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A proposito del mio post apparso sul sito www.antiproibizionisti.it senz’altra firma che una dicitura “a cura di Radio Radicale”, ora scomparsa e sostituita da un “Recensione da Haramlik a cura di Lia”, è andata a finire che:

Alle ore 11:21 di oggi, Alessandro invia il seguente commento:

carissimi mi spiace di questo inconveniente del quale mi assumo la responsabilità. purtroppo spesso si lavora un po’ in fretta e non è semplice gestire da soli un sito con 2000 utenti quotidiani. cmq se avete visitato il sito vi sarete resi conto che non è mia abitudine non citare la fonte della notizia: delle oltre 3000 notizie inserite sino ad oggi infatti sono debitamente citate le relative fonti e ho provveduto a linkare il vostro sito. spero sia sufficiente e mi auguro di incontrare in futuro giudizi meno sommari.

Alle ore 13:17 invia quest’altro:

prego voler cortesemente pubblicare il post inviatovi questa mattina. grazie.

Risposta: Caro Alessandro, grazie per avere provveduto ad attribuire la corretta paternità al mio post.

Mi sarei limitata a dirti questo, ma il tuo secondo messaggio mi ha un po’ irritato: parafrasandoti, non è semplice gestire da soli un sito (a proposito: ma un blog vispo, in genere, ha diverse centinaia di utenti al giorno: 2000 accessi, per un sito più ambizioso di un blog, non mi paiono un numero da far tremare le vene.)
In questo caso, a me succede di lavorare e di pubblicare i commenti quando finisco e accedo al computer.
Se io, avendo ragione marcia, ho aspettato tre giorni per vedermi attribuire un mio post, credo tu possa attendere qualche ora per vedere pubblicate le tue giustificazioni.
Direi che il tuo sollecito ha un sapore sospettoso e aggressivo poco adatto alle circostanze.

Ti auguro che la fretta non ti faccia incappare più in questo tipo di incidenti: la gente si secca e accusarla di emettere “giudizi sommari”, non è un modo efficace per trasferirsi dalla parte della ragione.
Un semplice “mi dispiace” è più bello, trovo.

Poi scrive Diego Galli per dire che:

Sono il responsabile di RadioRadicale.it. Non so per quale ragione i responsabili del sito Antiproibizionisti.it abbiano inserito una recensione scritta su un blog senza citare la fonte. Vedo che hanno rimediato (e che non conoscono il significato della parola trackback).
A scanso di equivoci, sul sito di Radio Radicale non c’è traccia di quella recensione. Quando citiamo blogger, cosa che avviene spesso (soprattutto rispetto ad altri organi di informazione), come potete vedere direttamente citiamo le fonti: http://www.radioradicale.it/approfondimento_blog/conv1.php;
http://www.radioradicale.it/approfondimento_blog/conv2.php;
http://www.radioradicale.it/primopiano.php?mostra=727

Quindi prima di prendere il sito di un’associazione radicale e avventurarsi ad accusare tutti i radicali in quanto tali farei qualche ricerchina. Anche soltanto con google, come qualcuno suggeriva

Vabbe’: questo è un buon esempio di quanto la logica dei Radicali abbia, a mio parere, dei tratti un po’ tortuosi.
Se il sito di un’associazione radicale mi prende un post, lo pubblica senza attribuirmelo e preceduto da un “A cura di Radio Radicale”, ci si aspetta che io, invece di dirlo sul mio blog, prenda Google e mi metta a lanciare una ricerca su come i Radicali trattano generalmente i blog???
A me sembra una pretesa bizzarra, non saprei in che altro modo definirla.

Il sito è di un’associazione radicale?
Sì.
C’è scritto “A cura di Radio Radicale” sul mio post?
Sì.
E allora io dico: “I radicali”.
Che devo dire? Mia nonna?
“Tutti i radicali?” Certo che no! Non ho, per esempio, telefonato a casa di tutti i vostri iscritti per sapere se mi avevano fregato un post, mi pare ovvio. Sto semplicemente attribuendo un episodio che mi riguarda a un sito connotato da un’identità.

Ancora una volta: bastava dire “Noi di Radio Radicale non c’entriamo niente e, anzi, amiamo molto i blog.”
Pretendere che invece si corra su Google, si digiti “I radicali e i blog” e si lanci una ricerca mi pare comico.
E per scoprire, cosa, poi?
Due link non funzionanti e un terzo che rimanda a un servizio sulle opinioni dei blogger su Bruno Vespa? Ma che c’entra, mi scusi?

Insomma: se mi venite a rispondere in tono polemico, io ribatto a mia volta e vi faccio notare che mi pare un comportamento fuori luogo.
Sapersi scusare è un’arte nobile che consiste semplicemente nello scusarsi e basta.
Il resto è polemica superflua che opto per chiudere qua.

Tarallucci e vino per tutti.

(E un grazie di cuore a chi si è adoperato per aiutarmi a risolvere la faccenda. La blogopalla è generosa, oltre che sana e forte. :))