Vedo che il mio post qua sotto richiede ulteriori chiarimenti.
C’è gente che non capisce e continua a parlare del “diritto a pubblicare le vignette”.
E’ necessario attivare uno Sportello Help.
Un percorso personalizzato.
Un IDEI.
Provo a mettere su una versione semplificata, come si fa con gli alunni stranieri quando non capiscono l’italiano.
Io sono attonita.
Sto dicendo una cosa diversa, lasciate perdere le vignette in sé!
Sto dicendo che abbiamo una situazione in cui i protagonisti in carne e ossa sono tre: un’opinione pubblica araba, i giornalisti europei e un’opinione pubblica europea.
Ci siete?
Per favore, adesso concentrazione:
A. L’opinione pubblica araba (OPA): si rivolge direttamente ai danesi e ai giornali, anche attraverso internet per mezzo di blogger e navigatori della rete. Diffonde un appello che raccoglie 28.000 firme e che:
1. Premette che la situazione internazionale è pessima, la gente è disperata ed è necessario proporre valori di pace, anziché di contrapposizione.
2. Si appellano al Codice di Condotta della Federazione Internazionale della Stampa e alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Non al Corano o a esotiche norme loro. A norme e principi internazionali comunemente condivisi e raccolti anche nelle nostre normative e codici di autodisciplina.
3. Fanno presente ripetutamente che ciò che gli preme tutelare attraverso il rispetto per il Profeta, specie in questo momento storico, sono i valori di base di tutte le civiltà (il non uccidere, il ricercare pace e giustizia etc) condivisi da tutte le religioni, e si richiamano esplicitamente a quella degli ebrei e a quella dei cristiani. Fanno un discorso di convivenza tra religioni. Parlano di “Profeti” sempre al plurale.
B. I giornalisti europei (GE): non gli rispondono; probabilmente, anzi, non leggono neanche l’appello, specie quelli italiani. Capiscono confusamente che c’è un giornale che vuole pubblicare una cosa e i musulmani non vogliono e, anziché cercare di capire cosa succede, si lanciano in difesa del giornaletto pubblicando vignette stupidissime e raccontando che i musulmani stanno minacciando, imponenendo le loro leggi, sfidando le nostre normative, imbavagliando la nostra libertà e via dicendo.
Quindi NON riferiscono l’appello dell’OPA ma ciò che loro credono che esso contenga.
Lo interpretano (o se lo sognano direttamente) e ci informano sulla base della loro interpretazione, non di ciò che è stato effettivamente chiesto: l’appello non viene mai pubblicato, benché si richiami esplicitamente alla loro etica professionale.
C. L’opinione pubblica europea (OPE): si beve immediatamente la versione dei fatti raccontata dai giornalisti (che in linea di massima non hanno capito né letto un cavolo) e ne ripete a pappagallo le parole d’ordine neo-fallaciane, con buona pace della “maggiore capacità di informazione libera dei blogger rispetto ai media.” Analizza per settimane il punto di vista degli arabi senza leggerlo e tantomeno pubblicarlo, prendendolo dai giornali italiani e senza scomodarsi a leggere i siti, i blog e i giornali dei protagonisti delle loro pensose analisi.
Procede, quindi, a NEGARE ogni elemento di realtà che contraddica le sue teorie: “La situazione internazionale? Non c’entra”. “Le leggi e i principi dello Stato laico? Loro, poverini, non li conoscono”. “I valori che vengono difesi? Antiche superstizioni esotiche”. “La convivenza tra le diverse religioni? Dobbiamo insegnarla agli arabi”.
Risultato: ci lanciamo tutti in difesa del Sacro Diritto di Bestemmia senza avere capito un cazzo di ciò che ci era stato effettivamente chiesto.
Rimandiamo al mittente l’appello dei cittadini arabi senza manco leggerlo.
Nel mondo arabo si incazzano assai.
Noi ne rimaniamo meravigliatissimi.
I pacifici firmatari di appelli e petizioni rimangono senza interlocutori e senza burro danese.
I meno pacifici dicono: “Visto? Non vi hanno manco calcolato!” e si mettono a bruciare ambasciate.
