
Sto comprando El País in edizione cartacea, in questi giorni, ché non ho tempo di informarmi su internet e mi trovo a dover fare lunghi viaggi in metropolitana.
Leggo, butto l’occhio sui giornali dei miei compagni di viaggio, e l’evidenza di quanto siamo informati diversamente mi fa venire i brividi.
L’Italia, impazzita dietro all’Iran: “Minaccia per l’umanità!” “Fermiamoli!” “Tutti in piazza!” e certi mirabolanti proclami secondo cui l’Italia “non permette a nessuno di dire che gli ebrei al mondo non debbono stare!“, considerazione espressa da un giornalista dal non casuale nome di Cazzullo che ha buon gioco nell’esibire tanto priapismo dialettico visto che, ovviamente, nessuno ha detto ciò che l’Italia “non permette di dire” ed è come se io dicessi: “Ormai Cazzullo sa bene che Haramlik non gli consentirà mai di molestare le ragazzine per strada!” e voglio vedere cosa risponderebbe, lo sbalordito Cazzullo.
E ricaccio il naso nel País e, di Iran, non c’è traccia.
Niente, non una parola.
Né giovedì, né venerdì, né oggi.
Perché, ovviamente, la frase su Israele del suo presidente è stata una notizia quando doveva esserlo e poi, evidentemente, non lo è stata più.
Giusto quando in Italia, invece, ha cominciato ad essere la bellicosa campagna stampa che vediamo.
Su El País si parla d’altro, quindi, ed io sono lì seduta che leggo l’editoriale del direttore che considera inaccettabile che l’Europa ospiti l’arcipelago Gulag della CIA, i cosiddetti “buchi neri” dove vengono rinchiusi i prigionieri da torturare, e chiede: 1. un’accurata inchiesta dell’UE; 2. sanzioni contro i Paesi europei in cui sorgono questi centri di detenzione illegali; 3. una condanna agli Stati Uniti per queste pratiche che “alimentano il terrorismo invece di sconfiggerlo”.
(Leggo anche, a pagina 4, “Los falsos papeles sobre el uranio de Níger se fabricaron en Italia” e relativo articolo da vergognarsi.)
Il mio vicino, intanto legge che l’Iran minaccia il mondo.
Vabbe’.
Sono in metropolitana, dunque, e penso che l’Italia è ormai un paese orribile.
Che fa paura come certi incubi horror, come un pagliaccio malvagio, qualcosa che potrebbe farti ridere ma, nel contempo, ti agghiaccia.
Questa immensa montatura, questa fiaccolata in cui si finge di essere buoni mentre si tiene ben stretta per le palle qualsiasi opposizione, ché basta fiatare per ritrovarsi accusati di antisemitismo e poi (la ripeto, sì) “chi eviterà di partecipare e non ci sarà sarà considerato un nemico non solo di Israele ma anche degli ebrei italiani” e meno male che, secondo Luzzato, non è il caso di schedare gli assenti perché “qualcuno potrebbe essere ammalato o all’estero“, bontà sua.
O, per dirla con Paniscus:
Sabbato prossimo, tutti in piazza con noi.
Avvisati siete.
Controlleremo con cura uno per uno chi c’è e chi non c’è, tutti pirsonalmente di pirsona.
Fa ridere, l’Italia, perché ha una solida reputazione internazionale di vigliaccheria che, puntualmente, conferma. Cito da un messaggio arrivatomi attraverso la mailing list di Apriti Sesamo (e sottoscrivo):
[…] se ad avere 200 bombe atomiche, l’aviazione più potente del Medio Oriente e, soprattutto, l’aiuto incondizionato degli USA fosse stato l’Iran, invece di Israele, Ferrara e i suoi prodi compagni di manifestazione (inclusi quelli appartenenti alla sinistra) sarebbero lo stesso scesi in piazza per difendere Israele? O forse sarebbero scesi in piazza per difendere l’Iran (magari ricordandosi che, per tutto il 2004, Israele lo ha minacciato di un “attacco preventivo”)?
Ma certo: questo paese di maschioni con le meches è programmato per stare dalla parte del più forte e lo sappiamo tutti, da sempre.
E però è pure un paese contorto, l’Italia: e quindi succede che – tu guarda come stanno le cose – l’altra sera c’era la sinistra italiana in grande spolvero a gridare: “Viva Israele!” sotto l’ambasciata di Iran.
