
Lo scrivo di getto, a caldo e per giunta senza molta voglia di scrivere: condivido le perplessità di Beppe Caravita e, francamente, questa storia non mi torna proprio.
Perchè Un ponte per è in Iraq da moltissimi anni, è conosciuta a tutti i livelli, si sa muovere, ha una rete di rapporti che, in una società araba, non è pensabile che non contino.
L’Ulema Al Faidi ha detto che i rapitori non sono iracheni. A me sembra stranissimo, davvero, che possano esserlo. Lo ripeto: non tanto perchè sono volontarie, perchè sono ‘buone’ etc. Ma per la miriade di rapporti coltivati in 14 anni di presenza a Baghdad.
E poi non la capisco perchè sono donne, anche.
Ma magari questa è una sciocchezza, chennesò. Eppure tutta questa storia, tutta, mi sembra andare in direzione opposta rispetto all’abc del sentire comune di qui.
Che faranno, mostreranno alla TV due ragazze terrorizzate? Otterranno di fare morire di vergogna i musulmani del mondo intero, direi.
Uno stravolgimento di qualsiasi logica.
Mi dicevano che, in un’intervista a Radio Vaticano, il vescovo di Bagdad ha detto che in Iraq, benchè non ne parli nessuno, rapiscono iracheni a centinaia e li rilasciano dietro riscatto. Una realtà in cui i banditi spadroneggiano, ormai. E saperle rapite da delinquenti comuni mi sembrerebbe meno strano, meno insensato.
Ma sono andati in 20, a rapirle. Non può essere.
Io so già cosa mi diranno, gli egiziani con cui parlerò di questo: che non è possibile che siano stati gli iracheni e che un musulmano non fa queste cose. Che è una montatura, che è stata la CIA o qualche squadraccia del governo.
Me lo diranno serissimi e convintissimi, mi pare di sentirli.
Ed io, francamente, troverò l’ipotesi plausibile, fosse anche solo per motivi storici: in Cile, in Argentina, non si diceva forse che erano i “terroristi”, a fare sparire la gente? Poi venne fuori che non di terroristi si trattava, ma di governi assessorati dalla CIA. E non è che lo dica io. E’ storia, questa.
Forse sarebbe il caso di rispolverare un po’ della recente storia latinoamericana e di utilizzarla come una delle possibili chiavi di lettura dell’Iraq.
Tra gli arabi e gli ispanoamericani ci sono un mucchio di differenze, è vero: però gli USA sono sempre quelli, no? E come ambasciatore hanno mandato Negroponte, la cui esperienza riconosciuta consiste nell’organizzare squadroni della morte, ovvero terroristi mercenari al soldo di governi-fantoccio.
Sembra che parli come una scalmanata attivista di centro sociale, vero?
Magari col piercing e i capelli rasta.
E invece no: sono proprio successe, queste cose. Non una vita fa: l’altro giorno.
Cosa ci autorizza a pensare che non possano risuccedere, che non stiano già succedendo di nuovo?

Un vescovo cattolico? Verso il 24 agosto c’era sull’Unit? un’intervista a un alto prelato della comunit? cristiana irachena, ora non so se fosse cattolico, invitato qu? da noi al meeting di CL. E ripeteva appunto che rapimenti ed estorsioni sono il pane quotidiano in Irak a partire da Bagdad stessa. E che i sequestri su cui quando ci colpiscono costruiamo un caso e che ammantiamo di significati politici l? sono un’eventualit? diffusa e a carattere delinquenziale, o se vogliamo di economia di guerra.
Insomma il concetto ripetuto era che le condizioni minime di tranquillit? di cui ha bisogno una societ? e che riesce a scovare anche nei momenti pi? difficili l? mancano.
Oggi leggevo la cronaca della giornata su Repubblica ed ? impressionante. C’? la guerra (lo scontro aperto con al Sadr e l’assedio di Falluja, 40 morti per il primo e 100 per il secondo), ci sono gli assalti ai convogli rivendicati da Zarqawi (10 marines tra ieri e oggi) ma soprattutto ci sono attacchi a civili e autorit? che proprio non ? che stiano sul fronte di battaglia (ucciso il vicedirettore dell’ospedale di Bagdad, il figlio del governatore di Mosul, scampato il governatore di Bagdad). Poi il rapimento delle italiane che avviene in pieno centro della capitale. Devo dire che nella mia ignoranza mi chiedo come ne uscirebbe la situazione in Irak da un confronto con altri scenari di guerra prolungata e se la soglia di normalit? di cui poteva godere la popolazione, che so a Saigon durante la presenza americana, fosse superiore o inferiore o in che cosa diversa.
