
Siccome a me piace accendermi la mia sigaretta, quando ho una cosa da bere davanti, succede che nei bar, locali, stube e ristoranti italiani non ci sto più bene e non ho più voglia di andarci.
Nessuna teoria, nessuna discussione, nessun principio da difendere: pura e semplice voglia di evitare di stare lì a reprimeri desideri. Che non è poco.
Dimmi tu per quale motivo dovrei passare una serata avendo come retropensiero fisso la voglia frustrata di una sigaretta. Manco uno uscisse per farsi torturare. O per prendersi una polmonite fuori dal ristorante per la Marlboro postcena, a meno cinque e in mezzo ai ghiacci. Che gli altri facciano un po’ come credono, dico io. Personalmente, me ne sto a casa.
Oppure faccio indagini: ho scoperto, per esempio, che alla pizzeria Cappello di Ferro in via Bottai a Bolzano c’è la sala per fumatori, e stasera alle 21 sarò lì.
Però, insomma, il tutto mi pare un notevole stress e lo vivo sapendo che durerà poco, ché tra qualche giorno riparto e, tra le tante complicazioni dell’esistenza che mi lascerò alle spalle, ci sarà anche questa.
In Egitto, come ovunque o quasi, ci sono posti dove si può fumare, posti dove non si può e posti dove non si potrebbe.
I treni, per esempio: nessuno fuma negli scompartimenti, c’è il divieto ed è rispettato. L’unico vagone in cui è permesso farlo è quello adibito a bar. Però gli spazi tra un vagone e l’altro sono un po’ una zona franca: in teoria non si potrebbe ma in pratica c’è un tacito accordo per cui nessuno ti dice niente e, d’altronde, le porte sono chiuse e il fumo non arriva ai passeggeri seduti.
Ci si stringe un po’ tutti, insomma, con l’intenzione di far posto ai bisogni reciproci e, del resto, il Profeta stesso aveva un occhio di riguardo per i viaggi ed è noto che persino il Ramadan può essere sospeso se ti capita di doverti spostare in quelle date.
Per il resto, come dicevo, non ci sono stranezze particolari: da Mac Donald non si fuma e da Alì Bey sì. Oppure ci sono le zone fumatori. Oppure non ci si pone il problema e basta. Non sono salutisti, gli egiziani, e con l’aria che si respira al Cairo mi scapperebbe pure un po’ da ridere se lo fossero.
Più che altro, sentono un certo fastidio estetico di fronte alle sigarette fumate in strada, specie se femminili: ti guardano, magari, e non osando dirti che non sta bene che una signora passeggi con la Marlboro ti ricordano – sorridendo – che fumare fa male.
Cose così.
Però c’è la shisha, da noi, e quello è un discorso completamente a parte.
Sarebbe il narghilè, la shisha.
L’Egitto, come tutto il mondo arabo, è zeppo di localini in cui le uniche cose esposte sono i bicchierini di vetro per il tè o il caffè e decine e decine di queste pipe ad acqua. Tu ti siedi, ordini tè e pipa e loro ti portano il tuo narghilè con il tabacco che hai scelto. Poi arriva l’addetto al carbone ardente e te l’accende. E tu ti metti là e sbuffi fumo. Sono momenti in cui ci si sente contemplativi e in pace con il mondo, quelli.
La shisha è ovunque e a tutte le ore, nelle bettoline più infime come nei barconi sul Nilo più lussuosi, e credo che agli egiziani verrebbe un mancamento, se a qualcuno saltasse in mente di proibirla.
Un tempo la pipetta da cui si aspirava era metallica e uguale per tutti, e non oso pensare alla circolazione di malattie che poteva derivarne. Adesso no, ormai te la portano di plastica, sigillata e monouso. Altra plastica che va ad aggiungersi alla catastrofica situazione ambientale del paese che mi ospita, ma d’altronde dubito che ci siano alternative.
