Non ho scritto nulla a proposito di Baldoni perche’ non lo conoscevo, innanzitutto.
Sapevo del suo blog ma, nei giorni del rapimento, ero via.
E leggo poco delle cronache dall’Iraq perche’ trovo che la cronaca non faccia altro che rigirare inutili coltelli nella piaga, per quanto mi riguarda.
Episodi, sfilze di episodi che poco tolgono o aggiungono alle questioni di fondo, quelle che tutti conosciamo gia’.
So di Baldoni che era una gran brava persona e che molte persone che stimo gli volevano bene, e tanto mi basta.
Lo so per avervi letto, pero’.
E perche’ ascolto altri blog tra cui Augusta sul suo Diario da Betlemme e approfitto del lavoro che fa lei.
Da qui, le prospettive cambiano radicalmente e, di un italiano, so cio’ che so dei 140 iracheni uccisi lo stesso giorno: nulla.
E poi, come sempre, raccogliere informazioni significa vederle smentite l’attimo dopo e si ritorna sempre li’, a un inutile nulla.
Non mi inoltro nella complessita’ delle mille pieghe prese dalla lotta irachena. Ascolto Salam Pax, leggo in giro e faccio fatica, onestamente, a distinguere cio’ che e’ utile sapere da cio’ che e’ inutile.
Credo che, in essenza, laggiu’ non stia succedendo nulla di diverso da quanto succederebbe qui o in Italia, nelle stesse condizioni.
Che, poi, gli irrigidimenti siano ideologici o religiosi, poco importa, specie di questi tempi.
Baldoni era uno dei miei, delle persone che io sento vicine.
L’aspetto della sua morte a cui facciamo fatica a rassegnarci e’ che la sua umanita’, la sua specificita’, non siano state riconosciute da chi lo ha ucciso.
Ma questa e’ la guerra. Nessuna umanita’, nessuna specificita’ vengono riconosciute, mai. In guerra si viene uccisi per la propria nazionalita’ e, in quest’epoca senza piu’ divise (la “nuova guerra”, eserciti contro popolazioni che poi diventano guerriglieri, terroristi o comunque li vogliate chiamare) il passaporto sostituisce l’uniforme.
Il nostro paese ha fatto delle scelte.
Ben piu’ legittime di quelle fatte a suo tempo dall’Iraq, se vogliamo: noi abbiamo eletto dei governanti che rappresentano la nostra volonta’. Siamo una democrazia. E le scelte fatte in nostro nome ci coinvolgono. C’e’ poco da dire che non siamo d’accordo, che non li abbiamo votati. Non siamo un manipolo di individui apolidi a comando, non possiamo piu’ aspettarci di essere riconosciuti come tali. Non c’e’ tempo, non c’e’ voglia, non ci sono energie.
Io sono italiana, tu sei spagnolo, lui e’ palestinese, lei e’ irachena. La guerra e’ cosi’. Semplice e stupida.
Gli spagnoli, meno individualisti di noi, questo lo hanno capito benissimo e, dopo le bombe di Madrid, hanno rivolto la loro rabbia contro un governo che li aveva cacciati in guerra contro la loro volonta’.
(Ancora adesso, sui loro giornali, si sentono frecciate sul “coraggio per interposta persona” di Aznar, gradasso dietro le barricate del suo palazzo, a spese della propria popolazione inerme.)
Noi non possiamo illuderci di essere riconosciuti come buoni o cattivi a secondo di chi siamo.
Io non avro’ il tempo di fare vedere il mio blog a qualche tizio barbuto, il giorno che il tizio in questione decidera’ di prendersela con gli italiani del Cairo. Se anche lo avessi, non verrei capita. Cio’ che conta e’ che sono italiana, porto l’uniforme della politica berlusconiana. Punto.
E mica ne sono contenta, che credete. Ne prendo atto, mi pare logico e sfortunato.
Domani potrei avere un cancro. Oggi ho la sfiga di essere italiana, proprio quando il mio paese ne occupa un altro. Pazienza.
Pero’.
A volte sento parlare dei combattenti (resistenti? Terroristi?) iracheni come se stessero facendo una guerra d’aggressione.
No. La guerra di aggressione la stiamo facendo noi. Non confondiamoci.