C’? anche questo report del Royal Institute of International Affairs a cui mi sembra che valga una scorsa (http://www.contracostatimes.com/mld/cctimes/news/9593544.htm?1c).
Ok si trattava di Shlemon Warduni vescovo caldeo (http://en.wikipedia.org/wiki/Chaldean_Catholic_Church) di Bagdad e quindi anche cattolico. Avrei dovuto saperlo.
L’intervista non ? in linea ma le dichiarazioni sono all’incirca quelle che si possono leggere su Vita (http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=46832) o su altro pezzo ancora dell’Unit? (http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=37091).
Non che dica niente di particolarmente elaborato ma il senso ? chiaro e il tono drammatico.
Notevole anche la differenza con quanto diceva anche solo a dicembre scorso (http://www.korazym.org/news1.asp?IdSez=39)
Sulle incongruenze di questi ultimi rapimenti cosa possiamo investigare da qu?? Oltre a far notare l’inadeguatezza delle versioni ufficiali a rappresentare la realt? e segnare tutti i conti che non tornano ? davvero difficile trovare una risposta ai dubbi.
Di certo anche il rapimento dei francesi troppo lineare non ? stato, a partire da quella richiesta sulla legge del velo, cos? scontata e cos? innaturale.
ciao
Qualcuno dira’ che, si’, sono iraqeni e hanno rapito due donne, esponendosi ad una condanna morale da parte di una buona parte della societa’, per creare scompiglio e disorientamento e per non essere individuati subito.
In fondo e’ stato detto anche dei dirottatori dei jet delle torri gemelle.
Parlo di quegli aspiranti martiri, nel senso profondo del termine, che, secondo notizie diffuse dalle agenzie statunitensi di intelligence, si sarebbero ubriacati la sera del 10 settembre 2001, in uno strip bar; ovviamente per gettare fumo negli occhi di chi li controllava.
Insieme a varie persone ho fatto un viaggio in Iraq con “Un ponte per…” nel dicembre ’99 – l’andata, in overbooking, proprio con a Simona Torretta.
Oggi, com’? ovvio, c’? stato un giro di telefonate tra la gente di quel viaggio. In molti ci siamo fatti un’idea molto, ma molto simile a quella che espone qui Lia.
Colpisce molto anche me, e come nota stridente, il fatto che siano due donne. Ci sono stati altri sequestri di donne, sino ad ora, in Iraq?
Colpisce duro la ricostruzione che ai microfoni di Radiopopolare ha confermato questa sera Lorenzo Cremonesi (in Iraq per il Corriere della Sera): il commando avrebbe avuto un foglio con i nomi delle persone da rapire.
Anche per Baldoni sono rimasti tanti dubbi; l’UCOII in un suo comunicato ufficiale invita la famiglia a “non arrendersi alla messa in scena dell?assassinio del loro caro, ma ad adoperarsi per conoscere la verit?”.
Insomma: che ci sia la longa manus dei servizi su questi ultimi rapimenti “strani” mi sembra (quasi) comune sentire.
Infine: cosa chiederanno per le due Simone? Dovr? trattarsi di qualcosa di ancora pi? inverosimile della dichiarazione del ritiro truppe entro 48 h (Baldoni) e del ritiro legge sul velo (Chesnot et Malbrunot), qualcosa di assolutamente stravagante e non ottenibile. Non riesco a immaginarmi cosa.
un saluto
PS: non c’entra forse nulla, ma Pino Scaccia no me gusta nada de na’.
si i cari fratelli mussulmani dicono sempre cosi…
un credente non farebba mai questo, non farebbe mai quello.. l’islam ? moderazione apertura riconoscimento….
Non sei l’unico a convivere con loro non credere e a volergli bene… per? loro non condannano mai certi atteggiamenti… si limitano a dire un mussulmano non farebbe ecc……
anche per i giornalisti francesi aria di spie??? anche per baldoni?? su ragazzi quante stupidate.
Scusate: non ? che una voglia proprio fare la prof, ma ? che ridare un senso alle parole mi pare, forse, il maggiore imperativo etico di questi tempi.
La frase qui sopra “per? loro non condannano mai certi atteggiamenti… si limitano a dire un mussulmano non farebbe ecc…” non ha senso logico.
Dire che “un musulmano non farebbe” vuol dire che certe cose non sono da musulmano, in quanto contrarie all’etica islamica. Giusto? Fin qui ci siamo?
Quindi: se io, musulmana, dico che certe cose non sono da musulmani, sto dicendo che sono sbagliate.
