E proprio adesso che cominciavo a rilassarmi con il cibo e a guardare di buon occhio i negozietti che ti fanno i succhi di frutta o di canna da zucchero, e i tipi che fanno le cialde, e il gelato di mango del gelataio qui accanto, mi giunge una ferale notizia.

Ben due persone che conosco si sono appena beccate questa cosa qui.
Non la nomino che’, altrimenti, mi viene voglia di disinfestare il blog.
E una di queste persone e’ una colleghina che dorme a casa mia, una volta alla settimana. Massima solidarieta’, ma il mio vigore sterilizzante e’ raddoppiato…

Orrore, proprio.

Ai tempi del colera a Napoli (gia’…), mia nonna lavava la verdura con tanto di aggiunta di varechina.
L’altro nonno, medico, disapprovava la varechina e proponeva l’aceto.
Non tanto per il colera, ma proprio perche’ si riteneva che la verdura fosse una fonte di infezioni infinita. Come qui.
Solo che qui e’ peggio, colera a parte.

E temo che l’unica misura preventiva efficace, a lunga scadenza, sia un amuleto.