Io non la fumo, la shisha: la trovo bellissima ed estremamente rilassante, con i suoi tempi lunghi e il rituale del tenerla accesa, e i nuvoloni bianchi che solleva e il fumatore beato, composto sulla sua seggiola di legno o semistravaccato sul sofà o, anche, sdraiato del tutto se è a Dahab.
Non la fumo, però, perchè aggiungere dell’altro tabacco a quello che già fumo normalmente mi pare inopportuno.
Però ne aspiro voluttuosamente l’odore ogni volta che ne ho una vicino: è una delle cose che più associo all’Egitto, quell’aroma speziato di tabacco alla mela che ti arriva appena ti avvicini al Nilo, o dove meno te lo aspetti. E’ un odore buonissimo e inconfondibile ed è strettamente legato al piacere, sia pure a quello altrui. Lo respiri e ti senti anche tu semisdraiata sul sofà. Attenta alle braci. Contemplativa.
Una è felice di essere una fumatrice passiva, quando si tratta di shisha.
O un’annusatrice a scrocco, è lo stesso.

Parole sante, Lia!
Io invece sono felice che finalmente esiste questa legge. Ovviamente non sono fumatrice!
la Francia resiste, i pub britannici pure. E, ovviamente, la Turchia.
Ciao Lia, buon anno! fumare con il narghil? ti d? un fumo fresco (? il calore che danneggia le vie respiratorie, oltre alla nicotina ecc) e depurato dall’acqua… quindi, credo, pochissimo dannoso! chiss? se esistono degli studi in proposito…
Torno ora da Damasco e anche l? il narghil? si trova dappertutto e lo fumano tutti, ricchi e poveri, musulmani e cristiani (molti nella capitale siriana, e per nulla oppressi nel culto! ci sono addirittura gli angolini con le stautine della Madonna e i fiori, per strada…)
Ciao Lia, ti ho scoperto da poco e mi piaci molto!! Ho solo colto una frase nel tuo ultimo post che vorrei criticare, senza cattiveria… ovviamente. “Manco uno uscisse per farsi torturare. O per prendersi una polmonite fuori dal ristorante “… Giusto, la polmonite non ? cosa bella. Come tutte le malattie. Ma ce ne sono di + gravi… che il fumo non aiuta certo a tenere lontane. EHI, non toccare ferro come fanno i fumatori, come se dicendo la verit? si volesse “augurare” loro qualcosa di brutto o come se, dicendo la verit?, si volesse portare sfiga. Solo, quella frase, mi ? sembrata bizzarra. :)
Sei bravissima. Polp
Il mio timore ? che il peggio non ? mai morto…
Concordo con te Lia.
…e dove pensava di essere andato l’acidosignore, negli USA?
dal mio punto di vista non ? una questione di salutismo: ciascuno pu? ammazzarsi (o godere) di quello che vuole. ? semplicemente un problema di rispetto. se uno al mio tavolo beve un caff? con la grappa, con il latte, col prezzemolo o con l’uvetta della papuasia, non mi importa. se invece uno a quattro tavoli di distanza fuma uan sigaretta, tutto cambia. moltiplichiamo per 10 persone… per 60 minuti di media… otteniamo una cosa insopportabile. capisco la tortura dei fumatori (adesso sanno che significa), meno il loro tentativo di crearci sopra una filosofia o considerarsi delle vittime di una legge talebana. mi sembra che scadano nell’orianafallacismo. un bel respiro a tutti! Saul
Se continua cos?… tra un p? inizier? una nuova era di “proibizionismo”… 2 Euro per una MS?
Io non fumo e perci? non entro nel discorso.Anche perch? il fumo non mi ha mai dato fastidio.
Non sono insomma un non-fumatore strazzamaroni.
La cosa che mi ha lasciato allibito ? una specie di “capsula” in materiale trasparente,vetro o plexiglass,che contiene tre fumatori per volta.
