
Ma che belle cose che leggo rincasando, ma che meraviglia!
Il Fini che mi appare così:
No, ma fatemi capire: cosa vuol dire “realizzare attività a sostegno della lotta armata contro il governo di Baghdad”?
Vuol dire venirci a spiegare cosa succede lì e come si distingue il diritto alla resistenza di un popolo occupato, dal magma di tagliatori di teste e altri orrori di cui ci giunge notizia? Io lo volevo sapere. Volevo capire bene. Voi no?
Dico, proprio: “realizzare attività di sostegno”, cosa vuol dire? Parlare?
Avrebbero potuto parlare e quindi non devono venire??
Gente che in Iraq si muove alla luce del sole, che in Iraq — dove ti arrestano, ti torturano e ti ammazzano, se ritengono che tu sia un terrorista — parla apertamente, fa politica, rappresenta milioni di persone e chiede i visti nelle ambasciate, in Italia non ci può venire perché potrebbe parlare?
Perché immagino che sia al parlare, che si riferisce Fini.
Non posso, non voglio credere che lui consideri gli italiani tanto idioti da poter credere che quattro signori attraversino un continente per andare a organizzare la lotta armata davanti alla platea di un convegno, in compagnia di Vattimo e Tariq Ramadan e con i servizi segreti di mezzo mondo lì convogliati per l’occasione.
Non posso crederci, che ci consideri tanto idioti.
No, vero?
Non può essere, non è possibile.
Bisognerebbe essere delle mucche, più che degli essere raziocinanti, per credere una cosa simile.
Non può.
Bene: io non ho voglia di cercare in giro, di leggere le reazioni, di andare a guardare cosa ne pensano altri.
Mi interessa solo notare che, tra gli altri invitati, c’era Abdulhaleem KANDIL, Rappresentante di Kifaya (Egitto).
Kifaya non è il movimento che si batte per la democrazia in Egitto, salutato con tanta simpatia dalla nostra stampa tutta?
Non doveva venire allo stesso convegno, insieme agli iracheni?
A quel convegno?
Io non ho idea dei desideri e dei progetti degli organizzatori del convegno a questo punto, ovviamente.
Quello che io so, è che Kefaya farebbe bene a boicottare l’Italia, visto quello che è successo, e a rispedire al mittente il visto del suo rappresentante.
A proposito di democrazia.
E a lasciare poi ai giornali di italiani il compito di spiegare perchè, come mai un movimento per la democrazia in Egitto protesta per una decisione antidemocratica italiana.
Farebbero bene, farebbero.
Ci aiuterebbero a provare a metterci d’accordo con noi stessi, una buona volta.
E quelli che supportano questo governo, quelli che parlano, e scrivono, e poi ancora parlano e scrivono di Iraq e magari cercando sinceramente di capire cosa succede laggiù, sono quelli che più dovrebbero incazzarsi.
Ché, quando Fini ritiene di avere a che fare con un popolo di minorenni, è a loro che pensa.
Non a me.
A loro.

Cara Lia,
ti ho letta più e più volte e mi hai fatto toccare con mano la tua esperienza in Egitto.
Sono tanti anni che ritengo l’Italia chiusa in un palazzo informativo simile a quello del giovin signore del “Giorno” del Parini.
Ora, però, vedo il fondo di questa esperienza avvicinarsi con velocità da rimanerci spiaccicati.
Ricordiamoci, che mentre a Versaillles i giovin signori giocavano giovialmente a moscaceca,
ignari della vita orrenda in cui versava il popolo a causa dei loro assurdi privilegi, là fuori il metallo delle ghigliottine aspettava solo di essere affilato.
Non vorrei che tramite questa inconsapevolezza della realtà in cui si vorrebbe racchiudere il nostro popolo, ci si ritrovi poi con le mani legate in schiena, il collo bloccato tra due legni ed il boia che in una lingua a noi incompmprensibile dia il via all’esecuzione.
Ciao
Geopardy
Scusa, ma cosa ti aspettavi da un Paese in cui il presidente del Senato (mica il solito delirante articolo di “Libero” o “La padania”) dice quello che ha detto, subissato dagli applausi di integralisti cattolici?
Con tutto il rispetto per questo convegno, di cui conosco poco anche per quanto riguarda gli inviati e cosa vogliono e cosa fanno (e cosa significhi, in fondo “resistenza” in Iraq, ammesso che qualcosa abbia un senso, ormai, laggiù), le esternazioni del signore in questione, terza carica dello Stato, mi hanno colpito molto di più di questa faccenda, che del resto ne è un degno e consequenziale corollario
Cara Lia, a proposito di censura e di informazione, segnalo a te e ai tuoi avventori questo interessante convegno: http://cyberfreedom.olografix.org/ organizzato per il 3 settembre a Pescara da Peacelink e metro olografix.
Ciao, Mauro
ma ti hanno lasciata entrare in Italia??
secondo me sei un grossissimo pericolo per la nostra pagliacciata di democrazia!
(non ho capito perchè ritornare a Settembre a Milano: perchè lo fai ( disperato…) ? )
Lia, appena uscita la notizia del visto negato, avevo letto sull’ultima ora dell’Unità che alcuni degli organizzatori dell’incontro annunciavano di voler condurre uno sciopero della fame a oltranza fino alla concessione dei visti.
Poi non se n’è più sentito parlare.
Chissà se qualcuno ne sa qualcosa di più.
Terrò tutti aggiornati a proposito dello sciopero della fame. Che dovrebbe iniziare mercoledì.
Scusa xchè non avrebbero dovuto far entrare Lia?
pensi che sia davvero un pericolo?
la ritieni così importante?
anzi la ritenete così importante?
Io che seguo costantemente questo sito la ritengo mooooolto importante, passo delle ore gioiose nel leggere la marea di cavolate e falsità che questa “illustre ispanista” racconta.
Personalmente ritengo che la sua importanza nasce e finisce qui.
All’ignoranza non c’è mai fine
Amoroso declamatore di vacuita’, perche’ non pensa, nell’immediato futuro o tra una settimana o giu’ di li’, di venire a smentire me, illustre libraio, e tutte le mie fandonie?
Gradita, come ha ritenuto di esplicare con il suo aureo commento, confutazione e argomentazione.
Sarebbe in grado di dirmi dove sono le falsita’ e quali sono le sue fonti oppure devo pensare a preparare per lei una versione ridotta del blog per venire incontro alle sue deficienze di percezione del mondo che la circonda?
Si senta libero di rispondermi su questo spazio che la mia sodale destina al libero scambio di idiozie.
L’agnostico vittimista Stefano
E tu ci vuoi anche tornare in un posto governato da gente così?
Buona fotuna.