Quindi le sto condannando.
Conclusione: se un musulmano dice che un’azione non ? da musulmani, la sta condannando.
E’ chiaro adesso?
Non ne faccio nemmeno una questione di contenuti, guardate. Avrei puntualizzato anche se si fosse parlato di mele e mandarini.
Ne faccio una questione di linearit? del ragionamento.
Dico sul serio: pensare in modo scomposto, utilizzando le parole a prescindere dal loro significato, ? conseguenza e allo stesso tempo causa di tutto il delirio di cui mi pare vittima l’italica opinione pubblica.
E’ una malattia, quella che gira nel paese, e credo che non esista altra cura che quella di ripartire dalle parole e tornare a dotarle di senso.
L’alternativa ? l’impazzimento del paese, e mi pare che siamo gi? sulla buona strada.
Grazie per i link e la testimonianza dei commenti precedenti.
Ecco anche qui in Italia si fa spazio l’ide che il rapimento da parte del braccio destro di OsamaBin sia alquanto improbabile… qualcheemittente radiofonica un po’ fuori dagli schemi dell’informazione italiana ha dato il giusto risalto alla notizia… chiss? se e quando lo faranno anche i giornali e le TV…
ciao Lia, ho letto, e al solito mi sono utili le tue osservazioni.
Prima che mi dimentichi : anch’ io ricordavo della soldatessa : prima si supposero violenze, poi al rilascio dichiar? nessuna violenza. Poi, ricordavo di un libro, in cui disse “mi violentarono, ma in quella fase delicata mi fu detto di non dirlo”. Ora mi mancava l’ ultimo step, che le ultime dichiarazioni si rivelarono, pare, false.
Nella ricerca su google che mi hai suggerito, ho trovato questo bel link che penso tu potrai sfruttare pi? a pieno di me, visto che si parla in una dimensione pi? ampia della donna nella guerra, con una conoscenza di fatti e cose che non sono in grado di valutare appieno. Ma mi sembra potrebbe interessarti.
http://www.nuovimondimedia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=477
Per la questione rapimenti e servizi, non nego n? la storia, n? che sia plausibile. Ma a quel punto ? fatta male, dai servizi. Mi spiego : a me sembrano oramai rapimenti ad opera di banditi comuni, magari su soggetti che richiamino l’attenzione e magari qualche soldo in pi?. S?, certo, due ostaggi francesi per dire ai francesi che Loro non guardano in faccia chi ? il nemico, due donne, per di pi? in un’organizzazione radicata da anni in iraq, per dire che Loro non si fanno scrupoli, e che se ne fregano, di chi fa qualcosa per loro. Certo, s?, l’ ho pensato anch’io, a dire il vero. Per?,fossi nei servizi segreti, perlomeno, organizzerei le cose un po’ meglio, per farlo sembrare opera di un’unica organizzazione, e non di bande e bandine. A me fu pi? sospetto, sinceramente, lo sgozzamento di Nick Berg subito dopo abu grahib : premesso che nell’ incivilt? non vi sono confronti, sembr? – a me – quasi troppo comodo cancellare con un’immagine pi? violenta le nefandezze della democrazia importata. Ecco, in quell’ occasione io pensai come te. Ora mi sembrano pi? che altro gruppi di banditi, piccole teste senza corpo, senza espressione di un movimento. Fossi nei servizi, ripeto, lo farei apparire come incentrato attorno ad un movimento unico, pi? identificabile con un Nemico, se capisci cosa intendo.
Comunque prova a dare una letta al link, mi pare interessante, soprattutto per una donna come te. – io, ribadisco, non riesco a valutare tutti i fatti riportati-.
Piccola nota a margine : vorrei scorreggiare in faccia a feltri l’ aria del suo cervello, dopo la prima pagina di oggi su Libero. Vergognoso, schifoso e inaccettabile. Mi scuso per il linguaggio. Non sono solito,lo sai, ma mi indigna e mi fa schifo. (cancellami pure, poi, ma dovevo ribadirlo anche qui! scusa, lo schifo ? troppo grande.)
scusa ancora Lia.
Un saluto, e grazie ancora della risposta.
i complimenti non serve che li rinnovi di volta in volta, vero ?
un saluto,ciao ! ;-)
ok, sono stati i servizi. anche con baldoni. il fine ? aumentare l’ immagine di cattivoni degli iraqeni, l’ odio nei loro confronti, in modo da giustificare bombardamenti a raffica ? Non bastavano, per l’ opinione pubblica, gli sgozzamenti ? Cio?, sar? strano in un senso, ma anche nell’ altro non mi pare cos? strategico. Un po’ di rapimenti di francesi,di donne, per dimostrare che non si fermano davanti a nulla, per avere anche la francia come alleata ? e si gira la francia con il rapimento di due francesi da parte di quattro deficienti che non sono l’ iraq ? Non so, non mi convince molto nemmeno quest’ ipotesi, detto con tono tranquillo, sia chiaro, che magari non si capisce.