Un centinaio di morti, forse di più.
Un disastro.
Intanto, quegli stessi giornalisti, dopo avere dato notizie che non conoscevano, citato documenti che non avevano letto, interpretato fatti a loro ignoti e, spesso, raccontato esplicite e concrete bugie in articoli in cui difendevano il loro mestiere, passano tranquillamente ad altro.
E noi, fieri della nostra libertà, civiltà e informazione, usiamo la tastiera per collegarci al sito di Repubblica e informarci là, anziché usare il pc per andarlo a chiedere ai diretti interessati, cosa vogliono e che succede.
A me pare che questa vicenda esprima la nostra autistica insipienza come poche altre.
E consiglio di coltivare l’arte della vergogna, ogni tanto, oltre al diritto a una presunta libertà da fessi.

Già , ma se provi a cercare “Media people must be alert of risks that may arise as a result of prejudice and discrimination implied by the media” come nel link riportato da Lia, ecco che magicamente i risultati sono circa 56.700, un numero un po’ meno “straordinariamente basso”.
Tutto inutile, Lia, le spiegazioni semplificate servirebbero se si trattasse veramente solo di far capire le cose a qualche tardone, ma la realtà è quella che hai delineato in uno dei tuoi primi post sull’argomento: cattiveria, nuda e cruda.
E’ una guerra tra poveracci, loro sotto le dittature e le bombe e noi sotto i padroni, e le valvole di sfogo predisposte (calcio, terrorismo, ecc), incanalano ad arte tutto l’odio delle masse.
In italia non c’è libertà di stampa? ma non è vero, perchè pubblichiamo le vignette per far vedere a quei puzzoni che nessuno ci può venire a fare le leggi a casa nostra (come se gliene fregasse qualcosa di casa nostra, con tutti i problemi che hanno nella loro)… poi biagi/luttazzi/santoro/guzzanti sono stati licenziati e/o interdetti dalla televisione perchè parlano male del cavaliere, ma non è importante.
Così come non è importante che centinaia di migliaia di lavoratori tirino a campare con 800 euro al mese per 3 mesi alla volta, perchè Totti s’è rotto la caviglia e dobbiamo vedere se ce la fa per i mondiali.
Insomma, aveva ragione la fallaci, aveva ragione bush pure se le armi di distruzione di massa non c’erano, pure se hanno torturato la ggente, pure se quando gli israeliani sparano sulle ambulanze in italia non lo dice nessuno, pure se le proteste sono state prima pacifiche e alla fine i morti sono tutti dei loro.
E’ un casino? Eh, dicesi momento storico. La situazione è quella che è, è inutile e pericoloso (i fatti lo dimostrano) ostinarsi a considerare le cose a black-box, come questioni separate che non si legano tra loro.
Se io adesso scendo per strada e faccio una pernacchia a tutti i barboni che incontro, magari mostrandogli il portafoglio, il telefonino, le scarpe nuove e gettando panini nella monnezza perchè non ho fame, ne ho tutti i diritti, così come ho il diritto di lamentarmi se poi qualcuno di loro mi vuole menare. Ma sono uno stronzo senza ombra di dubbio, e moralmente mi merito le mazzate, anche se è più probabile che il barbone lo meni io (sono alto e robusto), o i caramba che intervengono dopo. Peggio che stronzo, quindi.
E tu invece come li chiami? Eeeehh? “Bamboccioni”? E che è? Gli hai fatto pure ttò-ttò sulle manine magari? :P
Ma vabbè, prendersela con i poveracci per la guerra contro i poveracci non serve a molto – per questo penso servano a poco anche le spiegazioni semplificate: non c’è la volontà di capire, di informarsi, di ragionare troppo (distrae da questioni più importanti, come Totti, il mutuo, le rate della macchina) almeno fino a quando non cominciano a scoppiare le rivolte e le bombe. E il problema è che a quel punto le cose che sappiamo ce le hanno dette feltri e la fallaci, giornalisti in malafede e giornalisti svogliati.