E conosco i discorsi di ragazzi che, se potessero, sarebbero li’, a fianco dei piu’ barbuti tra i combattenti. E non fanno discorsi di aggressione. Fanno discorsi di difesa. Ho studenti che si agiterebbero sulla sedia mostrando il disagio che ho gia’ imparato a conoscere, se gli parlassi di Baldoni.
Il disagio che mi mostrarono l’11 marzo, per esempio. “E i nostri morti? Come osi, TU, lagnarti per un solo morto, quando noi ne abbiamo migliaia?” Questo mi direbbero, e potrei parlargli di Baldoni fino all’infinito, non cambierebbe nulla.
Non sto distribuendo torti o ragioni, non e’ questa la mia intenzione. Dico, semplicemente, che questa gente vede se stessa come gente che si difende, non che attacca.
Non andiamo lontano, se non cerchiamo di capire la lingua dell’altro. E non mi riferisco ai rapitori di Baldoni: non so chi siano, se non l’ennesimo risultato della nostra geniale politica.
Mi riferisco al mondo arabo, alla gente. Gente che, a Baldoni, ha dedicato un trafiletto sui giornali, che’ qui si pensa ad altro, con poche eccezioni; ci si preoccupa di altro e, in questi giorni, le attenzioni generali vanno allo sciopero della fame dei palestinesi e alle battaglie sparse per l’Iraq. A una valanga di lutti grande come una catena montuosa e al terrore del futuro, alla paura che gli facciamo. Noi. Noi a loro, dico.
Sento ripetere sui blog italiani – e con un certo autocompiacimento – quella frase, il “Voi volete la vita, noi vogliamo la morte.”
Non vuol dire: “Voi sieti belli e vitali, noi brutti e mortiferi”.
Vuol dire: “Noi siamo disposti a morire, voi no. Noi siamo idealisti, voi consumatori. Noi crediamo in Dio, in chi verra’ dopo di noi, nella ruota della Storia che gira e la nostra vita personale ha un valore relativo. Voi, la guerra, la sopportate solo se vista davanti alla TV.” Lo scriveva, con parole migliori e piu’ appropriate, Franco Cardini in Europa e Islam, 1999.
Non capisco perche’ si caschi dal pero risentendola, cinque anni piu’ tardi. E’ un discorso vecchissimo, uno dei perni del discorso islamista: i loro valori contro il nostro consumismo. L’unica cosa che hanno, peraltro, nonche’ la loro arma infinita, che’ non esiste ispezione ONU o embargo che gliela possa togliere.
Ma, ripeto: la gente che partecipa ideologicamente a queste cose, qui, vede questa mentalita’ come un’arma di difesa, non di aggressione.
Io non parlo di Al Qaeda, alla cui esistenza non crede nessun arabo che io conosca e, da queste parti, ha la reputazione di un’invenzione della CIA.
Parlo dei normali simpatizzanti islamisti di cui e’ pieno l’Egitto e che, se qui ci fosse la democrazia cosi’ come la intendiamo noi, vincerebbero a man bassa.
Che vogliono? Che li lasciamo in pace. Che ci togliamo dalle scatole. Questo, vogliono.
Guerra all’Occidente? Ma come, dove? Qui non hanno gli occhi per piangere e manca il grano, ma quale guerra all’Occidente?
Guerra all’invasione e all’aggressivita’ occidentale, questo si’.
All’individualismo, alla mercificazione, ai ricatti, ai furti occidentali. Ai nostri cosiddetti “valori”, misteriosi quanto ambigui, imposti con le buone e con le cattive da queste parti, e per nostro esclusivo beneficio. Mi pare che sia questa, la guerra di cui parla la gente, qui.
Non tutta, no. I simpatizzanti islamisti, dico, che’ poi c’e’ pure chi se ne frega e va a ballare, che vi credete. Come da noi, uguale.
A questa gente abbiamo fatto un favore enorme, eliminando Saddam.
Se pure ne facessimo pure’, delle frattaglie di Saddam, loro brinderebbero a te’.
Saddam rappresentava, nel bene e nel male, quel poco che rimane dell’Islam laico.
Manca la Siria, adesso, e poi i funerali sono completi.
Noi in Egitto? Qui si fa equilibrismo, che si puo’ fare? Mantenere laico l’Egitto vuol dire fare tanta repressione e sporadiche concessioni, suppongo. Ogni tanto ci vanno di mezzo gli omosessuali, per dire. A proposito di concessioni, che’ se lo Stato fa una retata in una discoteca troppo rumorosa toglie un’arma ai Fratelli Musulmani e li tiene buoni per un po’.
