
Una scrive di ciò che ha in mente e, come si sarà potuto notare, io nelle ultime settimane non ho avuto in mente il mondo che mi circonda. Quindi non so niente dei nostri trionfi cinematografici al Festival del Cairo e mi sono persa pure Eugenio Bennato all’Opera di qui, e dire che avevo il biglietto.
Però lavoro e oggi, per un motivo o per l’altro, non ho fatto altro che parlare di Cristianesimo in università.
Coi primini per via del Natale, e giù descrizioni di presepi e Re Magi e tutti a prendere appunti. E con la III, ché si parlava dell’Orlando Furioso e io a chiedere: “Sapete cos’è un evangelista?” “Sapete cos’è un voto?” e si alzavano le mani dei ragazzi cristiani mentre i musulmani arrancavano e quindi ho detto: “Sentite, la cosa migliore è che i ragazzi musulmani si facciano spiegare o rispiegare queste cose dai compagni cristiani, altrimenti non ne usciamo più. Collaborate tra di voi e che gli uni chiariscano i dubbi agli altri.”
E un po’ di testoline velate hanno annuite serie e ci sono stati scambi di sguardi di accordo da un capo all’altro della classe, e del resto i miei cristiani sono molto più ferrati di me, in materia di religione.
In realtà, delle botte che sono volate qui in Egitto tra musulmani e cristiani in questi giorni io mi ero completamente scordata. Mi sono tornate in mente vedendo annuire le fanciulle con l’hijab mentre i loro compagni copti si pavoneggiavano tra profeti e tradizioni bibliche richiamate da ciò che stavamo leggendo.
Li ho guardati e ho pensato: “Uh, ma qui la settimana scorsa si sono menati!”
Che è successo, dunque.
E’ successo che la moglie di un prete copto è fuggita con il suo amante musulmano e, già che c’era, si è convertita all’Islam.
Una cosa grave, mica paglia. Magari non sembra grave a noi, ma ai cristiani di qui gli fai prendere un coccolone, se fai una cosa simile. Moglie di prete, per giunta.
E quindi la parrocchia si è imbufalita, le famiglie si sono sotterrate per il disonore, sono volate mazzate e un po’ di gente è finita al fresco.
Questo al Cairo, ma con gli intrecci che ci sono qui le randellate sono proseguite pure da noi.
Sarebbe persino pittoresca, la cosa (e per quanto mi riguarda lo è, e molto) se non si verificasse puntualmente, in questi casi, il malefico connubio tra padri-fratelli-sposo della cristiana fuggitiva che ululano: “E’ stata costretta, l’hanno drogata, non è più lei!” (ma cosa vuoi che dicano, santo cielo??) e la stampa straniera (con la italiana in testa, manco a dirlo) che, con rara imbecillità, riferisce: “Una donna costretta a convertirsi all’Islam.”
Costretta. Ma dai.
O forse sì, si potrebbe anche dire.
Qualsiasi uomo ti può costringere a fare un mucchio di cose, in effetti. “Rinvenuto il corpo congelato di una docente napoletana. Era stata costretta a trasferirsi in Alto Adige e il suo fisico non ha resistito.” Perchè no?
Deve essere un grande amore, quello tra questa signora cristiana sposata e il suo bel musulmano: l’ha fatta grossa, la signora, e piantare tutto il suo clan deve esserle costato mille anni di vita, ché qui la famiglia pesa tonnellate e il gruppo, la reputazione, il senso di appartenenza non sono come da noi, nemmeno un po’.
Convertirsi all’Islam deve esserle sembrato uno scherzo, in confronto, o forse il modo più efficace per fuggire fino in fondo e, anche, per essere accettata dall’altra famiglia, quella dell’amante. Che non sarà stato orfano manco lui, suppongo, e non è che sia proprio la fidanzata ideale da presentare alla propria madre, una cristiana che cornifica il marito prete. In un paese come questo. Non ci voglio nemmeno pensare.
