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Il collega che e’ qui da anni, e che parla uno splendido arabo, mi chiede notizie sulle nostre novita’ legislative in fatto di droga.
Concordiamo sul fatto che inasprire i divieti vuol dire, all’atto pratico, esporre maggiormente i nostri giovincelli all’arbitrio di un’autorita’ che chiude un occhio o due quando vuole e, quando non vuole, ti caccia nei guai.
Per aver fatto esattamente cio’ che fanno migliaia di tuoi coetanei ogni giorno.

“Come qui”, dice il collega.
Mi spiega che la gioventu’ egiziana coltiva allegramente l’abitudine (e la sua materia prima, spesso) e che, nei fatti, cio’ e’ ampiamente tollerato.
Mi mostra la rivista che ha in mano: “E’ la rivista piu’ alternativa d’Egitto, davero notevole”.
Tutta in arabo e, in un articolo interno, vedo due giovanotti che si soffiano a vicenda il fumo in faccia, ridacchiando.
Il titolo me lo traduce il collega: “Come mai il prezzo dell’erba e’ aumentato?”

“Perbacco!”, dico io.
“Te l’ho detto, e’ tollerato. Come molte altre cose. Solo che ti puo’ capitare di scoprire che, in realta’, la legge dice che il consumo e’ proibito con una pena da 3 a 6 anni di carcere.”

E’ che e’ l’antitesi della democrazia, il tollerare.
Sei nelle mani dell’autorita’ e dei suoi umori, se permetti che cio’ che fai sia proibito ma “tollerato”.