
Estratto di una chattata odierna con la colleghina che, beata lei, è in Siria:
julia: por cierto, sabes que se ha muerto Rocío Jurado??
Lia: no me digas!!! Cuando?
julia: esta madrugada. España está de duelo.
Lia: no sabia nada, hago un post en seguida
julia: siiiiii, era la más grande
Lia: justo ahora, se me muere…
julia: yo voy a escuchar “Como una ola” y esas cosas, las tengo en mi ipod
Lia: yo me he hecho un cd, te lo confieso
julia: a mi me gusta mucho, jajajjaja
Lia: en italia nadie aprecia estas cosas, me siento musicalmente muy sola
E’ che in Italia non esistono queste cose (l’Italia è tanto più borghese, ahimè) e non ci sono nemmeno termini di paragone per poterle spiegare.
E poi non sono nemmeno in vena, ché ho diecimila tesine da scrivere e non sono giornate da blog, queste.
Però, insomma, volevo dirlo: è morta Rocío Jurado.
Un femminone da paura, assoluto.
Io credo che il cautissimo quanto appassionato amore che ho sempre nutrito per la Spagna si basi in grande misura sul mio infinito sbalordimento per le donne che la tradizione di quel paese riesce a esprimere.
Sbalordita. E come vuoi rimanere, sennò?
Queste tizie che si portano a spasso un orgoglio assoluto del proprio essere donne che prescinde completamente dall’aspetto fisico, dall’età o dalla condizione: tutto temperamento e fierezza di essere nate femmine, e possono andare avanti così fino a 80 anni, imperterrite.
Insolito, davvero. Anche un po’ spaventoso, a tratti.
Le generalesse della femminilità.
L’Haramlik non può esimersi dall’unirsi, in cauto e rispettoso silenzio, al lutto della Spagna tutta.
Che siano bandiere a mezz’asta, dunque, e che tutta quest’immersione nell’Europa non faccia perdere alla Spagna lo stampino per farne nascere altre, di femminone così.
Mi piange il cuore, all’idea che si possano davvero estinguere.

También se ha muerto Rocio Durcal hace pocas semanas..
Mi unisco anch’io.
anche se non hai tempo per scrivere,hai comunque centrato in pieno una realtà italiana disarmante.
Ti parlo da cantante e da donna. Molti riescono ad adeguarsi, anche a costo di non scoprire mai il proprio linguaggio personale. Ma, credimi, ce ne sono tanti altri che non ci riescono. Mi riferisco soprattutto a coloro che si affidano all’arte per trovarsi..e per poter rimanere.A tutti quelli che si addestrano a cedere a compromessi che poi pagano puntualmente..
E’vero: paese borghese, ma a mio parere, anche approssimativo e impreparato.
Scusa ma e Moira Orfei??? :)))))))
Mi piacerebbe sapere che ne pensi di Ayaan Hirsi Ali
Ciao, Lisa: io rispondo poco ai commenti, anche se li leggo con interesse, ma volevo lasciarti un saluto.
CtD: su ‘sta tizia ha scritto Dacia Valent in questo post: http://orabasta.iobloggo.com/archive.php?eid=260
Io, da parte mia, penso che chi intende condurre battaglie serie e sacrosante negli interessi delle donne musulmane (o di qualsiasi altra categoria femminile) usa altri modi, toni, linguaggi e argomenti.
Il genere della musulmana pentita lo reggo pochino.
cara lia,
ti ringrazio di cuore per il saluto!
Cara Lia,
grazie di cuore per il saluto!
Ti auguro di superare alla grande questo periodo stressante fatto di tesine.
Ma tu hai grandi risorse interiori: riesci a manipolare ogni malessere con ironia (che io ritengo un grande talento)e ad agire come un potente antivirus contro le minchiate..
…Credo anche che supererai alla grande questo periodo stressante, fatto di tesine.
Dopo aver letto di te, credo tu abbia grandi risorse interiori: il grande talento dell’auto-ironia e quello di agire come un antivirus contro le minchiate!!
Di minchiata ne ho fatta una anch’io decapitando il mio post…che avrò toccato??
Eheheh… tranquilla, Lisa: i commenti di questo programma sembrano fatti apposta per fare ammattire i commentatori, certe volte. :)
Mi serviva proprio questa rassicurazione. Amo infrangere le regole ma da lucida non da rincoglionita. Approfitto per augurarti buon viaggio,Lia.
Magari al tuo ritorno, fammi sapere se posso inviarti un mio cd: mi farebbe davvero piacere fatti ascoltare la mia voce..cantando
Cara Lia
Te escribo en español porque aunque comprendo el italiano mi ortografía en ese idioma es inaceptable :-(
Tu comentario sobre la/s mujer/es española/s me ha llegado al corazón. Al hilo de la película “Un franco 14 pesetas” intentaba explicar a mi marido (suizo) la sicología de la protagonista. Se trataba de una de esas mujeres telúricas de las que escribes y que creo que España tiene todavía en abundancia.
Uno de nuestros grandes poetas escribió ya hace casi 100 años:
En esta España de los pantalones
lleva la voz el macho
pero si un asunto importa
lo resuelven las faldas a escobazos.
Yo pienso tener una pequeña explicación del especial caracter de la mujer española: tras siglos de soledad, en que nuestros hombres solo pasaban por casa para sembrar los hijos y nos dejaban solas con ellos, con la casa y con tierra, mientra ellos marchaban – a la guerra o al casino -, hemos aprendido a hacerlo todo solas y a reponsabilizarnos de lo que hacemos.
Saludos