Poi ‘sto marito non doveva essere un tipo semplice, ecco: aveva il diabete e gli erano state amputate entrambe le gambe, va detto. Il particolare avrà avuto un qualche peso nella fuga della sposa, voglio dire.
Non so: io la posso comprendere, una che fugge da un marito prete senza gambe e da una parrocchia di esaltati religiosi pronti a scendere in piazza in 3000 per imporre al governo di venirmi a cercare. Ché poi la sono andati a cercare davvero, la polizia l’ha trovata. A casa dell’amante. “Io sto qua, voglio diventare musulmana” ha detto. Ebbé. Sintetica ma efficace, direi.
Ora: io capisco che in questa società un po’ sicula le corna private possano diventare una questione pubblica e capisco pure che, volendo spostare il discorso su un piano più serio, questa convivenza più che millenaria tra cristiani e musulmani si basi su una serie di taciti patti, il primo dei quali è: “Evitare come la peste i matrimoni misti e non innamorarsi a vicenda manco per sbaglio.”
Se non ci fosse questa regola, non scritta ma stampata a caratteri cubitali nel cervello di tutti, cristiani e musulmani, la convivenza sarebbe finita da un pezzo perchè la diversità religiosa avrebbe smesso di esistere, semplicemente.
Ok, benissimo: sono fattacci loro, in fin dei conti, e se un sistema funziona per oltre un millennio sarà che ha dei vantaggi, dico io.
Quello che non capisco è come sia possibile che di fronte a un classico – e pure un po’ grassoccio – episodio di trasgressione alla regola di cui sopra, la stampa internazionale senta il bisogno di aggregarsi alla cagnara andando a dare man forte al clan che sente religiosamente affine.
“Una donna costretta a convertirsi”??? Ma fatemi il piacere, dai!
Circola la paranoia, si contano le Giuliette scappate col Romeo inturbantato, i copti USA telefonano a Bush, il Corriere abbaia dietro a tutto il corteo e io mi guardo attorno esterrefatta e mi convinco, ogni giorno di più, che la nostra epoca passerà alla Storia come l’Era dell’Imbecillità.
E’ stancante vedere continuamente che dall’Europa, dagli USA, la gente non desidera altro che soffiare sul fuoco per scatenare incendi in case altrui.
Qui non ci sono soldi, c’è una crisi economica che definire ‘nera’ è poco. E’ ovvio che i diversi clan si irrigidiscano, in un momento così, e che basti poco per fare saltare scintille.
E’ meno ovvio che il mondo ricco ci giochi, con queste scintille, godendosi l’attesa di vedere bruciare qualcuno.
Tutta la storia su Al-Ahram Weekly.

Questo ? niente. Sta per uscire la nuova sfatica di Oriana “Random” Fallaci.
Quella si, che verr? gonfiata a dovere dai giornali italiani. A quanto pare nemmeno il cancro riesce a fermarla quella l?!!
ciao lia…e’ tanto che nn ti leggevo.
bella questa storia, non la sapevo nemmeno io!!
ora m’informo meglio ;-)
un bacione
La “fuitina”! Tra la “bella amaliatrice cristiana” e il “bel saladino innamorato”!!!
Botte da orbi tra la popolazione locale…
Troppo forte!
Non sapevo che i preti Copti avessero moglie. Mi piacciono i Copti, che conoscono le “delizie” della vita coniugale. Sicuramente, in caso di divorzio, sarebbero pi? comprensivi dei nostri preti cattolici!
E’ vero, la Fallaci ? ritornata alla carica con un nuovo “romanzo”, spalleggiata dai soliti “integralisti cristiani” e dai gruppi “sionisti” che non tollerano, la presenza e il formarsi di gruppi mussulmani, in Italia.
In questi giorni, la RAI ha dato notizia, che in una scuola italiana, non hanno fatto il presepio per non creare “casini” con i mussulmani.
C’? un accanimento preoccupante, di disinformazione a tutto campo, nei confronti dei gruppi mussulmani. Ci troviamo ad una nuova escalation militare in medio-oriente? Sicuramente si. Speriamo di no!