Berlusconi, invece, all’ambasciatore iraniano gli aveva fatto recapitare un invito a cena, dimmi tu.
E’ un luogo in cui non si capisce mai cosa succeda realmente, l’Italia: Fini non va alla fiaccolata perché “teme ritorsioni” e lo dichiara alla stampa e poi manda il portavoce. Ma che senso logico ha?
Dopo simili dichiarazioni, cosa cambia se alla manifestazione c’è lui o il suo rappresentante?
Una direbbe che dà fiato alla bocca, il nostro ministro degli Esteri, giusto perché è tranquillissimo sulla sorte dei suoi connazionali (e delle nostre imprese) in Iran. Perché se si temessero davvero, queste ritorsioni iraniane, direi che la diplomazia italiana si precipiterebbe ad usare un linguaggio meno incendiario e meno offensivo. No?
Io direi che stiamo insultando l’Iran proprio perché siamo certi che loro non reagiranno.
Avremmo una diplomazia ben strana, altrimenti, o un esercito pronto a scendere in guerra domani mattina.
Mentre il resto del mondo fa altro, quindi, noi ci scagliamo contro l’Iran nelle piazze e sui giornali.
E il bello è che, poi, a gridare davvero “Viva Israele” in piazza, ci va soprattutto l’opposizione. Viva Israele, che minaccia (lui sì) di aggredire l’Iran un giorno sì e l’altro pure. Viva.
E la comicità involontaria arriva al sublime, quando c’è gente capace di scrivere: “Diritto all’esistenza di Israele è stato detto. E per affermarlo occorreva sancirlo con un rito pubblico.”
Nel 2005.
Come se l’avessimo montata su noi personalmente, Israele, l’altro giorno.
In un mondo che manco ci fila, noi “andiamo a sancire l’esistenza di Israele con un rito pubblico”.
Ridicoli, ridicolissimi.
Pagliacci.
Ma pagliacci che fanno paura: cosa fa sì che un paese intero si presenti, unico in Europa, così platealmente in ginocchio davanti a Israele in un simile momento storico?
Cosa ha la nostra stampa per poter manipolare, piegare in questo modo l’opinione pubblica, il comune sentire, un’intera opposizione ridotta a dare di sé uno spettacolo che esclude qualsiasi ritorno alla serietà della nostra politica estera, chiunque governi?
Ma quale immenso potere di ricatto possiedono, questi opinion maker capaci di dire in TV che alla manifestazione “ci sono anche le bandiere iraniane” davanti allo stendardo imperiale dello Scià?
Come è possibile che possano essere tanto metodicamente scorretti, tanto e sempre di più falsificatori, tanto manipolatori e bugiardi senza che esista un’opposizione capace di dire qualcosa che non si limiti a un: “Io vado a manifestare a Milano perché a Roma c’è Ferrara?”
Davanti a un simile disastro dell’informazione, davanti al patetico livello culturale e all’ormai nullo contatto con la realtà a cui è ridotto questo paese, loro vanno a manifestare un po’ più in là.
Con le stesse parole d’ordine.
Perché se provi a ragionare, ragazzi, “qua ti danno dell’antisemita”.
Questi ricattatori somigliano sempre di più a dei poliziotti del pensiero e, giuro, quando all’estero mi capitava di raccontarne i metodi a conoscenti francesi, tedeschi, spagnoli, austriaci, non mi credevano.
In Europa, l’Italia ha un primato del ricatto morale su cui mi interrogherei, francamente.
Ed è un ricatto, questo dell’ “antisemitismo”, che si fa sempre più invasivo, sempre più sporco, sempre più orientato a prendere di mira le singole persone nell’indifferenza timorosa dei più.
P.S. E Bertinotti? Che mi dite di Bertinotti? Che, a proposito di Iran ha il coraggio di dichiarare: “Non ritengo opportuno mettere in discussione gli accordi commerciali con i Paesi che non riconoscono Israele perché tale embargo colpirebbe le popolazioni.”
Eh???
Le popolazioni.
Non quei benefattori dell’Edison Gas, la Fata Engeneering, la Montedison, lEni e lAnsaldo.
Le popolazioni.
Perché sennò, ne deduco, secondo Bertinotti un bell’embargo ci starebbe pure.
