
Nel link qui accanto c’è scritto che la situazione deve essere proprio grave, in Palestina, se gli USA permettono che passi una risoluzione dell’ONU che condanna i fatti di Rafah e richiama Israele al rispetto delle leggi internazionali in materia di diritti umani.
E poi si dice qualcosa che, essendo io cittadina dell’UE, mi chiama in causa in prima persona:
Se ci fosse un minimo di serietà dietro le votazioni dell’ONU, noi dovremmo vedere applicare come minimo alcune delle seguenti misure: l’Unione Europea dovrebbe sospendere l’Accordo di associazione con Israele. Quest’accordo è esplicitamente legato all’osservanza, da parte di Israele, di basiche norme sul rispetto dei diritti umani. Eppure, queste clausole non sono mai state invocate. L’UE dovrebbe anche annunciare un immediato embargo sugli armamenti. Se l’UE potesse applicare queste misure in modo unitario, sarebbe meglio. Ma, se non è possibile, i suoi membri dovrebbero assumersi la responsabilità individuale di prendere queste misure.
Parla anche di ciò che bisognerebbe aspettarsi dai paesi arabi, l’articolo che ho appena letto.
Mi riguarda meno, tuttavia: il mio passaporto è inequivocabilmente italiano, e il mio voto – la mia responsabilità, quindi – va in Italia e in Europa.
A me, innocua prof poco politicante e più abituata ai manuali di grammatica che a quelli di diritto, il discorso è parso assolutamente ragionevole: se io faccio un accordo con te basato sulla premessa che entrambi rispettiamo i diritti umani ma poi tu non li rispetti, io, l’accordo, non te lo rinnovo.
(Spieghiamolo: trattasi di accordo che, cito dal sito dei radicali, “prevede la creazione di una zona di libero scambio tra Israele e l’Ue, primo partner commerciale dello Stato ebraico, oltre alla liberalizzazione dei servizi e alla libera circolazione dei capitali.”)
Ed è che io penso semplice, scusate. Faccio fatica persino a compilare il mio modulo di aggiornamento della graduatoria, figuriamoci come mi trovo a mio agio tra i meandri degli accordi commerciali tra Stati. Vedo solo l’ABC della questione: la storia del comune rispetto dei diritti umani, giusto questo.
Sono andata su Google ed ho cercato ‘ue accordo associazione israele’.
Ho appreso che ci sono state manifestazioni, su quest’accordo, e che il suo rinnovo era previsto in questi giorni.
E’ già stato rinnovato? Non ne ho idea. Fate conto che questo sia il post più inutile e disinformato della blogosfera. La mia attenzione è stata presa da altro. Io le apprendo dai blog italiani, le notizie nostrane. Il decreto Urbani, per esempio. Di trattati con Israele non so niente; ma io ho anche la vista selettiva, davanti alle brutte notizie.
Quello che non capisco è come mai, su Google, vedo impegnati in questa storia del Trattato solo link bizzarri: il Pane e le Rose, i Comunisti non-so-cosa, il Metaforum, quei santi di cora.org e, dulcis in fundo, i radicali che l’anno scorso sbeffeggiavano la Morgantini facendo finta di non vedere i termini della questione.
Ora: io non ho niente contro il Pane e le Rose (ma non lo pubblicarono loro, Porci con le Ali? Dio, ma ero proprio piccola…) e men che meno contro il Metaforum.
Ma non ne parla proprio nessun altro??
E’ così sciocca, così marginale, questa cosa che a me era parsa più che ragionevole, proprio doverosa?
Ripeto: Non mi considero informata su questo tema. Non mi pare che abbia suscitato grandi dibattiti, comunque.
Vorrei, quindi, che qualcuno di sinistra, possibilmente della parte più rappresentativa e con più peso, tra le varie anime della sinistra, mi spiegasse cosa c’è che non ho capito.
Perchè è un’idea tanto marginale, questa che a me pare così evidente?
Potrei avere una spiegazione semplice? E’ che sono tonta, che devo fare.
E comunque: proprio adesso che si sta ricominciando a pensare che l’ONU possa servire a qualcosa, dopo tutto, cosa si prevede di fare, per prendere sul serio le sue risoluzioni?