Cara Lia, tu scrivi
“Qui non ci sono soldi, c’? una crisi economica che definire ‘nera’ ? poco. E’ ovvio che i diversi clan si irrigidiscano, in un momento cos?, e che basti poco per fare saltare scintille.
E’ meno ovvio che il mondo ricco ci giochi, con queste scintille, godendosi l’attesa di vedere bruciare qualcuno”.
Meno ovvio? No! Ovvissimo, se permetti il neologismo.
Il “mondo ricco” ha sempre giocato con queste schifezze. Affido a te la rivisitazione delle crociate … ma sa un po’ di argomento di maniera.
Da parte mia ti invito, proprio come insegnante,
a rivisitare l’osceno italico 1938 quando due decreti legge (volont? del gran consiglio del fascismo, popolo italiota connivente!) cacciarono dalla scuola insegnanti e studenti ebrei prima che iniziasse il nuovo anno scolastico. Poi nel novembre dello stesso anno un decreto legislativo ad hoc (sempre volont? del gran consiglio arricchita dalla real firma e dal consenso di cui sopra) diede forma organica al provvedimento (che inglobava tutti gli stranieri. Mio invito: non dimentichiamo i rom!) e nel primo articolo parlava proprio del MATRIMONIO. Fra letti legittimi, corna e legislazioni razziste il legame ? sempre stato saldo.
Se vuoi e non ti annoio e non ne sei gi? fornita posso mandarti un po’ di bibliografia.
Per l’aggiornamento operativo di tanta cultura rivolgersi alla lega nord. Ti segnalo i miei diari (betlemme.splinder.com) del 5 e dell’11 dicembre, ma sono solo gli ultimi relativi ad informazioni che ho dato spesso. Non so creare i legami automatici per andare al mio sito: chiedo piet? per la mia goffaggine e mi limito alle citazioni.
augusta
E’ tutto tranne un gioco.
Ma cosa dovrei fare, Augusta?
Pensi che essere una prof, pensare al 1938, faccia passare lo stupore?
Cara Lia, pur con molto ritardo trovo finalmente il tempo per rispondere al tuo riscontro del mio commento del 15 dicembre.
Credo che la chiave del problema stia nella parola “stupore”. E’ proprio quello, secondo me, che non ci possiamo permettere pi?. Perch? lo stupore riguarda qualche cosa di inatteso e noi non possiamo pi? consentirci il lusso di essere sorpresi. Lo studio delle leggi razziali del 1938 non pu? essere fatto (secondo me) senza tener conto della precedente e ben diffusa propaganda razzista che giustificava le “conquiste” coloniali in Africa. Forse se allora coloro che sarebbero stati poi minacciati da un disegno che ha radici ben pi? profonde dell’acquiescenza al nazismo se ne fossero preoccupati avrebbero potuto tentare misure difensive tempestive. Ma queste per essere efficaci avrebbero richiesto un’attenzione internazionale che non ci fu, anzi … (sarebbe bene ricordare l’esodo fallito di ebrei europei, cacciati dagli USA dove erano approdati). Ci? che condann? gli Ebrei nella sho? fu una tragica catena: antigiudaismo, antisemitismo, razzismo (che coinvolse anche altri -i rom- per esempio, la cui voce non ha assolutamente ascolto, popolazioni slovene e croate che l’Italia fascista intern? in campi di concentramento che cessarono la loro funzione nel 1943 e di cui pochi cercano di far memoria…).
A un’insegnante pu? capitare, anche se la storia non fa parte dei suoi argomenti curricolari, di essere interpellata su analoghi problemi dell’oggi e, per illustrare l’oggi (di religioni, patria, famiglia, etnie…), pu? essere utile l’immagine dell’enormit? di ci? che ? accaduto ieri.