Ma nemmeno tante, tutto sommato. Le concessioni, dico. Potrebbe andar peggio.
Il peggio, poi, cambia tonalita’ a seconda dei punti di vista, ma sempre peggio rimane.
Salvare qualche diritto individuale o difendere l’identita’ collettiva? Non e’ una bella scelta da fare, conveniamone. E a suon di bombe, per giunta.
Comunque la gente (o, almeno, quelle che un tempo si chiamavano “avanguardie”) il peggio lo vede venire e si prepara. Spiritualmente, gia’. Ma in che altro modo potrebbero prepararsi?
Io ho alunni che mi hanno scritto nel tema che: “Noi rispettiamo moltissimo le nostre donne, che’ loro allevano coloro che, domani, ci difenderanno dagli aggressori.” No, dico. Avete letto? Lo riscrivo?
Siamo entrambi convintissimi di essere i buoni. Sia noi che loro.
Una guerra tra le rispettive buone fedi.


(sottovoce. Mi associo a Woland: grazie. Di mio, parole non ne trovo.)
Questo post ? bellissimo Lia. Grazie per averlo scritto.
Sono daccordo, che ci piaccia o no siamo italiani lo stesso anche se il voto a silvio non l’abbiamo dato. Detto questo, che i morti non siano tutti uguali e’ una vecchia storia (avrebbero parecchio da dire in africa in proposito). Per esempio, Baldoni nell’impero del male da cui scrivo ha avuto meno spazio dei 140 iraqeni.
P.S. Mettiamo due sottotitoli, va’.
Questo post non analizza la morte di Baldoni. Parla di come, dal mio osservatorio, mi pare che queste cose vengano sentite in Egitto e si sofferma su alcune frasi lette in rete che, secondo me, non consentono di interpretare in modo utile il sentire di una parte consistente di questo pezzo di mondo.
Lo specifico perche’, prima o poi, mi verra’ voglia di raccontarla, la vigilanza neocona che mi gira attorno a questo blog.
Un attimo fa ho letto garbate insinuazioni sui “blog che sostengono il terrorismo, e forse non solo moralmente”.
E c’e’ persino un appello, su un forum di sostenitori di Oriana, affinche’ mi venga distrutto il sito.
Ed e’ che sono dei gran sostenitori della liberta’ di espressione, quelli li’.
Poi ci si scandalizza quando sostengo che c’e’ un clima pesante, da voi.
Ok, la smetto di definirlo pesante, allora. Ma un pelino paranoico, almeno? Si puo’ dire?
Lia, io credo si capisca benissimo che questo tuo post non analizza la morte di Baldoni. E spero che chi ? lucido sia in grado di comprenderlo.
Senza offesa, Lia, ma non concordo col discorso della “questione identitaria” che poni…non che non si possa odiarci in quanto italiani, ma da come la vedo io, come ho concluso discutendone con un compagno, Baldoni l’hanno ammazzato gli yankee* con l’assistenza attiva dei nostri servizi…
Ci sono troppe stranezze attorno a quella morte e consideriamo che Baldoni stava indagando su qualcosa
di “poco pulito” nella Croce Rossa Italiana…
Skarm
* = Forse facendo uso di qualche “collabos”, ma sempre loro sono…
Peraltro ? vera un’altra cosa…qua, se escludiamo qualche fonte indipendente, non si sa mai una mazza delle decine e decine di iracheni che vengono ammazzati quotidianamente…dall’ottica data dai media imperialisti quei morti sarebbero come i punti di un videogame, mentre l’accento viene posto unicamente sugli italiani…ora, per quanto possa essere dispiaciuto per la fine di Baldoni (con le considerazioni fatte sopra), mi sembra chiaro che questa strategia ? tesa ad un “compattamento patriottardo dietro alla bandiera” e contro gli iracheni “brutti e cattivi”…
Grazie, Woland. Anche se, da un pezzo, ho seri dubbi sulla diffusione della lucidita’, in rete. Almeno per quanto riguarda questi argomenti.
(E, anche stavolta, leggere certi commenti sul mio stesso blog non mi rende piu’ ottimista.)