Clautrofobia esposta…gogna..oppure dispetto della serie “io sto fumando e tu fuori aspetti il tuo turno e siccome mi sei antipatico me ne fumo un’altra alla facciaccia tua”.
Io la voglio vedere all’opera questa teca.
Molto meglio il cappottino e l’uscita dal locale.
Oppure la cancellazione dello stesso dalla lista delle mete serali,come hai deciso tu.
Un saluto con abbraccio allegato,
A Fant un maschio saluto e basta.
Saul, carissimo, credevo di averlo detto: non faccio teorie n? dibattiti, mi limito a testimoniare che ho un motivo in pi? per essere felice di avere la mia casetta altrove.
E, tutto sommato, non ? che in generale mi vada di fare molte battaglie; mi limito a spostarmi pi? in l?.
Polp, grazie, sei molto gentile.
Per?, a proposito di testimonianze, ho una cosa da raccontare.
Io avevo due amiche che erano per me due sorelle: Cri e Cinzia.
Con Cri ne abbiamo combinate di tutti i colori e ci piace pensare che ne combineremo ancora.
Cinzia era una prof di educazione fisica, molto attenta alla salute e anche un po’ materna nei miei confronti, ch? mi considerava una scapestrata.
Casa sua ? stata la prima casa in cui non ho potuto fumare, a Milano, e ricordo che ci soffrivo abbastanza e facevo di tutto perch? ci vedessimo altrove. Abitava proprio accanto a dove insegnavo un tempo e mi avr? proposto cento volte di passare a mangiare da lei, dopo il lavoro, e io non ci andavo mai per questo motivo. Non gliel’ho mai detto.
Era molto sportiva, una bravissima velista e una a cui chiedere consigli per dimagrire, stare in forma etc.
Era la mia coscienza, in un certo senso, e ci giocavamo molto, su questa cosa.
Poi ? morta in tre minuti un incidente di vela, e con lei ha cominciato a morire il mio legame con Milano, fino a quando non me ne sono andata.
Non me ne sono mai molto fatta una ragione. Le amiche care sono importanti.
Voglio dire: cercare di tenere sotto controllo la vita e la morte ha poco senso, ho scoperto.
La vita ti prende per il culo.
Io morir? quando mi toccher? morire. Intanto cerco di vivere meglio che posso, senza rompere i coglioni e senza farmeli rompere.
Questa frenesia normativa di cui ? preda l’Italia tutela una specie che non ? la mia. Indi, mi pare opportuno starmene altrove.
Non ho mai avuto un uomo non fumatore e non lo avr? mai. Da ragazzina mi faceva un po’ senso, quando mi capitava di baciarli: sapevano di qualsiasi cosa avessero mangiato, a differenza dei coetanei fumatori che, invece, avevano un sapore standard che mi piaceva di pi?.
So bene che il disgusto ? ampiamente ricambiato e che i non fumatori non amano annusare – e credo tanto meno baciare – quelli della mia specie. Il fatto che non ci sia desiderio reciproco indica che la natura ? saggia, secondo me.
Se prima eravamo, umanamente parlando, dei separati in casa che trovavano comunque modo di vedersi (magari fuori casa, come io con Cinzia) adesso direi che la specie ‘non fumatori’ ha chiesto la separazione legale.
Ne prendo atto e vi saluto caramente.