Buone feste (ovunque tu le trascorra: in provincia di Bolzano le scuole sono -col pretesto linguistico- etnicamente divise. Non sarebbero preferibili scuole plurilingue?).
augusta
Lia scusa
perch? non scrivi che per essere accettata nella societ? meglio sta donna (visto che gi? di requisiti non ne aveva nessuno se non meno per la societ? egiziana) anzi un minimo vista tutta la situazione, non le restava che convertirsi proprio all’islam?
e perch? non aggiungi cosa sarebbe INVECE successo se lei fosse stata musulmana, lui cristiano e lei si fosse convertita al cristianesimo????
oppure perch? non cerchiamo di capire come mai lui, guarda caso uomo, non si ? convertito al cristianesimo?
credi davvero che si tratti solo di convinzioni personali?
ma sei davvero convinta che una religione sia meglio dell’altra a prescindere da quale sia l’una e l’altra???
mah.. a leggere meglio il tuo blog ci trovo davvero tante cose poco puntuali…
Tra il tono perentorio, il fatto di volermi fare discutere di un post scritto mesi fa e gi? discusso, manco fossi un jukebox tenuto a cantare le canzoni richieste da chiunque passi di qua, e la considerazione finale, il commento della Madani mi pare talmente villano da meritare di essere ignorato e basta.
Faccio un’eccezione e rispondo solo perch? ne ha scritti ben tre, sperando che sia l’ultima volta.
Tra l’altro sto cercando di capire come si chiudono i commenti alle discussioni vecchie: se qualcuno me lo spiega gliene sar? grata parecchio.
Allora:
1. questa donna ? egiziana, Madani, quindi proprio non capisco di che ‘requisiti’ n? di che societ? parli. In Egitto ce ne sono diverse, tra cui quella dei cristiani i quali hanno le loro regole pi? che ferree e che escludono totalmente la conversione all’islam. La domanda, in generale, mi pare decisamente confusa. Tra l’altro la signora, alla fine, non si ? nemmeno convertita: ? stata presa in consegna da una squadra di pope che l’hanno convinta a tornare a casa, e stop.
2. Cristiani e musulmani convivono in Egitto da 1400 anni: una convivenza pi? che millenaria tra due religioni “forti” (per giunta entrambe dotate di propensione al proselitismo) che in Europa non si ? mai data, o certamente non si ? data in termini tanto pacifici. Basti pensare che persino gli ebrei, che fanno una gran fatica ad accettare i convertiti, in Europa non hanno fatto altro che subire persecuzioni.
Sarebbe corretto, quindi, analizzare il caso egiziano (o arabo in generale) cercando il motivo del successo di questa convivenza: uno dei motivi sta proprio nel fatto che entrambe le comunit?, sia quella cristiana che quella musulmana, hanno rapporti in tutto con il solo limite, appunto, della conversione. Perch?? Perch? portata avanti nei secoli, questa condurrebbe alla scomparsa di una delle comunit?. Quindi, i matrimoni sono fortemente scoraggiati da entrambi i lati.
Per l’Islam, poi, che ? una religione successiva al cristianesimo, la conversione ? un tab? particolarmente forte perch? comporta la negazione di tutto ci? che forma la stessa identit? islamica: se un cristiano diventa musulmano, continua comunque a credere nell’esistenza di Cristo e a rispettarlo in quanto profeta. Non ? un ripudio ma un’ “evoluzione” lungo lo stesso percorso, in qualche modo. Il cammino inverso ? un ripudio e basta. Per un ateo questi discorsi sono incomprensibili, me ne rendo conto, ma le conversioni non sono faccende per atei.
Ritengo comunque che il tuo interesse per la cosa sia un po’ strumentale: da come hai formulato la domanda (a leggerti, pare che se una musulmana non diventa cristiana ? perch? ? schiavizzata, se invece ? un musulmano a non farlo ? perch? ? una specie di stronzo) mi pare tu voglia semplicemente riprodurre lo schema musulmano=cattivone, e questo non ? il posto giusto.
3. Credo davvero si tratti solo di convinzioni personali? Dipende da cosa intendi per ‘personale’. Io credo che pochi cristiani europei siano tali per ‘convinzione personale’. La maggior parte, se fosse nata in India, Tailandia o Giappone sarebbe stata induista, buddista o scintoista. Sempre per ‘convinzione personale’, s?. Poi siamo tutti animali sociali, e la religione ? una componente della nostra integrazione in un contesto. Come dicevo, qui c’? un solido contesto cristiano in cui si ? accettati se si ? cristiani, e un contesto musulmano in cui accade lo stesso. E questa ?, in generale, una societ? pi? credente della nostra.