Ma per arrivare a tanta ipocrisia, si fa un corso o viene naturale?
Bertinotti.
Che personaggio, gessù.
E comunque: i buchi neri della CIA. In Europa.
Nella democratica Europa.
E questo è vero, succede nella realtà, ci riguarda da vicino, siamo coinvolti, siamo responsabili, possiamo fare qualcosa. Ci sono grandi giornali europei che si stanno facendo sentire, che esigono reazioni, investigazioni.
Da noi, manifestazioni, niente?
Dov’è Fassino?
La diretta RAI, dove è finita?
Pagliacci.

é palesemente un depistaggio mediatico
poi quei sepolcri imbiancati, tirati in ballo (come succede quando emette suoni ruini) hanno reputato conveniente non dirazzare e si sono adeguati
a me invece viene da ridere, pensa te.
proprio qua sopra, a pochi km, stanno dando fuoco e danzando intorno ai centri urbani.
scene degne di salammbo
a due passi da qui
e oggi ho sentito dire che c’è una “regia islamica”
non una risata, ma un ghigno ci seppellirà
ma davvero?
davèrodavèro?
io non penso.
bisogna cominciare a fare pulizia, eliminare la stortura locale del mezzo radiotelevisivo in mano al potere politico, agire in prima persona in campi impensabili e ignoti al potere, recuperare con pazienza da tessitori il rapporto con i nostri vicini, ricominciare, e soprattuttto rifiutare le proposte che non vengano da figure che conosciamo. rifiutare l’acquisto. rifiutare la lusinga.
la tua indignazione è sacra, e ti consente di intuire perchè siamo così disperati, qui, da ingollare un rospo prodi, sorridendo pure.
ci vorrà tempo ma dobbiamo cominciare da qualche parte. io punto sul rifiuto della vettura e sulla bellezza del movimento personale, altri trovino altre strade.
ma lo facciano immediatamente, senza perdere un altro attimo.
spengano la tv
non vadano al cinema
non perdano altro tempo
facciano una riunione plenaria con se stessi e decidano una strategia personale irrinunciabile.
poi ci si incontrerà.
se non si comincia non si arriva. nessuna società é immodificabile.
fiducia, amore, collaborazione: e i cerchi sullo stagno si allargano.
é un lavorone. bisogna farlo.
A proposito dell’italia come pagliaccio terrificante stile “IT” di Stphen King (fantastica immagine Lia, sei straordinaria). Vedo da goole news:
http://news.google.com/news?ned=it&ncl=http://ilgiorno.quotidiano.net/art/2005/11/05/5390647&hl=it
i seguenti titoli:
o IRAQ: SCATTA OPERAZIONE “CORTINA ACCIAIO” AL CONFINE CON SIRIA
o Iraq, offensiva di esercito e militari Usa contro militanti
o Iracheni e marine insieme Blitz al confine con la Siria
ecc… Ma *nessuno* ha riportato la seguente dichiarazione di Saadoun al-Dulaimi Ministro della difesa del nuovo democratico governo dell’Iraq, sostenuto dal governo Italiano:
“[le forze irachene] demoliranno le case di tutti coloro che offriranno rifugio ai terroristi, e uccideranno tutti i proprietari presenti inclusi donne e bambini”
fonte, il giornale in lingua araba Al-Arabia http://www.alarabiya.net/Articles/2005/11/02/18271.htm
riportato nella traduzione inglese dal blog “Raed in the Middle”:
http://raedinthemiddle.blogspot.com/2005/11/saadoun-al-dulaimi-women-and-children.html
Ferrara, ci pensi tu ad organizzare la fiaccolata davanti l’ambasciata USA?
L’unica cosa che cambierei nel post di Lia (per il resto e` come, al solito, da incorniciare) e` l’immagine del pagliaccio italico, quelle che si trovano qui mi sembrano piu` appropriate:
http://images.google.com/images?q=it+stephen+king
Che la stampa da noi faccia schifo non è certo una novità.
Il 4° potere, in Italia, non c’è, con tutto quello che ne consegue come mancanza di controllo sull’operato di chi ci governa.
C’è solo una massa di arraffoni, raccomandati incompetenti e bandierini, ché tanto a loro la poltrona non la toglie nessuno.
