“E vi pregherei anche di notare la orwelliana definizione di «absentee » come «someone who at the time of the War of Independence was in any part of the land of Israel that is outside the area of Israel»”

Non ho scritto niente sulle elezioni palestinesi perchè nulla c’era da dire. Come al solito, chi vuole sapere le cose le sa e certo non ha bisogno di leggerle da me.
Mi piacerebbe, certo, che la gente non cianciasse di “opportunità di pace”, ma che le vuoi dire.
Stancamente, segnalo due articoli che rispecchiano bene la mia visione della situazione, per chi fosse interessato:
Mass hypnosis in the Middle East
What “Peace” Really Means to Israelis
(Quest’ultimo dice ciò che, nel mio piccolo, vado ripetendo da anni: nessuna pace sarà mai possibile fino a quando Israele continuerà a rimovuere il pesantissimo peccato originale della sua fondazione a spese di un altro popolo.)
Solo che poi ci sono cose che non puoi fare finta di non avere visto e di non sapere: che ce l’hai a fare, un blog, se non le pubblichi?
E quindi, pubblico.
Talmente stancamente da prendere a prestito le parole di introduzione del moderatore di uno dei newsgroup che mi hanno spedito la notizia, ché io non ho voglia nemmeno di cercarne di mie.
[…] come sempre, i governi israeliani, di qualunque colore politico siano, parlano di voler far la pace con i palestinesi e, nello stesso tempo, continuano nella loro opera di spoliazione ai loro danni (salvo accusarli di terrorismo se cercano di resistere). Eccovi in proposito una notizia che non mi pare sia passata sulla stampa italiana. E vi pregherei anche di notare la orwelliana definizione di «absentee » come «someone who at the time of the War of Independence was in any part of the land of Israel that is outside the area of Israel» (dove, se non lo avete capito, ” the land of Israel” che è al di fuori di Israele è rappresentata dalla Cisgiordania e da Gaza).
(Il grassetto è mio.)
Qui c’è il link alla notizia, segnalata anche da The Rat Race.
La stessa notizia mi era arrivata già attraverso Miguel Martinez che fa notare che “se i palestinesi reagiscono, si ha un nuovo pretesto per costruire altri muri e fare ulteriori espropri. Se non reagiscono, vuol dire ugualmente via libera a ulteriori espropri, “tanto non protestano”.” e sottolinea che “Secondo Ha’aretz, il provvedimento potrebbe rendere nullatenente la metà dei nativi palestinesi di Gerusalemme: ricordiamo che “Gerusalemme Est” non significa solo la città di Gerusalemme, ma un immensa fetta del West Bank che Israele a suo tempo dichiarò unilateralmente parte del comune di Gerusalemme.”
Come dicevo, di parole nuove non ne ho proprio, non mi vengono.
Ribadisco quelle che ho usato qualche tempo fa, sempre a proposito dei furti di terra compiuti da Israele:
(Certo che avevo più energie, quando ho scritto questa cosa. Al momento, credo di stare definitivamente soccombendo all’ultima, micidiale tattica politica di Israele e dei suoi sfegatati fan: quella di rendersi talmente ripugnanti da costringerti a guardare altrove.)

Io, come vedi, ho gettato la spugna.
Basta. Magari poi mi ritorna la voglia, ma ora non ce la faccio proprio a sproloquiare inutilmente.
Sono felice che tu sia di nuovo in Egitto, fa tristezza pensarti in Italia, si sente che non ci stai bene!
Ti abbraccio, Gianna.
Nella vita, bisogna essere lungimiranti.
Come quel vecchio cinese, che sta seduto sulla sponda del fiume.
Tanto per intenderci.
Buona domenica :)
(riferito agli ultimi commenti). Chi non ama il blog di Lia o ? un neocon o ? una spia.
Acido Signore, devo dire che alcuni tuoi commentatori non scherzano, quanto a ‘acideza’. :))
Nota per i naviganti: i commenti a cui si riferisce AS sono qui: http://acidosignore.splinder.com/1106304987#3874540
Hanno gi? iniziato a dire che il nuovo presidente dei palestinesi…non ? affidabile.
Per Israele… “nessuno ? affidabile”.
Possono essere “appena credibili” solo i novelli neoconi… per gl’israeliani.
Io ormai “non spero in nulla”, di una cosa per? sono certo, di un agonia senza speranza per il popolo palestinese.
La responsabilit? morale, di questo nuovo “olocausto” ricade sull’occidente, come fornitore di mezzi finanziari e militari in favore d’Israele e da sempre loro alleato.
Al di l? di tentativi fatti per salvare la faccia, il mondo occidentale nulla ha fatto per condurre alla ragione gl’israeliani.
Sicuramente pagheremo un prezzo, per questo Ns. atteggiamento. Atteggiamento, che non ? nemmeno condiviso dalla stragrande maggioranza degl’Italiani e dei popoli Europei, tra l’altro!
Ricordo “oceaniche” manifestazioni pacifiste in favore della pace nel mondo e per i palestinesi a Roma (200000/400000 partecipanti). Ed una “contro-manifestazione” di un “gruppetto” di 100/200 ebrei del ghetto di Roma, a favore degl’israeliani, supportato alla grande dai media di Berlusconi.
Come al solito il “popolo” ? da una parte, mentre il suo governo…v? in direzione opposta.
Siamo sicuri che questo sistema democratico sia rappresentativo della volont? popolare o dei poteri forti?
Forse vi sembrer? piuttosto sprovveduta ma .. vorrei sapere sa in Italia fondazioni come The Open Society Institute (OSI) o Freedom House finanziano ONG o altro (pensavo ai Radicali ?!)
Sottoscrivo completamente le ultime due righe: ? quello che provo anche io. E purtroppo non solo riguardo a quello che fa Israele…