Sottoscrivo quasi totalmente ci? che hai scritto in questo post, davvero saggio. Tuttavia, dal mio punto di vista, vorrei fare due osservazioni. La prima: c’? un enorme divario, in questi paesi, tra classe politica e societ?, molto, molto pi? che da noi (in cui gi? non ? poco): ? vero, a molti mancano gli occhi per piangere, o, per quanto riguarda la Siria, la gente ? una delle pi? pacifiche che abbia mai conosciuto. Ma la politica estera non la fanno purtroppo loro. Sopra di loro ci sono governanti corrotti, per lo pi? messi al potere dall’Occidente (uno per tutti i Sauditi, ben peggiori di Saddam, per molti aspetti), governanti che non ragionano secondo i criteri di una qualsiasi logica. Il Pakistan e l’India hanno, si sa, arsenali che costano quanto basterebbe a sfamare tutta la loro popolazione messa insieme. Questo per dirti che tu, o io, o chiunque vive IN MEZZO alle persone, ha una visione delle cose, ma chi fa politica estera se ne frega altamente dei nostri Ahmad che fanno tre lavori per sopravvivere, sono buoni musulmani e se ne fottono di Bin Laden o Saddam, che giudicano dei pazzi esattamente come facciamo noi occidentali. Ma purtroppo chi guarda le cose da lontano, o dall’alto, non conosce Ahmad o Hiba, conosce solo Saddam, e incredibilmente lo pone a paradigma di un intero popolo, sebbene sia assai meno rappresentativo di Bush, o Berlusconi, che nel bene o nel male sono pur stati scelti. Poi, l’Islam. Non so se hai letto il mio post con quell’intervista ad un musulmano che ora vive in Italia, con altri link secondo me interessanti (e con un eloquente commento di una studentessa 22enne dell’Universit? di Damasco, molto brava in italiano). Te lo consiglio, cos? come lo consiglio a tutti non per capire, ma per avere un punto di vista non superficiale sull’annosa questione “Islam”. Concludo rispondendo al tuo commento nel mio blog: qui gli egiziani hanno fama di essere matti, casinisti e caciaroni, naturalmente. Non so se le cause sono genetiche (?), storiche, religiose o politiche (forse l’ultima…) ma, parlando con molti ragazzi siriani (e ragazze), danno la forte impressione di un popolo represso e, per molte cose, frustrato (come del resto lo erano i nostri genitori negli anni 50). Tutti sognano di andarsene, pochi ci riescono, e quei tantissimi che restano lo fanno, mi sembra, con rassegnazione. La religione, poi, sicuramente non ? LA causa, ma forse contribuisce a tutto ci? (come fu per il l’ottusa intransigenza cattolica in Italia negli anni 50 e prima, ripeto). Tra l’altro, qui parlano degli egiziani come un popolo di mente chiusa, “integralisti” e un po’ beoti (il fatto che guidino di notte senza fari, anche qui pare pazzesco), ma ho capito che i siriani, nei confronti degli altri popoli arabi, hanno un po’ la puzza sotto il naso. Tranne che con gli irakeni, che rispettano in quanto bellicosi, almeno cos? dicono.
A proposito: bene hanno fatto a mio parere gli irakeni del calcio a non mettere il lutto al braccio. Durante le Olimpiadi ho perso il conto di quanti irakeni siano morti: non mi sembra che chi incontrava gli atleti irakeni avesse il lutto al braccio, n? mi pare che gli irakeni lo avessero n? lo avessero preteso. L’idea della morte ? molto diversa, a quelle latitudini, come dici tu.
E’ molto bello questo post anche se mi sembra di aver preso un “salutare” pugno nello stomaco.
Roberto
Ad ogni modo sembra che io non sia l’unico a pensare che ci sia qualcosa di molto strano dietro a questa morte…poi…chi dice niente?
Poi siete liberi di pensare che gli iracheni siano “ammattiti” a causa della guerra, gente, come scrivono peraltro vari giornali italiani…
http://www.ilmanifesto.it/oggi/art14.html
http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=3330
Sai Lia, ti dico la verit? fregandome se qualcuno male interpreter? le mie parole. L’omicidio di Baldoni non mi sorprende per niente, il fatto che fosse una gran brava persona e che non c’entrasse niente con la guerra non poteva essere un freno per i terroristi, dato che tutti i giorni vedono morire gran brave persone, bambini e innocenti sotto i loro occhi. E’ chiaro che se decidi per la via della vendetta terroristica (che io ovviamente non condivido) il passaporto di Baldoni era un motivo pi? che sufficiente.