E sono pure talmente pigri che usano le stesse immagini di repertorio che usavano 10-15 anni fa.
Come hai scritto tu, Lia, l’Italia è un luogo dove non si capisce mai cosa succeda realmente, e la cosa non dovrebbe neanche meravigliarci più di tanto, visto che anche la cara Rai, che dovrebbe essere AL SERVIZIO del cittadino ed informare mostrando la realtà, ha in programmazione una cosa immonda come La Talpa.
E i vari Albano li paghiaMO profumatamente.
La mia speranza è che i media tradizionali continuino a perdere potere esponenzialmente, come stanno facendo.
Lia, come sempre ciò che dici è da sottoscrivere in pieno…
Aggiungo una considerazione: è vero che appena ti azzardi a non dichiararti d’accordo col governo israeliano vieni tacciato di antisemitismo…
nessuna distinzione tra governo e popolo israeliano…nessuna distinzione tra israeliani come popolo e israeliani come ebrei…
ma non è proprio questo il modo di non riconoscere israele come stato?
Lia, come al solito ti do ragione su tutta la linea. Vorrei però approfondire il tuo accenno alle minacce israeliti all’Iran: hai qualche link di partenza?
Grazie, Ciao.
cYNic
Cynic: Israele ha dichiarato un’infinità di volte che, se l’Iran fosse stato autorizzato a continuare nel suo impegno a dotarsi di energia nucleare, loro lo avrebbero attaccato, con o senza l’appoggio internazionale.
Ti metto un po’ di link sparsi, i primi che ho trovato.
(Qua, per avere uno straccio di contesto, è tutto un ricostruire col fai-da-te, ché se aspetti i giornali stai fresco.)
http://www.foxnews.com/story/0,2933,133899,00.html
http://www.veteransforpeace.org/Israel_threatens_112303.htm
http://www.democracynow.org/article.pl?sid=03/12/22/171217
http://www.dawn.com/2004/09/30/top17.htm
Consiglio anche questa lettura, in italiano:
http://www.wema.com/art.asp?id=1523
Poi c’è un bell’articolo sul numero 3/05 di Limes che racconta come Israele e la lobby filoisraeliana dell’amministrazione americana “da sempre giudicano lo stato permanente di tensione tra Iran e Israele un vantaggio strategico per quest’ultimo”.
Fino al punto di “fare abortire l’ipotesi di un mutamento dell’intransigenza della leadership iraniana nei confronti dello stato ebraico, su cui avevano riflettuto alcuni strateghi dell’ultima generazione dei riformisti iraniani.”
E si vede, del resto.
le manifestazioni che riescono – e questa a quanto pare è riuscita, se ci sono state 15 mila persone non portate dai soliti pulman e treni da tutta Italia – andrebbero spiegate senza far ricorso a complotti mediatici ma a ragioni di pancia.
Per schiodare da Celentano 15 mila persone vuol dire che il desiderio di pace – perbenistica, imbelle pace – prevale.
Quella indetta da Ferrara perche’ ha avuto successo? E’ dello stesso segno della sfilata silenziosa dei bianchi delle banlieues, dopo il fuoco di Parigi di queste notti.
Sulla Repubblica di ieri Francesco Merlo intervistava un pizzicagnolo magrebino di una certa eta’ in quelle periferie messe a ferro e a fuoco e questo signore se ne viene con un’uscita illuminante, se vuoi molto italiana: “L’immigrazione va assolutamente fermata, prima che sia troppo tardi, e non per quelli che emigrano, ma per i loro figli che nascono francesi senza mai diventarlo.”
Non penso vi siano alte idealita’ nelle segrete viscere di queste manifestazioni…
Psalvus, non lo penso nemmeno io.
Però, se è vero che la gente desidera fondamentalmente stare in pace, è anche vero che si forma le sue idee su come riuscirci in base alle informazioni che le vengono date.
In Italia, la gran massa della gente è stata educata a immaginare un Medio Oriente disneyano, con la famiglia di Topolino rappresentata da Israele e, tutto intorno, dei baffutissimi cattivi che fanno e dicono cose insensate, senza contesto, senza ragioni.
E quindi che ti aspetti, da un’opinione pubblica formata nella più totale disumanizzazione di qualsiasi popolo della zona che non sia Israele?