I media in realtà dovrebbero dire alla gente tutto quello che succede con obiettività , ma non è così. Seguono il trend, decidono di pubblicare cose piuttosto che altre e di dirle in un modo piuttosto che in un altro perchè si vende di più, perchè ci sono le questioni politiche (ma come cazzo si fa ad accettare l’idea che l’informazione possa avere una linea politica?), gli inserzionisti preferiscono questo e le lobby spingono per quello, ecc.
Quindi noi non ci vogliamo informare da soli e chi può non ha nessun interesse ad informarci veramente.
Inshalla.
Arraign, ma sai usare Google?
http://www.iwna.ir/shownews.aspx?newsid=2974
http://www.haditoons.com/news.php?news_uid=1229
http://www.jafariyanews.com/announcements.htm
Fammi il piacere, stai facendo una polemica senza senso.
^__^ ..apprezzo l’ironia del tuo disclaimer. spero che sia anche profonda auto-ironia. ..specialmente al punto due.. ma anche agli altri.
” 1. Se leggi questo disclaimer, sappi che non è rivolto a te e che tu, in realtà , non lo puoi neanche avere letto: l’Editrice di questo blog si rivolge esclusivamente agli abitanti del suo condominio e a sua cugina. Se credi che questo disclaimer sia diretto a te, deve essere perché altri blog ostili a questo ne stanno facendo girare in rete una versione falsificata, e tu hai letto quella.
2. L’Editrice di questo blog ha il diritto di fare ciò che meglio crede in casa sua e non ha voglia di leggere o far leggere ai suoi Lettori commenti in contrasto con il suo senso estetico: sarà quindi cestinato – se non sbeffeggiato e vilipeso – ogni intervento teso a ledere questo suo fondamentale Diritto, conquistato a prezzo di dure battaglie e di attente letture dei Maestri dell’Illuminismo.
Se – in base a tuoi personalissimi criteri che non possono essere i miei – questo disclaimer ti fa girare le balle, invia anche tu le tue rimostranze al quotidiano Jylland-Posten, che ti spiegherà dove sbagli.
Sappi comunque che il commento è stato ricevuto ed è in attesa di moderazione. Verrà approvato (forse) il prima possibile, ovvero appena mi collegherò al blog.
Non reinviare il testo, una volta è sufficiente “.
..l’informazione c’è. è solo che andare oltre a quella confezionata sulla sua stessa misura dalla voce-guida che ci si è scelta diviene fatica improba.
[proprio come distinguere i componenti delle varie farine se non si è mugnai]
Jimpey,
Può aprire un account TypeKey e i suoi commenti appariranno direttamente.
Lia,
la tua Spiegazione semplificata sembra ancora troppo difficile per alcuno/i. Ma dubito che possa giovare una Spiegazione semplificata della spiegazione semplificata…
Buon pomeriggio
Claude
scusa, nel tuo post precedente dicevi che quella riportata era la “petizione che accompagnò l’annuncio del boicottaggio dei prodotti danesi da parte del mondo arabo”. Ora: il sito in cui è ospitata, ovvero la “fonte”, è un sito fatto così: chiunque può passare e scrivere una propria petizione. Questa è stata scritta da tal A. Kutbi e firmata da uno che è passato di lì e ha ritenuto opportuno farlo. Non riesco a capire: perchè una petizione non ufficiale, scritta in rete da un tizio qualsiasi su un sito che ospita petizioni *in automatico* avrebbe dovuto attirare l’attenzione dei media? Perchè sarebbe “censura” non riportare una petizione scritta da tal A. Kutbi? Oppure hai notizia che Kutbi e la sua petizione abbiano un qualche crisma di ufficialità ?
Miiiihhh, Arraign!
L’hanno pubblicata assieme all’annuncio del boicottaggio, ma non guardi i link?
http://www.yobserver.com/cgi-bin/yobserver/exec/view.cgi/22/9352/printer
E’ stata messa ANCHE sui siti delle petitions on line, e due volte. Ha preso 28.000 firme, solo tra quei due siti.
Ne saranno arrivate decine di migliaia di copie, in Danimarca.
E’ su centinaia di siti, sempre quella.
E sui siti ufficialmente dedicati al boicottaggio.
E’ su siti di nazionali di calcio.