Tocca spesso separarsi, nella vita. Stavolta tocca separarsi da sconosciuti, per fortuna, e l’idea non mi pesa un granch?.
ciao Lia! non mi riferivo a quello che hai detto tu, quanto ad alcuni commenti. del resto ricordo bene il locale dove ci siamo conosciuti. ne rimarranno ancora infiniti cos?, non solo al Cairo, dove voi fumatori potrete sentirvi liberi. ripeto: non ne faccio una questione di salute. il tuo racconto mi pare la battuta di Allen: smetto di fumare, vivr? una settimana in pi? e in quella settimana non smetter? mai di piovere. nelle discussioni con amici, quelle in cui ? permesso un linguaggio assai libero, il mio esempio preferito – SORRY! – ? quello delle puzzette. immagina che a noi non fumatori un giorno venisse in mente di fare le puzze nei luoghi chiusi! direste che si tratta di una filosofia di vita e che siete disposti a difendere la nostra libert?, pur non condividendola? o semplicemente direste “ma ste cose fatele a casa vostra!”? per ora ti lascio. ma non dimenticarti di me, ch? io non mi sono dimenticato di te… ci vuole ancora un po’ di pazienza per quella cosa che ti avevo detto tempo fa… speriamo bene. buon rientro! Saul
“senza rompere i coglioni e senza farmeli rompere”.
E’ proprio questo il punto, i fumatori non sono tutti come te :-)
In Italia il fumatore medio per decenni ha ignorato la prima parte. E’ brutto imporre queste cose per legge, ma proprio non c’era altra soluzione.
purtroppo il divieto di fumare, in pubblico o in privato, e’ in vigore da sempre – e non mi riferisco al tabacco ma all’allegra sostanza broncodilatatrice che potrebbe permettermi di guarire dall’asma, se fosse disponibile.
Per il resto e’ solo un peccato che non si possa istituire un sano sistema di apartheid: locali solo per non fumatori e locali solo per fumatori (nel senso che si e’ OBBLIGATI a fumare). E, ovviamente, non mi riferisco al tabacco.
Sarebbe un bel salto di civilta’.
ps: e dell’inquinamento delle auto? io che non guido lo trovo piuttosto insopportabile essere costretto a respirarmi la morte che altri diffondono nella citta’…
Lia, potresti rispondere ai non fumatori colpevolizzanti (come me) invitandoli a leggersi questa pagina: http://vialls.com/transpositions/smoking.html. Il sito ? del genere cospirazionista spinto e l’autore (ehi, ? incredibile quanto possa scrivere una sola persona) fa affermazioni quantomeno discutibili, ad esempio che il petrolio si genererebbe in continuazione nelle viscere della terra. Anche l’articolo sul fumo che protegge dal cancro mi lascia quantomeno perplessa. Per?, se ci penso, delle quattro persone che conosco morte di cancro ai polmoni, tre erano non fumatori…
Per vedere il collegamento nel mio commento precedente, rimuovete il punto alla fine. Lo rimetto, va’:
http://vialls.com/transpositions/smoking.html
Sar? insistente… Ho accennato al discorso salutista perch?, nel post, Lia dice che non vorrebbe beccarsi una polmonite. Giustamente. Se poi un fumatore fuma perch? tanto poi pu? morire sotto ad un tram, perch? non attraversare una strada statale, di notte, al buio, con la nebbia? Ho sentito molte persone malate (una basterebbe) anche a causa del fumo, dire “Cavoli, se avessi smesso prima…”… GIA’… Ma prima non ci si pensa. Si pensa per? che ? un po’ scocciante stare fuori al freddo a fumare. Sar? + scocciante subire fumo passivo sapendo che fa male, anzi malissimo? Poi, figuriamoci, posso anche mettere due dita nella presa della corrente coi piedi bagnati, tanto prima o poi devo morire. Ognuno poi fa quel che vuole… io voglio bene anche ai fumatori accaniti… soprattutto se sono come LIA ;)
Le persone morte di cancro ai polmoni erano 3 su 4 non fumatori?!
Semplice, basta pensare a quanto dice Tonii: cio? ma chi ci protegge mai, noi ecologisti non-inquinatori, dallo smog degli altri ?? che ci dobbiamo beccare per forza, ogni giorno, sui marciapiedi italiani, peraltro ingombri di cassoni metallici (=le auto).
