Ieri era l’ultimo giorno di scuola e, contro ogni tradizione scolastica, l’argomento che ha tenuto banco nella mia quinta non è stato: “Cosa farete, Peppetti?”, ma: “Cosa ne sarà di lei, prof??”

Cercano di immaginarmi ed io non posso aiutarli: la mia futura quotidianità è un mistero assoluto anche (soprattutto) per me.
“Andrà a lezione in cammello e lo parcheggerà fuori dall’aula!!”
“Sì, e all’uscita scoprirò che gli studenti me l’hanno rigato.”
“Ma si metterà il velo??”
“Non credo che si debba… oddio, però è una zona conservatrice, quella…”
E mi guardano avvinti, immaginandomi col chador e il registro in mano.
“Prof, ma non ha paura??”
“E di che??”
“Già… sono i suoi futuri alunni, quelli che dovranno avere paura….”, e si sbellicano.
Questa la sto sentendo spesso, comunque…. pare che mio fratello, con un sospiro, abbia esclamato: “Non bastava l’esercito USA… pure mia sorella dovevamo mandargli, poveretti….”

Sospetto che una parte dei miei alunni pensi che, poverina, io mi sia definitivamente rincoglionita, confermando una tendenza che avevano indovinato in me fin dal primo giorno.
Per un altro gruppo, invece, sto visibilmente sfiorando la categoria del Mito, e mi guardano con la stessa aria rapita con cui contemplerebbero Eminem.
“Troppo forte, prof… io l’ho detto a tutti, non faccio altro che raccontarlo, che la mia prof molla tutto e va in Egitto!! Ormai lo sa tutta Milano, è diventata famosa!!!”
“Brava! E se mi danno buca all’ultimo momento?? Che figura ci faccio, con tutta Milano, eh..???”
Già mi vedo, che faccio l’immigrata clandestina al Cairo, senza lavoro e senza un soldo mentre, in aule ormai lontane, folle di studenti si tramandano le ipotetiche gesta dell’ex prof, ormai esploratrice intrepida, costringendomi a non tornare mai più per non deluderne l’appassionato entusiasmo.

“Prof, la veniamo a trovare! Fittiamo una macchina al Cairo e veniamo io, la De’ Peppi, Mascalzonis e Distratterrima con il fidanzato!”
“Ok, ma non azzardatevi a presentarvi con quelle pance tutte al vento ed altri innominabili vizi giovanili, che non voglio venire a recuperarvi in qualche commissariato egiziano. Non prima di avere imparato bene la lingua, comunque.”

“E la sua email, quale sarà?”
Già, quale sarà…?
Mica posso dargli quella del Circolo, ai Peppi…
Qua mi tocca farmi un Hotmail… prof@hotmail.com, che figura…