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La biondina che è in classe con me è di nuovo scappata dall’aula, oggi. Ha sbagliato verbo, ha mormorato: “My God, sono ridicola…”, è diventata tutta rossa ed è fuggita in lacrime.

Ed io poi le ho detto: “Senti, ma prendila con umorismo. Chettifrega di piangere?”
E lei mi ha detto: “No, è che è un po’ tutto, ho i nervi a pezzi. Ho nostalgia dei miei, qui è tutto così nuovo, così diverso, e poi ho anche bisogno di parlare di politica.”

E, in effetti, poco prima mi aveva chiesto se c’era un dipartimento di studi mediorientali, nella mia università in Alto Egitto, ché caso vuole che sia stata destinata proprio nella mia cittadina, per il suo anno di volontariato.

“Come sarebbe, che hai bisogno di parlare di politica?”
“Perchè non siamo informati, noi in America! We are under a shelter! Non sappiamo niente e poi arriviamo qui e scopriamo che ci odiano tutti per quello che gli stiamo facendo. E loro pensano che noi siamo d’accordo e che appoggiamo il governo!!”
“Be’… sarebbe un po’ il concetto della democrazia, no…?”
“E invece noi non sappiamo niente! Oh, it’s so overwhelming…” e si è messa a piangere di nuovo.

Ho pensato due cose: prima di tutto che solo un’ora prima era venuta da me con la faccia di chi vuole un’informazione: “Senti, tu che lavori lì: ma c’è la possibilità di fare studi sul Medio Oriente, lì da voi?”
E mi ha fatto molta tenerezza.

E poi ho pensato che come facevo a scriverla sul blog, ‘sta cosa, ché poi qui sembra che me le inventi, le cose che mi succedono attorno.
E sono tornata a casa scuotendo la testa.
Mah.