4. Se sono convinta che una religione sia meglio dell’altra? No, assolutamente. Non capisco dove tu l’abbia letto. Se c’? una cosa che proprio non mi interessa sono le gare tra religioni. Credo che le culture vadano rispettate, questo s?. Non “sposate”. Rispettate.
Infine, Madani: da quel che ricordo, tu sei una che ha vissuto una spiacevole vicenda sentimentale a Sharm e da allora combatti una specie di crociata a favore delle dolci fanciulle cristiane minacciate dai temibili saladini.
Non so che dire: da un lato, torno a confessarti che le storie di mutande non mi interessano minimamente. Dall’altro, devo comunicarti che gli stessi, identici problemi sentimentali che le italiane hanno a Sharm, le spagnole li hanno a Cuba. Dove, come sai, i machos locali non sono musulmani, eppure sconvolgono le turiste madrilene proprio come gli egiziani sconvolgono le turiste di Roma e Milano, con gli stessi corollari di lacrime, figli e non figli, permessi di residenza, quattrini, liti e schiaffoni etc.
Roba noiosissima.
Non ti seguo, quindi, n? mi interessa seguirti. Da donna, trovo la tua crociata un po’ imbarazzante per il nostro genere. Nel complesso, mi pare che abbia anche una certa sua comicit?.
Vorrei rimanerne fuori, comunque. Ci tengo molto.
Cara Lia
Ti confesso che mi sono iscritta a typekey per avere la certezza che questo commento fosse stato pubblicato.
Prima di tutto ti contesto l?accusa di villaneria: io non ho fatto altro che farti delle domande ovviamente mirate ad aprire la questione, a crearne degli approfondimenti, ad indurre a riflettere. Tu dici di sapere le cose come stanno.. io non credo di saperne meno di te.
Trovo piuttosto villano che tu abbia tirato in ballo mie esperienze personali semplicemente perch? a corto di argomenti. Questa ? una cosa tipica di alcuni soggetti. La fanno in tanti quando colti alle strette e ci sono oramai abituata. Quando racconto le mie vicende so gi? che prima o poi ci pu? essere un giuda con cui – appena hai una discussione che non gli garba ? ? subito pronto a tirare fronte i tuoi scheletri nell?armadio come asso della manica. Non ? molto elegante, proprio per niente.
Vorrei solo aggiungere che le vicende sentimentali spiacevoli che ho avuto a Sharm sono state due: una con un saladino come dici tu, l?altra con un crociato – perch? quest?altro era un cristiano. Il comportamento di ambedue ? stato praticamente lo stesso: menzogne e violenza in sintesi. Quindi come vedi se proprio ci sarebbe un tentativo di dimostrare che un ceppo sia la causa dei miei mali, sicuramente non lo andrei a selezionare per religione.
Che poi io voglia avvertire tante giovani donne che si tratti di un turismo sessuale ben mascherato quello in cui ci si imbatte nel Mar Rosso, non mi sembra proprio da rapportare all?espressione ?da allora combatti una specie di crociata a favore delle dolci fanciulle cristiane minacciate dai temibili saladini?. Tanto pi? che si parla di uomini, non di mussulmani o cristiani. Tra l?altro si parla anche di gente, donne ed uomini che vanno da quella parti a praticare il sesso pi? insano che ci possa essere.. insomma non ? questa la sede per parlare di quel blog.
Che tu, poi, mi stia a raccontare che a Cuba o altrove le cose sono della stessa maniera, credi che non lo sappia? Credi che sia la stessa cosa? Credi che per questo non bisogna parlarne? ? ovvio che pretendi di parlare, come al solito, di cose di cui non hai la bench? minima idea. Per? scusa ancora, ma tutto questo a cosa c?entra con le domande che io ti ho posto?
