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Stanno facendo lo sciopero della fame in 2000.

Ieri sera sentivamo della musica, qui, e mi hanno detto che la cantante in onda in quel momento e’ in sciopero della fame anche lei, e invita tutti ad emularla. E’ libanese, la cantante.
Poi mi dicevano che i secondini israeliani fanno i barbecue sotto le celle. Lo dice El Pais.
E poi leggevo Al Jazeera, notando come, con arabo riserbo, menzionavano la richiesta dei prigionieri contro le continue perquisizioni fisiche senza dare troppi dettagli: si sta parlando delle perquisizioni fatte ai prigionieri nudi, ovviamente, ma Al Jazeera la metteva giu’ in modo garbato.
Il senso della dignita’ degli arabi lavora da sempre contro di loro, in materia di comunicazione e relazioni pubbliche.

Io ho cercato di scrivere un post, ieri sera, ma mi e’ venuta la nausea ed ho dovuto smettere.
Avevo messo dei link alla descrizione delle condizioni dei quasi 8000 prigionieri politici palestinesi, di cui 350 bambini.
Solo che proprio non ce la facevo a continuare, dopo le prime letture.
Perche’ farlo, tutto sommato?

Qualcuno mi diceva che bisognerebbe “capirsi”, recentemente.
A me sembra che ci si capisca fin troppo bene, ed e’ proprio questo cio’ che mi riempie di orrore.
Capire.
Pagherei, pur di smettere di capire cio’ che accade e vivere tranquilla.

Questa mattina ho mandato al diavolo un israeliano nel bel mezzo di una discussione. Mi sono alzata e me ne sono andata, ma il disgusto ancora non mi e’ passato.
Il diritto all’esistenza di Israele, il diritto, il diritto. E no, non esiste un diritto a mantenere gli insediamenti, ma sono una buona merce di scambio. E no, i profughi non hanno diritti. E nessuno ha diritti, li hanno solo gli israeliani e, quando non li hanno, se li prendono perche’ cosi’ poi li possono cedere in cambio di un diritto altrui.
E la legge? Quale legge?
E il muro fuori dai confini? Ma chi stabilisce i confini?
E intanto beveva il suo te’ arabo servito dal cameriere arabo e stava li’, tutto tronfio, a sentirsi furbo mentre mi chiedeva: “Chi fa la legge? Chi stabilisce i confini?”
Ammetteva, bonta’ sua, che gli arabi non sono antisemiti (l’ho sempre detto, che pure il piu’ ottuso degli sharoniani ragiona meglio dei suoi fan italioti) ma antisionisti si’, ed ha fatto la faccetta furba e, abbassando la voce, mi ha spiegato: “E sai perche’? Perche’ la religione islamica dice che non dobbiamo avere uno Stato.”
Ed io, che sono una nota intollerante, gli ho detto che avevo appena esaurito la dose di stronzate quotidiane ammesse dalla mia, di religione, e me ne sono andata.

E sono andata a pagare il mio te’ e Mustafa’, protettivo, mi ha detto: “Ma perche’ stai a parlare con stronzi simili? Ti fai venire il mal di testa per nulla, lasciali perdere.”
E poi gli avra’ portato dell’altro te’, beato lui che ci riesce.

I bambini prigionieri, dicevo. Trecento e rotti. I grandi gli stanno dicendo di non digiunare ma diversi hanno cominciato lo stesso.
Lo sapete che il 53% della popolazione palestinese e’ composta da bambini?

Parlare e’ del tutto inutile.
O scrivere.
Puo’ essere un piacere solitario, al massimo. Ma lascia il tempo che trova e magari ti regala pure qualche dispiacere, per ristabilire la bilancia contro le volte che ti sei divertita.