Ma ci sei o ci fai?
Mah, diciamo che ha un buon piazzamento – quella petizione – tra le firme raccolte per non chiudere lo zoo di Detroit (81371 firme) e quella per boicottare il film “casinò royale” perchè i fan non hanno apprezzato che il ruolo di J.Bond sia stato assegnato a Daniel Craig (12361 firme). Quanto alla frequenza con cui la petizione è apparsa in rete, mettendo come chiave su google il testo: – “minister of the foreign affairs of the Denmark” “petition” – risultano 152 occorrenze: straordinariamente poche, se si tiene conto dell’interesse sulla questione “vignette” e della quantità di siti e blog che la seguono e se ne occupano.
questa storia, tutta la storia delle vignette da
qualunque parti la guardi ti fa veramente incazzare. Eppure ci deve essere qualcosa li
a portata di mano che io non riesco a vedere.
ciao sei brava e salutami tua cugina
To’ un’altra con 45000 firme:
La pubblico intera perché l’antispam non mi accetta il link.
Quello l’ho messo nel post, non c’era altro sistema
To: The Secretary General of the United Nations Organization, United Nations Commission on Human Rights, European Union Heads of State, Members of the European Parliament
ENGLISH VERSION:
1- On September 30th, 2005, 12 caricatures of the Prophet Mohammad were published in a Danish newspaper (Jyllands Posten). These caricatures were then republished in other magazines in Germany, Austria and France.
2- However, according to the International Convent on Civil and Political Rights that was ratified by General Assembly resolution 2200A (XXI) of 16 December 1966 and entered into force 23 March 1976, these actions are considered crimes and in violation of international law.
The 2nd paragraph of article No. 20 of this covenant states: “Any advocacy of national, racial or religious hatred that constitutes incitement to discrimination, hostility or violence shall be prohibited by law.”
3- Therefore, both as Muslims and 1.5 billion of the 6 billion citizens of the global community, we ask the United Nations Organization and the leaders of the world, in particular the European politicians who supported the Danish newspaper paper and delayed enforcement of international law, including the International Covent on Civil and Political Rights, Declaration of Principles on Tolerance and the Universal Declaration of Human Rights to investigate our complaint and judge those who committed this crime in a proper international legal tribunal.
4- We Muslims do not seek violence. According to our religious beliefs, the humanity of a person remains incomplete unless he is free and we hold the conviction that according to this saying of Imam Ali we are obliged to: “Be kind to people! Because if they are not your brothers and sisters in religion, they surely are your brothers and sisters in creation.”
In a world increasingly moving toward hatred and division, wherein ideas like peace, tolerance and friendship among nations seems quite fragile, it is your duty to keep your sworn commitments that you believe in the shaping of an equal world, free of war and discrimination. We hope you prove to us that you respect us as we respect you as equal, intelligent and civilized humans. Thank you for taking the time to read this.
(Grazie, Claude).
per airos:
la frase “Media people must be alert of risks that may arise as a result of prejudice and discrimination implied by the media”, se
opportunamente virgolettata, riporta 156 occorrenze: ovvero il dato che avevo postato io con le altre parole chiave.
per lia:
la fonte di questa petizione è sempre “petition on line”. Nota anche che quel sito non richiede e non verifica dati anagrafici: si può votare con il nick, e – come nei sondaggi – una sola persona può votare “n” volte.
Il Corriere è così. Un giorno ti fa un’intera pagina che prendeva fuoco solo a guardarla, tra i commenti alla sentenza sui reclutatori di combattenti per l’Irak e Magdi Allam pacato come suo solito nel giudicare il proprio paese di origine. In un altro ti pubblica Amartya Sen. Ma la media non è comunque un bel vedere.
Però a me ha colpito un trafiletto nella pagina a fianco, appropriatamente intitolato “spunti”, che parla di cose su cui rimugino da un mesetto e che mi stupivo nessuno avesse messo in relazione con la crisi delle vignette: il redivivo protezionismo economico dei paesi agiati verso le OPA esterne.
