
Il corso intensivo di dialetto egiziano, altrimenti detto arabo colloquiale, inizia domani pomeriggio e consiste in 4 ore di lezione al giorno, tutti i giorni tranne il weekend cristiano e per un mese.
Un culo quadro, insomma, ché i Comboniani hanno fama di essere severi e di caricarti di compiti.
Il loro corso di arabo classico, per dire, dura un anno ma ti accettano solo se non hai nessun altro impegno. L’energica missionaria con cui ho parlato in segreteria mi ha spiegato che io non verrei accettata, per esempio: “Anche i sacerdoti che lo seguono sono esonerati da tutte le loro attività”. Perdinci.
D’altra parte, la scuola dei Comboniani ha un’ottima fama.
La Bonino ha studiato lì e afferma di sapere leggere i giornali arabi.
Non ho motivi per dubitarne.
Certo che, se lei ci è riuscita in soli due anni e studiando a sprazzi mentre andava e veniva da Bruxelles, c’è da pensare che questi reverendissimi padri sfiorino la santità non solo con le loro attività per il mondo, ma anche grazie ai miracoli didattici che sembrano compiere.
Entrare in un posto come Dar Comboni riporta dritte all’infanzia, ai giardini di Santa Dorotea o al cineforum dei Gesuiti, nella mia città. Piante ben curate, il tipico odore dolciastro dei luoghi gestiti da suore o preti, una certa atmosfera lieta che una, senza sapere bene perchè, tende ad associare alla castità.
I giardini di Santa Dorotea erano privi di banani, comunque, mentre quello di Dar Comboni ne è pieno e mi è sembrato di scorgere anche un papayo.
Il corso inizia domani perchè stanno aspettando gli alunni: è un gruppo che arriva direttamente dagli Stati Uniti. Protestanti. Dieci. Saremo io e loro, e mi consola pensare che nemmeno il più truce dei terroristi islamici oserebbe mai piazzare una bomba dai Comboniani.
Fosse in qualsiasi altro luogo, ‘sto corso, confesso che troverei questa compagnia yankee vagamente allarmante.
Ho chiesto quali risultati prevedevano di ottenere, con questo corso intensivo.
La formidabile segretaria mi ha guardato serissima ed ha detto: “Se studia, almeno un paio di frasi riuscirà a spiccicarle, entro Ottobre. Magari aiutandosi con i gesti.”
Ah, ecco. Bene.
Considerando che il corso costa 300 dollari, fanno 150 dollari a frase.
Non è incoraggiantissimo?
Per forza, poi, gli arabi sono i grandi incompresi della Terra: con ‘sta cavolo di lingua che hanno, come sorprendersi?
E sì, certo, vado a rompere il salvadanaio e a comprare un quaderno nuovo.
Saranno anche solo due frasi ma, spesso, ciò che ti può salvare da una crisi di nervi in pieno Cairo è proprio quello: saper dire ‘ste cavolo di due frasi, o almeno una.

Evvai, Lia! Siamo con te in questa immane impresa. E se hai bisogno di incoraggiamento (quaderni, penne. etc. etc.) conta su di noi.
Io, dopo due anni, confondo un cavolo di lettera “kh” con una, “j”, che come differenza hanno una il puntino sopra e l’altra sotto. E non sono le uniche, cos?. Solo che con quelle due non ci riesco a fare il callo. Anche il sei col due a volte capita, per non dire il tre quando lo scrivono male. Qui c’? un libro di siriano colloquiale molto ben fatto, con tanto di audiocassette annesse, e devo dire che senza farmi troppo il mazzo, ma in modo abbastanza regolare, riesco anche a parlare col padre di mia moglie, che non parla inglese. Certo, per dire una frase devo pensare qualche minuto (alcuni?, ok, alcuni), per? parliamo di Iraq, Islam e crisi economica, mica pizza e fichi. Ovviamente, di quello che dice lui, io capisco il 30 %, quando va bene, ma lui ha molta pazienza, e io non mi vergogno dei miei errori. Dovresti saperlo, da buona prof. di lingue, che la paura dell’errore ? il nemico n.1 dell’apprendimento.
Comunque ti garantisco che avere un’infarinatura di arabo a me ? servito moltissimo anche per l’insegnamento: potevo immaginare che il verbo pi? complicato per i miei studenti, il verbo “piacere”, ha un suo praticamente gemello in arabo? Ora capiscono molto meglio, e io fatico molto molto meno, ti assicuro. Ed ? solo un esempio. Quindi, dai, fallo almeno per loro ;)
Ti ringrazio tantissimo Lia. Era da un po’ che avevo da dire quelle cose, ho aspettato perch? avevo paura di ricevere insulti, ma per fortuna sono stati tutti educati e hanno capito.
Nessun ringraziamento, kAy: ? che il buon senso ? ormai una cosa talmente rara che, quando mi ci imbatto, mi fa l’effetto di una boccata di ossigeno.
E, come avrai notato scrivendo il tuo commento, qui siamo particolarmente colpiti dal problema a cui accenni. :)
PS: si parla di questo post di kAy:
http://delirioblog.splinder.com/1094024667#2826079
(Un po’ OT per quanto riguarda il mio post, ma assolutamente in tema per Haramlik.)
Grazie, Thlora. L’impresa ? davvero immane e, soprattutto, nefasta per la propria autostima.
Io ho gi? preso lezioni l’anno scorso ma non c’? verso: appena ti distrai un attimo dimentichi tutto e ti tocca ripartire da zero.
Sembra di affrontare il mare con il classico cucchiaino spuntato, uno strazio.
E, caxxxxo, le lingue sono il mio mestiere.
Pensa se una fosse negata.
(La mia collega, che ? qui da due anni, il mese scorso ha confuso il 6 con il 2. E a me ? venuto da piangere forte.)
In bocca al lupo! (Una lingua in cui anche i numeri sono difficili, per?… Ammirazione a mille.)
E, Ritael: ci sono pure i protestanti curiosi – e tolleranti. (Qui, ad esempio, ci si prova, ecco… ;-))
In bocca al lupo! (Una lingua in cui anche i numeri sono difficili, per?… Ammirazione a mille.)
E, Ritael: ci sono pure i protestanti curiosi – e tolleranti. (Qui, ad esempio, ci si prova, ecco… ;-))
Ho “lavorato” un mese in Egitto 9 anni fa. A me aveva aiutato anche il solo saper leggere e dire i numeri, quando mi dicevano un prezzo li guardavo male e glielo ripetevo in arabo come per chiedere conferma… di solito pagavo il doppio di un egiziano che al cambio fa circa un decimo di quello che pagavano i turisti. Una forma sui generis di integrazione 8)
a me vene un dubbio su quei protestanti americani che vogliono imparare l’egiziano: non sar? che vogliono convertire i copti al protestantesimo? altrimenti, che ci vanno a fare, l??…
ciao.
soprattutto non mollare. se avessi tempo verrei anch’io.
ciao, Lia! complimenti per il corso di dialetto egiziano! gia’ l’arabo classico mi sembra bello incasinato! il dialetto poi…!!!
salutami Ibrahim, che e’ stato mio insegnante dai Comboniani lo scorso maggio!
ciaociao!! Elena (Piacenza- quella “uscita dal blog” al Cairo lo scorso maggio)
Ehil?, Elena! :)
Ibrahim ? anche mio prof, te lo saluto senz’altro.
Il dialetto, comunque, dovrebbe essere pi? semplice del classico. Dovrebbe. :)
Ciao! :)