
Poi – e pazienza se insisto a parlare di Italia, anziché di Egitto, ma è che sto leggendo Blog generation, come ho già detto, e sono piena di entusiasmo per il ruolo dei blogger nella società – io sono rimasta stravolta da questa faccenda dei minorenni “asociali” rinchiusi nel manicomio criminale di Mantova per una sperimentazione del Ministero.
Io l’ho letta da Carmilla, ma se ne parla anche altrove.
Voglio dire: ma davvero si sta sperimentando il manicomio criminale, per i ragazzini asociali? E che si intende, poi, per asociali? Cattivi, magari drogati, teppisti?
Ma dici che sono là anche quelli che fecero qualche miliardo di danni allagando il Parini per non fare il compito di greco? No, eh?
Sarei d’accordo con Dot-Coma, insomma. E mi pare un po’ triste che, in un paese in cui succedono cose pazzesche senza che la stampa abbia un granché da dire, i blog dedichino le loro energie a polemizzare con i giornali per futili motivi che non mi viene voglia manco di linkare.
Una si aspetterebbe ben altro, dopo aver letto Blog generation.

Pazzesco, sconvolgente. Mi riprometto di affrontare il tema nel mio blog, con la massima durezza. La psichiatria ? sempre pi? fedele alleata di preti e poliziotti; e per me oggi la lotta democratica e libertaria passa anche e forse innanzitutto, per la lotta antipsichiatrica.
d o t - c o m a *:o)
L’Ordine delle Blogstar
Creiamo anche noi un Ordine delle Blogstar? e magari gi? che ci siamo anche un sindacato. La maglietta c’? gi?,…
Io ricordo le battaglie degli anni ’60 (che precedettero la prima legge sull’adozione che rifiutava il legame di sangue come priorit? e non faceva conto sulla sterilit? della coppia come discriminante) quando svelavamo la realt? degli istituti. Evidentemente siamo rotolati all’indietro… Credevamo di aver rotto con il mercato del dolore dei bambini, ma non ? cos?.
E’ orribile augusta
thank you! :-)
(devo dire che prima di questo post, pensavo che la mia polemicuccia fosse caduta nel vuoto…)
Beh, Lia: che non ci siano blog che svolgano una azione di critica sociale e politica, non ? vero. Ce ne sono; ma nessuno se li fila. Le “blogstars”, ovvero quelli che detengono il 99% dei contatti della blogosfera, preferiscono parlare di blog(il metadiscorso dei blog su s? stessi) o di cazzatelle, cose simpatiche e ininfluenti.
Il fatto ? che in Italia nessuno ha pi? voglia di informarsi, di leggere, di riflettere, in verit?. C’hanno trasformato la testa in un reality show.
Ecco!
E’ che ? bizzarro, Massimo: proprio in Italia, dove ? noto che la libert? dei media gode di pessima salute, i blog (che oltretutto – a proposito di Berlusconi e della figuraccia spaziale appena fatta – dovrebbero avere un filo diretto con gli umori di oltrefrontiera impensabile per i cittadini non connessi) rinunciano serenamente ad assumere un ruolo da pungolo che non ? occupato da nessun altro.
Rimane il posto vuoto e non ci si fa una gran figura.
Il problema ? – e lo dico colpevolmente, confesso – che scrivere di questioni leggere, polemizzare di teorie pi? o meno consunte sulla comunicazione, ? pi? semplice e meno impegnativo di scrivere d’altro. Non ? voglia di disimpegno a tutti i costi, anzi: certo non ? mia intenzione aprire una polemica sulla dignit? del disimpegno e dell’intrattenimento, ma anche questi ultimi sono importanti. Il problema ? che spesso si finisce davvero per parlarsi addosso.
Ma guardiamoci attorno: la realt? bloggistica nostrana ? ancora lontana da quella estera. Qui se parli di temi disimpegnati, sei un fuffarolo. Se parli di temi seri sei uno che non ? abbastanza autoironico e si prende troppo sul serio.
Ecco, penso che dipenda dal fatto che non siamo *maturi* a sufficienza per smettere di parlare di cosa si dovrebbe parlare.
Con il tempo ci si arriver?, ne sono certo.
No, certo che c’? un mare di gente che si occupa di temi di questo tipo.
Quello che io volevo dire si riferiva specificamente al richiamare il tale giornalista o il tale giornale alle sue responsabilit?, quando ? il caso. Come con il Corriere segnalato da Dot-Coma.
In genere non si fa (almeno non lo fanno i blog che hanno maggiore visibilit?) a meno che non si parli di cose informatiche o dell’infinito dibattito sui blogger.
Sarebbe bello se si facesse, invece, perch? in qualche misura funzionerebbe.
E questi sono reazionari (coi deboli) e cercano di farlo in ogni occasione. Sai che natiche che gli fanno ai ragazzini ..
Pi? o meno ? come dice Puliafito. Stamane ad es. c’? l’epidemia dell’inutility di Flickr che consente di fare lo “spelling fotografico” delle parole. La trovate su Manteblog, Gaspar Torriero, Momoblog e chiss? su quanti altri. Ok, ? divertente; ma questo si chiama “metodo Rossella”, dal nome del direttore del Tg5. Ovvero: mischiare la fuffa con le cose serie depotenzia il potenziale informativo dei blog.