E’ proprio breve, ma almeno denota una sforzo di guardare un po’ più lontano del solito. Riporto:
“C’entra qualcosa con la vigilia di guerra civile a Bagdad l’aria di neoprotezionismo che spira, dai francesi che sbattono la porta all’Enel e irridono l’acciaio indiano, agli americani che chiudono i porti di Dubai con la scusa, un po’ razzista, che non si affida a un arabo la protezione contro il terrorismo? Sì. I paesi ricchi chiudono le frontiere, dimenticando le virtù del mercato. La predicazione no global ha attecchito a sorpresa, giusto ai vertici dell’odiato G8. Ma presto, chi detestava le rivalità commerciali scoprirà amaramente che, dietro dazi e frontiere, lo scontro di identità non si elimina e, anziché risolversi in concorrenza e negoziato, degenererà sempre più spesso in conflitto aperto. E l’Iraq sarà solo uno dei teatri di guerra, e non il più tragico, in un fronte che va dalla Cina all’India.”
Insomma con qualche eco catastrofica-tremontiana, ma almeno indica la consapevolezza che ci sono dinamiche più complesse de “gli arabi ci odiano”.
Il caso di Mittal, il magnate dell’acciaio indiano, che diligentemente ha accumulato, risanato e inglobato fino a diventare il primo produttore mondiale e che ora si presenta a chiedere in dote l’Arcelor europea, mi aveva molto stupito a suo tempo. Perché tutto è avvenuto mentre fioccavano analisi su quanto sono bravi gli indiani ad aver appreso la lezioncina e quanto sono discoli e indisciplinati i mussulmani. Eppure lo studente modello Mittal non è proprio stato accolto a braccia aperte.
ciao
Non mi è chiara la tua argomentazione. Il fatto che il tutto venga riportato da altri siti che cosa dimostra? Le 43903 “firme” di cui parlavi sono state raccolte dal primo come si può verificare andando sul sito: quelle che hai postato tu sono fonti di seconda mano.
ciao,
Giacomo
Di niente, Lia.
Per quanto riguarda Petition online, è vero che chiunque può scrivervi una petizione, e che chiunque può frmare. Queste petizioni non hanno valore legale. Tuttavia, si può fare il confronto con quella che Lawrence Lessig, professore di diritto a Stanford. vi aveva lanciato 3 anni fa, “Reclaim the Public Domain”, http://www.petitiononline.com/eldred/petition.html. “Reclaim the Public Domain” era stata annunciata su tutte le mailing list del movimento copyleft, free. à stata firmata da 21’990 persone, un risultato che ha incoraggiato Lessig a lanciare l’iniziativa delle licenze Creative Commons (vedi http://creativecommons.org).
Quindi persino facendo la tara di chi bara ecc, di solito si considera che una petizione su petitiononline che raccoglie più di 10’000 firme ha toccato un tema sensibile. I risultati ottenuti n meno di due mesi sui vari siti dove si possono firmare le petizioni citate da Lia sono quindi impressionanti.
Ciao
Claude
Questo articolo è molto importante e pregherei di leggerlo con attenzione.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2006/02_Febbraio/25/AmartyaSen.shtml
Il premio Nobel fa una distinzione fra multiculturalismo e pluralismo monoculturale, prende in considerazione e a modello l’India come paese in cui le religioni cercano di essere superate nella prassi da una democrazia che sta funzionando. Che è destinata a funzionare molto piu’ che quella della multiculturale Britannia o della nostra.
maronn’ Lia, che pazienza … ma come fai?!?
inutile, lia, chiederti di non stancarti. Tutti cerchiamo di raccapezzarci nel rumore di fondo ma non è facile, credimi, quando in dieci righe a copertura di immagini generiche (perchè nessuno c’è più in iraq, ricordiamocelo) devi decidere, (parlo dei tg che conosco) se scrivere che:
1. a bagdad c’è guerra civile,
2. oppure solo un inizio,
3. o fare l’elenco dei morti,
4. oppure che il coprifuoco in fondo ha funzionato.
5. o ancora che c’è la paralisi politica
6. e però la gente tira avanti nonostante tutto.
7. opla, le dieci righe sono finite.