Tu pretendi di assimilare i cristiani di Egitto ai cristiani d?occidente, dimenticandoti che non ? certo la religione a differenziare gli usi ed i costumi delle popolazioni, ? la storia e gli uomini, pi? delle convinzioni e delle idee. Certo anche noi italiane avevamo il fazzoletto sulla testa (che poi mia nonna, napoletana come me e te, il fazzoletto se lo ? sempre messo per ripararsi dal freddo, non per altri motivi che forse manco capirebbe), ma noi italiane avevamo anche la cintura di castit?. Con questo cosa vuoi dire? Che se a qualcuno venisse in mente di praticare questa usanza, b?h, lo hanno fatto i nostri trisavoli di trisavoli, allora ? diritto che lo un uomo possa farlo anche adesso!
Secondo: ti piace scrivere e comunicare tramite un blog. Non esiste su internet la parola fine o stop in questo campo. Vuoi operare censura? Su internet chiunque quando si imbatte su un blog, che in genere prevede un tipo di impostazione attiva, cio? permette ai lettori di interagire, pu? volerti fare delle domande, pu? volerti dare un consiglio, o semplicemente aggiungere anche una sciocchezza per tirarti su nel caso in cui parli dei tuoi stati d?animo, cosa che ho visto che fai anche tu.
Il tuo blog ha la fortuna/sventura di essere indicizzato molto bene, per cui ogni volta che una persona vuole fare una ricerca sul mondo egiziano, sul mondo arabo, sulla Spagna, sulla politica o un altro degli argomenti che a te piacciono tanto ? ahim? – compare. Quindi capita spesso per chiunque di imbattersi nel tuo blog su post anche vecchi di mesi.
Ieri portavo avanti una ricerca sugli egiziani copti, visto che sugli egiziani mussulmani ne abbiamo gi? tanto parlato, che sei apparsa tu infinitamente.. ho letto vari post dopo aver letto articoli di giornalisti di ogni parte e studiosi, e tutto il mare di approssimazioni e prese di posizione dei tuoi ?scritti?.
Tutto questo per spiegarti delle cose.. e sinceramente mi ero gi? preparata ieri a fare questo sacrificio a darti una risposta. Gi? sapevo che trattamento mi avresti riservato.
Quello che non sapevo che da indole dell?insegnante te ne saresti uscita con la tua bella lezioncina di storia delle religioni egiziane. Ma io ti ripeto: hai letto le mie domande? Mi pare che hai risposto a tutt?altro e su cose che sinceramente non m?interessavano sentire da te, dal momento che ho avuto modo di leggerle e studiarle altrove e su fonti stimabili ed indiscutibili.
Allora per commentare la tua risposta, dopo il preambolo ed il contropreambolo, procedo per gradi.
Che requisiti aveva o non aveva sta donna? Prima di tutto era un?adultera. Questo per ambedue le religioni ed ambedue i milieu culturali generati da queste due religioni in Egitto ? difficile da digerire. E? un grave disonore.
Altro disonore: non era sicuramente pura in quanto gi? precedentemente sposata.
Ancora: le cristiane – e le ebree – possono rimanere tali se sposano un mussulmano ? in quanto ?gente del libro? ?
ma sicuramente agli occhi della societ? islamica non ? la stessa cosa se si convertono. Se poi gi? sei una pecora nera per le colpe anzidette di cui ti sei macchiata, non resta che riscattarti almeno un pochino facendoti accettare dal nuovo gruppo sociale di cui fai parte, che sarebbe quello mussulmano nella fattispecie. Senza contare che spesso se nascono dei figli, se lui ha una certa posizione, e bla ed ancora bla, a lei glien?? fatta specifica richiesta se non imposizione.
Ma tu mi sapresti spiegare che cavolo c?entra l?amore nel convertirsi ad un?altra religione? L?amore c?entra se ? il partner a chiedertelo, se per lui ? cos? importante. E questo ? proprio quello che conferma ci? appena detto. La religione ? un fatto personalissimo, quindi dire ?una si converte per amore? gi? ? un?assurdit? (vedi il titolo a questo post).
