
Niente di personale – e ci mancherebbe altro – ma questa notizia io la leggerei qui.
Non è tanto per i contenuti: Ugarte è a Gerusalemme e certo ha notizie più dirette.
E’ che il tono di Ugarte e, in generale, della stampa spagnola, contiene sempre un elemento di sobria ricerca di senso che, personalmente, trovo salutare a dir poco.
Non mi piace, di solito, il tono che usano i nostri giornalisti. Forse non mi piace addirittura il loro approccio alla realtà, sempre da emergenza, sempre trafelato, tutto un precipitarsi ansiogeno o un emozionarsi e ti stanno sempre raccontando qualcosa che fa violentemente irruzione in un’ipotetica normalità.
Nella stampa che seguo di più oltre a quella di qui, la spagnola, la realtà ingloba la normalità, non è un ufo che la minaccia. Ciò che ti viene raccontato è plausibile. Spesso ha addirittura delle spiegazioni logiche, a volte banali.
Quindi succede che la scena che io immagino da una notizia data in Italia mi è estranea e la associo a dei pazzi, a un mondo talmente irrazionale da farti venire voglia di scappare altrove.
La stessa notizia, data da altri, corrisponde a delle dinamiche – non saprei come dire – realistiche. Possibili tra gli esseri umani. Contiene una ricerca di razionalità, non solo negli eventi in sé ma anche nelle persone che li creano. In modo asciutto, cosa importantissima.
Mi dispiace aver preso spunto proprio da Scaccia – con quello che c’è in giro – ma è che la noto tutti i giorni e ovunque, questa cosa, ed oggi è capitato così. Mi accorgo che non è nemmeno l’esempio più calzante di ciò che vorrei dire – un trafiletto contro un intero post, peraltro – ma è che sto sbottando causa accumulo: ho letto lui e già ero con le mani nei capelli immaginando follie, poi sono andata a vedere Ugarte e ho detto: “Ah, ecco.” Senso.
E’ come un’abitudine: se mi devo commuovere, spaventare o emozionare leggo in italiano.
Se voglio capirci qualcosa, busso altrove. A me succede così, e non so se sono l’unica.
Ieri il Corriere parlava di un’autobomba a Ramallah durante i funerali. La TVE spagnola aveva dato la notizia 24 ore prima, poi aveva rettificato dicendo che in realtà si era trattato di un incidente automobilistico.
Può darsi anche che alla fine avesse ragione il Corriere, non lo so: so che però la stampa spagnola non teme la non-notizia, non si fa problemi a togliere enfasi alle cose che non ne meritano più di tanto. Fa parte della ricerca di senso, questa mancanza di timore.
Noi ci agitiamo come matti, invece, e alla fine ci ritroviamo completamente anestetizzati di fronte a ciò che ne meriterebbe eccome, di enfasi.
O il parlare di gente: un palestinese, da noi, è un pazzo o un ottimo disgraziato per il quale intenerirci. Se vuoi persone normali, interlocutori, gente che ragiona come chiunque altro, devi leggere la stampa in un’altra lingua. Non ha mai smesso di sbalordirmi, questa cosa.
Io non lo so cosa abbiamo che non va, noi.
Forse è la lingua.
Forse è che lo stereotipo dell’italiano agitato e superficiale è vero e tocca farsene una ragione.
Io, comunque, provo un fastidio sovraumano di fronte a questa cosa.
(Ah, a proposito di ricerche di senso: volevo anche segnalare che, su Barghouti, c’è Mirumir che si è rimboccata le maniche.)

“Io, comunque, provo un fastidio sovraumano di fronte a questa cosa.” Sono nel tuo stesso stato d’animo…sara’ perche’ le mie origini culturali sono talmente un casino che mi portano sempre a cercare una visione differente dalla cultura che mi circonda…
Personalmente parlando trovo i media italiani veramente di bassa qualita’ rispetto a quelli esteri. Da cio’ probabilmente dipende anche il fatto di proporre sempre e comunque la notiza con termini e modi eclatanti, sara’ per vendere piu’ copie oppure per mantenere alta la tensione mentale della popolazione verso la situazione mediorientale. Peccato che questo, qualsiasi sia il motivo scatenante di questo metodo d’informazione, comporta una disinformazione costante, vicina il piu’ delle volte alla manipolazione dei fatti. Il tutto condito anche da molta ignoranza sia di chi legge, ed e’ grave, ma anche di chi propone i fatti, e questo e’ anche piu’ grave.
Prima c’era Arafat, sul quale scaricare tutte le colpe. Ora che non c’? pi? il capro espiatorio delle “disgrazie” israeliane, c’? bisogno di spostare l’attenzione su qualcos’altro. E siccome, in Palestina ancora non c’? un nuovo presidente della ANP, allora perch? non infangare il nome della societ? palestinese. Trasformare un incidente, di per se drammatico come quello di Gaza, in un inventato attentato conto Mazel per dipingere i palestinesi come una comunit? ormai perduta senza senno e senza futuro. E’ oramai da molto tempo, che non seguo pi? i telegiornali nazionali e guardo esclusivamente RaiNews24 e mi dispiace notare, come anch’essa, sia stata al gioco delle parti.
Che io ricordi, i palestinesi non hanno mai attentato alla vita dei propri rappresentanti, ma forse ricordo male o ancor peggio ignoro la realt? palestinese.
Il problema, qui, mi sa che sta proprio nella parola “rappresentante”.
Abu Mazen, povera stella, rappresenter? molte cose ma non la societ? palestinese. Io, episodio a parte, sono parecchio pessimista.
Non perch? la societ? palestinese non sia “democratica”. Al contrario: perch? lo ? troppo, per poter mandare gi? candidati che non la rappresentano.
Poi, certo: i giornali non vedono l’ora di “dipingere i palestinesi come una comunit? ormai perduta senza senno e senza futuro”.
Faranno vedere solo i botti, quindi, e non li spiegheranno.
Apprezzo tanto questi articoli e questi commenti perch? vedo che ci sono persone che la pensano come me.Tu, Lia sei bravissima a focalizzare i problemi,e mi piace proprio anche il modo come li esprimi^_^ .Nel senso che, anche io sento disagio nel leggere le notizie e spesso,quasi sempre,cerco altre fonti,ma in effetti non avevo collegato questa troppa “enfasi ansiosa” al mio bisogno di informarmi altrove..tu mi hai acceso,per cosi dire,la lampadina!
Mi sento poi tanto in sintonia con quello che scrive Davide..ho letto anche i commenti ai post precedenti.In realt? la sua visione mi pare (se ? sbagliato ne sarei felice^_^)piu cupa e meno ottimista della mia..ho 20 anni e la voglia di affrontare nonostante tutto queste realt? c’?.Mi fa star male la disinformazione,il qualunquismo, anche sei miei coetanei,ma non ? sempre colpa nostra.Mi costa veramente fatica tenermi aggiornata e capire quello che accade VERAMENTE.
Ma questo blog mi aiuta!
Buona notte Patti*