Una domanda, in cui denuncio la mia ignoranza, sinceramente : al tempo della prima guerra nel golfo, quando furono prese dei soldati donna, che in seguito dichiararono violenze, di che religione erano i soldati che le fecero ?
Non c’entra nulla, ma davvero nulla, e me ne scuso Lia,e cancellami pure, al ritorno, ma lasciamelo dire : Sirchia deve andarsene, e al pi? presto, per il bene delle donne e di tutti. Quel bambino sarebbe morto, con la legge vigente in Italia. E lui l? a pavoneggiarsi, che bravi che siamo. come direbbe la piaf, bravo pour le clown !
Un bacione Lia, ciao !
Questo tuo post mi fa star male. Sentire ragionare in questo modo una persona che stimo mi provoca capogiri e aumenta la mia angoscia per gli atti di questi giorni. Mi piacerebbe che tu rileggessi quanto hai scritto.
per blu: lo scopo ? di umiliare la politica francese, disvalutarla e toglierle la credibilit? ottenuta presso le opinioni pubbliche occidentali: insomma, dimostrare la necessit? dell’uso della forza, “tanto quelli non distinguono tra imerialisti e pacifisiti…” un giochino molto semplice da attuare.
come in america latina, appunto. brava Lia.
Ti sbagli, Blu.
La soldatessa a cui ti riferisci, di cui mi ricordo benissimo e che la stampa di tutto il mondo immagin? stuprata e brutalizzata mentre era prigioniera, al suo rilascio dichiar? di essere stata trattata benissimo. Parl? addirittura di carcerieri galanti.
Me lo ricordo perch? fu forse la prima volta che cominciai a pensare ai pregiudizi che io stessa avevo sugli arabi e a come i media abbiano un forte peso nel crearli. Mi ? rimasto assolutamente impresso.
Maggiori particolari, qui:
http://www.elcubanolibre.net/IRAQ6.htm
Dispiace che la stampa ‘ufficiale’ non li abbia ricordati di recente, questi episodi, e che si debba andare su quella di nicchia per ritrovarli in circolazione sui motori di ricerca.
Ma ti prego di cercare tu stesso l’argomento su Google. E’ terribile come sia potuta passare, nella memoria della gente, una versione tanto falsa di quegli episodi.
Non ? davvero giusto, tra l’altro.
Quanto al resto: non lo so, e visto che non lo so non ho molta voglia di insistere in ipotesi dietrologiche che, peraltro, non amo particolarmente.
Ho espresso un disagio, forte, su questa storia.
Continuo ad averlo.
Del resto, nemmeno la resistenza irachena ha alcun motivo per prendersela con chi ha lavorato contro l’embargo per pi? di un decennio, o per tirarsi dietro la vergogna dell’intero mondo musulmano andando in 20 a rapire due donne.
Di pi?: loro hanno molti meno motivi delle squadracce di governo, per fare una cosa simile.
Diverso sarebbe su fossero stati banditi in cerca di soldi. Allora s?, allora avrebbe senso.
Ma che sia stata un’operazione “politica” dei soliti fondamentalisti mi pare assolutamente incredibile.
Io so solo che per fare andare avanti questa guerra c’? bisogno di tutta la propaganda possibile.
E che, in tutto il MO, questi sono tempi pessimi, per i volontari “seri”.
Io ho pochissima simpatia per buona parte delle ONG: quelle che ho visto qui consistevano in funzonari europei strapagati, in progetti stupidi (gli asili nido nella campagna egiziana, pensa te) creati apposta per ricevere fondi dall’UE, in gente che si permetteva pure di essere razzista dai bordi delle piscine degli hotel del Cairo.
Ma poi ci sono pure quelle serie, appunto: che, in questo periodo, non riescono a lavorare in Palestina. O che vengono linciate in Italia, come Emergency.
E adesso Un ponte per.
Sono loro ad avere guai, pensa te.
Per quale motivo spariva la gente in America Latina (nonne, ragazzini, suore…), o venivano attribuiti ai “terroristi” crimini commessi sotto la protezione, per esempio, dell’attuale ambasciatore USA in Iraq?
Ma questo ambasciatore mandato proprio l?, ? possibile che non sorprenda nessuno?
