
Domani mattina, treno delle 7 per l’Alto Egitto.
Ricomincio il lavoro e sarebbe pure ora, ché sono in ferie da Maggio.
Prendo servizio, in realtà: il lavoro vero e proprio comincerà quando gli studenti decideranno che è ora di rientrare e, per tradizione, questo succede a fine mese.
Ho gli stipendi arretrati da prendere (80 euro al mese moltiplicato per 3 è una sommetta, chevvicredete?) e sono certa che non ci saranno, che mancherà una firma, che mancherà un timbro, che ci sarà un intoppo dal nome arabo incomprensibile e che mi incavolerò e l’addetto ai pagamenti mi dirà che non è colpa sua, “maalesh”.
Ho da rifare residenza e permesso di lavoro, e mi tufferò nel curioso Municipio di lì che è quasi uguale ai nostri, con la gente che sale e scende le scale – solo che lì hanno tutti un bicchiere di tè in mano, mentre salgono o scendono.
L’anno scorso ci arrivai da novellina, in municipio, e vidi questa coda mostruosa e mi ci piazzai.
Arrivò subito un impiegato e mi disse che no, che dovevo andare nell’ufficio tale e mi ci scortò.
Entro nell’ufficio tale e il signore dall’aria importante che ci lavorava mi dice di sedermi su un divanetto, mi offre un tè e poi si mette a sbrigare le sue pratiche.
Sto un po’ lì seduta, poi mi schiarisco la voce e cerco di richiamare la sua attenzione. Lui mi sorride contento, mi offre un altro tè e si rimette a farsi i fatti suoi.
Io perplessa: ma perchè non mi dà retta?
Mi rischiarisco la voce, provo a spiegargli per l’ennesima volta che sono lì per la residenza e faccio per alzarmi.
E lui: “Ma la prego, stia seduta! Un tè?”
Era un po’ un incubo, a dire il vero. Non capivo se mi stesse prendendo in giro o cosa.
E poi, molto poi, venne un altro impiegato e mi portò via e, in cinque minuti, mi fece la residenza.
L’ho capito solo dopo: avevano voluto risparmiarmi la coda, semplicemente.
Mi avevano messa ad aspettare nell’unico ufficio dotato di un divanetto in attesa che si liberasse un impiegato.
Ed io ero stata a un pelo dall’incavolarmi, lì seduta senza capire, mentre il povero signore che mi ospitava andava, giustamente, avanti col suo lavoro.
Cose d’Egitto.
Ho voglia di tornare al lavoro.
Ho voglia di rivedere il mio assurdo treno col signore che passa con i vassoi carichi di tè bollente e li fa volteggiare sulla testa della gente, incurante degli scossoni, e se quei bicchieri non si rovesciano ammazzando qualcuno è solo perchè Dio – come sappiamo tutti noi che viviamo in Egitto – c’è.
Ho voglia di sapere che diamine dovrò insegnare e a chi, quest’anno, ché ancora non lo so.
Ho voglia di mettere in pratica le tre parole d’arabo che ho appena imparato e di sorprendere quelli che mi ricordano semi-muta.
Ho voglia di lavorare, ché quando non lavori è come se vivessi solo un pezzo di vita e manca l’altro.
(Nella foto – di Jose – si vede una strada di Assuan. Ma potrebbe essere anche una strada della mia cittadina. Verso il mercato è uguale.)

Sono uscito dal deserto e sono arrivato a casa.
Luned? torno al lavoro, il mio Dirigente mi ha dato per disperso ormai, anche per le mie 3 richieste di trasferimento. No, decisamente non provo alcuna nostalgia per cio che mi aspetta.
