
Viri verso nord-est, Capitano, ché le previsioni nella sua zona danno tempesta.
Posso suggerirle un posto tranquillo dove poter riposare, e il tè è sul fuoco.

Viri verso nord-est, Capitano, ché le previsioni nella sua zona danno tempesta.
Posso suggerirle un posto tranquillo dove poter riposare, e il tè è sul fuoco.
La tempesta è alle spalle, sulle montagne, e il porto è raggiunto, la marea è favorevole e l’ormeggio è sicuro. Tocca scendere a terra ora, o salire in cielo chè è più vicino.
Oh, ma andare davvero in barca no e’ ? che’ magari passa il mal di mare …
Sono messaggi in codice, Mik: in realtà stiamo organizzando una delicata operazione di importazione di elettori musulmani da fare pervenire prima delle tre.
Poi ti spiego, shhht.
ho aperto ‘sto blog per scrivere una parlolaccia, ma vedo che sei tornata, e che sei andata a votare, anche
ciò mi riempie di gioia, proprio gioia
lu con il culo stretto dalla tensione, ancora per due ore
baci diffusi e colorati, schiamazzosi volendo :-)
BRAVA LIA, hai votato!
Baci baci baci
Ma’ Salam
Pedrita
grazie
ti bacio
Bordeggiando sotto la tua finestra, , sono stato rapito da effluvi di fiori d’arancio e vaniglia.
Perchè non ci delizi col racconto della TUA pastiera pasquale madonna pasticciera?
Quel che ho trovato in fondo ad cassetto della cambusa è questa:
Pastiera napoletana
Difficoltà : media
Tempi: preparazione: 60 minuti
………. cottura: 50-60 minuti
Ingredienti
Grano cotto – 1 lattina 420 g
Aroma millefiori per dolci – 10 ml
Latte – 250 g
Burro – 180 g
Arancia o limone – scorza grattugiata
Ricotta – 550 g
Uova – 7
Zucchero – 590 g
Vaniglia – 1 bustina
Farina – 350 g
Sale
Zucchero a velo per guarnire
Canditi – 100 g
Questo dolce è tipico della zona napoletana e la sua ricetta è molto antica.
Tradizionalmente viene fatto per festeggiare il ritorno della bella stagione e quindi è associato alla Pasqua ma in realtà si può fare in ogni momento dell’anno visto che i suoi ingredienti sono reperibili sempre.
Preparare la pasta frolla. Sulla spianatoia lavorare la farina con 2 uova, un pizzico di sale, 140 g di burro e 140 g di zucchero. Come tutte le paste frolle bisogna impastare rapidamente. Ottenere un panetto e tenerlo a riposo, coperto, mentre si fa il ripieno.
Versare il contenuto del barattolo di grano cotto in una casseruola; amalgamarlo sulla fiamma bassa con il latte e la scorza grattata di un’arancia o di un limone a vostra scelta. Cuocere mescolando bene fino ad ottenere un composto cremoso.
Frullare la ricotta con 450 g di zucchero, 5 uova intere, una bustina di vaniglia e 1 fiala di aroma millefiori. Questo aroma può essere sostituito anche da una fiala di fiori d’arancio, più reperibile sul mercato. La vera essenza da usare, però, nella pastiera è la prima. Amalgamare il frullato con il composto a base di grano e aggiungervi i canditi tagliati a dadini, girando molto bene.
Accendere il forno e portarlo a 180° C. Ungere di burro una teglia adeguata, di quelle apribili, o rivestirla con carta da forno. Foderare lo stampo con la pasta frolla in modo da arrivare fino ai bordi e avendo cura di conservarne un po’ per decorare la superficie del dolce. Versare il composto e decorare.
Infornare per 50- 60 minuti.
Lasciar raffreddare bene nello stampo prima di servire.
Spruzzare dello zucchero a velo, se si desidera .
Un’ora di cottura???