Lia il pane e le rose ? un tema ricorrente. Questi mi pare siano una corrente del PRC, non sono quelli della collana.
Mi permetto una segnalazione fuori traccia prima che mi scappa. Ho sempre trovato il termine occidente forzato, uno dei tanti di cui si abusa per dare per scontato ci? che non si vuole spiegare. Pi? che privo di fondamento, strumentale.
Ora vedo che qualcuno ha approfondito l’argomento: http://blog.espressonline.it/weblog/stories.php?story=03/12/19/3715351
C’? davvero una demarcazione rossa che ci separa da chi sta appena al di l? del mare (tanto adriatico che meditteraneo)? E a proposito di procedimenti di associazione vale la pena non dimenticare che prima dell’89 l’Europa guardava a sud, non a est.
ciao
“Relations between the Parties, as well as all the provisions of the Agreement itself, shall be based on respect for human rights and democratic principles, which guides their internal and international policy and constitutes an essential element of this Agreement.”. Questo ? l’articolo 2 dell’accordo di associazione tra comunit? europea ed israele.
Inoltre l’articolo 4 stabilisce che “The political dialogue shall cover all subjects of common interest, and shall aim to open the way to new forms of cooperation with a view to common goals, in particular peace, security and democracy.”. Non ? poco considerando che il governo Sharon ha dimostrato in questi anni di non curarsi assolutamente delle posizioni dell’Europa sulla questione mediorientale.
Lia : Sinceramente non ho capito se la tua ? una domanda retorica o meno, comunque commento in base alla prima assunzione. Adesso non si sta “affatto” cominciando a pensare che l’ONU “possa servire a qualcosa”, molto semplicemente l’ONU era una comoda “copertina” di ipocrisia per la pi? grande potenza mondiale (USA) ed i suoi pi? grandi “amichetti” (Israele tra questi); ad un certo punto la superpotenza ha pensato di poter fare un balzello in pi? ed approdare ad una forma di Impero pi? evidente che facesse a meno di questa “copertina” limitandosi alla propria ipocrisia e basta. Il “trucchetto” gli ? andato male e ora tutti si affannano a coprire il “Re nudo”, soprattutto l’ONU-copertina! Ma questo non significa certo che chi ha potere considerer? l’ONU con maggiore rispetto per questo! ? solo la stessa solita vecchia lurida copertina sporca di letame e di sangue che, convenzionalmente, tutti dichiamo essere “pulitissima e fatta d’oro”!
Tra le altre cose mi risulta che i radicali chiedano da tempo di far entrare Israele nell’Unione Europea, questa non la sapevi? :-?
Perch? l’UE non fa nulla?
Molto semplicemente perch? il Csx ? guidato da gente controllata da vari poteri forti economici (Prodi in primis) e i poteri forti non hanno mai interesse a far imbestialire chi detiene maggiore potere. Se sanzioni Israele fai imbestialire
gli USA e credi che i poteri forti europei gradiscano avere gli USA arrabbiati con l’UE?
Di avere gli USA che magari gli cominciano a fare un serio boicottaggio alle loro merci?
Tra le altre cose credo che alcuni alti papaveri del Csx all’UE e in Italia siano “a libro-paga di Washington”, intendendo con ci? non necessariamente che ricevano “soldi”, ma probabilmente ricevono “qualcosa” in cambio del loro operato americanista o per il loro boicottaggio interno dell’Unione Europea…
…comunque questa ? un altra storia, scusa la divagazione.
Giorgio : B?…quanto dici riguardo alle “comunit?
ideali” ? interessante ed in parte condivisibile,
ma quando dici che “la societ? americana ? ben diversa da questo ritrattino provinciale” mi pare per certi versi inesatto. Io negli USA non ci sono mai stato e non ci andr? mai nemmeno cadavere, ma
mio padre c’? stato negli anni ’50 e mi diceva che
le grandi megalopoli che vediamo cos? spesso al telegiornale o nei film, nonostante le dimensioni, rappresentano una porzione relativamente minoritaria di ci? che sono gli USA.
