E’ proprio il posto dove passerei volentieri una serata, se fossi a Casablanca. Casa España, doveva essere carino. La tortilla di rigore, che ogni tanto bisognerà pur mangiare senza cumino, una cosa da bere…. e certo, che ci vai…
In quante ‘Casa España” sarò mai stata?
Quante ne devo ancora vedere? Almeno spero…
Ma sai come mi girano le balle, all’idea di incappare nell’ennesimo risultato (prevedibile, previsto, urlato, sognato negli incubi) di questa demenza generale che pare voler travolgere qualsiasi possibilità di essere normalmente sereni al di là del tinello di casa propria…??

Sono personalmente incazzata, per questa storia.

Perchè avevo appena finito di tranquillizzare il mio apprensivo, amatissimo e non più giovanissimo papà: (“Ma no che non mi sparano, in Egitto…!! Cosa vuoi che mi sparino?? Con la faccia che mi ritrovo, un integralista potrebbe al massimo chiedermi in moglie…”)
L’avevo pure convinto…. gli sarà andato il cappuccino di traverso, stamattina…

E perchè mi ribello, mi ribello profondamente a questo mondo piccolo, ostile, ottuso e chiuso in settori come una galera, che sembra piacere tanto ai dementi ‘nostri’ e ‘loro’.
Perchè vorrei andare lì come se fosse normale. Perchè è normale, andare lì.
Perchè, guarda un po’, condivido ogni atomo della voglia di tranquillità di ogni singolo abitante del pianeta, fatta eccezione per i dementi sanguinari che, tanto, si barricano nel tinello e non lo corrono mica, il rischio di andare a fare la parte della tortilla a Casa España…

Parlo dei dementi nostrani.
Sono quelli che mi spaventano di più, quelli che capisco meno.
E, per nostrani, intendo pure gli spagnoli.

Ce l’hanno sotto il culo, il Marocco.
Ci convivono da sempre e, da un bel pezzo, ci litigano pure.
Ceuta, Melilla, la pesca….non è che non ne avessero, di problemi col Marocco.
E non esattamente per colpa dei marocchini, vorrei sottolineare.

Pareva un miracolo, la politica spagnola degli ultimi anni… si stava candidando a principale interlocutore europeo nell’area del Mediterraneo.
Aveva ospitato la Conferenza di Pace di Madrid.
Fatto il Centro Studi del Mediterraneo.
Cose splendide, stavano facendo. Lungimiranti.
Da paese leader.
Ed ecco qua, invece… Aznar.
Un genio.
Che prima manda le navi di guerra a Perejil, poi va a farsi le foto alle Azzorre con Bush e Blair…. non è che non glielo avessero detto. Erano mesi che sui giornali, alle manifestazioni, nelle chiacchiere comuni, si diceva che stava trasformando la Spagna in un obiettivo per i terroristi.
Il primo degli obiettivi, anzi.
Il più a portata di mano.
Mica ci voleva la zingara, per prevederlo…

Sono incazzata perchè, se mai dovessi saltare in aria pure io, davanti a una tortilla e a un vino tinto, non potrei nemmeno incazzarmici fino in fondo, con l’integralista che, invece di chiedermi in moglie, mi ha trasformato in tortilla.

E che gli dico, scusate…??
Certo, gli faccio il pistolotto contro il terrorismo, contro tutti i terrorismi, per il rispetto della vita umana, dei civili, degli innocenti e di chi mangia tortilla.
Ma sì, glielo faccio pure.

Poi lui (il terrorista, dico… quello che credevo avrebbe preferito sposarmi) mi risponde che pure bombardare gli iracheni non è che sia proprio tanto legittimo.
Che pure quella brava personcina di Aznar, non è che abbia fatto tante differenze tra civili e militari, mentre si accodava festoso a quello che sappiamo.
Che perchè Aznar sì e lui no.

E io che gli dico, a quel punto?

Sono stata messa, contro ogni mia volontà, in condizioni di non sapere nemmeno cosa ribattere, se qualcuno decide di farmi fuori.

Geniale, davvero.