berl.jpg

Il fatto è che a me chiedono spiegazioni sulle dichiarazioni di Berlusconi e io non so che dire.
Gli spagnoli del piano di sotto, per esempio. Prima mi arriva un sms: “Ma allora a Settembre vi ritirate!” Il giorno dopo: “Ma il telegiornale dice che Bush ha chiamato Berlusconi e lui, dopo, ha dichiarato che si era trattato di un semplice desiderio. Ma ti prego!”
E la collega, serissima, mi spiega: “E’ come se Zapatero avesse detto che ci ritiravamo e poi, dopo una chiamata di Bush, avesse dichiarato che no, che lui l’aveva solo desiderato… be’, no, questo in Spagna è impensabile. Noi abbiamo la questione dell’onore, sai. Pensa a Calderón, quelle robe lì. Da voi in Italia le faccende di onore contano meno, no?” A me viene in mente Arlecchino ma non lo dico, ché in realtà mi sto pure incavolando un po’ ma non ho argomenti, e se potessi mettere due dita negli occhi a Berlusconi lo farei volentieri.
Ridacchiano, loro, e io alzo le spalle rassegnata.

Poi i telegiornali arabi che ancora ne parlano.
Stamattina c’era il telegiornale coi sottotitoli in francese, su Nile TV, ed erano ancora lì che spiegavano che alla fine no, l’Italia pareva tornata d’accordo coi suoi alleati e che, insomma, non se ne faceva nulla e lo aveva dovuto spiegare non so chi a Bruxelles, ché si vede che ciò che dicono gli italiani non è considerato sufficiente per capire cosa diamine faccia l’Italia.

E aspetta che me lo chiedano gli studenti: “Ma che ha fatto Berlusconi? Voleva ritirarsi e Bush glielo ha proibito? Ce lo spiega, prof, ché non lo abbiamo capito?”
Nemmeno io, ragazzi. La vicenda è stata spiegata in un modo talmente fumoso che, a pensarci adesso, non lo saprei ripetere. E comunque in Italia si parla d’altro, l’unica è sentire cosa dice Nile TV.
Poi me lo raccontate.