In notevolissima parte, dal ritratto che me ne faceva mio padre, gli Stati Uniti sono costituiti
da insignificanti e sonnacchiose cittadine in mezzo al “nulla” tutte allineate su una strada. Si tratta di una immagine dell’America che alle volte appare anche nei loro film o telefilm, soprattutto quelli “di serie B”. Il livello di “sonnecchiosit?” ? paragonabile a quello dei telefilm da te indicati, ma probabilmente non c’? neppure cos? tanta azione.
Ciao,
Guido
Il link qui sotto contiene un articolo sulla distruzione dello zoo di Rafah. Non contenti di uccidere esseri umani gli israeliani hanno pensato bene di far fuori anche gli animali, togliendo ai bambini palestinesi uno dei pochi spazi di divertimento che gli restava.
http://www.commondreams.org/headlines04/0522-03.htm
solo una cosa, sull’accordo di associazione (che in teoria fa un po’ parte della roba di cui mi occupo): israele lo viola sotto un sacco di punti di vista. non solo per i diritti umani, ma anche perche’ importa nell’UE con marchio “made in israel” merci che in realta’ sono prodotte nei territori occupati, sia prodotte dai coloni, sia acquistate dai palestinesi e poi rivendute in UE senza pagar dazio. materia tecnicissima, ma ugualmente politica. un articolo vecchiotto ma sempre attuale di amira hass:
http://www.fiz.huji.ac.il/~damita/sito_pol/ISR_PAL/Amira_Hass24_9.htm
e sai perche’ l’UE non sospende l’accordo? perche’ israele non dipende veramente dall’UE. e se l’UE gli rompe le palle (c’e’ qualcuno che ha seguito l’evoluzione di israele da femminile a maschile nella lingua italiana?), israele non solo tira fuori la storia dell’antisemitismo, ma se la rifa anche e soprattutto con i fondi che l’UE passa ai palestinesi. ti ricordi come andarono in fumo i soldi UE per l’aeroporto di gaza? oppure tutta la storia “l’UE finanzia il terrorismo”, che ora israele ha pero’ messo un po’ in sordina? sono solo gli esempi piu’ eclatanti.
ma per un po’ di azione e non cadere nella frustrazione: il responsabile dell’unita’ israele alla commissione, ovvero quello che tiene i contatti con israele, e’ un italiano:
domenico.gigliotti@cec.eu.int
le vere scadenze per l’accordo di associazione sono nell’autunno. mi piacerebbe sapere cosa hai trovato che suggerisce che la scadenza sia prima.
baci e grazie per le notizie dall’egitto!
f
p.s. per chiudere con una nota spassosa: il piu’ accanito sostenitore dell’ingresso di israele nell’UE e’ – ebbene si’ – Alleanza nazionale…
Bah, Lia, fondamentalmente vedo un paio di ragioni buone per questo disinteresse.
Da una parte, Israele ? uno degli stati pi? “occidentali” posti proprio accanto alle zone calde, un giannizzero comodo comodo come alleato per fornire una testa di ponte in quei posti. E a un alleato si fanno passare lisce molte cose. Ti meravigli che gli accordi non vengano perseguiti alla lettera? Mi meraviglierei del contrario, visto che la politica occidentale ? da oltre un secolo improntata alla realpolitik. Mi ricordo, da ex studente di filosofia, un vecchio detto che ammonisce “I peggiori politici sono i filosofi, abituati a seguire logicamente le implicazioni delle loro azioni”. Insomma, ad essere logici e consequenziali si perde la dimensione della mediazione, che in politica va al di la del “conveniente per tutti”, per approdare a un “conveniente per me” o al massimo a un “conveniente per noi”.
Con la realpolitik, interpretata nel pragmatismo economico moderno, l’altro diventa un concetto molto astratto, opportunistico. Mi viene in mente un passaggio di Lucacks, che nel descrivere il rapporto fra l’uomo e il lavoratore nell’economia capitalista porta agli estremi questa tensione: se l’uomo per vivere deve lavorare (per necessit?), se il lavoro ? espressione dell’animo umano (molto positivista…mmmm…), e se il metro del suo lavoro sono le ore lavorate, l’uomo, nella costellazione dei valori capitalisti diviene una mera espressione del tempo. Molto metafisico e un po’ fallato, come concetto, ma rende molto bene l’idea di cosa sia l’altro ai nostri giorni.
