Io avevo una sola certezza e l’ho manifestata più volte: “No, non è della famiglia dei colombi, ha un’altra forma!.”
E infatti è una colomba. Una tortora, per meglio dire.
Trattasi di Streptopelia Senegalensis, detta anche Palm Dove o Laughing Dove, ovvero Tortora del Senegal o Ridente o delle Palme.
E’ diffusa in Africa e in Medio Oriente ed è stata importata in Australia.
Eccola qui:

(A mia discolpa posso solo dire che, per me, un colombo è quello che sta in Piazza Duomo a Milano.)
Sono dovuta andare fino alla libreria dell’American University, per scoprirlo.
Ho prima cercato di fotografarla, a dire il vero: ci ho provato due volte e lei se ne è puntualmente volata via per mettersi sul tetto di fronte a guardarmi con aria di rimprovero. E allora ho lasciato perdere, ché a me ‘ste uova continuano a sembrare un po’ pericolanti e non mi sembrava il caso di creare agitazione.
E quindi sono andata all’AUC, dicevo, dove hanno un’ottima libreria in inglese. E lei era lì, che faceva capolino dalle pagine di “Fauna egiziana da proteggere”, tra un coccodrillo e una volpe del deserto.
E il libro diceva, più o meno: “In realtà è un uccello molto diffuso, specie nella zona del Delta, ma tende a fare nidi poco solidi e in equilibrio precario, le cui uova finiscono spesso col rompersi.”
Giustappunto.
Lo dicevo, io.
La foto l’ho presa da questo sito che è in Kuwait, e ce ne sono anche altre.
Per chi fosse interessato, qui ci sono altre foto dove la codona si vede meglio.

E qui, invece, si spiega che la mia tortorella è monogama e rimarrà col suo tortoro ridente per tutta la vita, e che le uova sono sempre due e che le cova soprattutto lei. Lui collabora, ma non è che proprio-proprio si sprechi.
E che i tortorini ci mettono 14 giorni, a nascere, ed io non ho la più vaga idea di quando siano comparse, ‘ste uova. Le ho viste l’altro giorno, ma quella finestra la ignoravo da settimane.
Qui, infine, c’è il commento che mi ha lasciato Giò – dalla Giordania – l’altro giorno, quando lei già sapeva che era una tortora e io no:
Dalla descrizione che hai fatto del pennuto potrebbe trattarsi di una tortora. Se e’ cosi’ sei fortunata, il loro pigolio e’ adorabile e da’ un senso di pace. Oltretutto sono considerati uccelli benedetti dai musulmani perche’ pare che cantino dopo l’adhana dell’alba e il loro verso somiglia a un invito alla preghiera.
Che dire: questo blog si dichiara onoratissimo.

fosse stata una colomba, sarebbe stata una bella ironia del destino, visti gli eventi degli ultimi tempi ;)
Non posso che ripetermi: che cosa bellissima. E piu’ ce ne racconti, piu’ mi sembra bellissima.
Sono protetti per via della monogamia??
facci sapere quando sarai mamma!
complimenti per la tenacia ornitologica e grazie per aver svelato il mistero, resto in dolce attesa delle foto dei pulcini.
Ciao.
Effettivamente se ne vedono parecchie da queste parti,ecco perche’ ci avevo azzeccato.Ma non ho mai visto i piccoli,dunque aspetto anch’io le tue foto…Ciao
L’ho fatta vedere a mio marito, perch? gli avevo fatto una testa cos? con questa storia, ma anche perch? lui aveva, anni e anni fa, in Iraq, una nutrita collezione di piccioni delle variet? pi? disparate. Quando l’ha vista mi ha detto che da quelle parti ? una bestiola comunissima, e che allora cosa diremmo noi che non li conosciamo se vedessimo le variet? di piccioni che allevava lui trent’anni fa in Iraq? Io invece sto pensando: ci saranno ancora?… ma bando alla tristezza, che vedere finalmente svelato il mistero del volatile sconosciuto mi ha fatto saltare di contentezza, come se io lo avessi scoperto da me, che invece per cercare la foto, mai trovata, di un colibr? ho scartavetrato tutto il web per settimane col solo risultato di pagare un botto (ma del resto come al solito)di bolletta.
Brava, Lia! Bellissima vicenduola.
:-) qarmida (che poi fa comodo alla tua amica, che in arabo qarmida significa tegola!)