
Stamattina ho compiuto uno dei piccoli gesti più agghiaccianti della mia vita: ho buttato nella spazzatura una bottiglia come quella nella foto, che conteneva ancora della Coca Cola, ormai sgasata e nemmeno poca.
Poi sono rimasta un po’ lì a guardare il sacchetto della spazzatura.
Ho ripreso la bottiglia, l’ho svuotata nel lavandino e poi l’ho ributtata.
Ed è che mi è venuto il timore che uno dei bambini addetti alla raccolta differenziata nella discarica del Cairo – o in casa propria – potesse trovarla e avere voglia di berne il contenuto.
I bambini sono bambini, appunto.
Il fatto è che qui la raccolta differenziata la fanno eccome, e da oltre cent’anni: solo che non la fanno i cittadini nelle proprie case ma gli zabbalin -ovvero: ‘coloro che lavorano con la spazzatura’ – nelle loro.
Io pago 1 euro e 20 al mese a un signore che, tutti i giorni, viene a svuotare il bidone dell’immondizia che c’è sul mio pianerottolo.
La prende e la porta nel quartiere di Manshiya, sotto il monte Moqattam che è tra la Cittadella e il Cairo antico ed ospita la discarica dell’immondizia di tutto il Cairo.
A Manshiya vivono gli zabbalin, appunto: la spazzatura gli arriva direttamente a casa (casa?) e loro la differenziano, tra germi, gas tossici, che si sviluppano dalla fermentazione dei prodotti biodegradabile e materiali tossici che vengono usati per pulire le plastiche etc.
E’ una zona strana, il Moqattam: tradizionalmente abitata da cristiani, innanzitutto: ed è che, qui, i cristiani sono la borghesia dei professionisti e dei commercianti oppure, con un salto vertiginoso, gli zabbalin del Cairo: e pare che parecchia gente ci abbia fatto bei soldi, con ‘sto mestiere, per quanto la massa di chi lo fa sia composta dai più miseri tra i poveri, ovviamente.
E poi ci allevano i maiali, al Moqattam: quale luogo migliore, appunto? Ché comunque è un allevamento a cui solo i cristiani si dedicherebbero.
Questi sono i tipici lavori che vedono i bambini in prima fila, data la raccapricciante miseria di chi ci si dedica.
Bambini dai 5/6 anni in poi, dico.
Molta gente che va in barca ha l’abitudine di spezzare i cerchi di plastica che tengono assieme le lattine di birra, per esempio, nel timore che, altrimenti, questi cerchi possano intrappolare il muso di qualche sfigatissimo delfino che, a quel punto, morirebbe di fame.
Qui ti viene in mente di non buttare roba che possa sembrare appetibile a un bambino.
p.S. I Comboniani, preti poco amati dai nostri guerrafondai, fanno un ottimo lavoro, al Moqattam.

Ricordo un articolo su un perodico, forse l’inserto del Corsera, sugli zabbalin. Ignoravo la loro esistenza. Allucinante. Grazie per averci ricordato le loro condizioni di vita.
Sbaglierò, ma nel commento dell’anonimo mi sembra di ravvisare un tono non proprio corretto. Ma spesso, si sa, quando si vive al difuori di certe realtà, è facile abbandonarsi a forme di frivolo cinismo, di quelle che ti fanno sentire tanto dandy, bello e dannato, magari anche intelligente . Finché un commento dal fondo (e magari anche un lancio di ortaggi) non ti riporta alla triste realtà della tua pochezza.
Sotto casa mia (Milano, quasi in centro) c’? un mercato settimanale. Prima della nettezza urbana passano sempre le vecchiette che raccolgono le pesche marce da un lato, i pomodori un po’ schiacciati…
Temo che sia normale, ormai (normale nel senso di “nella media”, non in quello di “giusto” – ovviamente).
Quanto ai Comboniani: gente pi? meritevole (e pi? provvista di, ehm, controsperoni) credo sia difficile da trovare.
Ma perche’, era coca cola velenosa? O c’era il pericolo che il bambino, dopo averla bevuta, sprofondasse in una dipendenza chimica finendo col prostituirsi in cambio di bibite (s)gasate?
anonimo, per me ce la potresti fare, a capirlo. Se proprio non ci arrivi, fai un esperimento.
Perndi una bottiglietta di cacacola.
Infilala nella monnezza insieme a tutto il sudiciume che riesci a trovare, insieme a qualche ratto.
Aggiungi qualcosa di tossico, va benissimo anche la comune candeggina, se non hai in casa di meglio.
Mescola bene e metti il tutto a 40 e passa gradi per alcuni giorni.
Assaggia la cacacola.
Ora leggi queste quattro posibilita e vedi in quale ti riconosci:
a) Dissenteria
b) Peste bubbonica
c) Ulcera gastroduodenale
d) Morte istantanea
A= Siete un po’ debolucci di intestino, curate la vostra alimentazione e vi sentirete meglio.