Si chiama “infotainment”. Trasformare l’informazione in intrattenimento ? quello che fa da anni la televisione. Che lo facciano i blog ? segno di quanto siamo completamente succubi della logica mediatica imposta dal padrone del vapore.
Lia, a volte ? anche un problema di consapevolezza. e la consapevolezza si costruisce a poco a poco.
lia, sai bene come la pensiamo e qual ? l’epiteto che riserviamo a molte delle cosiddette blogstar. il problema ? che gran parte del dibbbattito recente (quante b? vallo a sape’) ci sembra mettere in soffitta uno dei veri atout del fare blog, vale a dire la possibilit? di distogliere l’attenzione dalle grandi correnti di opinione e informazione.
Certo i neoconi, gli pseudoanticonformisti fognaioli, i radicali e le altre trib? continuano e continueranno a cantarsele e suonarsele tra di loro.
ma poi ci sono gli “apoti”, ovvero quelli che non la bevono (il termine fu coniato dal venerabile reazionario Prezzolini). beninteso, questi ultimi non c’entrano affatto con i “terzisti”, quelli che credono di non bersela e poi ingoiano a imbuto tutto quello che propongono i soliti fogliettari.
nonn?, i veri apoti sono quelli che riescono ancora a usare la Rete per raccogliere, diffondere, magari tradurre informazioni in tempo reale. o solo leggerle, se non han tempo. per questo ci piace il tuo blog, anche perch? non ti senti obbligata a informare tutto il tempo, e spesso e volentieri ti dai al cazzeggio come ? giusto che sia.
solo che, a dire dei soliti pisquani, tutto questo ? out. l’ultimo grido ? scrivere elzeviri pi? o meno mediocri e spalleggiarli con inchini e gentilezze, con l’illusione che, ogni tanto, qualche eletto avr? un momento di gloria vera e, magari, lunga. la green card del blogger, insomma.
Giusto per fare un esempio concreto, tempo fa proposi di tradurre il rapporto “9/11”, che non era ancora stato pubblicato in italiano – non so se lo sia stato nel frattempo. Aprimmo un wiki per la traduzione, una ML per scambiarci le idee.
Dopo l’entusiasmo iniziale, le adesioni scemarono e la traduzione – anche per colpa mia, ovvio, e per colpa della mia quasi cronica mancanza di tempo – si aren?.
Certo che tutto questo parlare dell’ “utilit?” di un blog fa venir voglia di riprendere iniziative simili…
Ma sar? “utile”, poi?
Cultura Hacker… in fondo ? questo l’uso della rete che ancor oggi ? perseguibile con bambinesca leggiadria. Lasciando i K. Mitnick ai media ai fasti da “blogstar”, stravolti anch’essi da autoreferenzialit? appaganti, nei sogni “commerciosi” di molti che faranno la fortuna di pochi, gi? noti… i soliti noti trasvolatori di flussi. Si possono trovare sempre spunti nella suburbia mediale della rete, il fatto rilevante ? che le praterie sconfinate dell’underground digitale, stanno diventando, com’? giusto che sia con la maggior et?, recintelli da maneggio di periferia… Un moschetto che digitale od analogico che dovr? pur essere, prima o poi, non intendo togliere da sotto al letto, pronto a partire per la montagna… magari prima “incursione” a Mantova a liberar bambini…
Pare che non l’abbia fatto nessuno, e la cosa la dice lunga, a mio avviso, sul fatto che nessuno, qui da noi, ha interesse a far leggere a troppa gente quel che c’? scritto… Chiss?, magari ? il caso di rilanciare l’iniziativa. O magari sono solo paranoie e presto la traduzione verr? pubblicata.
Certo, quella che evidenzi ? una carta dei blog. Che poi ? un sottoinsieme della carta pi? grossa: la possibilit? di essere in tanti a dire cose “scomode”, a fare cose che nessun altro fa.
Solo che essere in tanti significa anche portarsi dietro una buona dose di “rumore” di fondo, troll, discussioni inutili…
Vero, ricordo quell’iniziativa, Alberto. Chiss? se l’ha fatto qualcun altro, a proposito.
Io comunque continuo a pensare che la grande carta dei blog potrebbe essere quella di fare da pungolo a certa stampa, almeno a quella che ci tiene ad apparire rispettabile, aperta etc.
Tornando al caso del post di Dot-Coma, una pubblica bacchettata al Corriere per come ha trattato la vicenda del ritiro dall’Iraq annunciato da Berlusconi, fatta da un po’ di blog “importanti” (che vuol dire con molti lettori e una buona capacit? di portare altri blog a scrivere dello stesso tema) ci sarebbe stata bene, e al Corriere l’avrebbero avvertita. Magari ci scappava anche che qualcuno si vergognasse, perch? no?
Il blog pu? anche rappresentare un efficace strumento terapeutico.
E’ quello che si propone, ad esempio, lo staff educativo di Salute mentale, promuovendo il confronto e la conoscenza tra utenti del servizio di psichiatria territoriale in materia di disagio mentale.
Anche noi abbiamo espresso il nostro dissenso contro l’apertura del manicomio giudiziario minorile.
Un saluto