Un conto è manifestare per cose vicine, che si vedono con i propri occhi, di cui si ha un’esperienza diretta, e un conto è prendere posizione su qualcosa che ti viene presentato già confezionato da un impressionante spiegamento mediatico.
Ma ti rendi conto che ormai ci vogliono energie da leoni, per esercitare un minimo di spirito critico sul martellante pacchetto che ci viene ammanito ogni santo giorno da anni?
Se il ruolo dei media non c’entrasse, il resto d’Europa avrebbe fatto esattamente ciò che hanno fatto gli italiani. Questo non è avvenuto: tolto qualche gruppetto di studenti del liceo ebraico di Parigi e poco più, il resto dell’Europa non è stato nemmeno sfiorato dall’idea di fare una simile cagnare sul nulla.
Eppure il desiderio di pace prevale pure là.
Solo che, appunto, i media lo manipolano meno di quanto non facciano da noi.
Poi il fatto che uno associ gli affari dell’Iran all’emigrazione dei magrebini la dice lunga, sul confuso impasto di “uomo nero” che abbiamo in mente.
Perché è tutto qua: noi, nelle viscere, abbiamo la vaga immagine di minacciosi tizi con l’accento strano e i peli in faccia che sono “cattivi” e pericolosi.
Altrove, i media svolgono una funzione informativa e arginano questo riflesso infantile e incolto della popolazione.
Da noi, i media esercitano una funzione propagandistica e, con questi impulsi infantili, ci vanno a nozze, amplificandoli all’infinito.
Scusami Lia, ma a me sembra che l’Italia (gli italiani non so) sia sempre storicamente stata forse non proprio filopalestinese ma sicuramente a loro vicina. Se ricordi la politica estera di gente come Andreotti non puoi smentire questo. Un esempio fu il nostro intervento armato in Libano dove siamo stati gli unici a uscirne quasi senza sparare un colpo e senza essere oggetto di nessun tipo di attacco da parte dei “terroristi”, è storia, non opinione.
Io direi invece che è relativamente da poco che, cambiando gli equilibri (?) interni, anche la politica estera italiana ha decisamente cambiato rotta (e c’entra parecchio anche la distensione dei rapporti tra Vaticano e ebrei). E’ da poco che siamo diventati “amici di Israele”.
Che poi noi non si abbia un minimo di memoria storica, visto il lavaggio del cervello in atto è normale.
Posso dirti però che sei la persona “faziosa” più equilibrata che mi sia stato dato di incontrare?
:-)
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/politica/fiafoglio/islamdivis
o/islamdiviso.html
cara lia,
Amos Luzzatto oltre alla dichiarazione che tu ricordavi ha detto anche che gli assenti alla manifestazione romana non dovevano essere considerati nemici di Israele.
un saluto
marion
Complimenti Lia. Stai inanellando una serie di “articoli” scritti molto bene e ampiamente condivisibili. E non e’ un caso che io voglia accomunarli in questo brevissimo commento: le “populiste primarie” e il nostro “centrosinistra” tanto simile alla destra sono per me un tutt’uno con la reazionaria fiaccolata pro imperialismo israeliano.
Ne deriva che il problema italiano non e’ tanto riconducibile ai mass-media incapaci e/o subalterni. Ma e’ purtroppo un problema politico molto piu’ grave e profondo che coinvolge le organizzazioni della “sinistra”. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno. E di non votare questa “sinistra” che in blocco si schiera contro i popoli e la loro resistenza… Si dira’ “ma cosi’ si aiuta il Berlusca”. Non dimentichiamoci pero’ il diverso atteggiamento del centrosinistra e del centrodestra sulle guerre imperialiste d’aggressione: in Iraq formalmente l’Italia non ha partecipato alla guerra, in Jugoslavia era in prima fila.
sempre illuminante la signora Lia, però, per favore, evitaci tutta la verità, nient’altro che la verità, perchè già stiamo nu poco depressi e avviliti e quindi lasciaci un po’ di sana ignoranza.
A proposito di media e di questa oscena campagna pro Israele volevo far osservare che tipo giovedì sera sui canali satellitari di Sky ho beccato almeno 3 documentari sulla storia d’Israele. Naturalmente il tutto era visto dalla parte dei buoni sionisti, e nessuno dal punto di vista Palestinese o comunque Arabo. Non so, che faccio? me ne vado o non me ne vado, me ne vado o non me ne vado, me ne vado o non me ne vado…
Brava! Effettivamente a volte viene voglia di cambiare cittadinanza…
Grazie per la precisazione, Maria.
