
Dieci giorni fa, lo scrittore svedese Jan Myrdal, uno dei relatori attesi al congresso di cui parlo qui sotto, ha scritto al Primo Ministro svedese Göran Persson una lettera, non priva di preveggenza, di cui riporto il seguente passaggio:
La lettera dei membri del Congresso è ignorante. Lei stesso può vedere chi verrà a parlare e di cosa parleremo. Ma la lettera ha una sua importanza politica. […]
Non è sicuro, ma ovviamente esiste la possibilità che il governo italiano ceda alle pressioni di Washington. Cose simili sono già successe in passato. Quello che è evidente è che il governo degli Stati Uniti adesso sta cercando di imporre all’interno dell’UE limitazioni su uno scomodo dibattito pubblico, o di vietarlo del tutto. Non do per scontato che il governo italiano cederà, ma la vedo come una possibilità.
Se il governo italiano dovesse cedere, dovreste agire come fece il vostro predecessore nel caso della sessione del Tribunale Russell a Stoccolma nel 1967. Anche in quel caso, il governo degli Stati Uniti cercò di convincere altri governi a intervenire per impedire l’incontro.
Il governo svedese, senza prendere una posizione politica a sostegno del tribunale, non ha ceduto alle pressioni. Come sapete, la sessione a Stoccolma finì per avere una grande importanza.
Io vorrei ottenere da voi una decisione da prendere in anticipo. Se le pressioni statunitensi dovessero spingere l’Italia a vietare l’incontro, farete come ha fatto il vostro predecessore? Ci darete la possibilità di farlo svolgere a Stoccolma? Come potete capire, la domanda in realtà è se esiste la possibilità di una libera formazione dell’opinione pubblica, o se noi all’interno dell’UE, e quindi anche in Svezia, saremo sottoposti a qualcosa come il Patriot Act.
Io non so cosa risponderà il Primo Ministro svedese, anche se il buon senso mi suggerisce che i convegni non dovrebbero essere particolarmente temuti, in Svezia, e che quindi la risposta sarà tranquillizzante.
Quello che non trovo affatto tranquillizzante, invece, è la prospettiva di dovere arrivare fino in Svezia, per assistere a questo tipo di eventi.
Una ha già le sue difficoltà col clima milanese.

Non so se avete notato la quasi totale assenza di commenti e analisi sull’argomento da parte dei media italiani, o forse io in questi giorni sono distratto. Ma sicuramente, tra il tam tam stentoreo di alcuni bloggers e l’apatia massmediatica c’è un notevole scarto.
Chi ha trovato segni di vita in proposito su giornali, riviste o siti ufficiali dell’informazione (si fa per dire) nostrana, faccia il piacere di segnalarlo.
Se è vero, come penso sia vero, quanto dice Lia, che tra destra e sinistra forse a volte è solo questione di indice di indignazione raggiunta, ne devo desumere che siamo abbondantemente un paese di destra.
E anche io, forse, che in fondo non mi sono scandalizzato troppo della cosa (sono poco più giovane di Lia, ma forse più cinico) sono sulla “buona” strada. Salvatemi.
Ciao Lia,
continui ad essere una delle fonti di informazione piú obiettive e limpide che si trovano in giro.
Mi è sempre piaciuto lo spontaneo, semplice e naturale delle tue analisi, elementi base che non esistono piú tra tesserati e pagati per.
Comunque ti mando due belle pacche sulle spalle per la coraggiosa scelta di andare a vivere in un paese cosí difficile, cosí rapidamente auto-stranitosi, che si e´addirittura dimenticato la sua posizione geografica.
Parlo dello stivale pieno di stelle e strisce. Stivale che, da un mese, ho di nuovo lasciato; questa volta per la Spagna.
Una pacca anche per il duro commiato che ti aspetta.
Un saluto e se passi di qua, scrivi..
H
Spagna? Ottima scelta, perbacco.
Io, se non dovessi sposare un bolzanino, mi cercherei uno spagnolo da sposare, a questo punto. Uno a caso.
Un passaporto spagnolo da sposare, guarda…
Questa storia mi ha lasciato con gli occhi incrociati, ma davvero.
Io questa notizia l’ho avuta solo da “altri canali”: sentito niente dai tg, solo da blog e siti indipendenti. Ormai questa è una realtà assodata: oltre a non essere libera, l’informazione uno se la deve andare a cercare. Perchè diciamocelo chiaramente: reportage su vip, vippette, calciatori e letterine, notizie sulle amene vacanze del Cavaliere, al massimo qualche catastrofe naturale… e, ovviamente, qualunque notizia concerna la “nuova minaccia islamica” (sarei curiosa di sapere quale nome dare all’invasione americana…). Di tutto questo c’è abbondanza… Di più non dobbiamo sapere. E allora ad una gli viene la curiosità, si spulcia internet, obbliga il marito a tradurre tutto il sito di Aljazeera (lo so che c’è anche in italiano ma preferisco andare direttamente alla fonte…), addirittura si fa spiegare le vignette… E poi comincia a chiedere in giro, agli amici arabi, a quelli italiani, a tutti: “Ma tu che ne pensi?”. E scopre che tanta gente non ha il tempo, la voglia e la pazienza di mettersi a spulciare internet e leggere…
Reazione del Boccolone di fronte alla lettera che hai riportato Lia: “E poi dici che non vuoi andare a vivere al Nord!!”. Che palle, fosse per lui andremmo a prendere residenza in un igloo.
No, scusa, cosa avresti da ridire sul clima svedese? ;-)
Scherzi a parte (ma quale scherzo!!), il Governo Italiano ha ceduto (ma che sorpresa!): vediamo come reagirà Göran Persson.
Gesu’ che bruttissima storia!! Dicevo che avevo un po’ voglia di tornare l’altro giorno? Mi rimangio tutto. Tra le porcate al Torino Calcio (sono tifosa) e questo, il rientro sara’ traumatico.
Si’ Lia ti suggerisco anche io di restare a Milano il meno possibile e di andare verso sud. Dall’Egitto all’Italia e’ gia’ brusco il passaggio, ma a Milano!!!
A mio marito la Spagna non interessa ma io ucciderei per trasferirmici. Pensare all’Italia mi prende proprio male…
La notizia è stata riferita da Repubblica, che inizialmente aveva dato solo la versione del governo (Fini). Poi l’articolo è stato modificato includendo anche la replica degli organizzatori.
http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/allertaitalia2/negavisti/negavisti.html
Grazie, Ste.
Che roba…
Comunque il Campo Antimperialista citato nel titolo era solo uno degli organizzatori, mi consta.