Te ne posso citare mille altre di motivazioni, ma credo che gi? quelle menzionate, bastino. Queste servono anche a spiegare perch? in Egitto convertirsi all?Islam (assieme anche a tutti i vantaggi sociali e ?statali? che si hanno) non rappresenti solo una scelta di convinzione personale. Poi sei tu la mia interlocutrice, non chi passa nel blog e sai benissimo di cosa parlo, di quando certe colpe e certi pregiudizi influenzino la vita degli egiziani ancora molto tradizionalista e radicata a dogmi antichi.
Piuttosto perch? mai non hai spiegato che lui in quanto mussulmano se avesse voluto convertirsi al cristianesimo, se non impensabile, sarebbe stato almeno rischioso? O che cmq avrebbe comportato tutta una serie di penalizzazioni, quali quelle che ha affrontato lei, ma certo anche l?accusa di apostasia? E che in definitiva dalle tue parti uno non ? cos? libero di abbracciare un credo o l?altro? Questa ? libert? di pensiero non difesa delle religioni..
Se poi lei fosse stata mussulmana e lui cristiano altro che il putiferio di quartiere che avresti visto! A parte che non avrebbero potuto mai sposarsi, ma poi se lo avessero fatto, lei avrebbe perso totalmente tutti i suoi diritti di egiziana e di essere umano.
Credi che questo che scrivo sono miei pensieri? No, affatto. Sono i dati della realt?, degli studi di gente ? molti egiziani! – che queste cose non le guarda solo con gli occhi di una che esce per la strada, va in moschea, al mercato o a messa, solo per raccogliere materiale grottesco per i propri post su internet, ma che semplicemente ha amore e passione per la scienza.
Cara Lia, hai cercato per farmi passare per una persona rancorosa, che opera razzismi e discriminazioni e sai poco o nulla di me, come per esempio sai poco o nulla che da sempre mi sono prodigata per le integrazioni in questa citt?, che collaboro ad un blog tenuto da donne che hanno anche relazioni con uomini arabi e che assieme vogliono illustrare bene tutte le sfaccettature della diversit? di un?altra cultura, diversit? che tu vuoi sotterrare.
Impara due cose piuttosto: se uno sbaglia non dovrebbe seguirne certo l?esempio e quindi a poco vale che tu ogni volta a destra e manca nei tuoi post, rispolveri tutti i crimini storici dell?occidente giustificando quelli contemporanei che accadono qui e l? nel mondo.
L?altra cosa che devi imparare ? che sicuramente la pi? grande dimostrazione di tolleranza di una cultura differente e quella di riconoscerne tutte le diversit? e non volerla a tutti i costi farla assomigliare ad una cultura simile alla nostra ma con tutti i nostri difetti permeati.
Credo che vivi in un paese straniero semplicemente perch? ancora non hai capito cosa voglia dire, perch? hai bisogno di capire e credere che gli altri popoli non siano poi cos? tanto diversi. La favoletta dei comunisti che mangiano i bambini e degli uomini mostruosi al di l? dell?Atlantico sono cose d?altri tempi. Oggi occorre mettere alla luce le diversit? ed insegnare ad accettarle per quello che sono, anche se prescindono la nostra morale, il nostro giudizio, la nostra comprensione.
Poi parli di egiziani e releghi ai copti il ruolo di ospiti in terra propria, di gente che sarebbe pi? occidentale che altro. Ma sveglia! Vuoi un egiziano cristiano, vuoi un egiziano mussulmano ovvio che abbiano in comune pi? cose di quanto io e te abbiamo con loro! Ma io ci aggiungerei, a questo punto, anche pi? di quanto io e te ? che pure siamo due napoletane ? abbiamo in comune. Infine ti comunico che vedere due amici – uno cristiano ed uno mussulmano – non ? una cosa tanto strana ai miei occhi. In Egitto ? la normalit?. Sono altri i tab? che vanno rispettati da quelle parti! Non per ultimo ti dico che uno dei miei pi? cari amici a sharm, era un uomo ed era mussulmano. La religione? L?ultimo dei nostri pensieri, l?ultimo dei nostri problemi, mai discussa se non per raccontarci curiosit? dei propri paesi e delle proprie abitudini e tradizioni.
