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Da uno scambio di commenti apprendo che:

“[…] Non ti sarà concesso mai -a meno che tu non scelga un blog privato e distribuisca una password ai tuoi fans- di restare tra pochi intimi mandando in sollucchero con i suoi post le sole penne di indymedia, ma dovrai sempre, pazientemente, rendere conto di quello di scrivi, magari proprio ad una Ida Magli od una Fallaci, o uno meno noto di loro, che al limite un giorno potrebbero persino chiedere, come quello di altri, il tuo nome e cognome e chiederti ragione in un tribunale. E non godi di extraterritorialità, ti assicuro.
E non permetterti più di farmi carico di darti della nazista, chiaro? Altrimenti sarò molto più esauriente su quelle che sono le responsabilità civili e penali per le cose che scriviamo in internet, quand’anche con il computer in Africa. Buona fortuna.”

Si’, vabbe’, mi trema l’orlo della gallabiya, e’ ovvio e non dovrei nemmeno dirlo.

Piu’ che altro, pero’, ho davvero l’impressione che in Italia ci sia un clima che si fa sempre piu’ pesante.
E questo si’ che volevo dirlo.