit? che mi porta a produrre quelli politici, VOI avete un problema, non io.
VOI vivete in un mondo popolato di strani mostri nemici di Israele a prescindere, ed io non c’entro.
Io ritengo che Israele faccia una politica criminale. L’ho vista. La leggo. La sento attorno a me.
E ritengo che le giovani torturatrici di iracheni siano le figlie del clima di odio, di razzismo e disprezzo per gli arabi di cui la Fallaci e compagne sono le teoriche e il volto “pulito”.
Cos’?, una novit??
C’? scritto in ogni riga di questo blog.
Se non lo sopportate, non leggetemi.
Oppure vivetevele senza coinvolgermi, le vostre contraddizioni.
Sono cavoli vostri, non me ne frega nulla.
Questo vostro sdegno censore mi pare da folli e basta.
Mollatemi, ma davvero!
Ideona: invece di togliere i commenti, io disabilito l’accesso del MIO computer qui sotto. Mi auto-banno, in pratica.
E’ un’idea stupenda: scrivo un messaggio, e poi mi esce la finestra che mi dice: “Sorry, you are not allowed..” etc.
Devo parlarne subito col webmaster.
BJH : Emmmh…io ho riprovato, ma me la rispedisce indietro…cmq stasera riprovo ancora su entrambe le tue mail…
Guido
ok Guido… la e-mail senza allegati arrivano anche all’indirizzo legato al nick BJH se ci sono allegati credo che libero le rimandi per le dimensioni eccessive ma non ho capito un fico secco di quel che m’ha detto l’operatrice al telefono…ad ogni modo all’altro indirizzo m’arrivano mega e-mail con + allegati per cui non dovresti avere problemi.
ps essendo il mio ultimo commento auguro a tutti una buona permanenza e a chi li gradisce rivolgo i miei + calorosi saluti.
Al di la delle idee personali ? stato un piacere partecipare alla vita del blog.
BJH
BJH : Inviata…stavolta per? ? l’indirizzo alternativo giusto…
Guido
Ciao,
ho trovato il tempo di leggere questo post
che avevo lasciato da parte e mi e’ piaciuto molto, nonostante il commento di Milton.
Continua cosi’ cercando di lasciarti dietro certe persone con i loro commenti, tanto cercheranno sempre di analizzare alla virgola quello che scrivi per trovarci chissa’ che cosa.
Roberto
Beh, Gokachu, a proposito di alcoolici arabi: hai mai letto il Barone di Munchausen? ;)