Facciamo un passo oltre.
Pi? osservo la cultura americana, pi? mi convinco che l’ideale di vita e di comunit? sia descritto in icone televisive quali “La casa nella prateria” e “La signora in giallo”: piccole comunit?, tutti in chiesa a pregare e salutare il pastore, micro societ? dove puoi mandare il tuo bimbo dal droghiere, che ovviamente lo chiamer? per nome e gli regaler? una caramella, e poi via tutti a mangiare una torta di mele con una limonata fresca.
Ok, la societ? americana ? ben diversa da questo ritrattino provinciale, ma sto parlando di ideali, di immagini utopiche del s? collettivo.
Gli europei, poi, hanno passato fin troppo tempo a conquistarsi a vicenda per non avere un’occhio disincantato e per non cercare di stare bene nelle proprie identit? nazionali, mandando a quel paese gli altri, se questo significa non prendere una posizione definita e corerente che li esporrebbe agli attacchi di un terzo incomodo.
Vedendola in questo modo, non mi meraviglio del fatto che la Palestina, e il Medio Oriente in genere, siano visti come problemi lontani o da allontanare il pi? possibile, come problema di altri, da lasciare ad altri e nel contempo come opportunit? da sfruttare solo nella misura in cui questo porta tranquillit? al nostro piccolo orticello. D’altronde, nel Candido, Voltaire non ci mostra la felicit? del coltivare il nostro piccolo orticello?
Lasciamo perdere poi la schizofrenia di un Occidente che valuto l’altro come un interlocutore quando questi pu? dare qualcosa di buono e nel contempo lo riduce a mera presenza metafisica, nel senso di un problema lontano e fastidioso, di cui disfarsene, per quegli inconvenienti che pu? causare, fossero anche sangue e terrore.
Scusa il mio commento chilometrico. Tendo a essere logorroico.
Infatti non opponevo alla comunit? ideale la megalopoli ma questi centri sparsi nel nulla, nei quali non c’? nulla, nemmeno le relazioni sociali delle piccole comunit?. D’altronde non siamo stati noi a creare i centri commerciali aperti 24 ore al giorno, dalle dimensioni spropositate e nei quali le persone si ritrovano a socializzare in mezzo a detersivi e offerte speciali.
Che le Nazioni Unite abbiano sempre avuto il ruolo del 2 di picche a briscola, non ? una novit?. D’altronde, il trattato di Balfour ? un’idea inglese e la Lega delle Nazioni si ? limitata semplicemente a ratificarlo.
non ho ancora letto le risposte altrui e potrei essere ripetitiva. me ne scuso ancipatamente.
ecco la risposta malinconica di chi guarda il mondo attraverso una lente deformante, inesorabilmente immersa nel berlusconesimo imperante delle pallide giornate milanesi…
che entrino nell’agenda politica attenzioni “umanitarie” solo quando sono coinvolti paesi il cui governo non sia gradito all’occidente (ci? all’egemone-usa- e alleati tenuti insieme da questa bella orgnizzazione sovranazionale che ? l’ue), lo sappiamo tutti. che un po’ di buona vecchia realpolitik ispiri un po’ tutti i governi occidentali, pure.
il punto ? che, in fedelt? alla dottrina della guerra preventiva, si va a esportare la democrazia laddove non ci sarebbe, laddove uno stato fallito potrebbe alimentare basi di terrorismo globale.
e poi, scusa, pensa a quei poveri cristi della barilla che gi? c’hanno i pensieri perch? dove coltivano il loro bel grano succede di tutto…chi glielo va a dire che facciamo un bell’embargo e che se ne devono tornare a casina? era giusto un esempio di come, in un’economia globale, sia difficile capire chi siano gli stakeholders effettivamente coinvolti. ferire qualcuno, pu? significare ferire se stessi. scusate l’eventuale ovviet