Preferirei ritornare a curare i miei interessi, sto restaurando un appartamentino (? il quarto) che rifaccio di sana pianta…Per me ? questo il vero lavoro, lavoro che mi piace e non mi permette le ferie…Come vedi tutto il mondo ? paese…
Nella foto, in alto a destra, ci sono scritte in italiano. E` una cosa diffusa?
ti leggo sempre molto volentieri: a volte mi pare di essere l?, spettatore diretto delle vicende dei tuoi post.
ho notato nella foto che l’insegna del negozio a destra ? in arabo e, sotto, tradotta (immagino) in italiano.
in inglese l’avrei trovato “normale”, ma in italiano non me lo sarei mai aspettato :-)
Ciao Lia, sono Lilith. TypeKey non mi riconosce pi? la password. Fa cos?: per un p? posso usufruire del servizio, dopo 2 o 3 volte,non ho pi? l’accesso. Mi sono dovuta registrare pi? volte. Ho usato perfino due indirizzi mail..ma non c’? niente da fare, dopo un p? mi “elimina”.Ecco perch? non ho pi? commentato, non ho voglia di ricominciare tutto daccapo…E’ un incubo questo Type…e poi non essendo un “umano”..non ci posso neanche litigare..( tipo i “robottini” della Telecom,che ti fanno stare in linea a ore per niente)..
Sappi che ti legger? sempre e comunque. Baci!
Lilith
…queste foto di parole sono sempre graditissime ! grazie !
Mi piace molto il tuo blog. Lavori in Egitto? Io studio arabo e mi piacerebbe un giorno fare un lavoro che mi permetta di utilizzare quello che ho imparato.
In bocca al lupo per tutto.
:)
IMPORTANTE : – e pure OT, lo so, Lia, ma.. va b?, in caso cancella, non c’? problema –
ho appena letto che a proposito del referendum sulla procreazione assistita, oltre al fatto che scade a breve
SE AVETE FATTO LA FIRMA IN APRILE MAGGIO E GIUGNO, NON VALE PIU’ ! DOVETE RIFARLA !
http://www.quattropassi.net/archives/2004/09/importante.html
(scusa, Lia, l’ OT) (ancora, cancella pure, ? che penso vi siano molte persone che passan di qua cui forse pu? interessare)
spam per spam aggiungo un link interessante della trascrizione della puntata di report sulla cosa :
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=203
ciao, chiedo ancora scusa. ? che manca poco.
Bello, quel mercato.
Un amico fotografo con cui viaggiavo scatt? 3 rullini di fantastiche foto, per poi scoprire che la macchina si era rotta.
E come erano belle le donne nubiane!
Ma, vivi con 80 ? mensili?
Va bene che la vita in Egitto costa poco…
A proposito, qui in italia va sempre peggio, le ore per l’insegnante di sostegno per mia figlia le hanno ridotte a 4 ore settimanali… Da matti!
Le scritte in italiano.
Succede che i turisti italiani sono molti e i commercianti egizi sono scaltri e preparati da millenni.
Si sono quindi accorti di due cose: 1) Che gli italiani sono dei cani a mercanteggiare e pagano tutto il doppio degli altri. 2) Che morire se vedi un turista italiano con un inglese decente.
E quindi, nei posti turistici – Sharm, Assuan, Luxor, il Khan al Khalili etc.- oramai le scritte in italiano impazzano, e corrispondono a negozi di commercianti che si sono imparati a memoria un mucchio di frasi in italiano “Ehi, amigo, affarone, prezzi egiziani, di dove sei, bella ragazza, solo 30 euro, per te 25.” e fanno un mucchio di affari. :)
Gli 80 euro: no, guadagno 80 euro ma dispongo anche di una piccola somma che mi arriva dall’Italia ogni mese. Per? 80 euro ? lo stipendio di un professore universitario in Egitto. E non ci si vive.
Ciao Lia! Scusa se ti chiedo delle cose pratiche…ma come hai fatto a trovare lavoro in Egitto non parlando l’arabo? sapresti darmi delle dritte in merito? Mi interesserebbe veramente venire l?…a proposito:sei forte!! :)