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Due cose nella mia casella email, oggi.

Una, che il mio post Fochette ammaestrate è stato pubblicato su Megachip con questa introduzione:

Abbiamo ricevuto questo contributo che riguarda la cosidetta “crisi di relazioni con l’Iran”. Lo pubblichiamo volentieri perché rappresenta con compiutezza anche la posizione di Megachip sul dibattito evidentemente strumentale che ha fatto seguito alla improvvide dichiarazioni di Ahamadinejad contro il diritto dello Stato d’Israele ad esistere – la Redazione

Li ringrazio molto: sono le cose che ti proteggono dal sentirti un’extraterrestre nel deserto, queste.

L’altra cosa che ho trovato nella mia casella email è un’intervista a Javier Couso (fratello di José, il cameraman di Tele5 assassinato a Baghdad dagli statunitensi) di Gennaro Carotenuto, che ringrazio.

La testimonianza di Javier da Falluja è di quelle che si ha il dovere di leggere, e dovrebbe farlo innanzitutto chi ancora crede che appoggiare lo scempio compiuto dagli americani in Iraq ed essere delle persone perbene siano due cose compatibili:

Abbiamo prove di famiglie intere assassinate, che le donne sono state tutte stuprate in maniera sistematica dalle truppe statunitensi, di bambini crivellati di colpi nelle loro culle, di persone assassinate mentre esibivano stracci bianchi in segno di resa, di cani mangiando i cadaveri che gli invasori per giorni e giorni hanno impedito di seppellire”. I fatti narrati dalla testimonianza diretta di Javier sono comparabili ai racconti sull’occupazione nazista in Europa Orientale.

L’intervista completa è qui.

Sullo stesso argomento (comprese le armi chimiche americane su cui, abbiate pazienza, proprio non riesco a stupirmi e mi lascia anche sbalordita che qualcuno ci riesca) segnalo anche il post di Miguel Martinez.
Non è una novità, che io segnali i post di Miguel.
In realtà, spesso mi trattengo anche: mi verrebbe voglia di farlo ogni volta che lo leggo, quindi ogni giorno.