Io stavolta sono in Egitto con Marzia, che non era mai venuta da ‘ste parti, quindi mi sto un po’ dando al turismo, cosa che non facevo da tempo.
La buona notizia è che le cose belle emozionano sempre, e ogni volta che le rivedi è una riscoperta.
La cattiva notizia è che sto spendendo in modo inconsulto per cose che una persona normale non comprerebbe mai: l’ultimo acquisto è una camicia da notte nera composta da sottoveste fasciante lunga fino ai piedi su cui si sovrappone una grande tunica fatta a rete con ampie maniche orientalissime e dello sbarluccichio sparso tra le maglie della rete.
Da indossare in assoluta solitudine, ovviamente, giacché – come notava Marzia, e a ragione – la reazione normale di qualsiasi uomo italiano di buon senso sarebbe quella di scompisciarsi dalle risate, vedendomi così addobbata.
Però, ecco, detto tra noi è una bellissima camicia da notte.

Più grave mi parrebbe l’acquisto di un sarcofago da casa, a dire il vero.
Ne abbiamo visti diversi, nei negozi di souvenir, ed osservandoli nel tentativo di capire a cosa mai potessero servire, mi è venuto in mente solo che potrebbero essere comodi per riporci le lenzuola.
Una avrebbe la sensazione di rifare il letto con il sudario pulito, prendendole da un simile arnese, ma tant’è.
Se esiste, il sarcofago da salotto, sarà perché qualcuno lo usa.

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