E a che serve il terrorismo di Stato, in generale, se non – o soprattutto – a modellare l’opinione pubblica in un senso o nell’altro?
Niente di quello che succede in MO sarebbe possibile, se non ci venisse insegnato ad odiare gli arabi.
E mai come adesso c’? bisogno di farceli odiare.
Infine: io non dico che un musulmano non potrebbe fare del male a una donna. Certo che potrebbe. Un musulmano ? una persona normale come tutte.
Dico che quest’operazione ? un pugno in faccia al sentire comune, condiviso, di questa zona del mondo. Che nella cultura comune a questa parte di mondo, ci? che ? successo a queste due ragazze non ? assolutamente cosa di cui essere fieri. Per niente, proprio.
Oggi il blog di Sherif (http://sherif.clarence.com per chi se lo fosse perso), riporta un post su questo argomento.
E’ ben scritto, analizza le motivazioni dei rapimenti da un’angolo diverso da quello di Lia e di molti di noi sulle.
Leggendo i due blog sembra di stare in mezzo a un gruppo di lavoro per risolvere la crisi medioorientale; troppo bello!
la domanda non e’ “degli islamici lo farebbero?”
quanto piuttosto: “degli americani lo farebbero?”.
Lo farebbero quelli che hanno bombardato a tappeto Cambogia e Laos per anni, NEGANDO di farlo?
Lo farebbero quelli che hanno organizzato gli stermini di centinaia di migliaia di cinesi in indonesia negli anni 50?
In quanti hanno sentito queste cose?
Eppure basterebbe leggere dei libri di storia…
Tu Lia sei distante, e -per tornare al tema che hai proposto: “America latina” – c’e’ da dire che recentemente i tiggi’ qui si sono molto occupati della mondanita’ altolocata raccolta in un’isola dei Borromeo per il matrimonio tra un rampollo fiat e una rampolla borromea. Con soavita’ i giornalisti ci hanno comunicato che al lieto evento ha partecipato anche Kissinger.
Che bello! Invitare al proprio matrimonio la persona che organizzo’ quello scherzetto in Cile: ricordi? A Victor Hara i campioni della Civilta’Occidentale hanno tagliato la lingua e le dita, prima di ucciderlo.
Questo pero’ non lo hanno ricordato i tiggi’.
Queste cose da noi scivolano. Non e’ censura: e’ oblio organizzato.
Sempre evitando di ricordare spiacevoli ruoli dei servizi americani di stanza in veneto nella supervisione di quello scherzo in piazza Fontana.
Ricordate? Era il 12 dicembre 1969.
Ah, gia’, ci sono dei cattivoni in Irak…
Network Games
La fine del complottismo
Non credo che questo blog abbia da insegnare o da ispirare niente a nessuno.
Voglio provare ad uscire un po’ dal coro. Ho alcuni amici arabi, libanesi per l’esattezza e tutte le volte che accadono episodi che suscitano la riprovazione occidentale e che non sono difendibili in altro modo, le spiegazioni che vengono date sono sempre due: o la colpa ? della CIA, del Mossad o dei servizi segreti di qualche altro stato occidentale oppure di qualcuno che non ? musulmano, nel senso che non rispettando l’Islam si pone al di fuori di esso. Ed ? questo che modo di pensare che non capisco. Nella cultura occidentale riconoscere gli errori anche se appartengono al proprio gruppo culturale o al proprio stato nazionale non vuol dire squalificare la propria cultura o il proprio stato, vuol dire semplicemente che c’? qualcosa che non va e che ? necessario impegnarsi per correggerla.
Mi sembra invece qui di assistere alla rimozione del problema per non affrontarlo.
Forse mi sbaglio, ma mi piacerebbe avere un chiarimento di chi queste cose le ha vissute o le vive pi? vicino di quanto non possa fare io.
Grazie
P.S Complimenti per il blog, davvero vivace, frizzante e stimolante.
ah, Lia, aggiungo un particolare di cui volevo scriverti da qualche giorno.
La settimana scorsa e’ stato rapito in Irak un padovano. Imprenditore del ramo marmo e affini.
Non se ne e’ parlato molto.
I tiggi’ lo hanno sempre presentato come “un irakeno con passaporto italiano”.
Paesi piu’ civili (ci vuole poco) ne avrebbero parlato come “un nostro concittadino di origine irakena”. La differenza non e’ poco.
Ora su di lui e’ caduto un plumbeo oblio.
Si tratta di Ajad Anwar, anche lui rapito da un commando mentre era in casa.