In mancanza di una più netta presa di distanza dai propositi schedatori di Pacifici, comunque, non mi rimane che ribadire il “Bontà sua.”
Sottoscrivo tutto parola per parola.
A parte dove compri El Pais e trovi che ti informi meglio.
“El Pais: c’era una volta un giornale” (Peter Handke)
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un ghigno ci seppellir
? palesemente un depistaggio mediatico poi quei sepolcri imbiancati, tirati in ballo (come succede quando emette suoni ruini) hanno reputato conveniente non dirazzare e si sono adeguati a me invece viene da ridere, pensa te. proprio qua sopra, a pochi…
Se vuoi leggere i commenti alla vicenda iraniana di quel covo di terroristi comunisti dell’Economist:
http://www.economist.com/displaystory.cfm?story_id=5115248
qui c’e’ Roma, per questo siamo costretti a fare i pagliacci, siamo sotto amorevoli cure da parecchio, ma anche tu fai parte del circo un circo complesso dove anche i pagliacci sotto la maschera possono rivelarsi i personaggi migliori dello spettacolo
Ciao Lia, bel post, come sempre.
Leggo or ora su La Repubblica di una minaccia di attacco con missili-terra aria, o sostanze chimiche giusto giusto per il prossimo Natale .
Uhm…. già , strano…. mi sembrava mancasse qualcosa di questi tempi nel panorama così originale della nostra carta stampata .
Una sola domanda: voi apprezzate il regime che c’è in Iran?
pagliacci. sottoscrivo.
Cara Lia a noi di Dx, che da tanto tempo avevamo dei dubbi sullo stato Ebraico, (i vs. stessi dubbi attuali)c’hanno sempre indicato come Antisemiti, nazisti, razisti e quant’altro.Per di più sai da chi?
Da quelli come te; i tuoi COMPAGNI.
Come mai adesso questo cambiamento?
Voi arrivate sempre un pò tardi, però prima criticate ehhhhh!!!!
Sono in metropolitana, dunque, e penso che l’Italia è ormai un paese orribile.
Che fa paura come certi incubi horror, come un pagliaccio malvagio, qualcosa che potrebbe farti ridere ma, nel contempo, ti agghiaccia.
brrr…mai provato con l’Iran? Dicono si stia da re.
Il regno dei blogger. Una democrazia moderna,all’ultima moda (e niente pance di fuori!)
Noto con piacere che Lia ha il potere di attrarre tutti i commentatori piu’ polemici.
Basta che un blogger citi Lia e subito i polemisti si sentono in DOVERE di intervenire qui per bacchettarla e riportare questa povera napoletana traviata dall’Islam (ma capirai: viene dalla Terronia, viene dall’Africa settentrionale ed e’ normale che abbia subito il “richiamo del muezzin” o il “ritmo dei tamburi”).
A proposito di tutta la questione mi viene in mente una frase dell’autobiografia di Malcolm X.
X diceva a proposito dei media del tempo (1964): “Se io dicessi: ‘Maria aveva un agnellino’, i giornali scriverebbero ‘Malcolm X infilza Maria con una fiocina’.”
Mi sembra che lo stesso capiti a Lia.
Ho il sospetto che lei sia un catalizzatore, inoltre ha il brutto vizio di non parlare sempre bene di Israele e oggi questo non e’ bbuono.
Proviamo a ragionare prima di accusare.
” riportare questa povera napoletana traviata dall’Islam”
va inteso come
” riportare sulla retta via questa povera napoletana traviata dall’Islam”
E che ti devo dire, Stefano.
Non mi è ben chiaro cosa io abbia fatto di male, stavolta, ma vabbe’.
La cosa è, a suo modo, interessante. :)
E, volevo dirti, uhm: grazie.
io non accuso nessuno anzi sono d’accordo (ovvio su Israele).Mi chiedevo come mai questo cambiamento dopo aver criticato per anni l’ignoranza di dx nei confronti del povero stato di Israele
Fra: non so chi tu sia e ignoro le tue idee.
Non so nemmeno cosa tu mi stia cercando di dire: non son una categoria politica ed ho l’abitudine a parlare per me.