
In certe banche, soprattutto a Downtown, c’è un contrasto enorme tra lo spazio dedicato al pubblico – sale enormi, polverosi fasti di altri tempi – e quello degli impiegati dietro gli sportelli.
Lì è grigio, spoglio, con le calcolatrici tenute assieme dallo scotch e, spesso, colonne e colonne di mazzette di banconote tutto attorno.
Forse non sanno dove metterle, forse la cassaforte è lontana o si sono perse le chiavi, non saprei.
Però sembrano quasi decorative, queste cataste di banconote, ché quando vedi tanti soldi tutti assieme, poggiati come a casaccio ovunque ci sia spazio, non pensi di poterci comprare qualcosa.
Pensi che forse è denaro finto, e invece no.
E’ strano, l’Egitto.
Queste banche hanno il metal detector e un battaglione di poliziotti all’entrata.
Solo che i poliziotti chiacchierano e bevono il tè e i metal detector suonano, fischiano, ululano ma nessuno ferma nessuno, tu passi e basta.
E gli impiegati allo sportello, con le loro colonne di banconote, sono separati da te da un divisorio di plastica che lo butteresti giù con uno spintone, non ci vuole niente.
Non hanno paura dei ladri, si vede.
I ladri dovrebbero venire con un TIR, comunque: se c’è una cosa che proprio non ci manca, qui, sono le banconote di piccolo taglio.
Cercano di sbolognartele in tutti i modi, in banca: se tu chiedi 2000 LE, sono capaci di darteli tutti in pezzi da 10. Glielo devi chiedere, un taglio maggiore.
Il mio portafoglio ha perso la forma già da un pezzo, manco andassi in giro con i miliardi. Ed è che le monete si usano davvero poco, qui. Amano la carta. E la fanno durare all’infinito, ché le banconote (quelle da 1 sono incredibili) a volte sono talmente assottigliate dall’uso che ti si potrebbero sbriciolare in mano, e le aggiustano e le riaggiustano e non capisco quando vengano tolte da mezzo: forse alla fine si disintegrano, semplicemente.
Le mamme che dicono ai bambini che i soldi sono una cosa sporca devono averlo appreso in Egitto.
Hanno un odore che ti stende, inconfondibile.
Se non ti ricordi dove hai messo il portafoglio, ti basta seguirne la pista, e non c’è bisogno di essere un pastore tedesco. Un umano ce la fa benissimo. Vorrebbe anche non farcela, spesso, ché aprire di colpo il borsellino, specie in una giornata calda, può essere traumatizzante.
Ti lasciano le mani nere. Quando esci ti ritrovi a toccarli spesso, e poi ti lavi le mani ogni volta che puoi.
La gente li esibisce senza grossi pudori e senza nessun timore.
Ricordo un signore, una volta, dall’aspetto dimesso e la gallabiya stropicciata, che uscì da una banca con una borsa della spesa piena zeppa di banconote.
Tranquillo, lui: in giro per il centro con un sacchetto di plastica pieno di quattrini.
Sereno.
Una, certo, si lamenta dell’eccesso di spiccioli ma poi, ovviamente, non si azzarda a non averne: servono spiccioli per il bakshish, dove vai altrimenti?
Bakshish al ragazzo dell’ascensore del dentista, per esempio, ed è che senza di lui non riesci a prenderlo, ché non c’è il pulsante e l’ascensore va su e giù e tu non hai i riflessi di spalancare le porte al momento giusto e ti ritrovi ferma a mezz’aria, e allora rischiacci e torni su e, quando pensi di schiantarti contro il soffitto, sguish e torni giù, spalanchi le porte quando pensi di essere arrivata al tuo piano e invece no, sei di nuovo a mezz’aria e lui riparte e così in eterno, fino a quando non ti vengono a salvare e, insomma, lo spicciolo lo devi avere.
Spiccioli per il taxi. Spiccioli al garzone. Spiccioli per andare in bagno. Spiccioli per il portiere. Spiccioli per l’enorme macchina dei piccoli favori che muovono gli ingranaggi del Cairo e fanno circolare ‘sti spiccioli in eterno e, intanto, danno da mangiare alla massa di gente che magari guadagna 20 euro al mese (il mio portiere ne prende circa 20, appunto) e vive di bakshish, non certo di stipendio.
Spiccioli tutto il santo giorno.
E rincasi con le mani nere, dicevo, e mi chiedo che effetto farebbe a uno yuppie milanese, doversi lavare le mani ogni volta che tocca una banconota. Non me lo riesco a immaginare.
Poi – forse – non c’entra, ma io vedo sempre più sudanesi.
Donne altissime, magre magre che sembrano pertiche e tutte colorate, tutte sgargianti, e con la faccia seria.
Però succedono cose strane, l’ONU ha detto basta. Ha detto che non si devono rifugiare più. Che si può rientrare e, comunque, che non c’è motivo per uscire. Non trovo il link ed è tardi e non ho voglia di cercarlo.
Ne parlavano nel cortile dei comboniani, oggi, e qualcuno diceva: “Certo, e se sentiamo parlare di morti si tratterà di suicidio, certo.”

cara Lia,
iniziato il corso di dialetto ai comboniani?
Io sono appena tornata da una tre giorni nel deserto bianco, nero e occidentale. Immagino che tu abbia gia’ fatto l’esperienza ma in caso contrario te la consiglio vivamente. E’ da non perdere!!!
Complimenti per post sui soldi egiziani, rende davvero l’idea….
alessia
A questo punto ? normale avere “spiccioli” vista l’economia del luogo. Ti consiglio di usare un piccolo zainetto come portafoglio, per una “buona sopravvivenza” e lo stesso durerebbe pi? di un borsellino!
Una cosa non l’ho capita, il passaggio dai soldi ai Sudanesi; anche se poveretti, i sudanesi, vivono una situazione di perenne guerra civile nel loro paese. Se poi vogliamo, in ogni nazione c’? un Nord ed un Sud, un Est ed un Ovest. Ma quando finiranno queste “illogiche” divisioni che sono la causa di conflitti e sofferenze? Da noi c’? un Nord decadente (come economia) e un Centro e un Sud in crescita economica. Molti del Nord ci riempiono continuamente d’insulti, come se noi fossimo la causa di tutti i loro mali. Noi del Centro e del Sud siamo il primo cliente economico del Nord, ed oggi, soprattutto Roma ? il primo “contribuente” d’Italia dal punto di vista fiscale.Roma e i romani contribuiscono al bene dello Stato pi? di Milano o di Torino.
Beh a dire il vero dall’Emilia-Romagna dove sto io non ? che si sentano tanti insulti verso i contribuenti del Sud. ? vero per? che per quelli del Nord “vero” siamo gi? terroni.
Comunque sinceramente non mi sembra che i problemi tra Nord e Sud Sudan siano paragonabili ai quelli tra Nord e Sud Italia!
ciao a tutti!
X paolo di sinistra:
E’ vero, per? un focherello, se trova il vento giusto…SPERIAMO MAI!
P.S.:scusami Lia