
Se avessi un soldino per tutte le volte che ho preso questo mal di pancia – quello che ho adesso, dico – potrei permettermi un superattico ad Heliopolis.
Ci siamo conosciuti a Santa Cruz de Tenerife, io e il mio mal di pancia, un’estate di circa 25 anni fa.
Ricordo che incolpai, con assoluta precisione, il pacco di cio’ che a Napoli si chiama prussiane e a Milano ventagli acquistato il giorno prima in un supermercato dove, una volta rimessami in piedi, tornai fuori di me accusandoli di tentato omicidio.
Non ho mai capito come delle innocue prussiane potessero avermi ridotto in un simile stato.
So solo che quel maledetto mal di pancia, infiltratosi subdolamente nella mia esistenza, da allora non ha mai piu’ smesso di perseguitarmi.
L’1 giugno 1983 mi presentai all’accettazione dell’ospedale della Macarena di Siviglia e informai i medici di guardia che stavo per dare alla luce mia figlia.
I medici di guardia, a loro volta, informarono me che non di parto si trattava, bensi’ di mal di pancia da probabili chipirones avariati e, facendomi sloggiare dal reparto maternita’, mi scodellarono su una barella da qualche parte dove potessi gemere senza dare fastidio.
Fu molto umiliante.
Ho avuto questo mal di pancia ovunque: a Milano come a Gerusalemme, in Spagna come in Egitto, a casa mia come in quella di altri o in albergo o in macchina o in bus e, una volta, persino in ospedale, dove ero ricoverata per tutt’altro e, per sei-giorni-sei, sperai che me lo amputassero, lo stomaco, che’ ero talmente presa a vedere le stelle che mi dimenticai persino di fumare.
E l’ho avuto persino quando mia figlia mi e’ venuta a trovare qui in Egitto, qualche mese fa: nemmeno il tempo di dire: “Ciao!!” che ero gia’ passata al: “Ahiahiahi”.
Non ho mai – ma proprio mai – trovato un medico che lo prendesse sul serio o, almeno, mi spiegasse che cribbio e’.
Mi guardano sereni e mi spiegano che lo ignorano. Non lo sanno, no.
E mi sorridono gioiosi ed optano per non pensarci piu’, confortati – lo so – dalla certezza che io sia un tipo che somatizza.
Sono pericolosi, i medici che scoprono che, in effetti, questa tendenza ce l’hai.
Puoi fratturarti il femore in tre punti, da quel momento in poi, ma loro si ostineranno a pensare che stai somatizzando.
Lo so e non so come difendermi da questo fato.
Ed e’ che e’ un mal di pancia che io conosco solo in me stessa, a dire il vero: non ha nessuno dei consueti sintomi di accompagnamento, se non una feroce nausea nei casi piu’ gravi.
Consiste, semplicemente, nel vedere tutte le stelle del firmamento ad intervalli regolari quanto implacabili, e nel situare le suddette stelle nella zona che, dallo sterno, va in giu’ per lo spazio che puoi coprire con una mano.
E’ fantastico.
Provatelo.
Ho imparato a curarmelo, in 25 anni: per quanto abbia un suo fondo psicosomatico, in effetti, reagisce agli antibiotici tipo Rifacol.
Non voglio sapere perche’. Mi basta che reagisca.
In realta’ sospetto di essere sensibile ai batteri del cibo pure se stanno nel piatto di un altro ed io mi trovo a passare davanti a loro per sbaglio.
Si comprendera’ che, per una colpita da siffatta disgrazia, vivere in un paese come l’Egitto rasenta l’eroismo.
Tutto questo per dire che sono stata colpita e affondata per la seconda volta in un mese.
Ho appena raggiunto, barcollante, l’internet cafe’ dopo aver passato la giornata a letto.
Sto talmente male che, al supermercato, mi hanno detto: “Oggi non ti facciamo storie sui prezzi perche’ hai l’aria di stare male.”
Bonta’ loro.
(Ma sono o non sono dei paciocconi, questi egiziani?)
Ora: io capisco che fare un post sul proprio mal di pancia abbia un che di sconveniente.
Che uno, magari, viene qui per accrescere le proprie conoscenze sull’Egitto e si ritrova trascinato in un’anamnesi completa della sottoscrita e, me ne rendo conto, non e’ bello.
Io, pero’, sono stata sdraiata 18 ore a pensare solo a quello, al mio mal di stomaco.
Cestinare 18 ore di meditazioni senza farne nemmeno uno schifo di post sarebbe stato uno spreco che, francamente, non mi sentivo di compiere.
Avere un blog ti fa venire il pensiero parsimonioso.

