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Credo di poter dire, senza timore di essere smentita, di essere l’unica blogger italiana innamorata di un mullah.
E sennò smentitemi, dai.

Sì, lo so, era un marinaio. Ma la vita fa tanti giri, io di più e i marinai non ne parliamo.
Una, poverina lei, cercava un minimo di stabilità, nel saltare giù dalla barca del marinaio, ché non ti dico il mal di mare. E un mullah (Mullah Bahri del Servizio Antinaufragi della Capitaneria di Porto, meno male che c’era lui), come figura parrebbe di quelle che te ne offrono, di stabilità.
Un mucchio di stabilità.
Ma parecchia, proprio.
Nel senso che cosa ti vuoi muovere più…

Pensavo che meno male che ho da scrivere le novemila tesine che mi mancano, in questi giorni, ché altrimenti li avrei trascorsi a passarmi compulsivamente lo smalto sulle unghie: mi pareva, a occhio e croce, il giusto comportamento da tenere in questi casi. Passarsi compulsivamente lo smalto sulle unghie, dico.

Poi, invece, leggendo questo libro (ottima lettura, peraltro) apprendo che (ma tu guarda che fortuna) un harem come si deve prevede che le sue occupanti siano “istruite, dotate, capaci”.
Addirittura, leggo che succedeva che subissero “un esame approfondito davanti a una commissione composta dai più importanti professori delle università dell’epoca. Si dice che un giorno Tawaddud abbia risposto con grande disinvoltura a tutto quello che le si chiedeva in medicina, astronomia, musica, matematica, filosofia, lessicografia, retorica, hadith…”

I tempi cambiano e io mi sto preparando in Riforma della scuola, Intercultura, Disabilità e disagio scolastico, Metodologia e cose così.

E’ solo che non sono più tanto sicura di chi sia il mandante del Comitato di valutazione a cui dovrò rispondere “con grande disinvoltura” tra una settimana esatta.
Fino a poco fa avrei giurato che fosse il MIUR.
Ora sono confusa.

(Aunque casi me equivoco y te digo poco a poco “no me mientas” “no me digas la verdad” “no te quedes callado” “no levantes la voz” “no me pidas perdón”… Appunto, una è confusa.)