Ma no…
Due, ce ne vogliono, e poi tutta la notte a riposare nel forno spento e aperto.
Infatti ho tutto il ripieno per la terza pastiera davanti a me, sono le tre di notte e non ho idea di cosa farmene.
Mi manca un forno.
Ma poi: sono contraria all’acqua millefiori. Fiori d’arancio, senza dubbio alcuno.
E le chiare dell’uovo, non le montiamo? So’ pigri, quelli che hanno inventato questa ricetta qua, mi pare.
In quel grano c’è troppo latte. Troppissimo, basta meno della metà .
Il grano va cotto il giorno prima, sennò come lo raffreddi?
Manca il pochetto di cannella.
Lo stampo che dicono loro è troppo alto per fare arrivare la pasta frolla fino ai bordi. Mica è una torta margherita, è una pastiera.
E poi, sì, lo confesso: io i canditi non ce li metto.
Uccidetemi, ma non ce li metto.
Canditi, bleah.
E poi ho le ansie, io, mentre cucino.
Questa cucina è impossibile, non ho un ripiano.
Non ho la bilancia.
Il mio forno è una sciagura.
Magari la pastiera non ti piace.
Magari ho messo il sale al posto dello zucchero e lo scopriremo solo domani.
La vita della pasticciera è durissima, ecco.
Nel caso, ti farò pane e marmellata.
(Cribbio, non ho la marmellata!)
Una si agita.
Io ho fatto una pastiera seguendo la ricetta della confezione del grano che non prevedeva la cottura della crema. E’venuta buonissima. Mi sembra una bella svolta.
E poi – sempre per il servizio informazioni napoletani all’estero – ti consiglio il libro di Valeria Parrella “mosca più Balena” o l’hai già letto?
as-salam ‘aleik ya ustadhi!!!
quanto tempo! sono margherita m., del lxxxx!! si ricorda di me? :P
lo sapevo che in egitto avrebbe sentito aria di casa :)
dopo 2 anni di inutile studio (di lingua araba) in università , sono andata x 1anno in tunisia! e mi si è aperto il mondo!
ora sto cercando di concludere il capitolo università (mancano 5 esami/tesi alla laurea -se così si può chiamare- in mediazione ling e cult), mentre ancora cerco di capire che fare della mia vita :D
mi ha fatto piacere trovare questo blog, e leggiucchiare qua e la delle sue avventure degli ultimi anni!
devo ammettere che mi è nato un sorriso spontaneo quando ho ritrovato trai suoi messaggi quelle parole dirette e taglienti -che sanno di sincerità e esperienza- che risvegliavano il mio cervello sonnacchioso al liceo :D
allora che fa? insegna a milano?
ho dato 1 occhiata rapida al blog, ma mi sembra di capire che non si è limitata all’egitto :D
che ne dice di vederci una volta e berci un caffé insieme?
ora devo scappare!
spero di avere sue notizie!!!
ma’a ssalama,
margo!
Ma bimba, ciao, che sorpresa!!! :)))
Vedo che ti sei sentita con la tua colleghina che ho incontrato oggi: il tam tam che ricordavo funziona ancora, che bello!
Ti è piaciuta la Tunisia, quindi? Sai che il mio cuore è più verso est ma non ti nascondo che, da ex prof che vi faceva una testa così sulle meraviglie d’Arabia, sono contenta e soddisfatta di saperlo.
Il caffè, quando vuoi.
Il fato mi ha momentaneamente portato nella scuola statale che c’è di fronte a quella dove venivate a farvi torturare da me ai vecchi tempi, quindi non ti puoi sbagliare.
Magari dame un toque (ricordi ancor?) via email e ci mettiamo d’accordo.
Ho tagliato dal tuo commento i riferimenti che ti rendevano identificabile, ché ho tendenze protettive che non si placano nemmeno a distanza di anni.
La mia email è haramlik@gmail.com
Baci tanti, a te e alla tua giovin sorella.
Prof