Settolo
Rapite
Credo sia importante farsi certe domande e provare a darsi delle risposte, sapendo che comunque la certezza assoluta non c’
Niente anatemi. Ti sottilineo le frasi (sono virgolettate per comodit?), con un commento brevissimo.
“Condivido le perplessit? di… e, francamente, questa storia non mi torna proprio.”
Ho pensato subito: finalmente anche Lia ha capito! (ma intendevo: ha capito che i terroristi se ne fregano di tutto)
“L’Ulema Al Faidi ha detto che i rapitori non sono iracheni. A me sembra stranissimo, davvero, che possano esserlo. Lo ripeto: non tanto perch? sono volontarie, perch? sono ‘buone’ etc. Ma per la miriade di rapporti coltivati in 14 anni di presenza a Baghdad.”
Non iracheni, terroristi iracheni! E’ ben diverso!
“E poi non la capisco perch? sono donne, anche.”
E capisci i bambini di settimana scorsa in Russia? E’ evidente che esistono persone che non hanno sentimenti che noi riteniamo “umani”.
“Io so gi? cosa mi diranno, gli egiziani con cui parler? di questo: che non ? possibile che siano stati gli iracheni e che un musulmano non fa queste cose. Che ? una montatura, che ? stata la CIA o qualche squadraccia del governo. Me lo diranno serissimi e convintissimi, mi pare di sentirli.”
E, a questo punto mi sono chiesto: dovra andr? a parare Lia?
“Ed io, francamente, trover? l’ipotesi plausibile”
Rileggila questa frase. Dieci, cento volte! Mille, se ? necessario.
Comunque con affetto,
angelo
Angelocesare: cosa c’? di inaccettabile in quello che ho scritto?
Vogliamo provare a capirci?
Tu mi dici quali punti ti fanno stare male e io ti dico per quali motivo mi sembrano legittimi, invece.
Secondo me ce la possiamo fare, senza anatemi.
Facciamo che numero le frasi, ch? altrimenti ci si confonde.
Frase 1. Condivido le perplessit? di Caravita, s?. Il quale pu? piacere o non piacere, ma ? riconosciuto come persona seria e preparata da tutti i blogger con una credibilit? da spendere, in rete: tra l’altro si occupa da tempo della questione ed ? documentato, molto. Ho messo il link al suo post e al suo blog.
Frase 2. No: se commento una frase, la commento com’?. Che vuol dire cambiarla?
Al Faidi ha detto di ritenere che i rapitori provenissero da fuori.
Io – che sto dicendo che nel mondo arabo i rapporti personali sono di importanza capitale e che “Un ponte per” ha rapporti costruiti in 15 anni di lavoro, in Iraq – registro l’affermazione di Al Faidi come una condivisione del mio stesso stupore.
Sto semplicemente facendo un ragionamento, ed ? che mi pare un rapimento oggettivamente slegato dal territorio.
Non sto entrando nella categoria buono/cattivo. Rifletto e basta.
3. Mi pare un po’ semplicistico accomunare i vari punti del globo semplicemente in base alla religione.
Per un’analisi della disumanit? di quanto accaduto in Russia ho segnalato un articolo assolutamente profetico a questo link: http://bruegel.clarence.com/permalink/162546.html
Leggilo, te ne prego. E’ del 2003.
E, tuttavia, parlando di donne rapite io sto facendo un discorso diverso: sto parlando dell’effetto nefasto che ci? avr? sugli arabi del mondo. Sto dicendo che i rapitori la faranno sprofondare dalla vergogna, la grande maggioranza degli arabi, perch? nella cultura araba una cosa del genere ? considerata spregevole. Mi pare un’operazione insensata che, pi? che procurare appoggi arabi alla causa dei rapitori, gliene toglier?.
Siccome l? c’? una guerra, e le guerre sono fatte anche di comunicazione e propaganda, il tutto mi pare fortemente autolesionistico e non ne vedo lo scopo.
“E la Cecenia?”, mi dirai?
“E che ne so”, ti risponder?. Non conosco la realt? di l?, non ? mondo arabo e non c’?, qui, un meccanismo di identificazione con loro.
Saranno anche musulmani, ma appartengono a un altro mondo.
Io parlo di mondo arabo e rifletto sulle basi di ci? che io so di questo mondo, non di un altro.
E comunque: in questo post, cerco solo di osservare e di capire ci? che vedo.
Che devo dire? Che queste cose non si fanno, che ? orribile e cos? via? Ma non ? implicito, non dai per scontato che lo pensi? Non ? ovvio, che io sia in ansia per la sorte di due ragazze verso cui ho un meccanismo di identificazione totale?