Insomma maledetti siano (siamo), giornalisti che non si documentano, che ignorano, che non verificano ma abbiate pietà per le rotelle dell’ingranaggio.
buona fortuna a tutti. angelo
ho letto il tuo pezzo su macchianera e son corso subito qui a farti i miei complimenti: è decisamente la cosa più intelligente e “giornalistica” che ho letto sui fatti in questione. Di più: concordo in toto sull’analisi spietata – ma neanche tanto – che fai del cosiddetto giornalismo contempraneo e sulla ottusità dimostrata dalla nostra civiltà .
Brava e complimenti ancora: che abbia finalmente trovato delle idee originali?
Ciao
Io li impiccherei tutti per le palle i giornalisti. Penso che le ultime due guerre mondiali, e tutto il caos di questi cinque anni di merda sia dovuto essenzialmente a loro. O meglio alla loro cretinaggine.
Ma nell’OPE ci sei anche tu. E anche altri come te.
:-)
Ma certo, mi piace davvero questa opinione pubblica araba (OPA) che sorseggiando thè e pasticcini parle delle difficolà della situazione e degli effetti che la blasfemia può creare nelle masse mussulmane..
Io, invece, ho avuto l’impressione d’intravedere folle urlanti slogans religiosi che davano fuoco alle ambasciate e minacciavano di morte i “blasfemi..
Ora è vero che ognuno vede ciò che vuole vedere, ma mi pare che in questa caso qualcuno stia esagerando.
Quanto alla questione in se’ la mia impressione è che ci siano elite politico-religiose arabe che soffiano sul fuoco trascinando una massa di poveracci in piazza per finalità di potere (e, sicuramente, odio nei confronti della società laica occidentale).
Il risultato è una violenta ondata oscurantista che certo non farà bene a nessuno.
Tu scrivi, verso la fine:”E noi, fieri della nostra libertà , civiltà e informazione, usiamo la tastiera per collegarci al sito di Repubblica e informarci là , anziché usare il pc per andarlo a chiedere ai diretti interessati, cosa vogliono e che succede.” Lia , io sono felice che il giornalismo perda potere e necessiti di una ridefinizione, di una nuova credibilità e purezza. Felicissima. Si dovrà inventare seriamente una nuova figura di giornalista, capace di muoversi fra una moltitudine di fonti inesplorate e non ufficiali, non tutte attendibili, naturalmente, e molte a loro volta imprecise nel citare le proprie fonti, distinguendole dalle proprie posizioni critiche emozionali. E facciamolo, sarà un nuovo mestiere bellissimo.Ciao Lia che si sa incazzare :-) Ah, che dici ci vediamo al Cirque du soleil? Anche se non ami il circo (come non lo amo io), Lia, prendi il suggerimento a scatola chiusa, prendilo e mi verrai a direeee.
Care Lia e Mirella
Interessante la prospettiva di un nuovo giornalismo. http://esens.unige.ch:8080 è un sotto-sito della’università di Ginevra dedicato alle TIC e al loro uso. Il “dossier du mois” di febbraio (ancora online sulla home page) è intitolato «Presse et web, ami ou ennemi?»
E su Cooperazione.ch, c’è stato un articolo http://www.cooperazione.ch/index.cfm?Non%20mi%20bloggo&pub=1&id=18910 dal titolo cretino (“Non mi bloggo davanti a nulla”) che parte da un presupposto errato (gli svizzeri si sarebbero messi a bloggare a causa del blog di Beppe Grillo), ma con citazioni interessanti, come ad es.: «E sta proprio qui la novità (…). Qualsiasi utente può divulgare informazioni. Se queste sono errate, sarà il popolo della rete a smentirle. Non la stampa, non la televisione, non l’istituzione di turno» di Grillo stesso (1).
Ma perché i giornalisti siano in grado di utilizzare e di tener conto di questi strumenti, bisognerebbe prima che loro e chi li forma ne siano consapevoli.
Come falsa riga per riconoscere l’informazione affidabile online, ci sarebbe “A Blogger’s Code of Ethics” http://www.cyberjournalist.net/news/000215.php, basato sul codice deontologico della Society of Professional Journalists americana http://www.spj.org/ethics_code.asp .