Ieri ho visto il film di M. Moore e ti dico la verit? mi ha fatto un gran male, non perch? mi ha fatto vedere cose che non sapevo ma per la costatazione che queste cose sono sotto gli occhi di tutti tanto da poterne fare un film senza troppe indagini.
E poi Lia c’? qualche immagine della guerra che ferisce come una spada, a un certo punto fanno vedere una signora anziana che piange disperata accanto alla propria casa distrutta e urla contro la telecamera che gli ? rimasto solo Allah, che ci pensi lui a fermarci… E alla fine mi sono detta: che pretendiamo? Che risparmino i giusti?
Io sono una ottimista, sento che il mondo occidentale ? in fermento e che c’? un’opposizione che si sta muovendo dal basso e che piano piano sta venendo fuori. Ma quanto dobbiamo aspettare ancora, quante vittime devono essere ancora sacrificate?
Concordo in pieno, cara Lia, con il tuo articolo.
In passato avevo scritto sull’operato dei giornalisti occidentali, che si limitano a comunicare notizie semi-vere e semi-false, redatte dai militari e gi? approvate da qualche burocrate di qualche ministero.
La riprova? l’enfasi sull’uccisione di malcapitati occidentali (mi dispiace tantissimo per loro, in particolare per Baldoni persona stupenda dal punto di vista morale ed umanitario) e il silenzio totale sui morti civili Iracheni (morti sotto martellanti bombardamenti aerei e da mezzi corazzati).
Ma la prima domanda ? sempre la stessa:”che ci facciamo in casa d’altri?”
La seconda domanda ? “Non ci lamentiamo se tutto l’odio e il rancore dei civili bombardati e massacrati sfocer? in qualche sanguinoso attentato qu? da noi, perch? ce lo siamo proprio cercato.”
Spero che non mi censuri, un abbraccione a tutti!
C’? una corrispondenza tra Ilaria Alpi e Baldoni?
Se ? cos?… ? la fine!
vorrei trascrivere parola per parola la lettera di chiara. dice esattamente quello che penso. film compreso.
Venerdi’ a NY c’e’ stata Critical Mass contro la guerra e la convention dei neoconi. Centinaia gli arresti.
Il 9/11 e’ sabato. alle 15 Ci troviamo in bici a Piazza Mercanti, Milano, Pianeta Terra. Critical Mass Straordinaria contro la Guerra e lo Schifo.
Trasformiamo l’odio in festa delirante. Loro hanno le armi, noi le bici.
Non mancate!
(tu, Lia, assente giustificata :-)
Lia, sono d’accordo.
Pi? o meno il senso di quello che ho scritto parlando di Baldoni ? proprio questo.
? maledettamente difficile pensarla cos? perch? bisogna ricominciare tutto d’accapo, reimpostare i rapporti con il mondo arabo praticamente da zero, non fare un semplice mossa.
Mi sa che ? quasi impossibile.
Robino, io esattamente a quella scena del film ho iniziato a piangere. a dirotto.
avevo iniziato a pregare gi? molto prima, ed ho continuato e continuo. non allah, ma la mia vita, che non dimentichi mai, che non faccia mai pi? finta di niente.
L’esercito islamico dell’Iraq
“This means that the United States government is planning to use secret military operations in order to provoke murderous terrorist attacks on innocent people. In a strange twist of logic, it seems the plan is to somehow combat terrorism by causing it.”
Los Angeles Times, October 27, 2002, “The Secret War”, by William Arkin
http://www.projectcensored.org/publications/2004/4.html
Questo inglese mi sembra scritto in buon italiano.
Groucho: ok ma, fermo restando che i tuoi siriani e i miei egiziani sono la gente pi? pacifica della terra, tu conosci davvero qualche governante arabo che voglia dichiarare “guerra all’Occidente”?
Io no.
E allora: non ? la gente, non sono i governi, qualcuno mi spiega chi diamine ?? E, soprattutto, come mai siamo tutti convinti di dovere fare la guerra a quella gente, a quei governi?