Cerco solo di razionalizzare, di pensare in modo lucido sulla base di ci? che so e, certo, posso riuscirci in misura maggiore o minore, ma comunque non ? un crimine e non ? disdicevole.
Ultima frase: io ho spiegato perch?. Nelle righe immediatamente succesive. Ho fatto dei riferimenti storici precisi, ho citato il signor Negroponte e il suo curriculum, ho ricordato che queste cose sono gi? successe ed appartengono al nostro passato recente.
E allora il tuo “Rileggila!” ? puramente emotivo e, finch? lo continuer? ad essere, avr? tutto il sapore dell’anatema.
Dimmi cosa c’?, nella spiegazione che io ho offerto, che ti pare intollerabile o fuori luogo.
Ragioniamoci, davvero.
L’alternativa ? emettere solo un lungo, disperato urlo d’orrore.
Ma non vale la pena avere un blog, se uno decide di limitarsi a questo.
Ricambio l’affetto, ch? mi hai disarmato un mucchio di tempo fa.
Vediamo le cose da due punti di vista molto diversi. E’evidente. Magari fra qualche anno qualcuno dei due cambia un po’.
Tuttavia hai detto una frase che approvo al 100% (non ? poco!):
“L’alternativa ? emettere solo un lungo, disperato urlo d’orrore. Ma non vale la pena avere un blog, se uno decide di limitarsi a questo.”
Ciao,
angelo
Ok, sar? chiaro: per me le torri gemelle non le ha lasciate abbattere il presidente degli Stati Uniti e il rapimento delle nostre due carissime ragazze in Irak non ? stato orchestrato dalla CIA. S?, hai ragione (te la d? di nuovo, vedi? e sempre al 100%), ho delle certezze esagerate.
Ciao,
angelo
Guarda che sono calmissimo :-)
Ti rispondo: perch? altrimenti questo ? un mondo casuale.
Angelocesare: che vediamo le cose da due punti di vista diversi ? noto.
Qui per? il tentativo era quello di confrontarsi sulla sostanza.
Tu mi hai detto “rileggi ci? che hai scritto”, che ? come dire “hai scritto un’insensatezza”.
Io ti ho segnalato le ragioni su cui baso ci? che ho scritto, che ? come dire: “Pu? darsi benissimo che la mia ipotesi sia sbagliata, ma chiederselo ? sensato in quanto esistono dei precedenti precisi, concreti e riconosciuti. Utilizzare i precedenti come strumento per interpretare la realt? ? un’utile – e pi? che legittima – consuetudine dell’essere umano. Una delle possibili, certo.”
Se, a questo punto, tu interrompi il dialogo, mi stai dicendo: “Per me ci? che hai scritto ? insensato perch? io credo che l? ci siano i buoni, a prescindere dai riferimenti che tu mi citi.”
A questo punto, per?, siamo pi? vicini alla fede che all’analisi.
Noi possiamo anche scegliere di dividere il mondo in buoni e cattivi e stare con i buoni.
Non dovremmo, per?, proteggere i nostri “buoni” dagli esami di realt?. N? dovremmo condannare moralmente chi ha voglia di farlo. Non ? granch? laico, credo. Non ? nemmeno molto occidentale, se ‘sta sciocca parola vuol dire qualcosa.
Comunque non importa.
Ciao. :)
Con calma.
Questo lo sapevo gi?.
La domanda ? riferita al solo rapimento ed ?: per quale motivo consideri insensato e scandaloso porsi un simile interrogativo?
E non arrabbiarti. E’ proprio una domanda e basta.
Se uno si pone l’interrogativo??
O se l’interrogativo ? fondato?
Io sono ferma alla prima domanda.
Lia: in entrambi i casi.
Tonii: se il mondo fosse davvero casuale, non esiterebbe.
gentili Lia e Angelocesar,
trovo molto interessante questo vostro scambio di opinioni, anche perche’ di questi tempi il salto tra chi la vede in un modo e chi nell’altro e’ un baratro di incomunicabilita’.
Ma la frase che mi ha colpito di piu’ e’:
“perch? altrimenti questo ? un mondo casuale”. Ma come? Casuale? Il mio primo pensiero e’: “e allora?”. Sara’ che io non sono marxista ne’ monoteista, ma mi risulta difficile immaginare che la casualita’ del mondo sia un problema.
Non e’ che ci spaventa la semplice realta’?
Ma nel caso specifico -purtroppo- non e’ casualita’, ma una costante metodica della politica estera americana: creare “favole belle” per giustificare i piu’ orridi massacri della storia. Peggiori perche’ giustificati moralmente dal denaro.
