
Io sono partita da Bozen-Malpensa due giorni fa.
Sono arrivata al Cairo dopo otto ore di aereo, di cui una buona parte fermi in pista a Sharm el Sheik senza potere scendere e senza, quindi, poter fumare. Abbiamo sfiorato l’ammutinamento e fatto impazzire le hostess, che c’era chi teneva la sigaretta spenta in bocca e faceva scattare l’accendino e poi si faceva un mucchio di risate vedendo accorrere il personale (“Ittadgin mamnuuuua!! Vietato fumaaare!!!”) e, d’altronde, noi passeggeri Egypt Air siamo fatti così.
Ho viaggiato di nuovo col biglietto senza cognome, a proposito, e nessuno ha fatto una piega.
Sono approdata a casa con settantamila valigie (dico solo che avevo il mio vecchio tritatutto Moulinex come bagaglio a mano, non so se mi spiego) alle due di notte.
Tre ore dopo mi sono alzata per prendere il treno per l’Alto Egitto, dove ho corretto esami ininterrottamente fino alle 13 di oggi.
Sono scesa da poco dal treno che mi ha riportato al Cairo e, di nuovo a casa, contemplo la valigiona italiana aperta ai miei piedi nel punto in cui l’avevo lasciata entrando l’altra notte e il mix di maglioni, grattugge, lenzuola, borsette, scarpe, libri più una spugna rosa sparpagliati sul tappeto.
La scena è raccapricciante e io sono molto stanca.
Una donna deve avere delle risorse, tuttavia.
Le mie, stasera, hanno assunto le fattezze dell’home delivery del Peking di Dokki.
Mentre aspetto che il mio pollo alle mandorle bussi alla porta, quasi quasi mi stappo il vino rosso del duty free e accendo la stufetta made in Turchia.
Perchè – quasi dimenticavo di scriverlo – al Cairo piove. Già. E pure parecchio.
E io mi pregusto almeno dodici ore di sonno, mentre fuori diluvia e il Cairo è tutto bagnato e, a guardarlo dalla finestra, lo vedi che luccica.

Qu? a Milano sta nevicando pensa un po’ te e neanche poco. Belle le stufe turche,
ciao
ciao cara Lia, bentornata a casa vorrei tanto anch’io essere l? ad ammirare il cairo bagnato, invece sto ad ammirare roma bagnata.
A novembre sono passata di l?, ho fatto una brevissima gita di 3 giorni al cairo poi sono dovuta correre a roma perch? mio padre ? morto infatti ti ho un p? trascurato, adesso sono tornata a leggerti solo tu mi aiuti a sognare grazie
Ciao, Lauretta.
Un forte abbraccio.
Bentornata al “tiepido”. Pare che il brutto tempo abbia estensioni planetaria. Anche all’Avana subiamo un “Frente Frio” che fa gelare gli autoctoni e sorridere il sottoscritto che sa cosa soffrirebbe a Milano. Io rientrer? per una breve settimana in Italia a met? febbraio, e come te far? incetta nella mia cantina :D. Hai gi? fatto il tuo “compito” per domani? Mi angoscia un po’ questa scadenza …
Ben tornata Lia e buon riposo!
Sono contenta per te, perch? qui – in compenso – piove. Peccato, per?, perch? suppongo che tu non abbia fatto in tempo a vedere “Private”, il film di Saverio Costanzo ambientato in una casa di palestinesi che diventa avamposto militare degli israeliani (da una storia vera). Mi sarebbe piaciuto avere un tuo parere… io ho avuto lo stomaco stretto in una morsa dall’inizio alla fine. A parte un paio di scivoloni retorici, l’ho trovato molto efficace.
Ehm. Volevo dire che qui, in compenso, nevica. Ma fa lo stesso…
ma perche gli ebrei sono cosi odiati da migliaia di anni?vorrei capire,chi me lo spiega?grazie.
Te lo spiego io, Calogero: perch? chi cerca di mantenere una propria identit? distinta, in Occidente, spaventa e viene etichettato come ‘diverso’ e, in quanto tale, sospetto, minaccioso e da cancellare.
E’ esattamente ci? che sta succedendo ai musulmani, nell’attualit?.
In Oriente ? diverso: in quanto “Gente del Libro”, gli ebrei hanno vissuto – e anche trovato riparo – nel mondo arabo per secoli senza particolari problemi.
Le cose sono cambiate solo con la nascita di Israele. Questo vuol dire, molto semplicemente, che l’antisemitismo presente al momento in alcuni settori del mondo musulmano (non in tutti, checch? se ne dica) ha radici squisitamente politiche e non, al contrario del nostro, legate a una pura e semplice quanto immutabile identit?. Sarebbe quindi risolvibile, se lo si volesse risolvere. Ovviamente, non conviene: proiettare i nostri antichi peccati sugli arabi ci torna molto comodo.
Ben tornata a casa… Fiuuuu…ancora tutto da riordinare! Auguri per il “lavoraccio” che ti aspetta!
A proposito, ti sei portata dietro il tritatutto della mulinex dall’Egitto in Italia, e dall’Italia in Egitto? Guarda che con 30? lo acquisti anche qui, non ? che in Italia siamo sprovvisti di tritatutto!
X Lauretta: Mia sorella pi? grande si chiama Lauretta, come te!
Chiarisco il mistero-tritatutto: io possiedo, in Italia, una cantina piena zeppa di tutti i miei oggetti. E vivo, in Egitto, in una casa che di oggetti ne ha decisamente pochini.
Anzich? ricomprarmi qui delle cose che gi? possiedo in Italia, quindi, cerco di prenderle dalla cantina e portarmele qui.
Mi mancano, le mie cose. E il tritatutto, per esempio, mi mancava. Ora ce l’ho. :)
Meglio la pioggia della neve :)
cara lia non ti conosco,ma dai tuoi scritti,da me da poco scoperti,deduco che sei una donna meravigliosa,almeno riguardo ad intelligenza,furbizia e lucidita,mi auguro per il resto che tu sia anche molto sexy e che non avresti nulla in contrario a sposarti un ebreo sionista,ciao jerry.
Caro Calogero Maccarrone: avere un blog ti insegna, tra le altre cose, a non stupirti pi? di nulla. Tuttavia, non mi ? ben chiaro il motivo per cui dovrei contemplare un matrimonio con un ebreo sionista. Possiedo, al momento, un trentino agnostico e mi ? pi? che sufficiente.
Saluti e grazie per i complimenti.
Ciao, Marco. Io, a dire il vero, in casa sto gelando. Nell’albergaccio in Alto Egitto non ti dico, con la storia dello sbalzo termico. Fuori si sta benissimo, invece, ma con ‘sta storia di non avere il riscaldamento ti becchi pi? freddo qui che a Bolzano, accidenti. Tu no?
La scadenza, gess?. Ma io mica lo sapevo, che c’era una scadenza…