B= Siete all’antica, oggi esistono metodi più innovativi per schiantà.
C= Siete nervosetti, rilassatevi coi fiori di Bach.
D= Complimenti per il vostro carattere deciso, ma dovreste avere metodi un po’ meno spicci.
Auguri
A dimostrazione del fatto che, certe volte, insegnare è un gran bel mestiere, vorrei fare presente che io, la Broccoli, l’ho avuta per alunna. :)
(Scusate, mi vantavo un attimo.)
Oppure semplicemente… forse anche lui berrebbe coca cola trovata nella mondezza. Qui assistiamo molto pi? raramente a spettacoli di riciclaggio simile, ma ogni tanto vi si assiste, anche nelle nostre opulente e civilizzate metropoli. Spesso la mattina, quando scendo dal primo autobus che prendo, al capolinea, dove poi riparto sul secondo che mi porta davanti al mio ufficio, sul retro del supermercato che occupa il centro della piazza-capolinea di Roma, zona Talenti, davanti ai bidoni dell’immondizia, che spesso, ovviamente, contengono in prevalenza gli scarti del supermercato, noto una anziana signora con carrello e buste (il tutto evidentemente fornito dagli impiegati alle casse del supermercato) che inizia a rovistare nei secchi estraendone i pi? disparati rimasugli buoni a costituire una sorta di “spesa proletaria”, come gambi di sedano, grappoli d’uva quasi passita, scarti di cotenna di maiale, e via dicendo. Ora… se non fosse che si pu? comprendere come una anziana signora che magari vive con una pensione da fame sia probabilmente costretta a cibarsi degli avanzi della societ? opulenta… quel che raccapriccia ? che, un ragazzo che prende l’autobus con me e scende al capolinea anche lui.. deve essere sicuramente un ragazzo che ha dei problemi, per carit?… per? probabilmente ha trovato simpatica l’idea di continuare compulsivamente a pasteggiare ad avanzi di prima mattina, poich? con vero spirito emulativo spesso anche lui si ? cimentato, sotto gli occhi di molti, a tirar su dai secchi alcuni avanzi e mangiare direttamente. Scusate se ci? vi avr? disgustato, ma questo per far comprendere che, come i “semplici” di tale specie, a volte i bambini pensano di poter fare le cose pi? assurde, come tirar su una lattina di coca cola dall’immondizia e berne immediatamente il contenuto. Ora io dico che, episodio che ho raccontato a parte, se invece di gettare con superficialit? colpevole il molto che ci avanza… ne facessimo dono a chi soffre… a nessuno di quelli che soffrono verrebbe in mente di effettuare alcuna cernita da alcun cumulo schifoso di avanzi. Il Cairo soffre di tante povert?, questa ? una fra le tante, cos? come quella che credevo fosse una leggenda, ed invece ho dovuto constatare di persona che si tratta di una dolorosa realt?. Nei cimiteri ci sono pi? vivi che morti, perch? i poveri li abitano, e non solo come custodi delle tombe, come qualche egiziano vergognoso tenta di spiegare per non ammettere l’esistenza di queste miserevoli condizioni. E’ vero per? che ogni mondo ha i suoi poveri, e che se non stiamo attenti e non ci ribelliamo all’indifferenza dei governi… di anziane signore fruganti nei cassonetti ne vedremo sempre pi? anche da queste parti.
saluti da qarmida
No, scusa, non ho potuto fare a meno di pensarti(vi) imbattendomi in questo articolo… ;-)
“Più broccoli e meno sigarette”.
http://www.enel.it/magazine/boiler/arretrati/boiler30/html/articoli/Nature-Pancreas.asp
scusa l’argomento poco felice, ma il titolo era troppo bello… ;-)
No vabbe’, a parte che il mio senso dell’ umorismo fa un po’ ribrezzo e ci tengo a farlo vedere quando scrivo su internet, non ho davvero capito perche’ Lia non voleva che il bambino povero bevesse la coca cola sgasata che stava per gettare.
Credo che le condizioni igieniche di un cassonetto siano diverse da quelle della discarica di una città di circa 20 milioni di abitanti.
Post molto bello e amaro.
Viene in mente Korogocho (Kenya) e il lavoro di un altro comboniano, padre Alex Zanotelli, tra i bimbi della discarica.
Cassonetto, montagna di rifiuti…
Il concetto è sempre lo stesso e le motivazioni le stesse: SOPRAVVIVERE ANCHE OGGI!
A sproposito, ho scaricato delle foto di bambini (sinonimo d’innocenza), vittime degl’effetti collaterali dei mezzi di pace (uranio impoverito), che orrore…
Anche qui a Roma abbiamo i nostri zabbalin, sono donne Rom, che aprono i cassonetti alla ricerca di stracci o rottami.
