Cairo, qualche sera fa.
Nella sua materia, lui è un punto di riferimento, in Egitto.
Molto bravo, molto serio, e anche molto perbene, che non è scontato e non guasta.
Andiamo a cena fuori, lui è accompagnato dalla moglie.
La sua prima domanda è: “Ma cosa ti ha spinto ad accettare uno stipendio egiziano??”
(Ormai ne conosco diverse, di colleghe che vivono in Egitto, e tutte convengono sul fatto che alla domanda: “Ma perchè sei qui?” non è possibile rispondere se non con un: “E che ne so…”)
Mormoro qualcosa tipo: “In effetti, vedo che anche in Egitto l’insegnamento non è molto remunerativo….”
Lui sospira: “Sai quanto guadagno, io, nella mia posizione? 250 euro al mese”.
Con meno carriera di lui, in Italia si guadagna 15 volte di più, grosso modo….. poi, certo, in Egitto la vita costa meno. Non 15 volte meno, comunque.
E’ gentile e attento, ma molto serio.
Gli egiziani sono scherzosi, in genere, ed amano spiazzarti un po’. Al telefono con un altro prof, qualche giorno prima, mi stavo presentando: “Buongiorno, sono de’ Haramlik, la nuova docente…” E mi sento rispondere: “Buongiorno. L’Egitto è illuminato dalla sua presenza, come diciamo qui.” Suppongo che avrà accolto il mio attacco di tosse sorridendo di sottecchi, il mio interlocutore…
Lui è di poche parole, invece.
Mi chiede: “Pensi che sentirai la mancanza di birra, liquori e simili? Mi capita spesso di avere colleghi stranieri che, dopo un po’, protestano, e bisogna mandare qualcuno a comprargli la birra…”. Sorride raccontandomi episodi che, è evidente, considera intemperanze da bambinoni occidentali, con distinti professori di mezz’età come protagonisti.
“Non bevo liquori. Bevo volentieri una birra quando capita ma, tutto sommato, mi fa piacere che lì dove andrò non sia facilmente reperibile… sono qui anche per fare una vita più sana di quella che farei a Milano.”
“Be’, comunque anche lì, in un paio di posti, la si può comprare. Mi dicono che è anche buona, la nostra birra egiziana… io però non lo so, non l’ho mai provata.”
Lo dice così, semplicemente. Ed io rimango a guardarlo stupita, stupita anche del mio stesso stupore: lo so, che i musulmani non bevono. Ma, chissà perchè, non avevo mai associato il non bere al non aver MAI provato una birra…
E’ un concetto astratto che si concretizza e, per la prima volta, mi colpisce davvero.
Mi accorgo di fidarmi di lui, molto.
Gli confido un mio cruccio: “Mi hanno detto che non sta bene, che io abbia una bicicletta. Che non è considerata una cosa da professori. Però a me dispiace tanto…. mi piaceva, l’idea di averne una, con questo clima splendido…”
Sorride, colpito: “Volevi andare in bicicletta??”
“Sì… te l’ho detto, la vita sana…”. Io mi odio, quando bambineggio, ma certe volte è più forte di me.
Analizza il problema: “Qui viene considerata come un mezzo di trasporto da lavoratori manuali, a dire il vero. Però, certo, ha una sua valenza sportiva che potresti far presente… io ti consiglio di prendere tempo, comunque, e di non avere fretta. Conosci le cose con calma, lascia che conoscano te. E poi, perchè no, avrai la tua bicicletta. In Egitto, tutto è possibile. Con calma.”
Mi pare un ottimo consiglio.
E’ una frase che senti spesso, detta da egiziani e non: “In Egitto, tutto è possibile.”
Compreso l’ammorbidimento del mio modo di prendere la vita, spero.
Che mi farebbe un gran bene.
Si sente la voce di una cantante per radio, e lui mi dice che è un mito del mondo arabo, una cantante amatissima.
Io attingo da un post di Groucho che ho appena letto e gli cito Feiruz. E’ meravigliato e contento che io la conosca. Grazie, Groucho..:)
La carne che ci hanno portato è buonissima, ma tanta.
E così, al momento del conto, il cameriere fa un pacchetto di ciò che è avanzato, e lo consegna al prof affinchè se la porti a casa.
Ed io, come sempre, registro, imparo, penso.
I nostri stipendi 15 volte più alti.
I nostri sprechi.
E questo paese così antico che, da qualche parte della mia memoria, c’era già.
C’è molto da imparare, qui. O da riscoprire.

Lieto di esserti stato d’aiuto. Del resto, se non ci si aiuta tra noi “arabi”… ;)
Non ti preoccupare, sono sicuro che ammorbidirai il tuo modo di prendere la vita, non pu? essere altrimenti, in questi posti. Se non altro per contagio… :)
A presto, salam aleikum
Ciao…:)
Guarda che ho un bellissimo passaporto nuovo di zecca che mi permette di prendere tutti i voli per Damasco che voglio…:)
E tu non sei ancora stato a Dahab, se non sbaglio…
Proporrei un t?, prima o poi.