Uhm, buona notizia, al capello di ferro /eisenhut si pu? fumare. Me lo segno. Io fumo 5 sigarette al mese, dopo la pizza. Ma effettivamente il massimo ? proprio il narghil?, se solo sapessi prepararlo bene.
Mio marito fuma, io no. Prima di andare a letto si lava i denti e le mani ed io ho imparato a sentire il suo odore e non quello tabacco. Fuma nel suo studio, ma quando vengono amici che fumano gli dico di rimanere a tavola se la bimba ? gi? a letto.
I compromessi sono spesso una forma di rispetto e saperli accettare mi sembra semplice civilt?.
In altre parole guardo con sospetto al purismo made in USA e al vittimismo dei viziosi.
Hai detto una cosa vera, fai tanto per curarti la salute, stai tanto attento a come ti muovi, poi in un attimo la vita ti frega.
Quello che non sopporto, sono le RONDE ANTIFUMO, formate da “probi cittadini”, che fanno irruzione negli uffici, nei bar e ristoranti ti spengono la sigaretta con la pistola ad acqua e ti fanno pure un sermone. Io evito di fumare nei bar, ma nel mio ufficio (il mio antro di fumatori perduti senza speranza), se dovessero entrare questi signori non do come reagirei.
Comunque la caccia alle streghe, soprattutto se le streghe sono “minoranza”, ? iniziata.
Prima il “Sirchia” se l’? presa con i cani, vi ricordate? Presentava statistiche che non stavano neanche in piedi.
Poi passata la bufera e sconfessate le false statistiche, tutto ? tornato alla calma apparente ed al silenzio.
Poi il “sirchia”, dopo aver aumentato i prezzi dei farmaci in modo pesante, con manovrine silenziose, arrivando a prezzi assurdi, con teatrale manovra supportata dai media, abbass? i prezzi dei farmaci di un niente. In conclusione, a tutt’oggi gli italiani pagano i farmaci il prezzo pi? alto al mondo.
Ora il “ringhiante Sirchia” ? il paladino dei “non fumatori”, senza preoccuparsi dei veri veleni che ci vengono dalla strada (CHI SOSTITUISCE LA MARMITTA CATALITICA DOPO 30/50000 Km? N E S S U N O!!!)
Mi dicono che il Paladino della pubblica salute (sempre il famigerato Sirchia) stia pensado ai danni dell’alcool ed ad altre cose…
Domanda: Ma sempre sotto elezioni, a questo signore, gli vengono i dolori di pancia?
Io qui non ci vengo pi?.
Oppure comincio a fumare da subito.
Ho scoperto ora di non aver nessunissima possibilit? d’essere baciato da Lia.
Ho anche scoperto di avere tre possibilit? su quatto,e scusate se allungo le mani sulle mie parti basse,di morire di cancro ai polmoni.
Giuro se ci fosse in raduno io mi presento col tabacco da masticare.
Chiss?….
Stasera filetto con contorno di piselli tirati al pomodoro e cipolla(poca!!)
Si sente?
“Il fatto che non ci sia desiderio reciproco indica che la natura ? saggia, secondo me.”
Bellissima questa…….
Ciao
Old, mannaggia: quando mi scrivi i commenti cos?, io uno strappetto lo farei pure. Solo per essere brutalmente respinta, of course. :)
Il Fant ti saluta. Un saluto maschio anche il suo. Sta anche tossendo, lo confesso, ed ? che due pacchetti di marlboro-rosse al giorno non sono pochi. Ora vado di l? e me lo annuso con volutt?.
Confermo: al Cappello di ferro si pu? fumare e la pizza non ? male. Lo strudel fa schifo, in compenso, ma per farsi perdonare ti offrono il limoncello.
So’ strani, a Bozen.
Ma a me viene la nausea, quando qualcuno mi fuma vicino. Mi succede da quando ero incinta, e mi ? rimasto. Respiro poco poco per non sentire la puzza, e la mancanza di ossigeno mi fa venire pure il mal di testa. E allora sono contenta di questa legge. Almeno cose cos? banali le potr? fare pure un governo di merda, no?