Ormai ai Rom-Zabbalin ci siamo abituati; ma c’?, oltre ai Rom, un piccolo esercito di anziani, in genere pensionati sociali, che opera come i Rom-Zabbalin, senza farsi vedere, perch? si vergognano della loro condizione.
Operano nelle ore pi? strane, quando nelle strade non c’? nessuno, li vedi vestiti con abiti non nuovi, ma puliti ed in ordine.
Non cercano, rottami o stracci come i rom o i barboni, ma cose commestibili.
Cos? abbiamo, i Rom che cercano stracci e rottami, i pensionati sociali le cibarie avanzate e i barboni un p? di tutto.
La mia mamma mi dava gli spicci per i poveri all’uscita dalla chiesa, quando ero bambino, mi aveva educato cos?. Col passare del tempo vedevo sempre meno poveri, fuori dalle chiese o agl’ angoli delle strade, per cui pensavo ad un miglioramento economico del paese, e questo lo trovavo bello e positivo.
Come vedi, cara Lia, la globalizzazione dell’economia, almeno per i pi? poveri ? gi? una realt?; solo che qui, in occidente, ? specializzata a seconda dell’appartenenza ad una comunit? (Rom o barboni) o ad uno strato sociale (pensionati sociali)!
Che schifo!
Ciao giulio romano
Mi hai reso curioso sui Comboniani.. Ho intercettato il loro sito, l’ho inserito tra i preferiti, lo guarder? con attenzione..
Ciao giulio romano
Ma se c’e’ il tappo! E’ quello che dico sempre a mia madre, che non vuole che beva direttamente dalla bottiglia perche’ e’ possibile che ci abbiano starnutito sopra, che un cane l’ abbia leccata, che un bambino ci abbia spalmato su del muco (tutte cose che lei ha visto in effetti succedere nei supermercati). Ma se bevendo si sta attenti a entrare in contatto con le labbra solo con la parte che e’ coperta dal tappo non dovrebbero esserci rischi.
Oh be’; comunque per la cronaca anche a Torino nei vari mercati passano, perlopiu’ signore anziane (italiane), a raccogliere le cose ancora commestibili che trovano tra la merce scartata. Ma non credo (non linciatemi eh) che la cosa sia cosi’ avvilente per loro, non lo fanno di nascosto e conversano tranquillamente con i venditori.
Cioe’ ovviamente essere costretti a cercare tra i rifiuti e’ avvilente, ma semmai in quanto sintomo della poverta’ e della solitudine in cui queste signore sono costrette, non l’ atto in se’ del cercare tra i rifiuti, perche’ in effetti c’e’ tanta roba ancora buona che verrebbe buttata…
Insomma facevo meglio a stare zitto (come al solito). :-)
Esatto… e’ quello che cercavo di dire :-)
Ho appena aperto e letto il link sui “nostri guerrafondai”, che porta a una delirante pagina di fasci baresi, istiganti all’odio contro i comboniani … ma com’è possibile che esistano personaggi così? E’ scandaloso e gravissimo.
ehm, sicuramente il tema “bambini & spazzatura” ? molto pi? importante, ma, detto questo, personalmente mi ha colpito il passaggio “Molta gente che va in barca ha l’abitudine di spezzare i cerchi di plastica” etc etc… scusa, ma che razza di “gente che va in barca” conosci? quella che frequento io in mare la plastica non la butta, ne’ intera ne’ a pezzi… e meno male!
io sono un ortodosso bevitore di chinotto, sia per propaganda skiantos anni ’70, sia per ideologia, sia per venerazione dell’agrume cantonese e della sua storia (importato nel ‘600 da un livornese e’ conosciuto solo a malta e in italia)… ma apprezzo anche gli sforzi del movimento sorto attorno alla mecca-cola.
Se ne trova in egitto? Che ne pensi?
Mai letta la storia (infame) della cocacola di Osvaldo Soriano? E che ne dici degli omicidi che promuove di questi tempi tra i sindacalisti colombiani?
Cara Lia, non so se sia una fortuna o una tragedia, ma il privato e’ sempre pubblico. Fintanto che resteremo artistotelicamente animali sociali…
io sono un ortodosso bevitore di chinotto, sia per propaganda skiantos anni ’70, sia per ideologia, sia per venerazione dell’agrume cantonese e della sua storia (importato nel ‘600 da un livornese e’ conosciuto solo a malta e in italia)… ma apprezzo anche gli sforzi del movimento sorto attorno alla mecca-cola.
Se ne trova in egitto? Che ne pensi?
Mai letta la storia (infame) della cocacola di Osvaldo Soriano? E che ne dici degli omicidi che promuove di questi tempi tra i sindacalisti colombiani?
Cara Lia, non so se sia una fortuna o una tragedia, ma il privato e’ sempre pubblico. Fintanto che resteremo aristotelicamente animali sociali…
Non in mare, santo cielo! Nella spazzatura, ovviamente, ma con il timore che possa poi finire in mare.
Mi sono spiegata male, ma pure voi siete pignoli…:)