Aggiungo ancora due cose, ma ce ne sarebbero da aggiungere tante e poi tante?
Uno: l?affermazione che per tua indole ti rivedi pi? in quella mussulmana, lo hai detto tu. Spulcia qui e l? che lo trovi i link.
Due: ma a Muhammad, noi che siamo cristiani o atei, non crediamo lo stesso? Non sappiamo che fu sicuramente il profeta di un nuovo credo religioso?
Cara Lia tutta la tua lezioncina, ti assicuro ? stata abbondantemente superata 16 anni fa dal mio professore di storia e filosofia che dopo un anno dal mio diploma si guadagn? la cattedra alla Normale di Pisa e che ci ha fatto studiare tutto il Medioevo su libri di testo e scritti vari di Jacques Le Goff e tutta la filosofia medioevale, moderna e contemporanea sui testi di Geymonatt? poi c?? stata la vita, l?esperienza, il viaggiare ed altre letture.. poi internet che ? un mezzo che io uso per reperire informazione di ogni genere dal 1997. Non basta a chi conosce bene l?argomento e la societ? egiziana leggere il tuo blog, questo basta ad altri.
Mi spiace hai individuato male il soggetto che ti preparavi a contestare: eppure te lo avevo raccontato che erano anni che nell?ambiente universitario napoletano frequentavo tutta gente politicamente molto impegnata nella causa palestinese e studiosi del mondo islamico che periodicamente vengono al Cairo, si stabiliscono e raccolgono materiale sociologico per i loro studi, non per il loro blog.
Un solo consiglio: come a te piace celare il tuo vero nome, evita di sbandierare ai quattro venti i cognomi della gente perch? non sai i disagi che ne possono ricavare. Mi riferisco all?Imam di Napoli, che come sai ? un parente molto prossimo di un mio carissimo amico! E mi riferisco al ?madani? che per quanto ne dovresti sapere, ? un nome arabo!
Adesso vado a sentire delle condizioni del papa, che a prescindere dalla sua religione ? che ? pur stata la sua forza ? ? stato un grande uomo!
Libera, abbi pazienza: scrivi dei messaggi davvero troppo lunghi e non ce la faccio a leggerli per intero.
Comunque: ti sarai anche iscritta a TypeKey ma il tuo commento l’ho trovato tra quelli da approvare e, ovviamente, l’ho approvato. Non vedo perch? dovrei stare a censurarti.
Poi: io non ho tirato in ballo “tue esperienze personali”: ti conosco perch? tu, su questo blog, mi hai lasciato l’indirizzo del tuo. E, sul blog di cui a suo tempo mi hai dato pubblicamente l’indirizzo, sono narrate le vicende a cui accennavo.
Nessun farmi i fatti tuoi, quindi. Non ti conosco, dei tuoi casi non me ne frega nulla e mi sono limitata ad accennare al tuo approccio all’Egitto in quanto pubblico e dichiarato. Se da questo deve uscirne uno stracciarsi le vesti e non so cosa, io passo.
Si vede che non ci capiamo, ma la rete ? grande e c’? posto per tutti.
Il mio blog ? “indicizzato”? Davvero? Be’, non ? che io paghi Google o faccia chiss? cosa. Un bel giorno ho aperto un blog, esattamente come hai fatto tu, e questo ? tutto.
P.S: ho appena visto il tuo ultimo paragrafo. Scusa, ma io non “sbandiero ai quattro venti” i cognomi di privati cittadini. Boccolini ? un personaggio pubblico, citato ad esempio nel libro di Allievi (“L’islam italiano”) che sto leggendo in questi giorni. L’ho citato, appunto, parlando di personaggi di spicco della scena islamica napoletana.
Se avr? qualcosa da ridire (per averlo citato?) sar? sua cura farmelo sapere.
Addio, buon proseguimento in rete.