Ciao
Claude
(1) Ho scritto qualcosa sull’articolo di Cooperazione.ch in http://adisi.livejournal.com/43455.html – cioè sul blog di ADISI dove mi esprimo in modo neutrale ed istituzionale :-P
Delle parole molto acute  e terribili per ciò che colgono Â, sulla questione delle vignette, Lia, e che mi sembrano esprimere quello che è anche, credo, il tuo pensiero sulla faccenda, sono quelle pubblicate ieri in un articolo sul Manifesto:
” Credo ci sia una matrice comune nel gesto e nell’occhio «divertito» di chi scatta quelle fotografie [Abu Ghraib] e chi disegna quelle vignette. O, meglio, che una stessa «economia» di posizione presieda e organizzi quelle immagini: un soggetto che guarda per sé (e nel suo sguardo c’è tutto) e degli oggetti che sono guardati, fotografati, disegnati, degradati, trasfigurati. Il razzismo è (anche e soprattutto) un fatto di posizione e di sguardi, il gesto di chi guarda e di come guarda, di come informa il proprio sguardo, e come dal proprio sguardo informa/deforma la realtà : guardare da un’altezza talmente incommensurabile da smarrire ogni senso di realtà (oltre che di umanità ), e per questo inventarsi nuovi livelli paranoici, nuove misure aberrate, in base a cui creare verità , discorsi, «ritratti» e caricature, magari sentendosi minacciati nei propri diritti universali. E farlo blaterando paranoicamente di libertà di stampa, di diritti inviolabili, della dichiarazione del 1948. Quando in ballo non è né la libertà di dire ciò che si vuole o guardare come si vuole, né quella di credere a qualunque immagine di dio. Ma di chiarire chi guarda e chi è guardato, di riflettere su come si guarda e soprattutto su come ci si sente a essere guardati così, rappresentati così, trattati (e uccisi) così.”
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/01-Marzo-2006/art92.html
c’è un recidivo, attenzione. Magdi Allam oggi ha scritto cose da imbecilli e ha riportato frasi di questi ex musulmani ancor più imbecilli, soprattutto alla luce di quanto predicato da un certo siriano, che ha sostenuto che le affermazioni di dice questa ex musulmana sono peggio delle vignette. non voglio giudicare, perché io non ho mai letto il Corano (e non so quanto c’entri, perché se leggessimo e interpretassimo alla lettera la Bibbia saremmo pure noi ancora al Medioevo) ma mi domando: questi ex musulmani hanno letto il Corano? sanno di cosa parlano? e soprattutto sanno di chi parlano? o complottano? siccome hanno idee diverse probabilmente complottano. in ogni caso di sicuro sono recidivi (e chiaramente anche il Corriere). Tacere bisogna. O no?
domanda seria: quanto sono attendibili le traduzioni dei giornali arabi? io quando leggo giornali stranieri li leggo nella lingua in cui sono stati scritti. In Cina ho subito per due volte dei furti. Al secondo furto, visto che ero coperta da assicurazione, ho chiesto alla guida cinese di portarmi alla polizia per fare la denuncia. Ci ho messo 3 giorni a convincerlo, dopodiché lui ha tradotto la mia dichiarazione in cinese e il poliziotto cinese, a sua volta, ha tradotto la dichiarazione nell’interprete in una denuncia (che per esempio non comprendeva le scarpe nuove perché in Cina le scarpe non hanno valore). Per essere sicura che in Italia non avrei avuto problemi, a Pechino sono passata dall’ambasciata italiana, dove la mia denuncia è stata nuovamente tradotta, perché in realtà la polizia aveva dichiarato che io avevo smarrito determinati oggetti per mia distrazione. Un quotidiano cinese tradotto in inglese per me non è attendibile. Uno arabo?
Sono un imbecille, ma ti voglio bene lo stesso (vedi mio ultimo post):-)
anche qui hai una sensibiltà religiosa offesa da un blasfemo che fa della provocazione, un primo tentativo di spiegare civilmente le proprie ferite, una bomba.
http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/persone/leobassi/leobassi/leobassi.html
intanto sono sempre contenta di leggerti.:-)