Pensate solo a Warren Anderson: uccise 14 mila persone e ora si gode il sole della Florida. O pensa a Emmanuel “Toto” Constant: 4000 barbaramente assassinati ad Haiti. Ora ride a New York. E potremmo continuare a Westmoreland, il generale del Vietnam e le sue direttive “30-31” a Gelli…
???
Confondi il piano dell’essere con quello dell’esistere. Errore tremendo che da San’Anselmo d’Aosta in poi perseguita il pensiero occidentale.
La brillante confutazione Kantiana evidentemente non e’ bastata: tutto l’hegelismo v’e’ ricaduto con le sue false idee di progresso e di razionalita’ nella storia.
Piccolo particolare: e se fosse un convincimento dettato da una particolarita’ delle lingue indeuropee? Se una certa idea fosse solo frutto della cultura (in senso antropologico) dettata dalla lingua?
Mi riferisco allo stranissimo caso del verbo “essere”.
Una splendida trattazione filosofico/linguistica (e non un polpettone da filosofo cieco alla Severino e soci) la trovi in appendice a: Disputers of the Tao : philosophical argument in ancient China / A. C. Graham. – La Salle, Open Court, [1989]. – X, 502 p., 24 cm. Tradotto in italiano dal grande sinologo Fracasso.
Fatti un regalo: un bel testo e una idea cortocircuitante in meno :-)
No comment, it’s with people like you that terrorism will win, you speak about resistance, bad americans, but you don’t know nothing! With people like them terrorits can be very happy! Or also terrorism is an invention from the USA? Bah.
Cio?: se io mi faccio domande contribuisco alla materializzazione di un mondo casuale?
Onoratissima, ma qui siamo alla fede pura.
Quindi tu escludi che una visione del mondo possa essere oggetto di verifica?
E perch? ti indignano i fondamentalisti, allora??
Scrive “-”
“you speak about resistance, bad americans, but you don’t know nothing!”
Ossia, “Lei sa tutto”, perch? “you don’t know nothing” ? un groviglio logico con doppia negazione, e quindi afferma.
Ma se la gente non sa l’italiano, cosa pavoneggia a fare un inglese da quinta elementare? Fortuna che ora, con la riforma, i bimbi inizieranno presto a studiarlo!
Non meno di 15.000 persone oggi alla manifestazione di Milano: via Carducci piena per l’intera lunghezza.
Non molti, a dire il vero, gli stranieri. Musulmane e musulmani, anche loro non moltissimi,
reggono lo striscione d’apertura: “Liberateli”. Riconosco gli esponenti del Centro Islamico, l’ex gestore del Fondaco dei Mori, un responsabile di Islamic Relief.
Intorno a loro, la gente che in questi anni ha lavorato con e per la Palestina o ad insegnare l’italiano agli stranieri: certo si tratta di conoscenze e di affetti personali, ma nel darsi il cambio allo striscione c’? anche uno stringersi intorno, a mo’ di protezione.
Ci sono quelli del “Ponte per…” con il loro striscione e con le loro facce distrutte: avvisto la mia compagna di stanza del Palestine.
Subito dietro, Vittorio Agnoletto assediato dalla stampa.
Per tutto il percorso l’altoparlante diffonde solo e unicamente “The answer, my friend, is blowing in the wind” e “You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one”: Imagine e Blowing in the Wind sono cantate malissimo ma fanno venire il magone a tutti.
Tante, tantissime le facce scure, tante le facce commosse; quando viene mandato un brano registrato con la voce di Simona Torretta molti piangono apertamente. Piero Maestri, che non dimentica Ra’ad e Mahnaz e l’intero popolo iraqueno, chiama le due Simone:
“nostre sorelle, nostre amiche, nostre compagne”.
Una tristezza infinita. Siamo in molti a pensare che non rivedremo vive le due ragazze.
E l’unica cosa con cui ci si scontrerebbe di gusto, oggi, non sono sono “le civilt?”, ma le telecamere che frugano la nostra intimit? di milanesi: perch? ? per stringerci tra di noi che siamo qui.
Una bambina di forse cinque anni mi sorride e mi allunga un volantino che inizia con la Fatiha: nel nome di Dio il Clemente il Misericordioso.
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Chiedo scusa ai non milanesi, ma soprattutto chiedo scusa a Lia che da Milano ? scappata per poi ritrovarsela postata qui. Cancella semmai, np. Un abbraccio.
Come potrei mai cancellarti??
Se avessi un padreterno lo pregherei, e se fossi stata a Milano sarei stata l