B?, io ti capisco..il dolore fisico ti annienta,ti rende indifeso, insofferente ad ogni cosa..anche alle sensazioni pi? normali della vita quotidiana. Se ti pu? consolare, io soffro di un mal di testa ricorrente da quando sono nata..(una o due volte al mese) e nessun medico sa perch?..un martellare che mi acceca un occhio, me lo fa lacrimare, non mi fa sopportare il minimo rumore o un filo di luce,che mi da nausea e sudore freddo,che mi fa desiderare che mi scoppiasse questa maledetta testa..che finisse cos?..in un ultimo botto…E il medico che ti prescrive o un’aspirina o un ansiolitico..
Magari ti sorride, il simpaticone,” E’solo un mal di testa!! ” Ti dice..E tu, ti senti pure stupida..
Lilith
Ciao Lia,
volevo chiederti…hai mai provato la medicina cinese? Io, ti avviso, non sono per l’omeopatia, e sono in genere una un po’ scettica: quando ho mal di testa mi attacco alla boccetta di novalgina e sono cresciuta con un padre cardiochirurgo per cui, le cd. “medicine alternative”, sono tutte stronzate.
Sara’… ma io ho visto i medici cinesi fare cose incredibili, e se non guarire del tutto, alleviare il dolore, nelle fasi acute, a persone che SONO SICURA stessero davvero male.
…e se poi dovessi pensare: “e’ solo suggestione” che ti frega? Fatti suggestionare che e’ sempre meglio che rotolarsi sul pavimento in preda ai crampi…
Per Lilith:
hai provato a consultare un neurologo? Una mia amica aveva lo stesso problema, con tanto di abbassamento della vista ecc.
Per lei era una questione di pressione del sangue che non defluiva bene nella zona del cervelletto o qlc del genere. Niente di grave comunque. Pero’ una bella seccatura!
a.
Solidariet? a mille. Anche qui ogni tanto le frattaglie decidono di far di testa loro – e con pessimi risultati. Un po’ di volte ? capitato anche di finire in ospedale, tre giorni alimentata via flebo, con il dottore che serafico dichiara “eh, con la tua storia clinica, se continua cos? ancora un giorno operiamo” (rdm-pensiero-nel-fumetto-a-nuvoletta: cos? la storia clinica, non paga di rompere allo stato attuale, viene pure dotata di un sequel?). Finora tutto bene, ma ogni volta ? proprio una *grossa* noia.
ma al tizio nella foto hanno sparato?
x Lilith: so di cosa parli, anche mia madre ha la stessa cosa, a volte ha crisi che durano giorni ed ? costretta a passarli a letto, ? stata anche ricoverata due volte in ospedale perch? il dolore era insopportabile.
Se, da come capisco, non prendi farmaci specifici e non ne hai mai presi, ti consiglio di rivolgerti subito a uno specialista, rispetto a qualche anno fa le cose sono migliorate, finalmente la natura invalidante della cefalea ? riconosciuta e le nuove medicine anche se non funzionano sempre possono comunque migliorare molto la situazione e la qualit? della vita. Nel caso di mia madre ad esempio questo ha portato a ridurre la frequenza delle crisi e la loro durata.
Mi dispiace per le tue condizioni. Io per un periodo soffrivo di dolori allo stomaco e pancia; ho risolto risolvendo dei problemi che mi condizionavano. Mi succedeva che il mio cervello “scaricava”, sul povero apparato digerente, le proprie tensioni nervose…
Per le mie “cicliche” coliche renali (ossalato di calcio, le peggiori, pallette chiodate che ti sbudellano dentro fino ad uscire ed andarsene a fan…. nel cesso), ho provato varie soluzioni, dallo stile di vita, all’alimentazione e a bere 6/8 litri d’acqua al giorno… Niente da fare puntuale come la bolletta della luce, o la cartella delle tasse… 2/3 volte l’anno… Ho da mor?! Ormai sono quasi 40 anni che ci soffro… Ho imparato a conviverci, certe volte gli parlo, e in genere gli dico “… senti caro brutto figlio di un “calcolo”, non fare troppo il birbaccione, e cerca di andartene via…”
Che vuoi carissima Lia, siamo nati per soffrire! Ci sar? un “paradiso” anche per noi sofferenti ciclici? O pigliamo una fregatura pure l??
Questo post e’ venuto al mondo con il titolo sbagliato.
“C’e’ un medico in sala?” sarebbe stato meglio. :)
Grazie per la solidarieta’: barcollante ma guarita, questa blog e’ stufa di kebab grondanti olio e domani se ne ritorna al Big Mango, a casetta sua.
Sogno zucchine al vapore e patate bollite, e la mia cucina e le mie pentole.
Dopo 50 giorni, e’ pure ora.
volevo solo dirti: il tuo messaggio è un pezzo di letteratura!!! non so che mestiere tu faccia, ma non puoi che essere una scrittrice o una giornalista…
ho trovato il messaggio perché in questo momento sto male…il mio dolore è localizzato a sinistra? temo la diverticolite, ma visto che sono ipocondriaca, meglio aspettare, prima di andare al pronto soccorso…
in ogni caso, hai tutta la mia stima e comprensione.