Poi, guarda: India e Pakistan potrebbero sfamare la popolazione, con il loro arsenale. Vero.
Per?, e lo dico per semplice buon senso, mi viene da pensare che forse non ? che siano tanto scemi, tutto sommato.
Se l’Irak avesse avuto l’arsenale della Corea del Nord, non lo avrebbe invaso nessuno.
O no?
Strana, comunque, la comparazione tra i miei gioiosi e religiosi egiziani e i tuoi laici musoni.
Un giorno potremmo farne un post a due voci, magari a blog unificati.
Sarebbe divertente, credo.
Ed ? anche salutare parlare di mondi arabi senza parlare di guerra.
Ma i “miei” siriani non sono laici per niente…! :)
Comunque, sto pensando di mettere tutto il materiale del sito damasceno in un blog. Ma la cosa un po’ mi spaventa, perch? sto entrando in un periodo cos? pieno di cose da fare che non avrei tempo per gestirlo come fai tu, e relazionarmi con le persone che volessero commentarlo.
Sulla questione “chi vuole fare la guerra?”, magari fosse cos? semplice dare una risposta, sai meglio di me che tutta la faccenda del Medio Oriente ? estremamente complessa, con cause e concause che risalgono a molto indietro nel tempo e chiamano in causa politica, geopolitica, colonialismo, societ?, religione, in un groviglio assolutamente difficile da sbrogliare in poco tempo e soprattutto impossibile affrontare per categorie assolute e tantomeno in maniera “monolitica”. Io ormai parlo di Damasco e della Siria senza avere pi? la minima pretesa di capire o tantomeno spiegare “il Medio Oriente” (vedi bene come gi? Egitto e Siria siano profondamente diversi). Vorrei ormai limitarmi solo a descrivere, senza pi? intervenire, ch? mi accorgo che spesso l’ho fatto troppo frettolosamente, e secondo categorie mentali che non appartengono a questo mondo, ma al mio, e quindi non possono essere usate qui. Vorrei solo dare le mie impressioni, senza pi? entrare nella questione palestinese, per esempio, di cui so l’1% o poco pi?, e di questo uno per cento chiss? poi se conosco solo la versione che mi fa pi? comodo.
Sto leggendo il Corano, mi sforzo di leggerlo senza giudicarlo, anche se mi ? difficile capire come possano davvero pensare che sia stato “dettato da Dio”. Parlo dal punto di vista puramente filologico e di coerenza del testo, aiutato da note illuminanti che sono nella versione Hoepli che possiedo. Dl velo non vorrei pi? parlare, lo trovo ormai perfettamente normale e non vedo perch? se ne debba fare un argomento principe sull’Islam, come dici tu. Ho deciso insomma di osservare, riferire, e intervernire il meno possibile, e mi dispiace anzi di averlo fatto in precedenza. Intanto, seguo sempre curioso il tuo blog, invidiandoti per le vacanze che fai e il tempo libero che hai, grrrr! :)
Un caro saluto.
Per una volta sono del tutto d’accordo con le conclusioni di Lia: “Siamo entrambi convintissimi di essere i buoni. Sia noi che loro.
Una guerra tra le rispettive buone fedi.”
Scusate, ma come se ne esce da una situazione di questo genere?
Francesco
ciao lia,
purtroppo ho gli stessi dubbi di skarm e di giulio romano, appena ho saputo della sua uccisione non ho potuto fare a meno di pensare a Ilaria Alpi, le strane analogie ci sono, cose poco chiare (tipo lo sfondo scuro elettronico delle riprese di Baldoni) misteri sui filmati, sulla salma (non credo che verr? ritrovata tanto presto, altimenti si vedono le tracce…) la cosa puzza, sar? un alienato complottista ma non posso farci nulla, soprattutto dopo l’altro episodio dei 4 italiani sequestrati in un posto dove non dovevano esserci e che guarda strano lavoravano per la Dyncorp (del gruppo csc)che si occupa di guardie del corpo e militari in outsurcing (mercenari) ma pochi sanno che nel gruppo CSC c’? una azienda la Dynport Vaccine Company che si occupa di biodifesa (vi fa pensare a nulla…)
tornando a Baldoni, vorrei sottolineare la compostezza della famiglia che pure aveva perduto il marito e il padre, un abbraccio a loro, a te Lia ed a tutti i visitatori
un abbraccio