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C’e’ da Livefast una cosa che arriva “Da un’idea originale di Joe Brainard, rilanciata da Rage.”

E quindi io:

Mi ricordo che a 7 o 8 anni diventavo matta per il parmigiano e allora prendevo il pezzone dal frigo, gli assestavo un morso e lo riponevo, sperando che la colpa ricadesse su mio fratello. Pero’ una volta mia madre mise a confronto le rispettive impronte dentarie ed io venni tradita da un incisivo un po’ storto e duramente rimproverata da entrambi, madre e fratello. Da allora imparai a usare il coltello.

Mi ricordo che verso quell’eta’ la mia amica Carlotta era piu’ forte di me e, nelle liti, soccombevo regolarmente. La sera, a letto, cercavo di immaginare colpi segreti per lasciarla KO e una volta sperimentai che le unghiate all’interno del naso erano dolorosissime. Cosi’, alla rissa successiva, le arpionai il naso da dentro e strinsi fortissimo e, da allora, Carlotta non mi pesto’ piu’ ed io, in qualche modo, sentii che ero cresciuta.

Mi ricordo che vicino a casa mia c’era un tunnel, alla fine di questo tunnel c’era una discesa giu’ per la montagna e, alla fine della discesa, c’era la spiaggia di Trentaremi, la piu’ bella del mondo. Una volta scivolai e rimasi aggrappata a un cespuglio e sotto di me c’era il vuoto. Ed io pensai: “Non devo spaventarmi” e, calmissima, mi tirai su. Pure quello fu un giorno importante.

Mi ricordo che ero sul pulmino di Santa Dorotea, con la mia brava divisa bianca e blu e tutte le mie compagne e, non so perche’, eravamo fermi. Io ero vicino al finestrino e sotto di noi c’era una macchina, e il signore nella macchina mi sillabo’ in silenzio: “Lo vuoi vedere?” Ed io ci pensai un po’ e poi gli feci segno di si’ con la testa. E cosi’ vidi per la prima volta il coso di un adulto, che’ fino ad allora avevo visto solo quelli dei miei fratelli. Lo studiai per bene e poi guardai avanti e non mi girai piu’, e mi ricordo che mi stupiva moltissimo che nessuno se ne fosse accorto, nemmeno Suor Albertina, e cosi’ scoprii anche che gli adulti non leggono i pensieri.

Mi ricordo del Topolino nuovo nella cassetta delle poste, ogni settimana, e di come leggerlo mangiando un Ciocori’ fosse per me l’essenza stessa della felicita’.
Poi, a 16 anni, la felicita’ si trasferi’ sulla banana col Nesquick condivisa con Marco nel suo letto a una piazza, e da allora ho ricordi piu’ da grande, e meno solitari.