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Ero qui (nella mirabolante sacrestia internettiana di Dahab su cui, gia’ a suo tempo, feci un reportage fotografico che ripropongo, visto che ci sono) che leggevo Al Jazeera trovandola come al solito normalissima, quando mi e’ venuto in mente che forse non tutti sanno, in Italia, che i neoconi sono in ottima compagnia, nel detestarla: i fondamentalisti islamici (e, comunque, tutto l’Islam politicamente coinvolto nel “risveglio”) ne pensano peste e corna tanto o piu’ di Libero o Panorama.

Fa scontenti tutti, Al Jazeera: in Italia gira voce che sia una specie di megafono dei terribili terroristi islamici.
In Egitto gira voce che sia amica degli americani, invece, se non addirittura al loro soldo.

La settimana scorsa chiacchieravo, a Basata, con questa ragazza cairota (trentenne, programmatrice informatica, fiera portatrice di hijab e con le idee politicamente chiarissime) che non appena l’ha sentita nominare e’ letteralmente sbottata: “Ma andiamo, Al Jazeera! Allora: prima di tutto e’ del Qatar, ovvero del piu’ filoamericano tra gli stati del Golfo! Poi manovra i dibattiti in modo indecente per mettere in cattiva luce chiunque difenda riforme in chiave islamica. E poi, ma guarda un po’, ogni volta che gli USA hanno bisogno di bombardare qualcosa con la scusa di Bin Laden, arrivano loro, lo scovano e lo intervistano! Ma davvero?? Ma credono proprio che siamo tutti scemi, noi? Tutti li’ a credere che sono talmente bravi da tirare fuori Bin Laden per pura abilita’ giornalistica, ogni volta che serve agli americani?? Ma lasciamo perdere, dai!”

“Ma veramente a me sembra che, comunque, facciano un’informazione sul mondo arabo che avercene, in Europa…” arrischio io.
Mal me ne incoglie: “Perche’ tu non capisci l’arabo, altrimenti ti accorgeresti di come trattano l’Islam! Sono finanziati dagli americani, quelli, e’ chiarissimo!”

Non e’ la prima che me lo dice: i miei studenti, in Alto Egitto, fanno la faccia schifatissima, quando la sentono nominare.
Filoamericana, parziale, antislamica. Che altro?
Poi leggi quello che ne dicono in Italia e ti gratti la fronte, perplessa.

Io non capisco l’arabo: leggo il sito in inglese e a volte la seguo in TV osservando i reportage e facendomi tradurre i concetti generali da chi la capisce.

Pero’ conosco un genere di persone a cui Al Jazeera piace, invece, e parecchio: gli stranieri che vivono al Cairo e che parlano l’arabo.
E che mi dicono che e’ una TV normalissima, come la TVE spagnola, la BBC o qualsiasi altra TV simile (la RAI la lasciamo perdere, per carita’ di patria).
“Certo, e’ una TV araba quindi ha un ‘noi’ e un ‘loro’, esattamente come lo hanno le nostre TV ma all’inverso. Comunque parlano di fatti, fanno informazione normale e fatta bene; cosa ha di strano secondo gli italiani, scusa?”

E, dal mio osservatorio fatto di gente che la vede e non segue i retroscena su Panorama e simili, questo e’ quanto.

(Ero nella sacrestia internettiana, dicevo, perche’ su un altro computer c’e’ il webmaster che cerca di mettere a posto i commenti. Provero’ ad accendere un cero sotto il poster del muscoloso Pope copto che mi osserva dalla parete. Dall’aspetto, deve produrre delle benedizioni vigorosissime.)