Ricordo un viaggio d’inferno in Tunisia. Un treno di notte dove tutti fumavano, e non se ne parlava proprio di dormire. Lia, non sono proprio d’accordo! La libert? di dar noia ai vicini non mi sembra esigibile.
Il 7/11, molti occupanti delle Twin Towers si salvarono perch? erano scesi gi? a farsi una fumatina. Come ? noto, circola la leggenda -molto popolare in certi ambienti- di un complotto giudeo-massonico per cui molti membri del Popolo Eletto si sarebbero salvati in quanto avvertiti in tempo. E se c’entrasse, invece, qualche multinazionale del tabacco?
zucchero filato… io associo l’odore del shisha allo zucchero filato, inconfondibile hai ragione, in casa ne ho 2 acquistati al Cairo e 1 a Damasco, anche se ne uno solo 1.
Per la carbonella mi arrangio, la compro nei negozi di articoli religiosi, ? quella che utilizzano nelle chiese per l’incenso, rotonda, compatta e si accende da sola stando a contatto con la fiamma di un semplice accendino…
io fumo.
ma non uso la macchina per andare a lavoro o per spostarmi in citt?.vado in bicicletta.
e mi respiro un sacco di schifezze.
dove sta la differenza tra chi mi puo’ additare e rimproverare perch? fumo, e la legge glielo permette, e io che non posso inveire contro quel bel fumo in faccia delle vostre macchine perch? non ho una legge dalla mia parte.
e allora smettiamola di dare ragione ad una legge solo perch? “? dalla mia parte”.
usiamo il buon senso!
grazie
Concordo con te FLAVIA, quello che tu dici, ricalca in parte il mio commento del 12/01/05.
mi lascia perplesso il modo di ragionare di alcuni: mi riferisco – in questo caso – a coloro che vedono un qualche paragone tra l’inquinamento delle auto e il fumo delle sigarette. sul fatto che entrambi facciano male, penso, ci sia una concordia piuttosto estesa, se non universale. poi le strade si dividono. chi va in bici al lavoro, sia contento di questo “privilegio”. la maggior parte degli altri, purtroppo, ? costretta a usare la macchina. io ho la fortuna di poter lavorare spesso da casa. quando per? devo andare a Milano, sono costretto a usare la macchina, ch? in tangenziale, anche volendo, le bici non ci possono andare…non sta in piedi – per me – il cambio che qualcuno propone: siccome non uso la macchina, posso fumare dove voglio (o la versione “nichilista”: siccome mi vietate di fumare – cattivoni – allora voi smettete di usare l’auto!). l’economia mondiale, si voglia o meno, gira ancora sul petrolio, non sul tabacco. possiamo essere tutti contrari- tutti quelli che qui leggono e scrivono- ma ci? ha scarso rilievo per l’andamento del mondo. sarebbe per? un passo in avanti, ancora secondo me, riuscire a ragionare in modo “razionale”. mi sembra invece di leggere tanti parasillogismi: tesi errate che portano a conclusioni naturaliter errate. scusate la pedanteria, ma ho sulle spalle due ore di coda per fare 7 km sotto la neve. e per le strade neppure uno in bici o con la sigaretta alla bocca… ;-)
Ho letto giorni fa, non ricordo dove, che la rete metropolitana di tutta Italia ha una lunghezza in km. ridicola, la pi? bassa d’Europa e meno di una singola citt? come Parigi o Londra.
Qui non si tratta di abolire tutto il traffico su ruota, ma di investire massicciamente (e usare!) i mezzi pubblici o i taxi collettivi (se ce ne fossero) o il cosiddetto car sharing. Dopotutto si parla di gente che deve salire in macchina per fare 7 km in zona urbana, non spostarsi per 70 km, chess?, in Barbagia…
non mi pare di avere detto questo…